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mercoledì 30 settembre 2015

OMS: ANZIANI, ENTRO IL 2050 RADDOPPIA IL NUMERO DEGLI OVER 60 NEL MONDO. ITALIA PAESE PIU’ “VECCHIO” D’EUROPA E SECONDO PIÙ “VECCHIO” DEL PIANETA. - in embargo fino alle 18.00 del 30 settembre

Alla vigilia della Giornata Internazionale egli Anziani del 1° Ottobre, l'Organizzazione Mondiale della Sanità presenta il Nuovo Rapporto sull'Invecchiamento e la Salute, secondo cui il numero di persone anziane supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni entro il 2020.
 
Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale dell'OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini: "L'invecchiamento è un valore che va difeso, nell'agenda globale attuare cambiamenti per una società più anziana e, in particolare, tutelare le donne che compongono la porzione più ampia della popolazione anziana".


Grazie ai progressi della medicina e della ricerca, la popolazione mondiale di età superiore ai 60 anni raddoppierà entro il 2050, passando dai 900 milioni di individui di oggi a quasi 2 miliardi, e supererà il numero dei bambini di età inferiore a 5 anni entro il 2020. E' quanto emerge dal Nuovo Rapporto sull'Invecchiamento e la Salute lanciato oggi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità alla vigilia della Giornata Internazionale degli Anziani in programma il 1˚ottobre.

Secondo le stime dell'Oms, a livello globale, la popolazione aumenta a ritmi sempre più veloci: oggi, per la prima volta nella storia, la maggior parte delle persone raggiungono e superano i 60 anni, mentre 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80; entro il 2050 la maggior parte di questi - 120 milioni - vivranno in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo. 

"Oggi, la maggior parte delle persone, anche nei paesi più poveri, vivono sempre più a lungo" afferma Flavia Bustreo Vice Direttore Generale Salute delle Donne e dei Bambini presso l'OMS. "Ma questo non è sufficiente. Dobbiamo garantire che la terza età sia vissuta in salute, consentendo l'accesso alle cure anche a chi vive in condizioni svantaggiate e continuare a lavorare insieme ai Paesi per aumentare la qualità della vita delle persone anziane. Il raggiungimento di questo obiettivo non sarà solo un bene per le persone anziane, ma sarà un bene per la società nel suo complesso."

Nel 2050, secondo il Rapporto dell'OMS, l'80% della popolazione anziana vivrà nei Paesi a medio e basso reddito. E mentre in Europa, la popolazione anziana è aumentata dal 10% al 20% in circa 150 anni, nei paesi come Brasile, Cina e India ci vorranno poco più di 20 anni per raggiungere lo stesso cambiamento.
L'Italia, grazie ad alcuni dei fattori che hanno contribuito a raggiungere un'alta qualità della vita – dall'accessibilità universale delle cure, all'alto livello del sistema sanitario tra cui anche i risultati raggiunti nella salute materno-infantile – si attesta al secondo posto per popolazione più anziana al mondo: il 21,4% dei cittadini è over65 e il 6,4% è over80, seconda solo al Giappone, e medaglia d'oro d'Europa seguita da Germania e Portogallo. Ma nei prossimi 20 anni circa anche Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana come quella del Giappone, il paese con il più alto tasso di popolazione anziana nel mondo.  

Un fattore che giocherà un ruolo chiave nell'opportunità di reinventarsi delle società sarà proprio la scommessa da vincere per la salute delle persone anziane. Ciò sarà particolarmente importante per le donne, che costituiscono la maggioranza delle persone anziane e che forniscono gran parte della cura familiare per coloro che non possono più prendersi cura di se stessi. "Avendo lavorato spesso in casa, le donne più anziane possono avere minori pensioni e sussidi, un minor accesso alle cure sanitarie e ai servizi sociali rispetto agli uomini. Le donne anziane hanno anche un rischio maggiore di abusi e, in generale, peggiori condizioni di salute" spiega Flavia Bustreo.

INVECCHIAMENTO, UN'OCCASIONE MANCATA PER LA SOCIETÀ
Il Rapporto rivede lo stereotipo degli anziani come persone fragili e dipendenti, mettendo in evidenza come spesso il contributo degli anziani venga tenuto poco in considerazione.

Infatti, mentre alcune persone anziane richiedono assistenza e sostegno, la popolazione anziana in generale è molto diversa e offre molteplici contributi alle famiglie, alle comunità e alla società in un senso più ampio. Contributi che, da quanto emerge nel Rapporto, superano di gran lunga tutti gli investimenti che potrebbero essere necessari per fornire i servizi sanitari, l'assistenza a lungo termine e la sicurezza sociale, che le popolazioni più anziane richiedono. In questa direzione, è importante che la politica sposti l'attenzione dal controllo dei costi ad una maggiore attenzione per consentire agli anziani di fare le cose che contano per loro.

"Guardando al futuro, dobbiamo apprezzare l'importanza dell'invecchiamento nella vita delle donne, in particolare nei paesi più poveri – spiega Flavia Bustreo. E abbiamo bisogno di pensare molto di più a come garantire la salute delle donne durante tutta l'arco della loro vita".

