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venerdì 28 aprile 2017

Settimana mondiale delle vaccinazioni 2017: aumentano del 119% le vaccinazioni contro la meningite


Secondo i dati QuintilesIMS aumenta l’acquisto dei vaccini contro i virus più comuni dagli antiinfluenzali agli anti meningococcici


Milano, 28 aprile 2017 – Le vendite dei vaccini anti meningococcici sono aumentate del 119% nel periodo marzo 2016/marzo 2017, rispetto all’anno mobile precedente; a rilevarlo è QuintilesIMS Italia, società leader globale nell’offerta integrata di informazioni e tecnologia per il mondo della salute.

La più rilevante tra le variazioni registrate è quella che riguarda proprio il vaccino anti meningococcico che anche nel 2017 si attesta come il vaccino più venduto dalle farmacie italiane.

Nel periodo marzo 2016/marzo 2017 aumentano anche i volumi delle vendite dei vaccini più comuni come gli anti tetanici +8%antiinfluenzali +10%, anti pneumococcici +16%, anti rotarovirus + 22%anti epatite +28% e gli anti varicella +40%.


Iperidrosi. Sudorazione intensa? Reintegra i sali minerali con Magnosol

In vista della prova costume il primo pensiero è quello di iscriversi in palestra, ma attenzione alla perdita dei sali minerali durante la sudorazione. 

Reintegrarli è possibile, anche grazie a Magnosol, integratore di Magnesio e Potassio!

Manca ancora un po' all'estate, ma non tantissimo. Raggiungere la migliore forma fisica è un obiettivo di molti, e per questo ci si iscrive in palestra, ai corsi di fitness di tendenza, oppure si va a correre. 

Tutto questo si sa, costa sudore! Il sudore è una secrezione salina necessaria per mantenere la temperatura corporea entro i limiti, ma è altrettanto vero che con il sudore si perdono molti sali minerali, fra i quali magnesio e potassio

Gli sportivi professionisti conoscono bene questo processo fisiologico: nella loro borsa non manca mai una bottiglia d'acqua, perché bere durante l'attività fisica li aiuta a reintegrare i sali minerali persi, in particolare le acque ad alto residuo secco.

...Ma in caso di intensa sudorazione e sforzo fisico i livelli di magnesio e potassio nel sangue possono diminuire drasticamente, con sintomi come affaticamento o crampi muscolari: per questo a volte si rende necessario fare un rifornimento di sali minerali... 

Mylan propone per gli sportivi "Magnosol"integratore di magnesio e potassio: il magnesio è un minerale che contribuisce al normale metabolismo energetico, mentre il potassio contribuisce alla normale funzione muscolare. Lo sport è un ottimo modo per ritrovare la perfetta forma fisica e mentale, e una ricarica di energia a portata di mano fa sì che lo sforzo diventi più leggero e sopportabile!

logo-magnosol

Scheda prodotto: MAGNOSOL

Il prodotto

Integratore alimentare a base di Magnesio e Potassio

Indicazioni

Il Magnesio è un minerale che contribuisce al normale metabolismo energetico, al normale funzionamento del sistema nervoso ed alla normale funzione muscolare.
Il Potassio è un minerale che contribuisce alla normale funzione muscolare. Una alimentazione non corretta o situazioni di aumentato fabbisogno (eccessiva sudorazione dovuta al caldo o ad aumentata attività fisica o lavorativa, gravidanza, allattamento) possono causare carenze di questi elementi.

MAGNOSOL è un integratore di Magnesio e Potassio, utile in tutti i casi di carenza o aumentato fabbisogno di questi elementi.

MAGNOSOL, in sintesi
·         a base di Potassio e Magnesio;
·         utile per equilibrare la carenza di Magnesio e Potassio  riscontrabili quando vi è una eccessiva sudorazione (caldo o attività fisica), gravidanza e allattamento
·         senza zuccheri
·         senza lattosio
·         senza glutine


Modalità d’uso
Il consumo è funzione delle individuali necessità. Si consiglia di assumere da 1 a 2 bustine al giorno. Sciogliere una bustina in circa ½ bicchiere d’acqua.

