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martedì 27 settembre 2016

Attenzione ad una dieta alimentare povera di iodio. La carenza di iodio nella dieta provoca gravi conseguenze alla salute

Uno studio dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano mette in luce lo scarso consumo di alimenti ricchi di iodio e i rischi per la salute, in particolare per il feto e l’accrescimento dei bambini.
 
 
(Milano, 27 settembre 2016) – La carenza nutrizionale di iodio costituisce ancora oggi un grave problema sanitario e sociale che interessa un numero elevato di persone in tutto il mondo, compreso il nostro Paese. 
 
In molti pensano che basti una passeggiata in riva al mare per fare il pieno di questo importante minerale, ma purtroppo non è così. Lo iodio si assume solo attraverso gli alimenti, in particolare il pescato marino, e la carenza è sostanzialmente dovuta ad una errata alimentazione.

Si stima che circa il 29% della popolazione mondiale sia ancora esposta alla carenza di iodio. In Italia si ammalano di gozzo circa 6 milioni di persone, più del 10% della popolazione. 
 
L’insufficienza di iodio ha effetti negativi in tutte le fasi della vita perché costituente fondamentale degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo determinante nelle fasi dell’accrescimento e dello sviluppo.

La gravidanza e l’infanzia rappresentano le fasi in cui gli effetti della carenza possono essere più gravi poiché gli ormoni tiroidei sono indispensabili per un adeguato sviluppo del sistema nervoso centrale che inizia durante la vita fetale e continua fino ai primi anni di vita, ma anche nel mantenimento dell’equilibrio metabolico dell’organismo adulto; senza un adeguato apporto di iodio, il nostro metabolismo diventerebbe pigro, causando un gran numero di patologie gravi.

Gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano hanno esaminato 1.200 interviste tra le 5.000 realizzate nel 2015 in tutta Italia dai dietisti dell’Osservatorio, utilizzando il software online gratuito messo a disposizione sul portale Educazione Nutrizionale Grana Padano a medici, pediatri, dietisti e operatori sanitari.

I dati raccolti dalle anamnesi alimentari di persone di età compresa fra i 13 e 40 anni dimostrano che la quantità media assunta normalmente con la dieta dalla popolazione è insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di iodio. Secondo i LARN (Livelli di Assunzione Raccomandata di Nutrienti della SINU) il fabbisogno giornaliero di iodio degli adolescenti (11-17 anni) è di 130 microgrammi (μg), per gli adulti 150µg. 
 
Per le donne in gravidanza e allattamento tale quantità aumenta sensibilmente, raggiungendo i 200μg al giorno, la stessa quantità è consigliata nella pre-gravidanza per garantire le necessità del feto.

L’analisi dell’Osservatorio ha valutato le abitudini alimentari di adolescenti e adulti, concentrandosi prevalentemente sulle donne in età fertile (visto il maggiore fabbisogno di iodio). 
 
Dall’analisi è emerso che mediamente gli intervistati raggiungono solo 60µg di iodio giornaliero con gli alimenti, pari a meno della metà della dose consigliata e che solo il 5% degli intervistati raggiunge il fabbisogno quotidiano.

L’intake medio giornaliero degli intervistati è di 64μg (61 per le femmine e 68,2 per i maschi); nella fascia dei giovani 13-18 anni, l’intake è di 61,6μg e negli adulti è pari a 64,5. 
 
Le femmine hanno carenze più consistenti, soprattutto nella fascia dei giovani, assumendo solo 55,8μg contro 70,6 dei maschi. 
 
La carenza è determinata da uno scarso consumo di alimenti ricchi di iodio ed anche dall’inosservanza delle regole dell’equilibrata alimentazione in particolare per la frequenza con cui si dovrebbero consumare gli alimenti.

Il contenuto di iodio è estremamente variabile; gli alimenti più ricchi di iodio sono i crostacei e i pesci di mare, i mitili e gli alimenti provenienti dal mare in generale. Anche le uova, lo yogurt, alcuni formaggi e la carne ne contengono quantità significanti, i vegetali invece sono poveri di questo minerale la cui quantità dipende dalle quantità contenute nel terreno. 
 
