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martedì 28 febbraio 2017

Prendersi cura dell'orto fa bene a chi soffre di Alzheimer




28 febbraio 2017 - Lo dicono le esperienze internazionali, in particolari inglesi e americane e i risultati delle attività realizzate in diversi centri specializzati e ospedali degli Stati Uniti. 

Lo conferma la neuropsicologa responsabile del Nucleo Alzheimer del Centro Polifunzionale Villaggio Amico di Gerenzano, che si trova alle porte di Milanodott.sa Loredana Locusta, psicologa esperta in neuropsicologia clinica.

"L'Horticultural Therapy, cioè la cura dell'orto, può essere annoverata tra le terapie non farmacologiche che donano benessere psico-fisico ai malati di Alzheimer.
L'hanno capito bene negli Stati Uniti, dove questa terapia alternativa viene praticata, da circa quarant'anni, in centri specializzati e nei reparti di ospedali di fama internazionale come l'Ospedale universitario di New York, sede anche di corsi per studenti, dove si insegna tale metodo.

Nella demenza mantenere l'autonomia della persona più a lungo possibile è un obiettivo primario e la cura delle piante raggiunge questo scopo, perché l'attività cognitiva viene stimolata, in particolare l'attenzione e la capacità di pianificare le azioni. 

I benefici di questa pratica non finiscono qui: si va ad agire sulla "sick building sindrome" o disturbo da ambiente chiuso, che spesso è presente in coloro che, per motivi di cura, di sicurezza o di instabilità motoria, trascorrono la quotidianità in un luogo con pochi spazi aperti.

Fondamentale, soprattutto durante quelli che sono i primi stadi della malattia, è stimolare la motricità fine e l'orto-terapia è una pratica vincente per questo obiettivo. 

Ma non vengono stimolati solo gli aspetti cognitivi e motori: numerose ricerche evidenziano una diminuzione dei disturbi comportamentali e del vagabondaggio, il cosiddetto "wandering", tra coloro che soffrono di Alzheimer o altro tipo di demenza e che hanno praticato l'orto-terapia. Inoltre, curare le piante risponde a quelli che sono i bisogni emotivi e affettivi dei pazienti.

L'orto-terapia comprende l'attività nel o con il verde, che va dal giardinaggio alla coltivazione di piante e di ortaggi. Effetti positivi possono derivare anche dalla cura di una singola pianta da interno. 

Questo tipo di attività permettono la stimolazione del tatto, dell'udito, dell'olfatto e della vista. Pensiamo, ad esempio, al benessere psico-fisico derivante dall'osservare alberi e fiori oppure dall'annusare delle specifiche piante aromatiche.

Partita in America e Inghilterra, questa terapia della natura ha fatto il giro del mondo: molti sono i giardini progettati in Italia per i malati di Alzheimer dove si riproducono spazi verdi simili a quelli con cui il paziente è stato in contatto nella sua precedente quotidianità.
Anche all'interno di Villaggio Amico - centro polifunzionale alle porte di Milano - sono state messe a punto diverse attività di Horticultural Therapy. Una di queste è il "giardino della memoria", dove gli ospiti possono stimolare i sensi e rilassarsi. Il giardino è coltivato con piante aromatiche che i pazienti e i familiari possono curare, ad esempio innaffiandole, o di cui possono semplicemente ispirarne gli aromi. 

L'orto-terapia viene organizzata anche in ambienti esterni al centro, nei quali si può toccare e lavorare il terreno o osservarlo come elemento che dona benessere. 

Le attività sono svolte sia in rapporto uno a uno operatore e paziente, sia in piccoli gruppi per favorire la socializzazione. Abbiamo notato che le piante hanno stimolato in molti pazienti il desiderio di prendersi cura di un essere vivente da proteggere."



Villaggio Amico è una residenza sanitaria assistenziale (RSA) situata alle porte di Milano (Gerenzano, in provincia di Varese). 

Un centro polifunzionale che offre un ventaglio di servizi adatti a ogni fase della vita, dall'infanzia fino alla terza età. 

Si avvale delle più moderne e innovative terapie e tecnologie per l'assistenza e cura degli anziani, supporto educativo e formativo per persone diversamente abili, pazienti malati di Alzheimer, riabilitazione e assistenza a domicilio.



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CNR: Nanocubi per identificare precocemente Alzheimer e Parkinson

Il metodo innovativo utilizza nanocristalli d’argento che, attivati con luce laser, consentono di individuare anche minime tracce molecolari di malattie neurodegenerative. Lo ha messo a punto un team, guidato dall’Ifac-Cnr di Firenze, e formato da ricercatori dell’Imm-Cnr di Catania, dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università di Saratov (Russia). Lo studio è stato pubblicato su Acs Nano

Grazie a una tecnica innovativa è possibile identificare l’‘impronta digitale’ di proteine e biomarcatori quando sono ancora presenti in minime tracce, riuscendo così a effettuare una diagnosi precoce di malattie neurodegenerative, quali l’Alzheimer e il Parkinson. 