Confezione: astuccio da 20 bustine effervescenti,
Prezzo al pubblico: 13.40€
In vendita solo in farmacia
Magnosol è un prodotto Mylan

GRUPPO SELEX APRE IL PORTALE DI E-COMMERCE E LANCIA UNA LINEA DI PRODOTTI VEGETARIANI


 

"COSÌCOMODO" LA SPESA FATTA IN CASA

Il portale ecommerce di Selex riunisce in un unico "contenitore" le insegne e i valori del Gruppo


(Trezzano s/N, Milano, 27 aprile 2017) -  Il Gruppo Selex, terzo operatore della distribuzione moderna con una quota di mercato dell'11,7%, ha presentato oggi a Milano il nuovo portale ecommerce "CosìComodo" (www.cosicomodo.it), progetto per la spesa online che raggruppa in un unico "contenitore" l'offerta di più insegne. 

Il portale è in grado di offrire varie tipologie di servizi e di coprire tutto il territorio nazionale. 

L'obiettivo è di diventare in tempi brevi il riferimento per gli utenti di tutta Italia che vogliono comprare sul web prodotti alimentari. 


Per il Gruppo Selex, CosìComodo rappresenta l'opportunità di sfruttare le caratteristiche di leadership locale proprie delle sue insegne e, contemporaneamente, di cogliere importanti sinergie di comunicazione, organizzative e di investimento in tecnologia. 

Il portale è stato infatti realizzato cercando di conciliare un approccio differenziato per insegna, territorio e formato di vendita con la necessità di garantire, grazie a un'unica piattaforma gestita centralmente, uniformità e massima efficienza del servizio erogato. 

Naturalmente il progetto appena nato prevede un percorso con vari step di sviluppo ed il progressivo coinvolgimento di tutte le insegne che fanno capo a Selex.

A oggi sono tre quelle che hanno già attivato il servizio in tre punti di vendita, Emisfero (Gruppo Unicomm), Il Gigante e Mercatò (Gruppo Dimar) e la risposta del pubblico, fin dai primi giorni, è stata molto positiva.

Alle prime insegne si affiancheranno via via le altre e tanti negozi, in modo da garantire il servizio da nord a sud della Penisola.

Anche per quanto riguarda i modelli di acquisto e le modalità di erogazione, CosìComodo è un processo in evoluzione che, grazie all'interfaccia con gli utenti, si arricchirà a breve di nuove soluzioni in linea con le loro aspettative. 

Il team di sviluppo è già al lavoro per le prossime fasi evolutive del servizio, che vedranno l'attivazione delle modalità di pagamento on line e dell'home delivery su alcuni territori dove si riterrà prioritario questo tipo di servizio. 

Un altro importante tassello per offrire un servizio aggiuntivo ai consumatori, ma anche un'interessante opportunità per acquisire potenziali clienti ed esplorare nuovi mercati.

"Con questo investimento – ha dichiarato Maniele Tasca, Direttore Generale di Selex - il nostro Gruppo comincia a fare 'palestra' nel mondo dell'ecommerce, ma lo fa con un approccio strategico e di medio-lungo termine. CosìComodo abilita infatti i nostri Soci allo sviluppo dei diversi modelli di ecommerce e ha l'obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per i clienti on line, grazie all'ampiezza di prodotti e servizi che a tendere sarà in grado di offrire. I clienti amano scegliere e vogliono servizio, e noi daremo loro la scelta e il servizio, su un'unica piattaforma che coprirà l'interno territorio nazionale e che, in prospettiva, potrà anche accogliere partner esterni al Gruppo".


Come funziona CosìComodo
L'utente che "atterra" su CosìComodo inserisce la propria località e il sistema gli propone i supermercati attivi nella sua zona. 

Una volta scelta l'insegna, può acquistare online, attraverso un ampio assortimento di prodotti, qualunque articolo in vendita nel proprio supermercato di fiducia, dalle grandi marche nazionali fino alle specialità tipiche. 