Anche negli alimenti di origine animale la presenza di iodio dipende da cosa hanno mangiato gli animali, per questa ragione il contenuto può essere molto variabile, tranne che negli alimenti DOP la cui costanza nutrizionale è garantita dal disciplinare di produzione.

Gli alimenti che maggiormente contengono iodio sono poco consumati dagli intervistati nonostante il pescato sia la prima fonte del minerale, la seconda è rappresentata da latte e latticini, con in media un contributo di 20μg giornalieri. Garantirsi un corretto fabbisogno di iodio è fondamentale per proteggere la salute della tiroide. 
 
La strategia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a livello mondiale, scelta anche dal nostro Paese, per l’eradicazione dei disturbi da carenza iodica, è quella di utilizzare come veicolo il sale alimentare arricchito di iodio.

La Prof.ssa Michela Barichella Responsabile dell’UO di Dietetica e Nutrizione Clinica ASST Gaetano Pini - Cto di Milano e membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, ha dichiarato:

L’emanazione nel marzo del 2005 della Legge n. 55, finalizzata alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica, si basa soprattutto sull’obbligo da parte dei rivenditori di proporre e vendere solo sale iodato, tranne nel caso sia il consumatore a scegliere il sale senza integrazione di iodio. Sono passati più di 10 anni e quasi tutti i negozi di alimentari si sono adeguati. Tanto è stato fatto anche dall’Istituto Superiore di Sanità, che svolge tuttora una campagna di sensibilizzazione verso la classe medico sanitaria; ma nonostante gli sforzi, i casi clinici non sono diminuiti significativamente e in modo non omogeneo nelle varie regioni italiane. L’indagine dell’Osservatorio mette in evidenza che l’intake nell’alimentazione abituale è ancora insufficiente”.

Avere a disposizione il sale iodato – ha spiegato ancora Barichella - non è però certezza di utilizzo e spesso non è il sale scelto dai consumatori, non dobbiamo poi dimenticare che è comunque necessario, al tempo stesso, ridurre il consumo abituale di sale (cloruro di sodio) per prevenire tante importanti malattie a carico del sistema cardiovascolare e gastroenterico. Se si seguissero le linee guida che medici e dietisti danno ai loro pazienti (non consumare più di 5 g a testa di sale iodato il giorno) si risolverebbe sia il problema dell’eccesso di sodio, sia dell’introito di iodio. Pare però che siano in pochi a seguire questo consiglio. La carenza di iodio e l’eccesso di sodio si può risolvere solo promuovendo la corretta ed equilibrata alimentazione che prevede sia un basso consumo di sale, sia il consumo di alimenti ricchi di iodio, che tra le altre cose sono molto buoni”.

Per prevenire le patologie legate all’accrescimento e a un cattivo funzionamento della tiroide, gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano raccomandano d’introdurre nella dieta gli alimenti che più ne contengono.
 
10 PRATICI CONSIGLI
  1. Sale iodato, inserito nella variata ed equilibrata alimentazione al posto del sale comune utilizzandone 5 grammi al giorno (massimo consentito per un adulto) apporta di 160μg di iodio.
  2. Lo yogurt di latte intero apporta circa 78µg di iodio, consigliato 1 vasetto al giorno
  3. Pesce di mare 1 porzione (sgombero, cefalo, baccalà, merluzzo) apporta circa 150µg di iodio, consigliate 3 porzioni a settimana.
  4. Crostacei (gamberi, mazzancolle, astici, aragosta, granchi, ecc.) 1 porzione inserita nella dieta 1 volta a settimana, può sostituire un secondo di carne perché è un’ottima fonte di proteine e apporta circa 120µg di iodio.
  5. Condimenti, condire la pasta o il riso con vongole, cozze, bottarga di muggine o tonno, anche solo 20 grammi di questi alimenti apportano circa 30µg di iodio.
  6. Mitili, consumare saltuariamente vongole o cozze cotte a piacere, 100 grammi di parte edibile apportano 140μg di iodio, non esagerare perché contengono parecchio colesterolo.
  7. Un uovo di gallina contiene circa 35µg di iodio, consumare 2-3 uova a settimana come prevede l’equilibrata alimentazione, non di più perché ricche di colesterolo.
  8. Formaggio, la dieta equilibrata prevede quest’alimento 2-3 volte a settimana come secondo, 100 grammi di formaggio come: Taleggio, Latteria, Fontina, mediamente contengono 45 µg di iodio, mentre quelli stagionati: Provolone, Pecorino Romano o Grana Padano circa 38µg, quest’ultimo è pratico e si può consumare grattugiato ogni giorno per insaporire i primi e passati di verdura, 3 cucchiai da cucina apportano circa il 10% del fabbisogno quotidiano di iodio di un adulto.
  9. Carne, la corretta alimentazione prevede di consumare 2-3 porzioni di carne come secondo alla settimana, per  avere un maggiore apporto di iodio preferire quella di vitellone parte muscolo senza grasso visibile, ed anche il fegato.
  10. Frutta secca a guscio, senza mai dimenticare di consumare 5 porzioni quotidiane di frutta e verdura, per incrementare lo iodio è preferibile consumare anche anacardi, noci, pistacchi senza esagerare perché apportano molte calorie anche se provenienti da grassi insaturi benefici per la salute.