UNA VITA PIU' LUNGA, MA NON SEMPRE IN SALUTE
Contrariamente a quanto si pensi, il Nuovo Rapporto sull'Invecchiamento mette in luce che ci sono poche prove a dimostrazione del fatto che gli anni in più di oggi siano vissuti più in salute rispetto a quanto non succedesse per le generazioni precedenti alla stessa età. "Purtroppo i 70 anni non sembrano ancora essere diventati i nuovi 60" afferma Flavia Bustreo. "Ma potrebbe essere così. Anzi, dovrebbe essere così".

Mentre alcune persone anziane possono vivere una vita più lunga e, allo stesso tempo, più sana, si tratta quasi sempre di persone che provengono dai segmenti più avvantaggiati della società. "Le persone che invece vivono in ambienti svantaggiati, quelli dei Paesi più poveri, con minori opportunità e minori risorse ancor più in età avanzata, sono suscettibili di avere la salute più a rischio e hanno maggiormente bisogno" spiega F. Bustreo.

Il Nuovo Rapporto sottolinea come i governi debbano agire per garantire delle politiche che consentano alle persone anziane di continuare ad essere partecipi nella società, evitando di rafforzare le ingiustizie che spesso sono alla base delle cattive condizioni di salute in età avanzata.

TRE AREE CHIAVE DI INTERVENTO
Il rapporto mette in luce tre aree chiave di intervento che richiederanno un cambiamento fondamentale nel modo in cui la società pensa all'invecchiamento e alle persone anziane. 

La prima, è quella di rendere i luoghi in cui viviamo molto più piacevoli e fruibili per le persone anziane. Degli esempi concreti di best practies si possono trovare nella rete globale dell'OMS delle Città e dei Comuni Amici degli Anziani (Age-friendly) che comprende attualmente oltre 280 città, in 33 Paesi, tra cui Udine in Italia. Si va dà un progetto per migliorare la sicurezza degli anziani nei quartieri poveri di Nuova Delhi a delle strutture ricettive in Australia e Irlanda per contrastare l'isolamento sociale e la solitudine.

Inoltre, è fondamentale che i sistemi sanitari siano allineati con le esigenze degli anziani. Ciò richiederà un passaggio che permetta ai sistemi che oggi sono rivolti a curare le malattie acute, a diventare sistemi in grado di fornire assistenza per le malattie croniche, più frequenti in età avanzata. Ci sono iniziative che hanno già ottenuto buoni risultati e che possono essere diffuse e introdotte in altri Paesi. Come ad esempio, la creazione di equipe composte da diversi specialisti come fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti, terapisti occupazionali, medici e infermieri in Brasile, o la condivisione di cartelle cliniche computerizzate tra diversi istituti di assistenza in Canada.

I governi devono, inoltre, sviluppare sistemi di assistenza a lungo termine che possano ridurre l'uso improprio dei servizi sanitari e garantire alle persone che vivono i loro ultimi anni di farlo con dignità. Le famiglie avranno bisogno di sostegno per fornire assistenza, dando maggiore libertà alle donne, che spesso sono anche coloro che si prendono in carico la cura per i familiari più anziani. Anche semplici strategie possono essere molto efficaci, come il caso dei Paesi Bassi con il sostegno via Internet per chi assiste un familiare o di sostegno alle associazioni delle persone anziane che forniscono il supporto tra pari in Vietnam.

UniSalute festeggia i 20 anni con un dinner party firmato Industree Communication Hub

UniSalute, prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti, ha affidato all'agenzia l'organizzazione e la creatività dell'evento-celebrazione dei 20 anni della compagnia, che si è tenuto nei giorni scorsi a Bologna.


Milano, 30 settembre 2015Industree Communication Hub è stata scelta da UniSalute, prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti, per la realizzazione del dinner party di celebrazione del 20° anniversario.

L'evento, che si è tenuto nei giorni scorsi a Bologna presso la prestigiosa cornice del Parco di Villa Cicogna, ha visto la partecipazione di oltre 400 ospiti, tra dipendenti e vertici delle aziende del Gruppo Unipol.

Declinato dalla campagna adv di UniSalute, il concept della serata ideato dall'agenzia "Quando c'è Unisalute ci siamo tutti – I nostri primi 20 anni guardando al futuro" ha ispirato le performance artistiche, l'allestimento e l'attività di engagement che hai coinvolto i dipendenti.

A tutti i partecipanti è stato richiesto di lasciare una testimonianza di presenza alla festa e di condivisione dello statement aziendale, nel completare la frase "Quando c'è UniSalute c'è… " scrivendo la loro personale interpretazione del claim. A fine serata è stato svelato il "C'è UniSalute Wall", la parete che ha raccolto tutti i contributi dei dipendenti.

Il dinner party è stato animato dallo spettacolo di Somantica Project, una giovane compagnia di danza acrobatica tutta al femminile che si è esibita in una performance emozionante, traducendo in arte i valori fondamentali che promuove da sempre UniSalute: energia, ottimismo, innovazione e benessere.

