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giovedì 23 novembre 2017

Salute. I vaccini nella rete: al via #PerchéSì, primo laboratorio di idee sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini

I vaccini nella rete: al via #PerchéSì, primo laboratorio di idee sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini

Le buone pratiche da premiare: da Torino il lancio del contest promosso da Sanofi Pasteur che premia le migliori campagne di comunicazione sui vaccini realizzate dagli operatori di sanità pubblica e il primo hackathon in Italia dedicato alla comunicazione vaccinale.

L'informazione sui vaccini passa oggi attraverso rete e social media.

La fotografia esclusiva dell'Health Web Observatory registra la sete di informazione a seguito dei cambiamenti legislativi.
 
Torino, 23 novembre 2017 Sempre più connessi ma non sempre necessariamente consapevoli delle scelte di navigazione e alla ricerca di una bussola per orientarsi nel vasto mare dell'informazione online sul tema della prevenzione e dei vaccini. 

È questo quanto emerge dall'analisi "I vaccini per l'infanzia sul web" condotta dall'osservatorio Health Web Observatory e presentato in occasione dell'evento #MeetSanofi "#PerchéSì: i vaccini vanno in rete" che si è tenuto oggi presso il Talent Garden, a margine del congresso della Società Italiana di Igiene in corso a Torino dal 22 al 25 novembre (la registrazione dell'evento è disponibile sul canale Facebook di Sanofi). 

L'analisi prende in considerazione le ricerche effettuate su web e social network con lo scopo di ottenere informazioni online sulle vaccinazioni pediatriche nel periodo compreso dal 1 agosto al 10 ottobre 2017.
 
Il ruolo del web nell'informazione sulla vaccinazione
Secondo l'Health Web Observatory, quello dei vaccini è un tema grandemente presente sul web. Il monitoraggio effettuato attraverso parole chiave centrate sul tema ha evidenziato infatti la presenza di oltre 39.500 menzioni in totale in soli tre mesi. 

E il ruolo dei social appare preponderante, coinvolgendo il 60% delle menzioni analizzate e distribuite soprattutto su Twitter (31%) e Facebook (20%), a fronte del 40% relative ai siti web. I protagonisti delle navigazioni sono soprattutto utenti di una fascia di età intermedia e presumibilmente genitori: il 30% ha un'età anagrafica compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23% tra i 35 i 44 anni.

In alcune aree geografiche l'attenzione per questo tema è particolarmente elevata. Al primo posto il Friuli, seguito da Valle d'Aosta, Marche, Lazio e Veneto.
 
"Il ruolo crescente di Internet come canale di informazione, anche per quanto riguarda la vaccinazione, è stato confermato dal volume delle ricerche effettuate in rete nel periodo di osservazione sul tema vaccini, in cui prevale il ruolo dei social", spiega Ketty Vaccaro, sociologa e Presidente dell'Health Web Observatory

Purtroppo se si guarda al sentiment che emerge sul web, si nota che quello prevalente è negativo (44% del totale delle menzioni) a fronte di un volume poco inferiore che è neutrale (40%), mentre solo il 16% risulta positivo. 

"Tuttavia le menzioni più popolari nei due canali social più rilevanti - oltre 3milioni e 300mila utenti su Twitter e oltre 1 milione e 100mila su Facebook - sono positive", precisa Vaccaro.
 
"Dall'estate 2017 è partito in Italia l'obbligo vaccinale su 10 vaccini per le fasce d'età 0-16 anni. Questa estensione ha generato un dibattito nel Paese che ha coinvolto la politica, la società civile e si è poi riverberato sui social media e online, arrivando a lambire il tema delle fake news, delle "bolle" in rete e della distorta informazione che spesso prevale su quella medico-scientifica e autorevole. Sono dunque fondamentali il ruolo della comunicazione e della corretta informazione sul valore della vaccinazione, diritto-dovere di ogni comunità", spiega Paolo Bonanni, Professore di Igiene e medicina preventiva presso l'Università degli Studi di Firenze, coordinatore del gruppo "Calendario per la Vita" e co-Presidente della giuria di #PerchéSì.
 