www.educazionenutrizionale.granapadano.it

 
  Scheda informativa sull’Osservatorio Grana Padano
L’Osservatorio Grana Padano nasce nel 2004 grazie all’impegno del Consorzio Tutela Grana Padano in collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). 
 
Dall’inizio del 2005 sta fotografando gli stili alimentari della popolazione italiana con appositi questionari somministrati da Medici e Pediatri di libera scelta ai loro assistiti, ai quali nel 2007 si sono aggiunti Dietisti e altri Medici Specialisti. 
 
Dal 2015 un’equipe di Dietisti residenti in tutte le regioni d’Italia affiancano i medici del territorio offrendo nei loro ambulatori il servizio di anamnesi alimentare e sugli stili di vita, utilizzando il nuovo software online. 
 
I dati raccolti con le anamnesi, oltre che informare l’assistito, sono elaborati per dare informazioni di carattere osservazionale-epidemiologico che periodicamente sono diffusi alla società civile.
 
Stato dell’arte
Ha coinvolto 1.451 Medici di Medicina Generale, 673 Pediatri, 372 Dietisti che hanno somministrato 30.493 anamnesi alimentari (interviste) di cui 14.347 in età pediatrica e 16.146 adulti.
 
Obiettivi
Educare l'intervistato ad una corretta alimentazione e suggerire uno stile di vita quale prevenzione primaria, secondo quanto identificato dal programma "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute.

Ottenere una stima qualitativa dell’assunzione di nutrienti e delle abitudini quali fumo e attività fisica.

Fornire al medico un pratico strumento operativo per somministrare l’anamnesi nutrizionale.

Identificare i principali errori nutrizionali e di stile di vita degli italiani e diffondere la cultura della good practice.
 
Metodologia
Ogni medico, pediatra, dietista e operatore sanitario, effettua l’anamnesi in un’area riservata online dove risiede il software. L’anamnesi è somministrata solo a soggetti che non soffrono d’importanti patologie ed è effettuata come una ricerca osservazionale (il medico intervista il suo assistito, o il genitore nel caso di minori) l’intervista è guidata da un questionario elettronico che raccoglie: età, sesso, peso e altezza per calcolare il BMI, la circonferenza addominale, lo svolgimento di attività fisica, il tempo trascorso in attività sedentarie (guardare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici) e l’abitudine al fumo.

La parte alimentare valuta la frequenza di assunzione settimanale o mensile dei più importanti e diffusi alimenti consumati in Italia, i dati dichiarati vengono elaborati dal software che calcola il contenuto in macronutrienti e micronutrienti e di conseguenza quanti se ne sono assunti con la dieta abituale. Il software elabora e somma i nutrienti assunti e li paragona al fabbisogno giornaliero di ogni individuo, distinto per età e sesso, per valutarne lo scostamento rispetto ai valori standard. 
 
Le eccedenze e deficienze di nutrienti significative vengono evidenziate per correggere l’errore nutrizionale emerso dall’anamnesi. Gli scostamenti dei nutrienti vengono poi riclassificati in cibi da assumere più o meno frequentemente. Oltre a ciò il software permette, solo al medico, di suggerire comportamenti personalizzati in base al quadro clinico del soggetto e produce un documento che può essere consegnato agli intervistati.
 