Industree Communication Hub, che collabora da anni con il Gruppo Unipol, ha supportato l'ufficio marketing di UniSalute in tutte le fasi di gestione del progetto, dall'ideazione creativa alla segreteria organizzativa, con l'obiettivo di anticipare e soddisfare le aspettative degli ospiti dell'happening e renderlo memorabile, creando un evento su misura e in linea con l'identità del cliente.

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Industree Communication Hub (www.industree.it - www.o-one.net) - gruppo con sedi a Milano, Reggio Emilia, Bologna. Il portfolio clienti include realtà come Ferrero, Barilla, Pirelli, UnipolSai, Panini, Vodafone, Maserati, Alfa Romeo, Reckitt Benckiser Durex, Linear, Conad, Piaggio Aerospace.

PANDOLEA: le Donne dell'Olio in missione a Expo il 9 e il 10 ottobre con una carrellata di eventi patrocinati da Padiglione Italia.


Pandolea in missione a EXPO 2015
Il 9 e il 10 ottobre carrellata di iniziative dell'Associazione Pandolea – Donne dell'Olio per diffondere la cultura della sana alimentazione

Milano 30 settembre 2015 – Due date da segnare in agenda per una due giorni di appuntamenti da non perdere patrocinati da Padiglione Italia e ideati dall'Associazione Pandolea – Donne dell'Olio che riunisce produttrici di olio extra vergine d'oliva e donne legate al mondo dell'olio. Si terranno il 9 e 10 ottobre a Expo Milano con un programma studiato per promuovere le attività dell'associazione rivolte all'educazione alimentare e alla diffusione nelle scuole della cultura dell'olio extravergine di qualità italiana.

Le donne che rappresentano l'olio made in Italy si impegnano a titolo di volontariato, senza fondi e finanziamenti né sponsor per la diffusione, sin da piccoli, della corretta alimentazione e di uno stile di vita ecosostenibile. Si parte venerdì 9 ottobre con una tavola rotonda nel Lounge Mipaaf di Expo durante la quale sarà presentato Bruschetta o Merendina? il progetto didattico-educativo sulla sana alimentazione e la cultura dell'olio di oliva rivolto agli studenti delle ultime tre classi della scuola primaria. 

Un vero e proprio piano formativo per il nuovo anno scolastico 2015/2016 sviluppato da CLIOedu componente editoriale della società CLIO S.p.A. specializzata in servizi digitali innovativi per la formazione. La tavola rotonda è patrocinata dal Padiglione Italia Expo2015 e vede la partecipazione dell'europarlamentare Paolo De Castro, del presidente di Pandolea Loriana Abbruzzetti e del titolare di CLIOedu Gabriele Conte.

Alla sera del 9 ottobre, in occasione di un aperitivo a Eataly Smeraldo a Milano, sarà presentata la Linea di bijoux Perle Di Extra Vergine, dove potranno essere acquistate le prezione creazioni artigianali realizzate a mano dal tecnologo alimentare Pina Boccia, associata Pandolea, con perle, olive sintetiche e di materiale vario. Un importante fonte di finanziamento per Pandolea per promuovere le sue attività. Durante l'aperitivo sarà offerto pane condito con olio di qualità prodotto dal vivo con il frantoio Oliomio della ditta Tem-Toscana Enologica Mori.

Infine, sabato 10 ottobre alle ore 10,30 a Expo Milano nello spazio We-Women for Expo si potrà imparare a creare prodotti cosmetici per la pelle utilizzando solo ingredienti alimentari, comunemente presenti nelle case, durante il workshop intitolato Cibo per la pelle sotto la guida della chimico cosmetologa Diana Malcangi.

Ancora poche ore per "Un salto per l'Alzheimer"

Fino al 30 settembre 2015
Un salto per l'Alzheimer

Milano, 3 settembre 2015 - C'è tempo un mese per rendere concreto "un salto per l'Alzheimer". 

Fino al 30 settembre andando sulla piattaforma di crowdfunding buonacausa.org chiunque può donare un euro – o anche di più – per sostenere il progetto ideato da Fabio Marelli, speaker di Discoradio, in collaborazione con l'Associazione Alzheimer Milano e l'Accademia Italiana di Paracadutismo di Casale Monferrato.

L'idea di Fabio è di raccogliere fondi per sostenere il servizio di Terapia Occupazionale, dedicato ai malati di Alzheimer e ai loro familiari con l'obiettivo di migliorare la loro qualità di vita, messo in atto dall'Associazione Alzheimer Milano insieme alla Federazione Alzheimer Italia. 

Una raccolta fondi che mira al raggiungimento di un primo obiettivo di 5.000 euro, conseguito il quale Fabio offrirà ai sostenitori - come buona norma del crowdfunding impone - qualcosa in cambio. Una prova di coraggio che "mai nella vita" – ammette – "mi sognerei di fare, se non per una buona causa!": un salto con il paracadute. Questo lancio sarà effettuato in tandem con un istruttore esperto, durante il quale Fabio ringrazierà simbolicamente ogni singolo donatore. Il lancio con il paracadute sarà quindi una metafora della malattia di Alzheimer: l'affidarsi di una persona in totale fiducia nelle braccia e nelle cure di un'altra.

