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venerdì 24 marzo 2017

Nutrilite Award 2017: assegnato il premio alla miglior pubblicazione scientifica su Fitonutrienti e invecchiamento sano


NUTRILITE AWARD 2017
Assegnato il premio alla miglior pubblicazione scientifica che fornisce nuovi risultati sul prezioso contributo dei Fitonutrienti per un invecchiamento sano

23 marzo 2017 – Si è tenuta oggi, presso l'Amway Business Center di Milano, la cerimonia di premiazione del Nutrilite Award, il riconoscimento istituito da NUTRILITE, marca numero uno al mondo nella vendita di vitamine e integratori alimentari distribuita da Amway, e destinato ai più importanti atenei italiani. Obiettivo del Nutrilite Award è premiare l'eccellenza nella ricerca italiana promuovendo al contempo il legame tra fitonutrienti e invecchiamento sano.

Ad aggiudicarsi il riconoscimento del valore di 10.000 euro, dopo un'attenta valutazione della giuria composta da un comitato scientifico di professori universitari specializzati in scienze della nutrizione e alimentazione provenienti da Italia e Olanda, è stato lo studio "Polar Constituents and Biological Activity of the Berry-Like Fruits from Hypericum androsaemum L." realizzato da Filippo Maggi, Professore Associato di Biologia vegetale e Botanica farmaceutica presso l'Università di Camerino, con oltre 140 pubblicazioni all'attivo su riviste scientifiche peer-review.

Lo studio evidenzia come il consumo di estratti ed infusi di bacche di Hypericum androsaemum L, grazie al loro elevato contenuto di antiossidanti, può contribuire a contrastare alcuni degli effetti negativi della cosiddetta "dieta occidentale".

Con oltre 80 anni di esperienza nel campo della nutrizione, NUTRILITE è pioniere nello studio sui fitonutrienti, un ambito di ricerca che ha contribuito ad approfondire sin dalla sua fondazione. Gli esperti del Nutrilite Health Institute, il centro di Ricerca e Sviluppo di NUTRILITE che vanta un team di oltre 900 professionisti appartenenti a diverse discipline come nutrigenomica, fitochimica, biologia molecolare e orticoltura, lavora infatti al costante sviluppo di prodotti di elevata qualità e a base di fitonutrienti, per promuovere e raggiungere il benessere ottimale.

Di recente il Nutrilite Health Institute ha pubblicato il NUTRILITE Global Phytonutrient Report, fra i pochi studi peer-reviewed al mondo in grado di fornire una panoramica sul consumo globale di frutta e verdura, la disponibilità di vegetali nei diversi Paesi e il potenziale impatto sulla salute pubblica.

La ricerca, pubblicata anche sul prestigioso British Journal of Nutrition, ha messo in evidenza come la maggioranza degli adulti in tutto il mondo (con percentuali che variano dal 60 all'87%) dovrebbe almeno raddoppiare la quantità di frutta e verdura consumata quotidianamente per poter rientrare all'interno delle raccomandazioni fornite dall'Organizzazione mondiale della sanità. Lo studio sottolinea inoltre come una dieta scorretta possa comportare il rischio di non assimilare nutrienti importanti per il benessere complessivo dell'organismo.

In prima linea anche quando si parla di invecchiamento, NUTRILITE ha recentemente finanziato un'imponente ricerca scientifica di lungo periodo condotta dall'Università di Stanford con l'obiettivo di indagare in modo approfondito la correlazione che sussiste fra invecchiamento fisico e cognitivo, alimentazione corretta e benessere di lungo periodo del corpo umano. Lo studio, che prende il nome di "Wellness Living Laboratory" (WELL), ha preso il via nel 2015 e monitorerà costantemente in modo dettagliato un ampio campione di persone, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, per un periodo di almeno cinque anni.

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Per sensibilizzare le persone sul Parkinson si corre domenica 26 marzo a Legnano (MI) la Run for Parkinson

La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate al fianco degli organizzatori AsPI Legnano per una manifestazione che vuole sensibilizzare su una malattia ancora poco conosciuta

Una corsa che non è solamente appuntamento sportivo, ma testimonianza. Si corre domenica 26 dicembre a Legnano (MI) la Run for Parkinson, manifestazione organizzata da AsPI (Associazione Parkinson Insubria) Legnano con il patrocinio del Comune e il sostegno, tra gli altri, della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. 