Navigando tra i reparti, può aggiungere al carrello dai latticini ai surgelati, passando per gli articoli per la cura della persona fino ai classici della dispensa. Ma è tra i prodotti freschi che il servizio CosìComodo ha il suo fiore all'occhiello. 

Tutto infatti viene preparato poco prima della consegna della merce, per garantire il massimo della freschezza, direttamente al banco servito da addetti specializzati: panettieri, gastronomi, macellai...


Il cliente, al momento dell'ordine, può decidere come farsi preparare il prodotto, il taglio della carne, del pesce, lo spessore della fetta del salume o l'origine della verdura.

Ogni insegna aggiorna quotidianamente il proprio assortimento. 

Online non mancano mai promozioni in grado di soddisfare gli utenti più attenti ai prezzi, prodotti stagionali (specie frutta e verdura), private label e un'ampia selezione di proposte rispondenti ai trend di consumo, dal senza glutine al biologico.

Il consumatore può utilizzare anche la carta fedeltà del suo supermercato di fiducia e godere delle iniziative riservate ai titolari, proprio come accade nel punto di vendita fisico.

Un importante plus dell'ecommerce targato Selex è che i consumatori possono accedervi  alternativamente dal sito dell'insegna o dal sito di CosìComodo.

Per aiutare il cliente a comporre il carrello della spesa in modo agevole e veloce, CosìComodo offre servizi semplici da usare quanto efficaci:

- filtri avanzati per affinare la ricerca tra cui: area di origine del prodotto, fascia di prezzo, o    presenza di una promozione, esclusione di allergeni tra gli ingredienti, stile di vita;
- lista della spesa: chi fa acquisti ripetuti, li può inserire nella lista e con un solo click li aggiunge tutti al carrello;
- prodotti acquistati più frequentemente: il portale tiene memoria della spesa di ogni cliente e gli ripropone i prodotti che compra più spesso;
- suggerimenti: a seconda delle schede di prodotto che consulta, il sistema suggerisce
  altri prodotti che i clienti che hanno sfogliato le stesse schede, hanno comprato.
Riempito il carrello, il cliente inoltra l'ordine, specificando l'ora preferita, e va comodamente a ritirare e pagare la spesa presso il punto di vendita indicato o nell'area dedicata, dove gli addetti lo aiuteranno a caricarla in macchina. Il servizio viene erogato per tutta la giornata, seguendo gli orari del supermercato, in modo tale da garantire le esigenze anche di chi, durante le ore di lavoro o studio, non può recarsi a ritirare la spesa. Il nuovo portale è supportato da un'intensa comunicazione all'interno dei punti di vendita coinvolti e nei siti istituzionali delle insegne.



Il Gruppo Selex
Con 15 Imprese Associate, Selex, terzo operatore della distribuzione moderna con una quota di mercato dell'11,7%, è presente in tutta Italia con una rete commerciale formata da 2.516 punti di vendita e un organico di oltre 31.000 addetti. 
Nel 2016 il fatturato ha raggiunto 10,3 miliardi di euro con un incremento del + 4%. Nel 2017 è prevista un'ulteriore crescita del + 4,2% che porterà il giro d'affari a 10,8 miliardi. 
Le insegne più note sono Famila, A&O e C+C, cui si affiancano brand regionali spesso leader sul territorio. 
Selex Gruppo Commerciale fa parte della centrale d'acquisto ESD Italia a sua volta partner della centrale EMD, leader in Europa.


giovedì 27 aprile 2017

Nasce l'Indice per valutare l'innovazione nel trattamento delle Demenze nei Paesi G7


Presentato il Dementia Innovation Readiness Indexl'indice che individua le opportunità per promuovere soluzioni e collaborazione per il trattamento, la prevenzione e l'assistenza della Demenza nei Paesi G7


Kyoto, 27 aprile 2017 - Ieri, 26 aprile 2017, all'interno della 32ª Conferenza Internazionale di ADI a Kyoto (Giappone) la Global Coalition on Aging (GCOA) e Alzheimer's Disease International (ADI) hanno lanciato il Dementia Innovation Readiness Index, un'inedita valutazione completa dell'innovazione nel trattamento, prevenzione e assistenza della demenza nei Paesi G7.