Si tratta di un progetto di collaborazione tra la provincia di Milano, dove sarà messo in atto il servizio di Terapia Occupazionale, e la regione Piemonte, terra di origine di Fabio, in cui sarà effettuato il lancio. E avverrà nel mese di settembre, quarto Mese Mondiale Alzheimer. Nel 2012, anno in cui si celebrava la XIX Giornata Alzheimer, Alzheimer's Disease International (ADI) ha voluto dedicare tutto il Mese alla sensibilizzazione sulla demenza e alla lotta allo stigma che la circonda.

Con il raggiungimento dei 5.000 euro di raccolta, sarà possibile sostenere nello specifico il servizio di Terapia Occupazionale per 4 famiglie al mese, un totale di 48 famiglie l'anno. Questo servizio prevede la consulenza e il supporto di un terapista occupazionale per promuovere la salute e il benessere attraverso le attività di vita quotidiana. Il terapista, affiancato da un neolaureato nel corso di Terapia Occupazionale, risponderà ai bisogni e alla richieste dei familiari, effettuerà sopralluoghi a domicilio e suggerirà strategie di gestione con l'intento di semplificare la routine quotidiana e migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro familiari. 

I fondi raccolti che eccederanno i 5.000 euro andranno a finanziare il servizio Pronto Alzheimer, la prima linea telefonica in Italia di aiuto e consulenza ai familiari dei malati (02-809767 lun/ven h.9/18) che offre informazioni, consigli e supporto sociale, psicologico e legale.

www.buonacausa.org/cause/unsalto
fino al 30 settembre 2015
donazione per il progetto "Un salto per l'Alzheimer"
info su: www.facebook.com/fabiomarellifanpage; www.alzheimer.it; www.discoradio.it



La malattia di Alzheimer
Demenza è un termine usato per descrivere diverse malattie che comportano l'alterazione progressiva di alcune funzioni (memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità e comportamento) di severità tale da interferire con gli atti quotidiani della vita. La demenza non ha confini sociali, economici, etnici o geografici. La malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza (rappresenta il 50-60% di tutti i casi). È un processo degenerativo che colpisce progressivamente le cellule cerebrali, provocando quell'insieme di sintomi che va sotto il nome di "demenza", cioè il declino progressivo e globale delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione.
Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2015 rileva che ci sono nel mondo 46,8 milioni di persone affette da una forma di demenza (nel 2010 se ne stimavano 35 milioni), cifra destinata quasi a raddoppiare ogni 20 anni. I nuovi casi di demenza sono ogni anno oltre 9,9 milioni, vale a dire un nuovo caso ogni 3,2 secondi.
In Italia si stima che la demenza colpisca 1.241.000 persone (che diventeranno 1.609.000 nel 2030 e 2.272.000 nel 2050). I nuovi casi nel 2015 sono 269.000 e i costi ammontano a 37.6 miliardi di euro.

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www.CorrieredelWeb.it

martedì 29 settembre 2015

Prevenzione rischi cardiovascolari: plauso Sottosegretario De Filippo per iniziativa Fondazione Italiana per il cuore

 
Ministero della Salute

"L'iniziativa annunciata oggi dalla Fondazione Italiana per il cuore, in occasione della giornata mondiale per il cuore, dedicata alla prevenzione dei rischi cardiovascolari dei collaboratori del Ministero del Lavoro, merita un plauso". Lo dichiara il Sottosegretario alla Salute, On. Vito De Filippo .

"La prevenzione è infatti un tassello importante della politica sanitaria di questo governo, in grado non solo di creare un risparmio per le casse dello Stato - continua il Sottosegretario- , ma soprattutto di garantire alle persone in età da lavoro e alle loro famiglie una qualità di vita ottimale. In occasione della giornata mondiale del cuore - conclude il Sottosegretario De Filippo- è importante ricordare la sfida che la comunità scientifica internazionale ci pone, ovvero di ridurre del 25%  entro il 2025, il rischio di patologie cardiovascolari ".

 


IN ITALIA RECORD DEGLI OVER 80 GRAZIE ALLA DIETA MEDITERRANEA

L'Italia è il Paese con la percentuale piu' alta di ultraottantenni che rappresentano nel 2014 ben il 6,4 per cento della popolazione, rispetto al 5,1 per cento della media comunitaria, anche grazie alla dieta mediterranea certificata da molti studi scientifici come un elisir di lunga vita.

E' quanto afferma la Coldiretti sulla base della pubblicazione Eurostat in vista della giornata internazionale dell'anziano che si celebra il primo ottobre. In Italia - sottolinea la Coldiretti la speranza di vita alla nascita è tra le piu' alte a livello mondiale ed è pari a 79,8 per gli uomini e a 84,6 per le donne.

Pane, pasta, frutta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani - precisa la Coldiretti - di conquistare fino ad ora record nella longevità. Un ruolo importante per la salute che - conclude la Coldiretti - è stato riconosciuto anche con l'iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità dell'Unesco che è avvenuto quasi 5 anni fa, il 16 novembre 2010.

General Electric Healthcare investe un miliardo di dollari per lo sviluppo delle offerte formative rivolte a professionisti del settore sanitario.