A metterla a punto, un team di ricercatori dell’Istituto di fisica applicata (Ifac-Cnr), in collaborazione con i colleghi dell’Istituto di microelettronica e microsistemi (Imm-Cnr), del Dipartimento di chimica e scienze geologiche dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Università statale di Saratov (Russia). La ricerca è stata pubblicata su Acs Nano.

“La metodologia si basa sull’attivazione laser di nanocristalli (cristalli che hanno dimensioni dell'ordine del nanometro, unità di misura equivalente a un miliardesimo di metro) d’argento a forma di cubo; attivazione che consente di identificare molecole precursori della malattia presenti nei fluidi biologici (sangue, urina, fluido cerebrospinale)”, spiega Paolo Matteini dell’Ifac-Cnr, primo autore del lavoro e coordinatore del team. 

“L’irraggiamento laser ‘accende’ infatti i nanocristalli producendo un intenso campo elettrico che amplifica di circa un milione di volte il segnale delle molecole aderenti alla superficie dei nanocristalli stessi. Il segnale così rivelato fornisce informazioni uniche su composizione e struttura della biomolecola, che viene riconosciuta anche in minime tracce”.
 
“Mediante un nuovo microscopio elettronico a scansione, installato presso i laboratori di Catania, è stato possibile analizzare la struttura cristallina dei vertici del nanocubo, rivelandone una disposizione ‘a gradini’, che intercetta efficacemente le biomolecole in soluzione”, aggiunge Giuseppe Nicotra, ricercatore dell’Imm-Cnr. 

Gli esperimenti condotti finora hanno dimostrato la validità di questo approccio. “La metodica consente di sviluppare test diagnostici per il riconoscimento precoce di biomarcatori di patologie neurodegenerative”, conclude Roberto Pini, direttore dell’Ifac-Cnr. 

“La strada è però ancora lunga: sarà infatti necessaria un’accurata fase di test preliminari per classificare la complessità dell’impronta ottica dei vari biomarcatori prima che questa tecnica risulti affidabile per l’uso clinico”.

Roma, 28 febbraio 2017

La scheda

Chi: Istituto di fisica applicata 'Nello Carrara’ e Istituto di microelettronica e microsistemi del Cnr, Università di Firenze, Università di Saratov (Russia)
 
Che cosa: nuova metodica basata su nanocristalli plasmonici per la diagnosi precoce di malattie neurodegenerative. Studio pubblicato su Acs Nano “Site Selective Surface-Enhanced Raman Detection of Protein” by Paolo Matteini, Maximilian Cottat, Francesco Tavanti, Elizaveta Panfilova, Mario Scuderi, Giuseppe Nicotra, Maria Cristina Menziani, Nikolau Khlebtsov, Marella de Angelis and Roberto Pini Link articolo

Stress sconfitto con due giorni di tenda. Lo asserisce uno studio della University of Colorado Boulder

Secondo uno studio pubblicato su Current Biology, due giorni in tenda, spiega il team di Kenneth Wright della University of Colorado Boulder, sono sufficienti per recuperare tutto lo stress accumulato nella vita quotidiana.

E’ proprio così, tutte le tensioni che viviamo nella routine, come rimanere tutto il giorno chiusi in ufficio o dietro una scrivania, guardare la tv fino a tardi, tenere lo smartphone sempre sul comodino, sono pessime abitudini che stravolgono il nostro orologio biologico interno, rendendolo perennemente in ritardo. 


Andare a dormire tardi, dormire poco o male, ad esempio, sono comportamenti che non solo ci rendono nervosi, ma anche poco reattivi e stanchi al mattino. 

Tutto ciò influisce ovviamente anche sulla salute: aumentano il rischio di diabete e obesità, gli sbalzi d’umore e la memoria peggiora se non si riposa abbastanza. 

Inoltre alla guida aumentano il rischio di incidenti e la bassa produttività, a scuola o al lavoro. 

Una cura per tutto ciò, si chiama “weekend in tenda”. 

E scusate lo vengono a dire a me che dall’età di un anno che vivo in campeggio!


il bubris cristiano fabris


foto: di Yari Ghidone

lunedì 27 febbraio 2017

Domani X giornata mondiale malattie rare al Quirinale

 

Si informa che martedì 28 febbraio 2017 alle ore 11.30 si svolgerà, presso il Palazzo del Quirinale, la celebrazione della X Giornata mondiale delle Malattie Rare, alla presenza del Presidente della Repubblica.

Tale celebrazione costituisce un importante momento di condivisione e di ascolto, finalizzato ad aumentare la consapevolezza dell'opinione pubblica e delle Istituzioni in merito alle malattie rare e al loro impatto sulla vita dei pazienti.

All'evento saranno presenti le associazioni dei malati, il mondo scientifico e della ricerca, davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.  

Per gli accrediti stampa occorre registrarsi sul sito del Quirinale.

 





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Walgreens Alliance Boots pubblica il Bilancio Sociale 2016

Il report evidenzia la continua capacità di WBA nel creare benefici per i propri collaboratori e per le persone delle comunità in cui opera, nonché significativi passi avanti verso il pieno raggiungimento degli obiettivi in ambito sociale e ambientale.