"Da quando è stato lanciato sul mercato l'ultimo nuovo trattamento per la malattia di Alzheimer più di dieci anni fa, la prevalenza della demenza è salita alle stelle e la popolazione globale dei più anziani è cresciuta rapidamente", afferma Marc Wortmann, direttore esecutivo di ADI

"La malattia di Alzheimer e altre demenze richiedono un'attenzione immediata e costante nella terapia, assistenza, prevenzione e inclusione sociale, e l'Indice mira a individuare opportunità e creare presupposti per approcci innovativi. Il nostro auspicio è che induca i governi e i politici a identificare le "best practice" e a imparare gli uni dagli altri."

L'Indice esamina lo scenario attuale, in cui le azioni per contrastare la demenza si esplicano in termini di benefici e criticità dell'innovazione.

Il rapporto completo, consultabile su www.globalcoalitiononaging.com e www.alz.co.uk, fornisce i risultati e le raccomandazioni principali, nonché le classifiche per i Paesi G7 relative a 10 categorie fondamentali.

"Se la situazione attuale rimane invariata, la malattia di Alzheimer e altre demenze costituiranno l'incubo finanziario e sanitario della nostra generazione," commenta Michael W. Hodin, CEO della GCOA. "Occorre un'azione immediata e continuativa. I legislatori devono sbrigarsi a definire endpoint significativi e favorire una diagnosi tempestiva e l'arruolamento negli studi clinici. Leader politici e istituzionali devono farsi carico del problema e dedicargli l'attenzione che merita. I governi devono favorire, incoraggiare e incentivare le imprese a fare innovazione. Le soluzioni non arriveranno subito, ma è giunto il momento d'impegnarsi nell'innovazione".

Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia, commenta:
"Come maggiore organizzazione italiana non profit dedicata alla cura e all'assistenza delle persone con demenza e dei loro familiari, siamo onorati di partecipare alla Conferenza Internazionale di ADI e al lancio del Dementia Innovation Readiness Index. Purtroppo non possiamo evitare di osservare che l'Italia, tra i sette Stati più evoluti del pianeta, sia all'ultimo posto in termini di innovazione nel trattamento, prevenzione e cura delle demenza.

Ricordo quando a Londra, nel dicembre del 2013, si riunì il vertice dell'allora G8, che definimmo "storico" poiché permise la presa di decisione di diverse misure da intraprendere per affrontare l'epidemia mondiale della demenza (tra cui: sviluppare un piano internazionale e aumentare i finanziamenti per la ricerca, invitare l'OMS e l'OCSE a dichiarare la demenza una minaccia per la salute pubblica e sostenere i Paesi a incidere sui loro sistemi sanitari e sociali al fine di migliorare l'assistenza e i servizi alle persone con demenza). 

In quella sede il Primo Ministro britannico David Cameron aveva dichiarato: Non importa dove voi viviate, la demenza ruba le vite e distrugge le famiglie. È per questo che noi siamo qui riuniti e siamo determinati a sconfiggerla.

In risposta a tali decisioni, pochi mesi dopo a Ginevra nacque l'Alleanza Mondiale per la lotta all'Alzheimer e alle altre demenze, il primo organismo mosso con l'intento di promuovere la collaborazione a livello mondiale tra i governi, le Ong internazionali, le associazioni e gli enti, nel tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica, combattere lo stigma che la demenza reca con sé e coordinare le azioni per migliorare la cura e i servizi per le persone malate. La Federazione Alzheimer Italia era l'unica testimone italiana della nascita dell'Alleanza.

Sono trascorsi altri 3 anni e il Dementia Innovation Readiness Index ci mette di nuovo di fronte alla realtà: il mondo sta facendo passi avanti nella lotta alla demenza, si prepara ad affrontare i numeri enormi che questa malattia porta con sé - nel mondo sono 46,8 milioni i malati - e proprio l'Italia, con le risorse e la cultura di cui può approfittare, è ferma all'ultimo posto, con situazioni molto differenti a seconda delle aree geografiche. Non possiamo stare immobili a osservare!