Iniziativa locale dell'omonima corsa che si svolge a livello mondiale, la Run for Parkinson di Legnano vuole accendere i riflettori su una malattia che in Italia colpisce oltre 250.000 persone. «Parlare di Parkinson è importante perché una malattia di cui si parla poco», premette la presidente di AsPI Legnano Rosanna Carnovali

«Si pensa che per avere il Parkinson bisogna tremare, ma questo non è l'unico segnale. Parliamo di una malattia neurodegenerativa che pur avendo il suo picco tra i 50 ed 60 anni, colpisce persone anche più giovani. Non p possibile guarirne, ma è possibile rallentare il suo decorso facendo degli esercizi mirati e tenendosi in attività. Con la nostra associazione, oggi punto di riferimento per una settantina di malati, promuoviamo fisioterapie e iniziative specifiche, sia per i malati sia per i loro familiari. Questa corsa è l'occasione per sostenere la nostra attività e contribuire anche alla ricerca su questa malattia».

Al fianco di AsPI Legnano è scesa la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Ci ha mosso la duplice finalità dell'iniziativa: quella sportiva, ma soprattutto quella sociale che vede i volontari dell'associazione essere vicini ai malati e alle loro famiglie», osserva il presidente della Bcc Roberto Scazzosi. «È questo il ruolo di una banca locale che si propone di essere vicina al territorio in ogni sua forma e che ha fatto della mutualità il proprio principio guida».

La Run for Parkinson prevede due percorsi: il primo, strutturato su un anello da 3,2 km da percorrere tre volte, è dedicato ai runners con partenza alle 9; il secondo di circa 900 metri con partenza alle 10.30 viene proposto per i malati di Parkinson quale testimonianza concreta del fatto che il movimento è indispensabile per allentare il procedere della malattia. Partenza e ritrovo sono in via Girardi 19 a Legnano, dove ha sede AsPI Legnano. Le quote di partecipazione sono 10 euro per il percorso più lungo e 5 euro per la camminata. È possibile iscriversi fino a 10 minuti prima della partenza. È previsto il pacco gara per i primi 500 iscritti.
Per ulteriori informazioni: www.aspilegnano.it



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25-26 marzo, 'Coloriamo la ricerca' contro il tumore dei bambini

Sabato 25 e domenica 26 marzo 2017 in tutta Italia

"Coloriamo la ricerca" con Fondazione Umberto Veronesi

Matite colorate a sostegno dell'oncologia pediatrica.
Al via la prima edizione dell'iniziativa di piazza

Sostenere la ricerca scientifica nell'oncologia pediatrica per garantire le migliori cure possibili ai bambini malati di tumore e aumentare le loro aspettative di guarigione.

È con questo obiettivo che sabato 25 e domenica 26 marzo, i volontari di Fondazione Umberto Veronesi saranno nelle piazze di tutta Italia per la prima edizione di "Coloriamo la ricerca".

L'iniziativa si svolgerà nelle principali città italiane e vedrà oltre 800 volontari distribuire confezioni di dodici matite colorate a fronte di una donazione minima di 10 euro che contribuirà a sostenere il progetto Gold for Kids, con cui la Fondazione finanzia la ricerca scientifica offrendo borse di ricerca a giovani medici e scienziati e contribuisce alla copertura dei costi di avviamento e di gestione dei protocolli di cura per i tumori di bambini e adolescenti, secondo i più elevati standard internazionali.

Ogni anno, nel mondo si ammalano di cancro circa 250.000 bambini. Nello stesso arco di tempo in Italia sono circa 1600 le nuove diagnosi di tumore nei bambini fino a 14 anni, sono 1000 negli adolescenti fino a 19 anni.

Bambini e ragazzi che la malattia costringe a sottoporsi a lunghe terapie e cure ospedaliere, impedendo loro di vivere un'infanzia e un'adolescenza normali, fatte di gioco e spensieratezza. 

Fondazione Umberto Veronesi scende per la prima volta in piazza con i suoi volontari e sceglie le matite colorate come simbolo della lotta al tumore infantile perché, anche in ospedale, attraverso i colori e il disegno i più piccoli hanno l'opportunità di liberare la propria fantasia e dare forma alla propria creatività.

Con il progetto Gold for Kids dal 2014 Fondazione Umberto Veronesi sostiene la ricerca scientifica e le cure mediche nel campo dell'oncologia pediatrica. 

Grazie al ricavato di "Coloriamo la ricerca" in particolare si impegna a finanziare per il 2017 il lavoro di 15 medici e ricercatori di altissimo profilo che hanno deciso di dedicare il proprio lavoro allo studio di migliori e più efficaci terapie per la cura di tumori di bambini e adolescenti.

Fino al 26 aprile è inoltre possibile sostenere Gold for Kids grazie al numero solidale 45540

Con un SMS da telefono cellulare o una chiamata da rete fissa al 45540 si possono donare 2 o 5 euro per contribuire a garantire ai bambini malati di tumore le cure più efficaci, migliorare la loro qualità della vita e aumentare la probabilità di successo delle terapie.