Comitato scientifico OGP
 
  • Proff.ssa Michela Barichella: Medico specializzato in scienza dell’alimentazione, Responsabile medico del Servizio dietetico ICP dell’Ospedale di Milano, Presidente di Brain and Malnutrition Association.
  • Prof. Claudio Maffeis: Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell’Università di Verona, Direttore della UOS nutrizione clinica e obesità dell’Ospedale Borgo Roma, Verona.
  • Prof. Sergio Coccheri: Medico specializzato in cardiologia e angiologia Ordinario di Malattie cardiovascolari dell’Università di Bologna.
  • Prof. Davide Festi: Medico specializzato in gastroenterologia, Ordinario di Gastroenterologia, Direttore della Scuola di specializzazione e Preside del corso di laurea in dietetica dell’Università di Bologna.
  • Prof. Alessandro Lubisco: statistico, Docente di scienze statistiche dell’Università di Bologna.

Ordine Nazionale Biologi: grande successo per la seconda edizione di Mangiare & Salute

Mangiare & Salute: oltre 1000 biologi hanno aderito alla seconda edizione
Grande successo per l'iniziativa promossa dall'Ordine Nazionale dei Biologi



Si è conclusa da poco la seconda edizione di "Mangiare&salute", la settimana organizzata dall'Ordine Nazionale dei Biologi per promuovere la dieta mediterranea.

L'iniziativa è servita a sensibilizzare i cittadini sul tema dell'alimentazione, in particolare sul regime alimentare mediterraneo.

Come spesso ricordato, questa tipologia di dieta è stata riconosciuta patrimonio Unesco e, da molti esperti, indicata come stile di vita sano e corretto fondato sul concetto di stagionalità e qualità degli alimenti.

Diversi sono i benefici della dieta mediterranea: aiuta a perdere peso, previene malattie cardiovascolari e riduce il rischio di diabete, grazie a un elevato consumo di vegetali, cereali e un basso apporto di grassi e zuccheri.

Inoltre, mantiene il cuore sano e facilita il mantenimento di un peso corporeo adeguato.

Per seguire questo regime alimentare e adattarlo alle proprie necessità è necessario però essere seguito da professionisti del settore della nutrizione, come i biologi nutrizionisti.

"Anche quest'edizione – commenta Ermanno Calcatelli, presidente dell'Onb – ha visto la partecipazione di oltre mille biologi nutrizionisti in tutta Italia, che hanno messo a disposizione dei cittadini la propria preparazione professionale, aiutandoli a comprendere come alimentarsi in modo sano ed equilibrato. A poche settimane dalla chiusura della prima edizione di Mangiare & Salute – prosegue Calcatelli – molti colleghi hanno rinnovato la loro fiducia nelle iniziative promosse dell'Ordine dei Biologi, aderendo nuovamente alla settimana della dieta mediterranea".


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29 settembre Giornata Mondiale del Cuore - Parte da Roma la Campagna di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco


29 SETTEMBRE, GIORNATA MONDIALE DEL CUORE 
PARTE DA ROMA LA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE
SULLO SCOMPENSO CARDIACO

Punti informativi in Piazza Montecitorio e nei principali mercati della città.
Esposizione di una grande "Clock Installation" che si arricchirà tappa dopo tappa.
La Campagna di sensibilizzazione sul territorio proseguirà nel mese di ottobre con altre tre tappe
a Bergamo, Bologna e Palermo.

Roma, 27 settembre 2016 - Partirà giovedì 29 settembre dal "cuore" d'Italia, la Campagna sul territorio italiano dedicata allo scompenso cardiaco

AISC, Associazione Italiana Scompensati Cardiaci promuoverà Keep it Pumping - Ascolta il tuo battito, (www.keepitpumping.com/it/) Campagna sostenuta da Novartis.

Dalle ore 10,00 alle ore 13,00 i rappresentanti e i pazienti dell'Associazione accoglieranno in Piazza Montecitorio i cittadini in un punto informativo con l'obiettivo di diffondere la conoscenza della patologia, come prevenirla e curarla. 

In programma la distribuzione di una ampia brochure informativa che affronta in maniera esaustiva il tema dello scompenso cardiaco e di un questionario di autovalutazione.