La Federazione Alzheimer Italia vuole quindi farsi ancora una volta portavoce all'interno del nostro Paese degli sviluppi e delle decisioni a livello internazionale: chiediamo alle istituzioni, ma anche alle associazioni e agli enti che si occupano di demenza, di lavorare ancora più alacremente per permettere ai malati e alle loro famiglie di credere che una qualità di vita migliore si possa davvero raggiungere".

Dall'Indice è emerso in particolare che:

Una leadership coordinata e continuativa da parte dei capi di governo e delle istituzioni più influenti costituisce un fattore trainante del progresso nell'innovazione della demenza.
I fondi per la ricerca sono in aumento, ma quelli destinati alla demenza devono essere commisurati all'impatto della malattia e comprendere anche l'assistenza alle persone con demenza.
L'innovazione risulta fondamentale affinché il personale di assistenza (medici di medicina generale, neurologi, altri specialisti, caregiver formali e informali) possano soddisfare la domanda crescente.
Il riconoscimento e la diagnosi tempestiva della demenza, nonché il conseguente arruolamento negli studi clinici delle persone cui è stata diagnosticata la malattia, aiuteranno molto a capirne la progressione a partire dal suo esordio e a trovare una terapia.
Le persone con demenza devono poter scegliere il tipo e il livello di assistenza durante tutto il decorso della malattia e i governi devono favorire più opzioni per garantire il massimo livello possibile di assistenza.
La collaborazione pubblico-privata, interdisciplinare e transnazionale contribuisce a favorire lo scambio di best practice e a velocizzare l'innovazione nel trattamento, la prevenzione e l'assistenza della demenza.

"L'Indice è uno strumento prezioso per programmatori istituzionali, scienziati, accademici, associazioni e imprese, in quanto presenta una panoramica completa dei punti di forza e di debolezza dei Paesi e, soprattutto, crea una piattaforma di condivisione e collaborazione con cui favorire l'innovazione," afferma Jeff Huber, presidente e CEO di Home Instead Senior Care, leader della fornitura di assistenza domiciliare a livello globale e membro della GCOA. "La soluzione della malattia di Alzheimer e della demenza prevede nuove metodologie, molte delle quali sono descritte nell'Indice."

Le valutazioni Paese per Paese dell'Indice rivelano che Regno Unito, Canada e Germania sono al primo posto della lista per disponibilità all'innovazione, il che dimostra che una leadership nazionale solida e costante, uno sforzo mirato e coordinato verso il riconoscimento e la diagnosi, nuovi approcci alla ricerca e accesso a trattamenti innovativi, sistemi di pagamento sostenibili e un impegno verso le partnership pubblico-private sono tutti fattori trainanti dell'innovazione.

"Per combattere la piaga globale della demenza dobbiamo andare oltre la mentalità convenzionale, che finora non ha portato a progressi misurabili," commenta il prof. Yves Joanette, presidente del World Dementia Council. "L'analisi e la direzione indicata dal Dementia Innovation Readiness Index aiuteranno tutti i Paesi del G7 e anche altri leader globali a prepararsi a reagire alla sfida globale posta dalla demenza."

L'Indice è stato costruito grazie ai contributi ottenuti mediante interviste e indagini su oltre 40 opinion leader globali ed esperti dell'argomento, tra cui scienziati, associazioni, programmatori istituzionali, ricercatori, leader aziendali e persone con demenza, in rappresentanza di migliaia di stakeholder coinvolti nella lotta alla demenza, ma anche grazie a ricerche svolte attraverso autorità globali in fatto di malattia di Alzheimer, altre demenze e invecchiamento.