GE HEALTHCARE INVESTIRÀ NELLA FORMAZIONE DI OLTRE DUE MILIONI DI PROFESSIONISTI DELLA SANITÀ ENTRO IL 2020

 

-          Le nuove soluzioni di formazione e didattica potrebbero apportare benefici a più di 300 milioni di pazienti in tutto il mondo

-          Un investimento di oltre 1 miliardo di dollari per sviluppare e fornire offerte commerciali localizzate per il settore sanitario, tra cui una nuova gamma di soluzioni tecnologiche per la formazione

-          Nelle regioni sviluppate, il piano ambisce all'ottimizzazione dell'efficienza, degli esiti delle cure dei pazienti e delle soluzioni di analisi dei dati. Nelle economie emergenti, punta a consentire la crescita della forza lavoro sanitaria

-          Tanti i progetti già avviati in Italia: dalla formazione da remoto alle lezioni in aula

 

MILANO, 29 SETTEMBRE 2015 – In economie sviluppate come gli Stati Uniti, l'Europa e parte dell'Asia, i leader della sanità stanno cercando di ottimizzare l'efficienza, l'integrazione dei sistemi e l'analisi dei dati per raggiungere una maggiore produttività. Nelle economie emergenti, invece, la preoccupazione più pressante riguarda l'accesso a cure primarie di base a prezzi accessibili. I sistemi sanitari di tutto il mondo si trovano di fronte a molte sfide impegnative: tutti potrebbero trarre beneficio da soluzioni di formazione e di didattica personalizzate, incentrate sulle proprie particolari esigenze.


Per rispondere a queste necessità, GE Healthcare ha annunciato che investirà oltre 1 miliardo di dollari nei prossimi cinque anni per lo sviluppo delle proprie offerte formative. L'obiettivo è raggiungere più di due milioni di operatori sanitari in tutto il mondo entro il 2020, contribuendo a migliorare l'assistenza sanitaria dall'interno, attraverso programmi di formazione avanzati e soluzioni per medici, radiologi, tecnici, ostetriche, infermieri, ingegneri biomedici e non solo. Le soluzioni saranno orientate a soddisfare le esigenze locali e includeranno nuove applicazioni cliniche e di prodotto, formazione e istruzione tecnica nonché corsi per migliorare le capacità di leadership.

 

"Le sfide riguardanti la capacità di costruire, formare personale specializzato e innovare in ogni ambiente specifico sono tra i temi più importanti per molti Sistemi sanitari e per i Ministeri della salute di tutto il mondo", ha dichiarato John Flannery, Presidente e CEO di GE Healthcare. "Continueremo a lavorare a stretto contatto con i governi locali, le istituzioni e i clienti per rispondere alle loro esigenze principali. In alcuni Paesi, ad esempio, questo significherà formare le ostetriche all'utilizzo di un nuovo ecografo o di un dispositivo di diagnostica portatile. In altri, vorrà dire sostenere le reti multi-ospedaliere per migliorare i risultati clinici e operativi".

 

I progetti in Italia

 

GE Healthcare Italia ha già avviato diverse modalità di formazione di medici, tecnici e professionisti del settore sanitario, per formarli all'utilizzo delle proprie tecnologie, ottimizzare le loro competenze e poter assistere sempre meglio i pazienti. Alcuni esempi di progetti avviati in Italia:

 

-          "Live Expert": appuntamenti mensili con webinars clinici interattivi e i corsi di formazione online condotti dagli esperti di GE su argomenti a scelta. Una formazione interattiva, che permette di conoscere al meglio le tecnologie GE, interagendo con gli altri partecipanti e con gli esperti di GE. Solo per l'utilizzo della risonanza magnetica, più di 1.000 professionisti in Italia sono stati coinvolti in sessioni di training nel 2014.

 

-          Appslink: meeting virtuali, concordati tra gli operatori del settore e gli esperti di GE, grazie ai quali è possibile sia ricevere supporto e consulenza sulla tecnologia GE, sia organizzare sessioni di training in tempo reale. AppsLinq è un tool che permetto lo screen sharing tra l'operatore che sta lavorando in RM o CT e l'esperto clinico GE: l'esperto clinico GE riesce a vedere in tempo reale il monitor della RM o CT, prendendo il controllo del mouse come se fosse accanto all'operatore. Con questo sistema è possibile intervenire su qualsiasi aspetto applicativo, come ad esempio la review di immagini, il set up dei protocolli, training su nuovi esami e/o su nuovo personale.

 

Un'esperienza di successo in più mercati

 

Il programma di GE Healthcare si basa su iniziative di formazione già esistenti a livello mondiale, tra cui:

 

·         L'iniziativa Skill India: messa a punto da GE Healthcare, riunisce esperti di sanità e istruzione per formare ed educare più di 100.000 nuovi e già esistenti operatori sanitari in India nei prossimi cinque anni.

·         GE Foundation ha lavorato al fianco dei Ministeri della salute locali per più di un decennio attraverso la sua iniziativa Developing Health Globally.