#PercheSi, caccia alle buone pratiche (da premiare)
Dalle navigazioni in rete alla corretta ed efficace comunicazione. Il progetto #PercheSi è promosso da Sanofi Pasteur e si propone di mettere in condivisione le migliori pratiche nella gestione della comunicazione sui vaccini da parte di enti accreditati, associazioni, società scientifiche, strutture ospedaliere pubbliche e giovani creativi.

#PerchéSì comprende due iniziative: un contest e un laboratorio di idee per fare rete sulla comunicazione in ambito vaccinale. Il primo premia le progettualità già realizzate, il secondo è un confronto aperto e un momento di co-creazione che coinvolge giovani ed esperti per declinare i temi della comunicazione su questo tema. Il progetto partirà a gennaio 2018 e la premiazione finale si terrà a giugno 2018.

Nel contest verranno messe a confronto le campagne implementate negli ultimi 18 mesi e che riguardano il tema della vaccinazione. Le iscrizioni si apriranno a gennaio 2018 e potranno partecipare Università, centri di ricerca, associazioni, società scientifiche, ASL e distretti sanitari. Al progetto vincitore, valutato da una giuria composta dai rappresentanti del "Calendario per la Vita" ed esperti di comunicazione, verrà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza.

Il progetto #PerchéSì offrirà inoltre l'opportunità per il primo hackathon italiano dedicato alla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini: un laboratorio di idee con la partecipazione di grafici, designer, startupper, studenti e neolaureati in comunicazione medico-scientifica, freelance legati al mondo del visual e del video, che si confronteranno con gli esperti di comunicazione in quest'ambito, i finalisti del contest, per lo sviluppo di nuove idee comunicative. Le iscrizioni all'hackathon saranno aperte a febbraio 2018. Al team vincitore sarà offerto un viaggio-studio all'Institute of Interaction Design di Copenaghen.

"Il progetto #PerchéSì apre una nuova grande opportunità: creare una piattaforma di comunicazione sull'importante tema dei vaccini dove la creatività si incontra col sapere scientifico" - commenta Simona Maschi, direttore e cofondatore del Copenaghen Institute of Interaction Design e Copresidente della Giuria di #PerchéSì – "Crediamo in un approccio di "open innovation" dove individui ed organizzazioni pubbliche lavorano insieme per raggiungere il massimo livello di trasparenza e accuratezza nel comunicare il valore del vaccino nella società contemporanea". 

"Siamo orgogliosi di aver creato, attraverso il #MeetSanofi, un ulteriore momento di incontro e di riflessione sul valore della prevenzione, oggi messo quotidianamente in discussione dalle fake news che circolano nel mondo della rete e dei social network" – ha dichiarato Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta – "In questo senso, il lancio del progetto #PerchéSì rappresenta per Sanofi Pasteur un modo per favorire la condivisione delle idee e dei diversi approcci comunicativi rispetto al tema della vaccinazione, sostenere un dialogo aperto con l'opinione pubblica al fianco di istituzioni e società scientifiche per promuovere la cultura della prevenzione e il suo valore per la persona e per la sanità pubblica".
 
Sanofi
Sanofi supporta le persone nelle loro sfide di salute. Siamo una società biofarmaceutica globale focalizzata sulla salute umana. Preveniamo le malattie con i vaccini, forniamo trattamenti innovativi per combattere il dolore e alleviare la sofferenza.
Siamo accanto ai malati rari così come ai milioni di persone con condizioni croniche. Con oltre 100.000 persone in 100 Paesi, Sanofi trasforma l'innovazione scientifica in soluzioni di salute in tutto il mondo.
Sanofi, Empowering Life
  



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sabato 18 novembre 2017

Salute: E-CIG. MENTRE IN ITALIA E' IL CAOS, A LONDRA SI PARLA SOLO DI “ZERO RISCHI”

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E-CIG - MENTRE IN ITALIA E' IL CAOS, A LONDRA SI PARLA SOLO DI "ZERO RISCHI"

Catania 18/11/2017 - Presentato questa mattina alla Royal Society di Londra il nuovo studio sulle sigarette elettroniche denominato "Zero Rischi" e appena pubblicato oggi sulla rivista "Scientific Report" del gruppo Nature

Si tratta del primo studio al mondo che dimostra l'assenza di danni a carico delle vie aeree e dei polmoni in utilizzatori che hanno fatto uso regolare e protratto di sigarette elettroniche.