Per leggere il sommario esecutivo:
www.globalcoalitiononaging.com/data/uploads/documents/gcoa-adi-dementia-index-executive-summary.pdf
Per leggere il rapporto completo:
www.globalcoalitiononaging.com/data/uploads/documents/gcoa-adi-dementia-index.pdf


ADI - Alzheimer's Disease International è la federazione internazionale di 85 associazioni Alzheimer di tutto il mondo, che intrattengono relazioni ufficiali con l'Organizzazione Mondiale della Sanità. La visione di ADI riguarda la prevenzione, la cura e l'inclusione oggi, nonché la cura domani. ADI ritiene che il segreto per vincere la guerra contro la demenza stia in una combinazione esclusiva tra soluzioni globali e conoscenza locale. In tal senso, opera localmente delegando alle associazioni Alzheimer la promozione e l'offerta di cura e sostegno ai soggetti con demenza e a chi si prende cura di loro, e globalmente per attirare l'attenzione sulla demenza e promuovere campagne per un cambiamento politico attraverso i governi. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.alz.co.uk.

Global Coalition on Aging mira a modificare il modo in cui i leader globali si avvicinano e si preparano all'invecchiamento della popolazione previsto per il 21° secolo. La GCOA riunisce gli enti globali nei vari settori industriali con interessi strategici comuni nell'invecchiamento della popolazione, una conoscenza completa e sistemica dell'invecchiamento e una visione ottimistica del suo impatto. Attraverso la ricerca, l'analisi delle politiche pubbliche, campagne di sostegno e comunicazioni strategiche, la GCOA promuove soluzioni innovative e opera per far sì che l'invecchiamento globale possa essere un percorso di crescita economica fiscalmente sostenibile, di generazione di valore sociale e di aumento della ricchezza. Per ulteriori informazioni visitare il sito www.globalcoalitiononaging.com.

Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l'Italia di Alzheimer's Disease International (ADI), è la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l'assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia amministrativa sia legislativa. Riunisce e coordina 47 associazioni che si occupano della malattia e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati ed ai loro familiari.
www.alzheimer.it - www.facebook.com/alzheimer.it - https://twitter.com/alzheimeritalia




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EP PRODUZIONE aderisce al network Italia loves Sicurezza 2017 a favore della giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro

Roma27 aprile 2017  Domani 28 aprile EP Produzionecelebrerà la Giornata mondiale della Salute Sicurezza sul lavorocon una serie di iniziative presso tutte le proprie sedi. 

Da sempre attenta alla sicurezza e alla salute dei propri dipendenti e dei propri collaboratori, l'azienda, fra i principali produttori di energia elettrica del Paese, aderisce in questo modo all'invito della Fondazione LHS (Leadership in Health and Safetye del network Italia Loves Sicurezza, facendosi ambassador della campagna di sensibilizzazione da loro promossa a favore della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali a livello globale.

In particolare, nel corso della giornata e nei giorni successivil'azienda ha organizzato in tutte le proprie sedi lo svolgimento di una Safety Hour: un'ora dedicata alla riflessione e al confronto sulla sicurezza, con la partecipazione di tutti i dipendenti

Le persone di EP Produzione condivideranno le proprie esperienze sui temi della consapevolezza del rischio, con un focus sui comportamenti da tenere in relazione alle "insidie", tema su cui verte la campagna interna di sensibilizzazione in corso, ovvero le situazioni potenzialmente pericolose che ci si trova ad affrontare negli impianti di produzione.

EP Produzione pone la salute e la sicurezza delle persone al primo posto tra le priorità aziendali e si impegna a diffondere la consapevolezza dell'importanza di applicare le procedure e i comportamenti che contribuiscono a garantire un ambiente sicuro.

Tutti gli impianti dell'azienda hanno conseguito la certificazione OHSAS per la Salute Sicurezza dei lavoratori e hanno ottenuto la registrazione ambientale EMAS e la certificazione ambientale ISO 14001.

Con l'adesione al movimento Italia Loves Sicurezza EP Produzione si unisce a centinaia di ambassador in tutta Italia che hanno deciso di celebrare la Giornata Mondiale della Salute e Sicurezza sul Lavoro con eventi e iniziative sul tema. 



EP Produzione è la società italiana di generazione elettrica del Gruppo energetico ceco EPH
L'azienda gestisce nel Paese una capacità di generazione complessiva di 4,3 GW, attraverso cinque impianti a gas e una a carbone. 
Il Gruppo EPH (Energetický a průmyslový holding) è un gruppo energetico europeo di primo piano che possiede e gestisce attività in Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania, Italia, Regno Unito e Ungheria.