·         Un nuovo impegno da 100 milioni di dollari è stato annunciato nel mese di febbraio 2015 per lo sviluppo e la consegna di progetti di istruzione e formazione localizzati, mirati a far fronte a problemi di salute in Africa, Turchia, Medio Oriente, Russia e Paesi CSI entro il 2018. Questo impegno si basa sulla apertura dello Healthcare Skills and Training Institute nel 2013, lanciato in collaborazione con la King Fahad Medical City in Arabia Saudita.

·         I primi risultati del nuovo approccio di GE Healthcare in Europa mostrano un aumento di oltre il 300% delle sessioni di formazione per esperti a distanza.

·         Per oltre cinque decenni, il Leadership Centre di GE a Crotonville, New York, ha rappresentato l'epicentro dei noti programmi di formazione per il pensiero trasformativo in ambiti quali sviluppo della leadership, gestione del cambiamento, cultura organizzativa e innovazione.

 

Portare la cura del paziente a un livello del tutto nuovo, nel mondo

 

Nel solco di questo impegno formativo, GE Healthcare continuerà a lavorare con gli operatori sanitari per definire programmi strategici che possano anche includere servizi tecnologici, finanziari e di consulenza, per contribuire a migliorare l'assistenza sanitaria e guidare il cambiamento trasformazionale nel settore.

 

"Il nostro obiettivo è quello di sviluppare soluzioni didattiche significative e rilevanti, che aiutino i professionisti sanitari a creare valore a lungo termine e abbiano un impatto positivo e misurabile", ha affermato Mario Lois, General Manager, Global Education Services di GE Healthcare.

 

GE Healthcare fornirà formazione a distanza, online e sul campo soprattutto nel quadro di una partnership commerciale con i clienti, con l'obiettivo di contribuire a ottimizzare le competenze a cui gli operatori sanitari dovranno fare ricorso in situazioni cliniche quotidiane.

Alcuni esempi delle modalità di attuazione dei corsi potrebbero includere una formazione "peer-to-peer" fornita da opinion leader tra i clienti; formazione tramite video conference virtuali; formazione sui prodotti clinici curata da specialisti certificati; formazione biomedica sotto la supervisione di istruttori tecnici; educazione alla leadership gestita da professionisti certificati GE e consulenti.

 

GE Healthcare sta sviluppando nuove soluzioni di formazione intorno a due obiettivi cruciali: una maggiore possibilità di accesso e la misurabilità dei risultati. A livello mondiale, ad esempio, sono in corso progetti pilota per testare una nuova gamma di soluzioni di formazione in presenza di robot controllati a distanza. Queste nuove soluzioni ambiscono a fornire un'esperienza efficace molto vicina a un lavoro al fianco di un formatore fisicamente presente.

 

Inoltre, GE Healthcare sta lavorando sulla massimizzazione della qualità e sull'impatto misurabile delle sue nuove soluzioni di formazione. Alcune di queste nuove offerte formative, basate sui risultati, utilizzano dati analitici per individuare al meglio le esigenze di formazione, traducendole in piani personalizzati, con la possibilità di misurarne l'impatto su indicatori chiave, come la riduzione della dose di radiazioni erogate o del numero di pazienti esaminati.

 

"Gli operatori sanitari saranno in grado di sfruttare le nuove soluzioni didattiche sviluppate da GE per formare meglio il personale, ottimizzare l'uso di attrezzature e, soprattutto, migliorare la cura del paziente", ha concluso Lois.

 

Le mele scendono in piazza contro la Sclerosi Multipla il 10 e 11 ottobre. Aiutateci a contribuire nella ricerca contro questa brutta malattia

"Contro la sclerosi multipla sosteniamo la ricerca": è l'appello del cuoco Alessandro Borghese, nuovo testimonial per la campagna "La Mela di AISM" che si terrà il 10 e 11 ottobre in 3000 piazze italiane. Oltre 4 milioni di mele verranno distribuite per sostenere la ricerca scientifica sulla sclerosi multipla e per implementare i servizi sanitari e sociali per le persone con SM. Con la "Mela di AISM" sarà  possibile sostenere anche il Programma Giovani Oltre la SM (www.aism.it) .

Sono 75 mila le persone colpite da SM in Italia. Il 50% di loro sono giovani. La sclerosi multipla è una grave malattia del sistema nervoso centrale. Cronica, imprevedibile e spesso invalidante, colpisce per lo più i giovani tra i 20 e i 40 anni, nel pieno dei progetti di vita. In Italia si registra un diagnosi ogni 4 ore.  La malattia si manifesta per lo più con disturbi del movimento, della vista e dell'equilibrio, seguendo un decorso diverso da persona a persona.

La ricerca negli ultimi anni ha fatto molti progressi. Esistono terapie in grado di rallentare la progressione della malattia e di migliorare la qualità di vita delle persone. Ma la causa e la cura risolutiva non sono state ancora trovate. Per questo è fondamentale sostenere la ricerca scientifica oggi per garantire una migliore qualità di vita, per trovare nuovi trattamenti sempre più efficaci domani e trovare la causa della SM e la cura risolutiva in un futuro sempre più vicino.