Per maggiori info e per conoscere la piazza più vicina www.fondazioneveronesi.it oppure telefonare al numero dedicato 373 7513121 



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CAMBIO ORA LEGALE: IL DECALOGO ANTISTRESS

CAMBIO ORA LEGALE: LE 10 REGOLE PER EVITARE DISAGI

 

Pistoia, 24 marzo 2017 - Domani notte ritornerà in Italia l'ora legale. Lo spostamento delle lancette di un'ora in avanti potrà portare con sé effetti negativi, seppur lievi, sulla salute psicofisica di numerosi italiani. 


Questo è dovuto al fatto che l'uomo è un animale abitudinario, sia sul piano psicologico-comportamentale che biologico. Cambiamenti anche minimi nelle abitudini quotidiane di sonno possono causare uno stato di stress il nostro organismo. 


I sintomi possono essere simili a quelli provati durante un "vero" jet lag come alterazioni del sonno, stanchezza, sonnolenza diurna, modificazione dell'appetito, emicrania, riduzione dell'attenzione e della vigilanza e alterazioni dell'umore. 

 

Questi disagi a volte possono influire nella vita di tutti i giorni, ad esempio un celebre studio della durata di 21 anni delle Università Johns Hopkins e di Stanford sulla prevalenza degli incidenti stradali ha evidenziato un significativo aumento della gravità degli incidenti stradali nel lunedì successivo all'arrivo dell'ora legale, 83,5 in media, rispetto a quelli di un tipico lunedì dell'anno, 78,2 in media


Questo risultato è stato confermato, recentemente, da uno studio dell'Università di Liverpool che ha identificato, in seguito all'ora legale, anche un incremento nell'uso di sostanze alcoliche e di incidenti ad esso correlati. 


Oltre agli incidenti automobilistici è stato identificato un incremento degli incidenti sul lavoro. 


Tali risultati non si evidenziano nel passaggio all'ora solare, infatti, uno studio condotto dall'Università degli Studi di Bologna ha messo in evidenza che il passaggio all'ora legale ha effetti più intensi del passaggio all'ora solare. Ma niente paura, questi casi restano pur sempre rari. 

 

Ecco alcune semplici strategie comportamentali stilate da Perdormire, brand italiano leader nella produzione di sistemi letto, da mettere in atto per ovviare a possibili disagi dovuti al passaggio all'ora legale:


  1. Coricarsi e svegliarsi circa 20 minuti prima dell'ora abituale.
  2. Mantenere fissi l'orario dell'addormentamento e del risveglio.
  3. Evitare l'assunzione di sostanze attivanti come caffè, thè, coca cola e cioccolata.
  4. Evitare l'assunzione di nicotina nei 30 minuti precedenti al coricamento. 
  5. Prediligere l'attività fisica nelle prime ore del mattino invece che alla sera.
  6. Seguire uno stile alimentare ipocalorico, ridurre l'assunzione di proteine e di cibi speziati alla sera.
  7. Non assumere cibo appena prima di coricarsi.
  8. Evitare l'esposizione serale a luci artificiali come TV, PC, Tablet e Telefoni cellulari.
  9. Utilizzare la camera da letto esclusivamente per dormire e non per attività diurne.
  10. Limitare l'assunzione di bevande alcoliche nei giorni precedenti e successivi al cambio dell'ora.

 




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Endometriosi: una malattia che si tratta anche con l'osteopatia

Domani, sabato 25 marzo, ricorre la Giornata Mondiale dell'Endometriosi, una malattia che colpisce 3 milioni di donne in Italia. 

160 di loro sono state seguite in tandem da un'osteopata e da un ginecologo: "Le manovre osteopatiche attenuano i dolori legati alla malattia".


Parma, 24 marzo – Non solo chirurgia. Nel trattamento dell'endometriosi, una malattia che in Italia colpisce 3 milioni di donne, l'osteopatia sembra potersi ritagliare un ruolo importante, contribuendo ad alleviare i dolori legati alla patologia.

Nella Giornata Mondiale dedicata all'endometriosi, vengono resi noti i risultati di una collaborazione in corso da alcuni anni fra Simona Melegari, osteopata specializzata in osteopatia ginecologica e docente al Cio - Collegio italiano osteopatia di Parma, e Carlo Alboni, dirigente medico di "Ostetricia e ginecologia" al Policlinico di Modena.