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CNR: scoperto nuovo gene per sclerosi multipla e Lupus

Il lavoro, condotto dall'Irgb-Cnr e Università di Sassari e cofinanziato dalla Fism, è pubblicato su New England Journal of Medicine e svela per la prima volta un importante meccanismo biologico che predispone a queste malattie, gettando le basi per nuove terapie personalizzate e per lo sviluppo di nuovi farmaci. 

L'individuazione di un nesso di causa-effetto diretto come quello tra una particolare forma di Tnfsf13B e il rischio di sviluppare le due patologie è un evento rarissimo in studi di questo genere

All'origine del rischio di sviluppare sclerosi multipla (Sm) e lupus eritematoso sistemico, malattie autoimmuni a carico rispettivamente della mielina del sistema nervoso centrale e di pelle, reni e altri organi, vi sarebbe anche una particolare forma di Tnfsf13B, un gene che presiede alla sintesi di una proteina con importanti funzioni immunologiche: la citochina Baff. 

A rivelarlo su New England Journal of Medicine, la più antica e prestigiosa rivista di medicina al mondo, uno studio di un gruppo internazionale di ricercatori cofinanziato dalla Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) e coordinato da Francesco Cucca, direttore dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) e professore di genetica medica dell'Università di Sassari. 

Alla pubblicazione italiana la rivista americana dedica anche un editoriale.

"Sclerosi multipla e lupus eritematoso sistemico sono 'malattie multifattoriali', in cui il processo autoimmune è determinato dall'azione congiunta di diversi fattori genetici e ambientali. Più le cause di questo processo sono conosciute, più diventa facile comprendere i meccanismi biologici alla loro base e identificare i corretti bersagli terapeutici, creando anche le premesse per capire a quali individui debbano essere somministrati specifici farmaci", spiega Cucca.

Il sistema immunitario è costituito da centinaia di cellule e molecole e non è semplice stabilire quali siano implicate nel rischio di sviluppare determinate malattie. 

"Per lungo tempo si è ritenuto che i linfociti T fossero le cellule primariamente coinvolte nella Sm", prosegue il direttore dell'Irgb-Cnr. "Oggi, anche grazie a questo studio, emerge un ruolo primario dei linfociti B in questa patologia. Queste cellule immuni, tra le altre funzioni, producono anticorpi che normalmente ci difendono da certi tipi di microbi ma che, in qualche caso, possono diventare auto-anticorpi e partecipare così alla risposta infiammatoria che sta alla base di alcune forme di autoimmunità".

La ricerca si è basata sul sequenziamento dell'intero genoma in migliaia di individui sani e malati, abbinato a una caratterizzazione ultra-dettagliata dei loro profili immunologici. 

"Le analisi, inizialmente condotte su individui sardi - grazie alla collaborazione tra i principali centri di ricerca (il Cnr, il CRS4 e le Università di Sassari e Cagliari) e ospedalieri dell'isola - sono state estese ad ampie casistiche provenienti da Italia peninsulare, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Svezia", aggiunge Maristella Steri, primo autore del lavoro e ricercatrice Irgb-Cnr. 

"Dopo sei anni di ricerche siamo stati in grado di identificare la correlazione diretta tra una particolare forma del gene Tnfsf13B e il rischio di sviluppare la Sm o il lupus. L'individuazione di questo nesso di causa- effetto è un evento rarissimo in studi di questo genere".

Un'altra peculiarità dello studio è che rileva attraverso quali meccanismi la variante genetica predisponente nei confronti dell'autoimmunità, denominata Baff-var, esercita i suoi effetti deleteri. 

"Baff-var è associata con il rischio di sviluppare sclerosi multipla e Lupus attraverso particolari meccanismi molecolari da noi chiariti in dettaglio, che determinano un aumento considerevole dei livelli ematici di Baff, che a sua volta determina un aumento del numero dei linfociti B e dei livelli di anticorpi, suggerendo quindi un ruolo di queste variabili immunologiche nel processo alla base della malattia", conclude Francesco Cucca. 