A presentare i dettagli alla stampa estera, quest'oggi è stato il prof. Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna dell'Università degli Studi di Catania, già noto per essere lo scienziato più autorevole al mondo nel campo della ricerca applicata in questo campo e coordinatore del Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulle sigarette elettroniche. 

La ricerca condotta dal team del docente catanese risponde alla principale preoccupazione rispetto all'utilizzo delle e-cig e cioè ad eventuali pericoli per la salute derivanti dall'esposizione agli aerosol prodotti dalle sigarette elettroniche, in quanto dimostra attraverso diverse metodiche (spirometria, test dell'ossido nitrico esalato, TAC del torace) che le emissioni da e-cig non provocano modifiche di parametri respiratori in soggetti non fumatori che hanno fatto uso regolare e prolungato nel tempo di sigarette elettroniche.

"Studiare i cambiamenti nella salute degli svapatori che non hanno mai fumato nella loro vita è chiaramente il maggior punto di forza del nostro studio – ha detto - È rassicurante sapere che l'uso a lungo termine dell'e-cig in questi soggetti non ha causato alcuna significativa preoccupazione. E sebbene non si possa escludere che alcuni danni possano verificarsi negli stadi successivi o in individui con alti valori di consumo di e-liquid – ha aggiunto - i nostri risultati sono rassicuranti in quanto non sono stati associati problemi di salute con l'uso a lungo termine di e-cig in utenti relativamente giovani che non avevano mai fumato tabacco".

D'altro canto, in Italia proprio in queste ore la questione "svapo" è al centro di un dibattito mediatico e istituzionale senza precedenti. La notizia è la tripla mazzata che ha visto confermata una tassa da 5 euro su tutti i liquidi destinati alla sigarette elettroniche, lo stop alla vendita via web e l'emendamento al decreto fiscale con il quale si stabilisce il passaggio ai Monopoli. 

"Mi sembrano inverosimili le scelte intraprese dal Governo italiano – ha commentato lo scienziato catanese - come è possibile aumentare le tasse su un prodotto che potrebbe ridurre i danni da fumo? Come si può fermare un cambiamento che potrebbe salvare migliaia di vite umane con poco? In tutti gli altri Paesi del mondo le leggi si basano sulle evidenze scientifiche, anche l'Italia dovrebbe iniziare ad adeguarsi proprio nell'interesse dei fumatori italiani".




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venerdì 17 novembre 2017

Salute: Il 6° rapporto sull’Assistenza agli Anziani Non Autosufficienti in Italia



L'ASSISTENZA AGLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI IN ITALIA. I DATI DEL 6° RAPPORTO A CURA DEL NETWORK NON AUTOSUFFICIENZA IN ANTEPRIMA ALLA IX EDIZIONE DEL FORUM N.A. 

Qual è la situazione complessiva dell'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia oggi? Quali prospettive si presentano per domani? 

Sono alcune delle domande che troveranno risposta a Bologna, nel prestigioso Centro Congressi Savoia Hotel, i prossimi 22 e 23 novembre in occasione della IX edizione del Forum sulla Non Autosufficienza (e dell'autonomia possibile). 

In occasione della pubblicazione del 6° Rapporto sull'Assistenza agli Anziani Non Autosufficienti in Italia curato dal prof. Cristiano Gori e da Network Non Autosufficienza, promosso dalla Fondazione Cenci Gallingani (pubblicato da Maggioli Editore), giovedì 22 novembre alle ore 9,30 saranno presentati e discussi i principali dati utili per mettere a fuoco il quadro d'insieme del settore nel nostro Paese, i suoi punti di forza e le sue criticità; contestualmente saranno approfondite le prospettive delle risposte nel territorio e di quelle nelle strutture residenziali. 