Per attirare l'attenzione dei passanti verrà esposta una grande "Clock Installation" a forma di cuore, realizzata con centinaia di orologi e sveglie che verrà arricchita tappa dopo tappa. In occasione degli eventi, infatti, pazienti e cittadini potranno donare un orologio affinché diventi parte della scultura stessa. 

L'installazione simboleggia l'importanza di non perdere tempo: riconoscere i sintomi della patologia è fondamentale per una tempestiva diagnosi e cura. All'interno di alcuni orologi sono stati inseriti dei messaggi che riprendono le testimonianze dei pazienti oltre ad informazioni sulla patologia.

"Il nostro impegno è aiutare i pazienti ad avere un'aspettativa e una qualità di vita normale - afferma il Presidente di AISC, Oberdan Vitali - Il primo passo è conoscere lo scompenso cardiaco, una patologia cardiovascolare tra le meno considerate nonostante la sua diffusione e crescita soprattutto tra gli anziani. Il messaggio di questa iniziativa è semplice, ma se vogliamo dirompente: impara a riconoscere i sintomi dello scompenso cardiaco e, se ti viene un dubbio, non perdere tempo, vai subito dal medico. Una diagnosi tempestiva può fare la differenza nella gestione della patologia affinché la quotidianità non sia irrimediabilmente compromessa. Ecco perché abbiamo chiesto ai nostri associati, e a tutti i cittadini che lo vorranno, di donare i loro vecchi orologi e sveglie per far crescere la Heart Clock Installation".

I cittadini, inoltre, avranno a disposizione dei tablet per utilizzare la app "Keep it pumping" che consente di registrare l'audio del proprio battito cardiaco e pubblicarlo a sostegno della Campagna sviluppata a livello globale e diffusa attraverso i principali social network.

Le iniziative in programma a Roma: i mercati
Oltre a piazza Montecitorio, il materiale informativo e il questionario di autovalutazione verranno distribuiti in maniera capillare in tutta la città

Un team presidierà i seguenti mercati dalle ore 10,00 alle ore 13,00: Campo de' Fiori, Testaccio, Trionfale (via Andrea Doria), Garbatella (via Passino), Prati (Piazza Alessandria) e Ponte Milvio.

La Campagna di sensibilizzazione sul territorio: ecco le tappe
La Campagna di sensibilizzazione sponsorizzata da Novartis non si esaurirà a Roma, sono infatti in programma infatti ulteriori 3 tappe: a Bergamo martedì 11 ottobre presso i Portici del Sentierone, a Bologna giovedì 20 ottobre in centro città e a Palermo martedì 25 ottobre all'interno del Mercato San Lorenzo. 

In tutte le tappe verrà esposta la Clock Installation e verranno distribuiti il materiale informativo e il questionario di autovalutazione.

29 settembre, Giornata Mondiale del Cuore
La tappa romana della Campagna di sensibilizzazione sul territorio si inserisce all'interno delle iniziative che vengono organizzate in occasione della Giornata Mondiale del Cuore che si celebra ogni anno il 29 settembre e che quest'anno ha come focus il tema della responsabilità individuale del cittadino a mantenere in salute il proprio cuore.

In questa giornata dedicata alle patologie cardiache, le iniziative in programma nella Capitale saranno l'occasione per porre l'accento sullo scompenso cardiaco, una delle malattie cardiovascolari meno conosciute ma più diffuse nel nostro Paese

Sono infatti oltre 1 milione in Italia1 le persone colpite dal "grande killer" del cuore: oggi la metà dei pazienti con lo scompenso cardiaco muore entro 5 anni dalla diagnosi 2-3.

Lo scompenso cardiaco: i sintomi 4
I sintomi dello scompenso cardiaco sono semplici da riconoscere ma bisogna "averli in mente", soprattutto non vanno sottovalutati e scambiati per normali e inevitabili conseguenze dell'avanzare degli anni. 

Tosse persistente, avere mani e piedi freddi o caviglie gonfie, depressione sono alcuni dei sintomi meno conosciuti. 

Attenzione anche alle abitudini quotidiane: sentirsi affaticati dopo una o due rampe di scale, considerare faticoso conversare con parenti ed amici o prepararsi al mattino possono essere dei campanelli d'allarme che non devono passare inosservati. 

In questi casi potrebbe essere necessario rivolgersi al proprio medico.