Attraverso lo spot con Alessandro Borghese, il 10 e il 11 ottobre, si sensibilizzerà, l'opinione pubblica a "scendere" nelle 3000 piazze italiane per sostenere AISM "contro" la sclerosi multipla  e  nel suo impegno nel dare risposte concrete alle persone con SM attraverso la ricerca scientifica, i servizi socio sanitari laddove l'Ente pubblico non arriva, ma anche nel tutelare e affermare i diritti delle 72.000 persone con SM, di cui oltre la metà sono giovani.

Grazie ai fondi raccolti con l'iniziativa "la Mela di AISM" si potrà sostenere in particolare il programma "Giovani oltre la SM" che comprende convegni informativi, sostegno psicologico per i neo diagnosticati, le coppie, ma anche collane editoriali studiate per rendere più chiare e fruibili le informazioni utili a rispondere a quesiti e problemi che si presentano nella vita quotidiana, sanitaria, sociale e lavorativa di ogni giovane che si trova a convivere con la SM.

L'iniziativa di solidarietà "La mela di AISM", svolta sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica è promossa da AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla e dalla sua Fondazione – FISM con il patrocinio di Pubblicità Progresso Fondazione per la Comunicazione Sociale.

L'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, insieme con la sua Fondazione (FISM), è l'unica organizzazione che in Italia interviene a 360° sulla sclerosi multipla per indirizzare, promuovere, finanziare la ricerca scientifica, promuovere ed erogare servizi sanitari e sociali nazionali e locali, rappresentare e affermare i diritti delle 70mila persone in Italia colpite dalla malattia affinché siano pienamente partecipe e autonome.

La Sezione AISM di Roma
La Sezione AISM di Roma opera sul territorio per assicurare assistenza, autonomia e partecipazione alle persone con sclerosi multipla e ai loro familiari, aiutandole a superare quotidianamente i limiti imposti dalla patologia e a migliorare la propria qualità di vita. Per raggiungere questi obiettivi eroga una serie di servizi socio-assistenziali, quali:

Assistenza domiciliare; Sostegno psicologico; Consulenza legale; Infopoint presso i Centri Clinici di riferimento per la SM;  Seminari informativi sulle problematiche della patologia; Segretariato sociale; Supporto all'autonomia della persona domiciliare ed extradomiciliare; Supporto al ricovero ospedaliero; Telefono amico; Trasporto con mezzi attrezzati; Ritiro farmaci.

Attraverso il Centro AISM di Via Cavour 179/a assiste oltre 50 persone a grave rischio isolamento sociale; la Sezione gode anche del vivace apporto del Gruppo Giovani AISM formato da giovani con SM e non che si impegnano  nell'organizzazione di convegni tematici sulla sclerosi multipla e iniziative di carattere culturale.


ELENCO PIAZZE

lunedì 28 settembre 2015

Il crepacuore una sindrome di cui morire.



Con il termine  sindrome, in medicina,  si intendono un’ insieme  segni clinici e sintomi che insieme costituiscono le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie.

Di recente e stato svolta una ricerca internazionale, sulla sindrome di takotsubo o cardiomiopatia da stress, più comunemente chiamata e conosciuta come “Crepacuore”, e i risultati sono veramente clamorosi.

I tassi di mortalità della sindrome del crepacuore, sono simili a quelli dei pazienti ricoverati in ospedale per infarto, si aggirano intorno al 5%.

Quindi, con il comune modo di dire ho un crepacuore, oggi s’identifica una vera è propria malattia; lo affermano anche i ricercatori dell’Istituto di Cardiologia dell’Università Cattolica  Policlinico Gemelli di Roma, co-autori nella ricerca effettuata a livello internazionale ed esposta sull’autorevole New England Journal of Medicine.

Leda Galiuto, docente alla Cattolica e cardiologa presso il Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli, spiega che il crepacuore, o scientificamente chiamato la sindrome di takotsubo, si associa a malattie neurologiche o psichiatriche nella metà dei casi, in altre parole si presenta spesso in associazione a disturbi psichiatrici come la depressione.

I sintomi con cui si manifesta questa patologia, sono come quelli di un infarto, dolore al petto o affanno improvviso, ma sottoponendosi a una coronarografia d’urgenza, il risultato e che le coronarie sono sorprendentemente normali, senza stenosi, restringimento.

Anzi il cuore, al contrario, mostra un’alterazione nella sua forma, si trasforma in un palloncino, è una sindrome particolare che colpisce principalmente le donne.

«Le alterazioni del microcircolo coronarico hanno un ruolo fondamentale in molte malattie cardiovascolari e in particolare nella sindrome di takostsubo», aggiunge il professor Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Gemelli.

Il crepacuore una sindrome di cui morire colpisce principalmente le donne, e soprattutto quelle che hanno subito uno stress emotivo, principalmente un lutto, o un forte stress fisico come un intervento chirurgico.

Dunque la sindrome da crepacuore non è una patologia benigna come ritenuto finora, quindi lo studio svoltosi è molto importante perché permetterà di scoprire i nuovi bersagli terapeutici per il trattamento della malattia, salvando in questo modo diverse vite umane.

Sono veramente tante e molto importanti le università e i centri internazionali che sono stati coinvolti in questo lavoro, tra cui la Mayo Clinic di Rochester, l’Università di Zurigo e l’Oxford University.