Il ForumN.A. è ormai considerato a pieno titolo il punto di riferimento Nazionale per i professionisti e gli operatori dei servizi alla persona: oltre 700 operatori specializzati si incontreranno per discutere di nuovi modelli di servizi alla persona, lavoro di cura, autonomia possibile, disabilità, domiciliarità, documenti sanitari dematerializzati, prevenzione delle demenze. Ma non solo, si parlerà di cinema e Alzheimer, delle possibilità terapeutiche delle autobiografie, della sanità del XXI secolo. 

Interverranno, tra gli altri, Cristiano Gori (Università di Trento), Marco Trabucchi (GRG Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia), Maila Mislej (Direttore Infermieristico ASUITs) e oltre 60 autorevoli esperti del settore. Il Forum N.A. è accreditato per la formazione continua per Assistenti Sociali: sono previsti 9 crediti formativi ECM per ogni giornata ed il rilascio dell'attestato di partecipazione. 

La sessione convegnistica è strutturata in sessioni plenarie e workshop ed offre una lettura a 360° dell'orizzonte professionale ed operativo per gli operatori del settore. Il Programma è ricco di novità e offre un'ampia serie di convegni e workshop volti a fornire soluzioni di immediata applicabilità per chi opera nel quotidiano. Oltre agli incontri di aggiornamento professionale sarà allestita una qualificata Mostra delle tecnologie e dei prodotti del settore dove 25 operatori specializzati esporranno prodotti, servizi, tecnologie e soluzioni innovative. 

Gruppo Maggioli
Gruppo Maggioli 
La storia del Gruppo Maggioli ha inizio oltre 100 anni fa. 
La mission del Gruppo risponde perfettamente alle richieste di un mercato in continua trasformazione e sempre più alla ricerca di Partner affidabili: offrire alle organizzazioni pubbliche e private, in Italia e all'estero, servizi e prodotti di eccellenza per favorire l'innovazione tecnologica e di processo; coltivare e diffondere cultura, creatività e talento attraverso un team di risorse competenti e professionali; affiancare le Pubbliche Amministrazioni, le aziende e i professionisti nel semplificare i processi e nel migliorare i propri servizi, accrescendone il valore. 

Gli obiettivi strategici vengono perseguiti dal Gruppo Maggioli quotidianamente attraverso molteplici ed integrate attività: Software gestionali, servizi e progetti personalizzati per l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione e delle aziende; Applicazioni per dispositivi mobili; Servizi di digitalizzazione e conservazione dei documenti informatici; Consulenza per il management pubblico; Servizi in "outsourcing"; Tecnologie per la rilevazione automatica delle infrazioni al Codice della Strada e per la sicurezza del territorio; Gestione delle Entrate Locali; Editoria specializzata e servizi online; Formazione a catalogo, in house ed a distanza (e-learning); Modulistica per procedimenti amministrativi; Servizi di grafica e stampa; Vendita di spazi pubblicitari e servizi di comunicazione; Prodotti e servizi per Musei e Istituzioni Culturali. 



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Salute. CNR: il futuro della diagnosi ‘tascabile ’ grazie ai Lab-on-a-Chip

Il futuro della diagnosi 'tascabile' grazie ai Lab-on-a-Chip

I ricercatori dell'Isasi-Cnr hanno realizzato un microscopio olografico integrato su una sorta di vetrino che fornisce immagini 3D da cui si ricavano i dati quantitativi di elementi biologici. 

In futuro il chip consentirà di portare la diagnostica di laboratorio direttamente presso il paziente. Lo studio è pubblicato su Light: Science and Applications del gruppo Nature.

Un sofisticato laboratorio di analisi a portata di tasca è stato messo a punto dai ricercatori dell'Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Isasi-Cnr) di Napoli con il primo microscopio olografico, che darà modo agli utenti di effettuare, per alcune patologie, esami diagnostici rapidi e a casa propria. Lo studio è stato pubblicato su Light: Science and Applications, rivista del Nature Publishing Group.

"La svolta tecnologica è stata possibile grazie ai cosiddetti dispositivi Lab-on-a-Chip (Laboratori su chip)", spiega Vittorio Bianco, ricercatore Isasi-Cnr. "Abbiamo dotato un chip microfluidico, cioè un semplice ed economico pezzetto di plastica nel quale sono scavati dei canaletti in cui scorre il fluido da analizzare (sangue, urine, saliva…), di micro-elementi ottici che gli conferiscono le funzionalità di microscopio tridimensionale di tipo olografico tascabile. Il microscopio olografico si presenta come un semplice vetrino da microscopio di alcuni centimetri di lunghezza ma costituisce un vero e proprio strumento di misura, fornendo mappe 3D da cui si ricavano i dati quantitativi di elementi biologici, statici o in movimento all'interno di un liquido".  