I due, collaborando fianco a fianco, hanno trattato circa 160 donne in Emilia Romagna e riscontrato l'efficacia del trattamento osteopatico. «Se parliamo di miglioramento della condizione clinica della paziente, la percentuale di successo è superiore all'85%», spiega Alboni.

«Quasi tutte le pazienti non hanno più avuto dolori, oppure questi sono notevolmente calati e la qualità della vita è aumentata», continua Simona Melegari.

La malattia – L'endometriosi è una malattia che colpisce circa il 10% della popolazione femminile fertile causando forti dolori pelvici specialmente durante i rapporti sessuali o durante il ciclo. 

Si sviluppa quando l'endometrio, cioè il tessuto che riveste la parete interna dell'utero, si trova in altri organi provocando sanguinamenti interni, infiammazioni croniche, aderenze e infertilità. Quando l'intervento chirurgico si rende necessario, però, spesso non è sufficiente ad alleviare i dolori.

 «Purtroppo nella mia attività riscontravo che il dolore pelvico spesso non spariva con le terapie farmacologiche classiche e nemmeno dopo l'intervento chirurgico – spiega Alboni – . Questo mi ha portato ad approfondire lo studio del dolore dal punto di vista neurofisiologico. Mi sono così avvicinato all'idea di collaborare con un'osteopata con l'obiettivo comune di interrompere gli stimoli del dolore tra periferia e sistema nervoso centrale. I tentativi sono stati consolidati da successo clinico».

Il trattamento – «Il trattamento osteopatico volto a ridurre i sintomi della malattia, fra cui il dolore pelvico cronico, consiste in manipolazioni dolci che tengono in considerazione lo stato di salute della paziente e che lavorano sulle strutture osteomuscolari, viscerali e neurologiche di pelvi e colonna vertebrale - spiega Simona Melegari- . L'obiettivo è interrompere l'attivazione del sistema nervoso nel meccanismo di mantenimento del dolore».

A seguito dei risultati ottenuti attraverso la stretta collaborazione fra Melegari e Alboni, è stato recentemente organizzato un corso apposito per osteopati al Cio – Collegio italiano osteopatia di Parma.

L'istituto di formazione osteopatica in passato si era occupato del rapporto fra endometriosi e osteopatia attraverso uno studio pilota che aveva dimostrato come determinate manovre volte a riequilibrare il bacino, il circolo emolinfatico e il sistema nervoso autonomo contribuissero a ridurre il dolore pelvico delle pazienti con endometriosi.


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Domenica 26 marzo torna l’ora legale. I consigli contro i disturbi del sonno

Nella notte tra sabato e domenica si dovranno portare gli orologi avanti di un'ora: si dormirà un'ora in meno ma farà buio più tardi la sera  

L'ora legale tornerà nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo. Il passaggio dall'ora solare a quella legale scatterà alle 2 di notte, momento in cui bisognerà spostare gli orologi – quelli che non lo fanno già da soli – un'ora avanti: quindi il cambio dell'ora di domenica è quello per il quale si dorme un'ora di meno. 

Per capirsi, se non cambiate l'ora già da sabato sera e la vostra sveglia di domenica è fissata alle 8 quando vi alzerete saranno già le 9, e così via. Nonostante si dorma un'ora in meno, è anche vero che da domenica farà buio un'ora più tardi la sera, quindi ne vale la pena. 

L'ora legale rimpiazza l'ora solare, e tra le altre cose fa risparmiare sull'energia sfruttando un minore uso dell'illuminazione elettrica: esiste in Italia dal 1916 e fu adottata mentre il paese era impegnato nella Prima guerra mondiale.