Riferimenti bibliografici
1 Dati Studio ARNO
2  Loehr LR, Rosamond WD, Chang PP, Folsom AR, Chambless LE. Heart failure incidence and survival (from the Atherosclerosis Risk in Communities study). Am J Cardiol. 2008;101(7):1016-1022
3 Lloyd-Jones et al. Heart disease and stroke statistics--2010 update: a report from the American Heart Association. Circulation. 2010;121:e46-215
4 Materiale informativo AISC 






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lunedì 26 settembre 2016

Convegno Policlinico Umberto I Roma- 28.09.2016- progetto interregionale: "Rete odontoiatrica per il trattamento delle coagulopatie congenite, esperinza in atto e prospettive future"

Si terrà il 28 Settembre 2016 alle ore 9.00 presso il Salone Centrale del Policlinico Umberto I di Roma- Viale del Policlinico, 155.

Il Convegno sul primo progetto interregionale dal titolo: "Rete odontoiatrica per il trattamento delle coagulopatie congenite, esperienza in atto e prospettive future".

Coordinatori Scientifici, il Dottor. Pasquale Marini, il Dottor. Francesco Riva, il Dottor. Emilio Scalise del Policlinico Umberto I di Roma.


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2ª Giornata Salentina del Biologo Nutrizionista

Sabato 1 ottobre, uno stand nel centro di Lecce
2ª Giornata Salentina del Biologo Nutrizionista:
esperti a disposizione della cittadinanza
in tema di alimentazione e sano stile di vita

Organizzato da AbiSa, i nutrizionisti prestano il loro contributo professionale volontario e gratuito
Sabato 1 ottobre avrà luogo nella splendida cornice di Lecce, la 2a edizione della "Giornata salentina del biologo nutrizionista" organizzata da ABiSa.

Correggere gli errori alimentari ed indicare corretti stili di vita attraverso l'educazione alimentare è la priorità del progetto che vede l'impegno di Biologi Nutrizionisti del Salento consapevoli dell'importanza di diffondere la corretta informazione sul proprio territorio. 

Con questa finalità, presso lo stand ABiSa in pieno centro a Lecce, in via V. Emanuele II ang P.zza Sant'Oronzo, esperti nutrizionisti presteranno il loro contributo professionale volontario e gratuito rilevando individualmente le abitudini alimentari e valutando lo stato nutrizionale.

Nel corso della giornata, inoltre, presso la sala Open Space (nei pressi di piazza Sant'Oronzo), si svolgeranno due convegni aperti al pubblico dal titolo: "L'alimentazione mediterranea e le cure nel paziente nefropatico" e "Lo sport agonistico e dilettantistico, la loro gestione e l'adeguata alimentazione quotidiana".

Alcuni collegamenti utili:
Pagina su facebook: 
www.facebook.com/ABiSa-Associazione-Biologi-Nutrizionisti-del-Salento-418574421529966
Sito di AbiSa: www.abisa.it   


 
Pro_Salento • Cultura Enogastronomica
Lecce – Via Imperatore Adriano, 13 - Tel. 0832.301419



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Manda un SMS al 45502 per la ricerca sulla Sclerosi pediatrica. Diamo un futuro migliore ai nostri bambini


La sclerosi multipla è considerata una malattia dell'età adulta, ma può manifestarsi anche negli adolescenti e nei bambini. Si stima che nel 3-10% dei casi l'esordio sia avvenuto prima dei 18 anni.

È un problema poco conosciuto e sottostimato su cui è urgente fare luce. Ad oggi infatti non c'è un quadro preciso dell'incidenza e della prevalenza della SM Pediatrica nel nostro paese. In passato il fenomeno è stato sottostimato, confuso con altre malattie autoimmuni che colpiscono la guaina mielinica. La ricerca in questo ambito ha fatto importanti passi avanti, portando l'attenzione su alcuni aspetti fondamentali. Ma dobbiamo fare ancora di più.