Si tratta del primo studio internazionale sulla sindrome di takotsubo, ha coinvolto complessivamente ventisei centri di nove Paesi tra Europa e Stati Uniti.

I pazienti, che sono stati sottoposti a visite e studiati sono ben 1.750, lo scopo finale, l’obiettivo, erano, infatti, arrivare a comprendere l’evoluzione clinica della malattia, e valutare i risultati della terapia che oggi è in uso.

Alla luce dello studio svoltosi, tutti i protagonisti della ricerca evidenziano l’importanza primaria della gestione clinica dei pazienti, nella fase acuta, proprio perché i tassi di mortalità sono molto elevati, come per un infarto, e ha volte i sintomi sono trascurati o non presi troppo in considerazione, rischiando di non arrivare in tempo per essere salvati.


Francesca Capiloni

Viaggiare con i sapori: ricette gluten-free dal mondo


Lo sapevate che il 26 settembre è la Giornata Europea delle Lingue e il 27 settembre è la Giornata Mondiale del Turismo? Noi crediamo che viaggiare, assaporare altre lingue e culture e scoprire cose nuove siano tra le attività più gratificanti che esistano!
 
Per chi segue una dieta senza glutine l’idea di viaggiare potrebbe incontrare qualche resistenza, ma per fortuna oggi esistono soluzioni valide come GlutenfreeRoads (www.glutenfreeroads.com/it/) e Schär Glutenfree Holidays (holidays.schaer.com), così la sensibilità al glutine e la celiachia non rappresentano più uno spauracchio. 

Purtroppo le vacanze sono terminate quasi per tutti, ma nell’attesa del prossimo viaggio, si può sperimentare il mondo attraverso la cucina: vi presentiamo quindi 3 ricette gluten-free internazionali.

E per voi? Qual è la vostra ricetta senza glutine dal mondo?
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GlutenfreeRoads è un’app che consente di cercare ristoranti, negozi, e hotel gluten-free da mobile.
Schär Glutenfree Holidays è un portale di viaggi con offerte turistiche senza glutine e presenta esclusivamente pacchetti di viaggio per persone con esigenze di dieta priva di glutine. Tutti gli alberghi e le altre strutture partecipanti di Schär Glutenfree Holidays sono accuratamente selezionati e offrono una gamma di prodotti Schär.

Obiettivo di questa offerta innovativa è assicurare ai consumatori un’esperienza spensierata, permettendo di organizzare le vacanze in modo semplice e sicuro. Bastano, infatti, pochi clic per prenotare una vacanza garantita senza glutine, in completa serenità. Si inizia con mete di viaggio selezionate in tutta Italia, ampliando l'offerta costantemente.


Ricette
Tempura dal Giappone
Ingredienti

125 g di "Farina" Schär (ad esempio
www.schaer.com/it/prodotti-senza-glutine/farina/farina)
1 zucchino,
1 carota,
1/2 cavolfiore,
100 g di cuori di carciofo,
100 g asparagi verdi,
200 ml di acqua minerale frizzante molto fredda,
2 albumi,
sale q.b.,
olio per friggere q.b.

Istruzioni
Tagliare a pezzetti non troppo piccoli le verdure. Montare a neve l'albume, poi miscelare bene la farina con acqua minerale ed aggiungere. In una padella scaldare abbondante olio. Passare quindi ciascun pezzo di verdura nella pastella e friggere nell' olio bollente fino a doratura.



Crostini con aringa e panna acida dalla Russia

Ingredienti
4 Panini Schär (ad esempio www.schaer.com/it/prodotti-senza-glutine/pane/panini) 
2 cucchiai di panna liquida
2 cucchiai di yogurt naturale
1 cucchiaino di succo di limone
60 g di arringa affumicata tagliata a filetti
1 cetriolo
100 ml di latte
qualche foglia di prezzemolo
1 cucchiaino di pepe rosa in grani

Istruzioni
Lavare i filetti di aringa in acqua tiepida, scolarli e asciugarli con carta da cucina. Metterli in una ciotola, bagnarli con il latte e lasciarli marinare per circa 2 ore. Nel frattempo mescolare in una ciotolina la panna, lo yogurt e il succo di limone. Lasciare riposare il miscuglio 90 minuti vicino ad una fonte di calore finché è leggermente addensato. Spalmare la panna acida sulle fette di pane, appoggiarvi sopra i rotolini di arringa e le fette di cetriolo e decorare con le foglie di prezzemolo e i gradi di pepe rosa.


Tartine esotiche

Ingredienti
8 fette di Rustico Schär (ad esempio www.schaer.com/it/prodotti-senza-glutine/pane/ciabattine-rustiche)
300 g di gamberetti lessati e sgusciati
2 avocado maturi
2 cucchiai di olio di oliva
succo di 1 limone
sale e pepe q.b.

Istruzioni
Mettere la metà della polpa degli avocado nel vaso del frullatore, unire l’olio, il succo di limone, sale e pepe e frullare bene fino ad ottenere una crema omogenea. Incorporare i gamberetti, lasciandone da parte alcuni per decorare. Spalmare sulle fette di pane la salsa e guarnire a piacere con gamberetti conservati a parte.

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