Basta inserire una goccia di sangue nel canale del chip funzionalizzato, un po' come si fa per misurare la glicemia, e posizionarlo su un sensore di luce per analizzarne in dettaglio il contenuto e giungere alla diagnosi. 

"La natura olografica del sistema di acquisizione consente di effettuare diagnosi mediche utilizzando immagini di materiale biologico basate su microscopia a contrasto di fase, facendo a meno della fluorescenza", aggiunge Biagio Mandracchia dell'Isasi-Cnr. 

"Ciò consente di evitare ulteriori trattamenti del campione, riducendo costi e tempi di analisi. Le immagini tridimensionali fornite dal chip hanno di recente consentito il conteggio di globuli rossi ad alta velocità".

La configurazione tascabile della tecnologia, grazie all'utilizzo di componenti ottici miniaturizzati, e il basso costo di produzione, permette per la prima volta di superare i confini del laboratorio di analisi. 

"In futuro il chip consentirà di portare le funzionalità diagnostiche direttamente dal paziente evitando, ad esempio, alle persone anziane di recarsi presso un centro diagnostico. Inoltre potrà essere usato in Paesi in via di sviluppo e laddove manchino adeguate strutture per lo studio e classificazione dei campioni", concludono i leader del progetto di ricerca, Melania Paturzo, ricercatrice Isasi-Cnr e Pietro Ferraro, direttore Isasi-Cnr. 

"La tecnologia potrà essere applicata per la diagnosi di malattie come anemia, malaria, HIV e anche tumori, attraverso l'identificazione delle cellule tumorali circolanti nel sangue. Oltre che, in ambito non medico, per il monitoraggio della qualità delle acque".    

Immagine: microscopio olografico portatile. In alto a destra è riportato un dettaglio del chip raffigurante una microlente polimerica utilizzata per ottenere l'ingrandimento ottico desiderato.

 

Roma, 17 novembre 2017


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giovedì 16 novembre 2017

SANITA', LENA (PD): BENE ORGANIZZAZIONE REGISTRO TUMORI, ORA AVVIARE CONFRONTO CON I PROFESSIONISTI

SANITA', LENA (PD): BENE ORGANIZZAZIONE REGISTRO TUMORI, ORA AVVIARE CONFRONTO CON I PROFESSIONISTI

"Con l'approvazione da parte del Consiglio Regionale della legge che istituisce il Registro Tumori la Regione Lazio ha compiuto un grande passo avanti per l'organizzazione e l'elaborazione dei dati relativi ai pazienti affetti da tumore residenti nel nostro territorio. Ora prende il via l'organizzazione. Il monitoraggio scientifico dei dati statistici rappresenta un momento importante sia per la prevenzione che per la cura di queste patologie. E' importante avviare la fase di confronto con tutti i professionisti del settore, che consentirà di dare efficacia a questo importante strumento. Sulla scorta di questi principi, il Consiglio Regionale del Lazio ha istituito su mia proposta un intergruppo sui temi della lotta alla malattia oncologica con il coinvolgimento di medici e associazioni dei malati". 


Così in una nota Rodolfo Lena, Presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute del Consiglio Regionale del Lazio intervenendo al Workshop Registro Tumori del Lazio. Stato dell'arte e prospettive.


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Salute. Giornata Mondiale della Prematurità: 17 novembre 2017

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L’ESERCITO DEI PICCOLI PRETERMINE


In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ribadisce l’importanza di un’adeguata assistenza “individualizzata” ai nati prematuri.



Sono circa 32mila all’anno, secondo una stima della SIN per il 2016, i neonati pretermine in Italia, il 6,7% dei 474.000 nati (Cedap/Istat). Si tratta di quei bambini nati prima della 37a settimana di età gestazionale, che si affacciano al mondo con più difficoltà rispetto ai nati a termine, non avendo ancora maturato del tutto organi e apparati e non essendo ancora pronti ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno. 