"I risultati di questo studio sono coerenti con il fatto che il primo farmaco ad aver dimostrato efficacia terapeutica nel lupus in uno studio clinico controllato era proprio uno specifico farmaco anti-Baff. Le conclusioni sono inoltre supportate dai risultati positivi recentemente ottenuti con terapie in grado di ridurre il numero di cellule B nella sclerosi multipla, nel lupus e in altre patologie autoimmuni".

Roma, 27 aprile 2017

La scheda
Chi: Irgb-Cnr, Università di Sassari e Cagliari, Fondazione italiana sclerosi multipla, CRS4
Che cosa: Scoperto nuovo gene per sclerosi multipla e lupus eritematoso sistemico. Studio pubblicato su New England Journal of Medicine 'Overexpression of the cytokine BAFF and autoimmunity risk' Maristella Steri, Valeria Orrù, Maria Laura Idda, Francesco Cucca, et al. April 27, 2017 DOI: 10.1056/NEJMoa1610528



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Qualità dell'aria: la Commissione UE esorta l'Italia ad adottare misure contro l'emissione di polveri sottili (PM10) a tutela della salute pubblica



Bruxelles, 27 aprile 2017La Commissione europea esorta l'Italia ad adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica, dal momento che tale paese non è ancora riuscito a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili (PM10), che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica.
In Italia l'inquinamento da PM10 è causato principalmente da emissioni connesse al consumo di energia elettrica e al riscaldamento, ai trasporti, all'industria e all'agricoltura.

Ogni anno l'inquinamento da polveri sottili provoca nel paese più di 66 000 morti premature, rendendo l'Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA).

Si tratta di un ultimo avvertimento riguardante 30 zone di qualità dell'aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell'entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. 

Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012, C-68/11) aveva già ritenuto l'Italia responsabile della violazione della legislazione UE pertinente per gli anni 2006 e 2007.

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L'avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).

In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall'Italia non sono bastate a risolvere il problema.

La decisione odierna fa seguito a un'ulteriore lettera di costituzione in mora inviata all'Italia nel giugno 2016. Se l'Italia non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

Contesto
Le polveri sottili, note anche come "PM10", sono presenti nelle emissioni connesse al consumo di energia e al riscaldamento, ai trasporti, all'industria e all'agricoltura. Il PM10 può provocare asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni, causando un numero di morti premature superiore al numero annuale di decessi per incidenti stradali.

La normativa UE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa (direttiva 2008/50/CE) impone agli Stati membri di limitare l'esposizione dei cittadini a questo tipo di particolato e stabilisce valori limite per l'esposizione riguardanti sia la concentrazione annua (40 μg/m3), che quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte per anno civile.

Nonostante l'obbligo per gli Stati membri di garantire una qualità dell'aria soddisfacente per i loro cittadini, sono ancora molte le zone in cui le concentrazioni di PM10 continuano a rappresentare un problema.

La Commissione ha ora avviato procedure di infrazione per livelli eccessivi di particolato PM10 nei confronti di 16 Stati membri (Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) e in due di questi casi (Bulgaria e Polonia) è stata adita la Corte di giustizia dell'Unione europea.

La Commissione ha inoltre intrapreso un'azione legale riguardante l'NO2 nei confronti di 12 Stati membri, attualmente oggetto di procedure d'infrazione, segnatamente l'Austria, il Belgio, la Danimarca, la Francia, la Germania, l'Italia, la Polonia, il Portogallo, il Regno Unito, la Repubblica ceca, la Spagna e 
l'Ungheria.

Per ulteriori informazioni
- quadro generale dell'attuazione delle politiche e della legislazione ambientale dell'UE negli Stati membri: cfr. Environmental Implementation Review (Riesame dell'attuazione delle politiche ambientali);
- informazioni generali sulle procedure di infrazione in materia di ambiente;
- principali decisioni elencate nel pacchetto infrazioni del novembre 2017: cfr. testo integrale MEMO/17/1045;
- procedura generale di infrazione: cfr. MEMO/12/12 (infografica);
- informazioni sulla procedura di infrazione dell'UE.
IP/17/1046



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