COLDIRETTI, A RISCHIO INSONNIA 12 MLN DI ITALIANI

Cibi come il latte e il riso possono aiutare a combattere il rischio insonnia che riguarda circa 12 milioni di italiani e contribuire a un passaggio morbido dall'ora solare a quella legale. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'allarme insonnia determinato dall'obbligo di spostare di un'ora in avanti le lancette dell'orologio che provoca un cambiamento del ciclo del sonno con rischio di insonnia accompagnata da ansia, nervosismo, malumore, mal di testa e tensione muscolare. Pane, pasta e riso, ma anche lattuga, radicchio, aglio e formaggi freschi, uova bollite, latte caldo e frutta dolce favoriscono il sonno e aiutano l'organismo a rilassarsi, anche in concomitanza con il passaggio alla stagione primaverile, mentre - sottolinea la Coldiretti - alimenti conditi con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza ed anche salatini, alimenti in scatola e minestre con dado da cucina rendono più difficile addormentarsi. L'alimentazione - riferisce la Coldiretti - è in stretto rapporto con il sonno, infatti, ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, ma anche nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti. La Coldiretti ha stilato un vademecum degli alimenti utili per conciliare un buon sonno e di quelli da evitare per battere il jet lag da cuscino come cioccolato, cacao, the e caffè per la presenza della caffeina, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con risveglio al mattino. Innanzitutto - avverte la Coldiretti - a cena è fondamentale evitare cibi con sodio in eccesso per cui vanno banditi alimenti con curry, pepe, paprika e sale in abbondanza, ma anche salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Esistono invece cibi - evidenzia la Coldiretti - che aiutano a rilassarsi: innanzitutto pasta, riso, orzo, pane e tutti quelli che contengono un aminoacido, il triptofano, che favorisce la sintesi della serotonina, il neuromediatore del benessere e il neurotrasmettitore cerebrale che stimola il rilassamento. Ok nella dieta serale anche a legumi, uova bollite, carne, pesce, formaggi freschi. La serotonina aumenta con il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce di stagione. Tra le verdure - ricorda ancora la Coldiretti - al primo posto la lattuga, seguita da radicchio rosso e aglio, perché le loro spiccate proprietà sedative conciliano il sonno, ma anche zucca, rape e cavoli. Un bicchiere di latte caldo, giusto prima di andare a letto, che oltre a diminuire l'acidità gastrica che può interrompere il sonno, fa entrare in circolo durante la digestione elementi che favoriscono una buona dormita per via di sostanze, presenti anche in formaggi freschi e yogurt, che sono in grado di attenuare insonnia e nervosismo. Infine - conclude la Coldiretti - un buon dolcetto ricco di carboidrati semplici ha un'azione antistress, così come infusi e tisane dolcificati con miele che creano un'atmosfera di relax e di piacere che distende la mente.

 




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mercoledì 22 marzo 2017

I malati di Alzheimer non devono pagare la retta.



Alessandro Maola Comunicazione
La retta per i malati di Alzheimer va pagata dal SSN.
Lo stabilisce una recente sentenza del Tribunale di Monza.
Restituzione di rette pagate per circa 2.500,00 euro più interessi legali, revoca del decreto ingiuntivo di circa 22.000,00 euro, cui una RSA di Monza - Struttura Residenziale Extra-ospedaliera - era ricorsa per ottenere il pagamento di rette ulteriori e la dichiarazione che la malata di Alzheimer, come i suoi familiari, nulla deve per il suo ricovero quando oltre alla mera assistenza siano necessarie prestazioni sanitarie, perché in questo caso è tutto è integralmente a carico del Servizio Sanitario Regionale.
Sono gli effetti della sentenza ottenuta dall'avvocato Giovanni Franchi di Parma ed emessa dal Tribunale di Monza pubblicata il 1 marzo scorso, per la prima volta in base all'indirizzo che la Cassazione ha confermato nel 2016. Indirizzo che stabilisce con chiarezza che i costi delle attività assistenziali che siano strettamente connesse ad attività di rilievo sanitario devono essere a carico del Servizio Sanitario Regionale. In pratica chi viene ricoverato in RSA e, oltre alla permanenza assistita in struttura riceve anche cure mediche, non deve pagare nulla.
Questo principio, che solleva dal dover pagare rette per la lungo-degenza non solo i malati di Alzheimer ma tutte le persone affette da demenza senile, è un diritto purtroppo poco conosciuto. Da anni ormai, l'avvocato Giovanni Franchi, Giusconsumerista con Studio a Parma, si occupa della questione nelle aule giudiziarie, affinché questo diritto venga rispettato, anche per evitare i notevoli problemi economici delle famiglie, costrette a far fronte agli impegni economici dei loro congiunti malati e ricoverati.
Uno degli elementi che rende ulteriormente importante questa sentenza è che è una delle prime pronunciata da giudici di merito senza bisogno di ricorso in Cassazione. Segno inequivocabile della certezza di questo importante indirizzo stabilito dalla norma imperativa ex art.1418 del Codice Civile e ribadito dalla Cassazione già nel 2012, con la sentenza 4558.
" Purtroppo la maggioranza delle RSA continua a ignorare questo principio, impegnando il malato o i familiari al pagamento di una retta per le prestazioni assistenziali. - ha dichiarato l'Avv. Giovanni Franchi - I Comuni, cui queste strutture se pubbliche fanno capo, continuano quindi a rivalersi, spesso dopo il decesso del paziente, domandando in un'unica soluzione le rette, per ingenti somme di denaro.
Da ricordare che sono, invece, i malati o i loro eredi che hanno pagato per loro, a poter chiedere la restituzione di quanto corrisposto. E la sentenza ottenuta a Monza lo conferma.". 



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