In particolare quelli più piccoli, chiamati “molto pretermine” o “estremamente pretermine”, rispettivamente sotto le 32 o le 28 settimane di gestazione, circa lo 0,9% sempre secondo le stime, risultano i più problematici. 

È così che, in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, che ricorre come ogni anno il 17 novembre, la Società Italiana di Neonatologia (SIN) sottolinea che i prematuri non sono tutti uguali e che necessitano di un’assistenza tanto maggiore quanto più bassa è la loro età gestazionale, con un approccio individualizzato delle cure, più o meno impegnative a seconda dei casi.

È chiaro che i nati pretermine hanno bisogno della migliore assistenza e questa necessità si traduce in un impegno dei medici, dei genitori ed anche del sistema sanitario.

A partire dagli anni ’50 le nuove ricerche scientifiche hanno permesso di individuare terapie sempre più efficaci, per consentire una sopravvivenza sempre maggiore ai neonati prematuri e in particolare a quelli con peso alla nascita molto basso (Peso ≤ 1500 grammi) e a quelli con peso estremamente basso (Peso ≤ 1000 grammi). 

La percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1500 grammi è passata così da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo. 

È necessario, comunque, tenere sempre alta l’attenzione nei confronti di questi neonati che presentano un aumentato rischio di sviluppare complicanze respiratorie, metaboliche, infettive e sequele neuromotorie, cognitive e sensoriali, soprattutto nei nati alle età gestazionali più basse (EG < 28 settimane).

Da non sottovalutare sono anche i costi per garantirne la sopravvivenza e ridurre le patologie e le disabilità permanenti dei neonati altamente pretermine. Per ogni prematuro estremo sopravvissuto, infatti, i costi oscillano tra i 100 e i 300 mila euro a seconda della patologia, cui vanno poi aggiunti quelli per le eventuali complicanze a distanza (riabilitazione, sostegno scolastico ed eventuale terapia dell’handicap).

Per garantire la migliore assistenza possibile a questi piccoli il primo passo è quello di ridurre il numero di punti nascita, a favore di quelli di più grandi dimensioni, così da aumentare gli standard di sicurezza anche per le nascite pretermine. In Italia, a oltre 6 anni dalla riorganizzazione della rete neonatale, tanti bambini nascono ancora in centri nascita non adeguati, dove avvengono meno di 500 parti all’anno. Occorre riorganizzare la rete dei Punti Nascita nel nostro Paese con l’obiettivo di migliorare la sicurezza per le donne ed i neonati al momento della nascita.

Fondamentale è anche garantire ai genitori l’ingresso nei reparti di Terapia Intensiva Neonatale 24/24 h. Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio, ad esempio attraverso la Kangaroo care.


Questa pratica consiste nel mettere il piccolo, nudo, sul seno della mamma o sul petto del papà, a diretto contatto con la pelle. 

Un semplice gesto che ha molti vantaggi: garantisce la regolazione della temperatura e del respiro, migliora il suo livello di ossigenazione e ha un'influenza positiva sul suo sviluppo neurologico. Inoltre, questo crea un legame intenso che ha un impatto fortissimo sul piano psicologico di madre, padre e neonato.

Proprio in quest’ottica a seguito della collaborazione tra la Società Italiana di Neonatologia (SIN), il Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno (TAS), operativo presso il Ministero della Salute, e l’associazione Vivere Onlus, è stato elaborato il documento “Promozione dell’uso del latte materno nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale e accesso dei genitori ai reparti”


Il documento raccomanda di favorire l’ingresso dei genitori nelle TIN, con lo scopo di sensibilizzarli sui vantaggi che l’allattamento materno e la loro presenza accanto al bambino comportano sulla salute del neonato, sia dal punto di vista nutrizionale che affettivo-psicologico. 


La presenza dei genitori nelle TIN è indispensabile per il neonato, in particolare per quello pretermine, poiché contribuisce a creare da subito un rapporto unico tra madre e figlio, oltre a favorire l’alimentazione con latte materno. La SIN da sempre raccomanda e promuove la presenza costante della famiglia accanto al neonato critico, necessaria sia per alleviare e contenere lo stress a cui è sottoposto il neonato stesso, sia per gli effetti positivi sui genitori e quindi sulla loro relazione affettiva con il figlio. 