Sostieni la ricerca per dare un futuro migliore ai nostri bambini. Manda un SMS solidale al 45502 dal 25 settembre al 5 ottobre. I fondi ricavati saranno destinati a un progetto sulla SM Pediatrica.
Leggi e condividi!
Invia un sms solidale 45502 del valore di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile,  CoopVoce ,Tiscali  e per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT. Sarà di 2 o 5 euro per ciascuna chiamata fatta sempre allo stesso numero 45502 da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali. 
"Spesso un piccolo dono produce grandi effetti". [Lucio Anneo Seneca]
Metti anche tu un mattone per costruire un mondo libero dalla SM.
Dona ora



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Faenza, i chirurghi plastici di AicpeOnlus lanciano il progetto "Apri una manina" per i bimbi meno fortunati

«In Africa molti bimbi hanno le mani chiuse per una patologia, la sindattilia, o per esito di ustione: un intervento di chirurgia plastica può aprirle» dice Adriana Pozzi, chirurgo plastico di Ravenna. 

A Faenza (Ra) sabato 1° ottobre una cena solidale per sostenere l'iniziativa.


Una cena per dare la possibilità ai bambini meno fortunati di aprire le proprie manine. È il senso dell'iniziativa organizzata da AicpeOnlus, sodalizio no profit che si dedica alla chirurgia plastica umanitaria, che dà appuntamento ai propri soci e simpatizzanti sabato 1° ottobre a Faenza per una serata da trascorrere alla Locanda Spadoni.
«È il secondo anno che organizziamo la cena "Togo… Together" per raccogliere fondi per AicpeOnlus. 

Oltre al Togo, le missioni si svolgono in Paraguay, Guatemala e, dal prossimo anno per la prima volta, anche in Benin» dice il chirurgo plastico Adriana Pozzi, promotrice dell'evento e vice presidente di AicpeOnlus.

In particolare, i soldi raccolti durante la serata del 1° ottobre saranno destinati a sostenere gli interventi per guarire le mani dei bambini da malformazioni. 

«Abbiamo voluto dedicare la serata al progetto "Apri una manina" – spiega Pozzi -. Con questa iniziativa vogliamo rivolgere l'attenzione verso una problematica molto diffusa soprattutto in Africa, quella delle "mani chiuse". Si tratta di una problematica legata a due cause principali: una patologia chiamata sindattilia e le ustioni non curate».

La sindattilia è una patologia che ha un'incidenza di uno ogni 2500 nati e consiste nella della fusione parziale (solo cutanea) o completa (anche ossea) delle dita delle mani e dei piedi. 

Nel 50% dei casi ha cause ereditarie cromosomiche e spesso è associata a polidattilia, ovvero dita soprannumerarie, anche solo abbozzate. Può essere associata ad altre malformazioni dello scheletro facciale e della colonna vertebrale, esofago, cardiovascolari e reni.

«La sindattilia è un difetto che si risolve operando i bimbi già da piccoli, a partire dai 18 mesi: dopo l'intervento utilizzano presto le dita, in quanto nel bambino la ripresa funzionale è veloce. Mentre in Italia i bambini sono tutti curati tempestivamente, nei paesi del Terzo Mondo spesso questi casi restano irrisolti. Quest'anno sono stata in missione all'ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan in Togo e abbiamo visto diversi casi in poche settimane» dice Pozzi.

In Africa, oltre alla sindattilia, i bimbi hanno le manine chiuse anche a causa delle cicatrici da ustione che, spiega Pozzi, «in mancanza di intervento rapido, si retraggono e conducono alla fusione delle dita con il palmo. Le ustioni alle mani sono molto diffuse in quanto i piccoli stanno vicini alle mamme che cucinano su fuochi liberi».

La cena "Togo…together" si svolgerà sabato 1° ottobre in una location suggestiva, Locanda Spadoni a Faenza (Ra). «Ci è piaciuto questo posto perché è molto accogliente. 

Mentre si mangiano i piatti tipici, realizzati con materie prime di ottima qualità, le donne dette "le sfogline" fanno le piadine e tirano le sfoglie per la pasta "a vista" dietro una vetrina» aggiunge Pozzi.
Per informazioni e prenotazioni, contattare il numero 355/687014 oppure 0545/42246.



AICPE onlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed  al volontariato.

Nata nel 2013 con l'intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AICPE onlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche, ma in particolare organizzando missioni periodiche di chirurgia plastica umanitaria.

Attualmente è presente in Paraguay, Guatemala e Togo.
Dal 2017 è prevista anche una missione in Benin.


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