Anche le incubatrici, le prime culle dei neonati pretermine, oggi sono ben più confortevoli del passato e contribuiscono a creare attorno al piccolo un ambiente senza rumori e con luci soffuse.


Inoltre, da anni nei reparti di terapia intensiva neonatale ci si impegna a migliorare la qualità della vita dei piccoli ospiti attraverso una serie di cure finalizzate a ridurre al minimo le sensazioni dolorose a cui il bambino può essere sottoposto. A differenza di quanto si pensava in passato sulla immaturità funzionale delle vie dolorifiche in questi bambini, i neonati prematuri sono perfettamente in grado di percepire dolore. 


Così, ad esempio, oggi durante manovre dolorose, si mantiene il piccolo in braccio alla madre, e, se possibile, lo si fa attaccare al seno, oppure si somministrano delle soluzioni di glucosio per bocca, o si pratica la musicoterapia: cioè attraverso le incubatrici si diffonde musica dolce o suoni che riproducono i rumori ovattati che li cullavano all'interno dell'utero. Nei centri più all'avanguardia è anche possibile riprodurre la voce registrata della mamma che, come dimostrato, aiuta i piccoli a mantenere regolare la frequenza cardiaca e respiratoria.

Fake news e Salute. Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena

Vaccini, come difendersi dai "somari": il virologo Roberto Burioni sabato a Modena


Dopo lo scontro su Facebook con i no-vax, lo specialista del San Raffaele di Milano rincara la dose con il suo nuovo libro "La congiura dei somari" (Rizzoli). 

Secondo Burioni la scienza non ammette scorciatoie e "in medicina non si decide per alzata di mano", come spiegherà sabato 18 novembre al BPER Forum Monzani di Modena. 

Con lui ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo che fu colpito da poliomielite durante l'infanzia, per testimoniare l'importanza dei vaccini.



"Per bloccare i Somari e per convertirli alla ragione abbiamo qualcosa che è più efficace degli antibiotici, più sicuro dei vaccini, un rimedio antico ed economico. I Somari si curano con i libri". Parola di Roberto Burioni, il virologo divenuto una star del web per la sua ferma posizione a favore dei vaccini, di cui è da poco uscito il nuovo libro, intitolato appunto "La congiura dei somari. Perchè la scienza non può essere democratica".

Il libro, edito da Rizzoli, sta già scalando le classifiche di vendita e il professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano lo presenterà sabato 18 novembre alle 17.30 al BPER Forum Eventi di Modena. Con lui sul palco ci sarà Alberto Bertoli, figlio del cantautore Pierangelo: il padre venne colpito da piccolissimo da una grave forma di poliomielite che lo costrinse a vivere per tutta la vita su di una sedia a rotelle.

L'obiettivo del volume, spiega lo stesso Burioni, è imparare a difendersi dalla "congiura che vuole farci ripiombare in un orribile medioevo, popolato di superstizioni e malattie da decenni scomparse, dove la bugia e la verità sono sullo stesso identico piano". A ordire la congiura sono appunto i "Somari" del titolo, con cui il virologo si è scontrato spesso nell'ultimo periodo e di cui vengono portati diversi esempi nel libro. 

A spiegare chi sono è lo stesso Burioni in un post su Facebook. "Genitori che si informano e omettono le vaccinazioni "dopo avere valutato il rischio" – scrive -, attrici che curano il cancro con rimedi artigianali, Comuni che patrocinano incontri con medici radiati, senatori che proiettano film dove un malfattore viene glorificato, disk jockey in lieve disuso che parlano in televisione di neuropsichiatria infantile. Il vaccino non è un'opinione, la scienza non è democratica e noi tutti dobbiamo opporci a questa congiura dei somari, fatta di gente che non studia e pretende di parlare".

Roberto Burioni, medico, è professore ordinario di Microbiologia e Virologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha pubblicato anche "Il vaccino non è un'opinione" (Mondadori, 2016).





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