Walgreen Boots Alliance mira a svolgere un ruolo di leadership a livello globale nel sostegno alle comunità e per la tutela ambientale, coerentemente con il proprio obiettivo di aiutare le persone nel mondo a condurre una vita più sana e più felice.  


In particolare:
  • Nel 2016, il coinvolgimento di Walgreens Boots Alliance in attività di beneficenza e a favore delle comunità ha permesso, ad esempio, di raccogliere 20 milioni di dollari attraverso la partecipazione a Red Nose Day, ente di raccolta fondi per aiutare i bambini in povertà.
  • Il programma Get a Shot. Give a Shot® di Walgreens Boots Alliance ha permesso di distribuire più di 15 milioni di vaccini salva-vita in 3 anni.
  • L'azienda ha riciclato circa il 50 per cento delle 549.000 tonnellate di rifiuti prodotti nell'anno.
Ornella Barra, Co-Chief Operating Officer di Walgreens Boots Alliance, commenta: "Nella nostra azienda ci sono molte interessanti esperienze di responsabilità sociale e ambientale. 
Sono immensamente orgogliosa di tutte queste iniziative, fortemente integrate nel nostro operato quotidiano, perché dimostrano quanto i nostri collaboratori abbiano a cuore queste tematiche. 
Ci siamo posti 12 obiettivi sfidanti collegati alle nostre attività di business e siamo entusiasti di poter mostrare i progressi compiuti".

Nel 2016 Walgreens Boots Alliance ha associato i propri obiettivi di CSR con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L'impegno e gli importanti risultati raggiunti sono stati premiati lo scorso anno dalla United Nations Foundation, che ha conferito all'azienda il prestigioso riconoscimento Global Leadership Award. 

Il riconoscimento è stato assegnato anche per gli importanti risultati della campagna Get a Shot. Give a Shot® di Walgreens, che fornisce un vaccino salvavita ai bambini dei Paesi in via di sviluppo per ogni vaccinazione somministrata presso Walgreens, Duane Reade o Healthcare Clinic negli Stati Uniti. Dal 2013, l'iniziativa ha permesso di distribuire più di 15 milioni di vaccinazioni in Paesi come Tanzania, Timor Est e Ciad.


Nel 2016 Walgreens Boots Alliance ha anche raggiunto importanti traguardi nella rendicontazione delle attività di Corporate Social Responsibility, stabilendo nuovi parametri per misurare i progressi futuri. 



Il report completo è disponibile al seguente link: 
www.walgreensbootsalliance.com/corporate-social-responsibility-report/




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Walgreens Boots Alliance (Nasdaq: WBA) è la prima realtà globale al mondo per la salute e il benessere con radici nella farmacia.

Nasce dalla fusione tra Walgreens e Alliance Boots, avvenuta nel dicembre 2014. Questa operazione ha unito due aziende leader con marchi importanti, una presenza geografica complementare, valori condivisi e un patrimonio di servizi di fiducia per la salute offerti tramite la distribuzione farmaceutica e la farmacia da oltre un secolo. 

Walgreens Boots Alliance rappresenta la meta principale negli USA e in Europa per l'acquisto di farmaci e prodotti per la cura della persona. Considerando anche gli investimenti valutati con il metodo del patrimonio netto, ha una presenza in oltre 25* Paesi e conta più di 400.000* dipendenti. 
Walgreens Boots Alliance è leader a livello globale per prodotti e servizi per salute e benessere in farmacia e, considerando anche gli investimenti valutati con il metodo del patrimonio netto, conta oltre 13.200* punti vendita in 11* Paesi. E' inoltre una delle maggiori reti di distribuzione farmaceutica con oltre 390* centri di distribuzione che consegnano a oltre 230.000** farmacie, medici, centri sanitari e ospedali in più di 20* Paesi. Walgreens Boots Alliance è anche uno dei maggiori acquirenti al mondo di farmaci a prescrizione e di molti altri prodotti per la salute e il benessere. 


Il portafoglio di marchi retail e business di Walgreens Boots Alliance comprende Walgreens, Duane Reade, Boots e Alliance Healthcare, oltre a marchi sempre più globali di prodotti per la salute e il benessere quali No7, Botanics, Liz Earle and Soap & Glory. Ulteriori informazioni disponibili su www.walgreensbootsalliance.com.

* Dati al 31 agosto 2016, sulla base di informazioni pubbliche circa AmerisourceBergen.
** Per il periodo di 12 mesi conclusosi al 31 agosto 2016, sulla base di informazioni pubbliche circa AmerisourceBergen.


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Salute. A Roma la Tac "rivoluzionaria" che fotografa il corpo in un secondo

ARRIVA A ROMA LA TAC "RIVOLUZIONARIA" CHE FOTOGRAFA TUTTO IL CORPO IN UN SINGOLO SECONDO*

Il dispositivo di ultima generazione consente di cogliere immagini intere di un organo nel tempo di una sola rotazione da 0,28 secondi, e ridurre le radiazioni erogate dell'82%.

Realizzato da GE Healthcare, il nuovo modello di tomografo computerizzato è stato installato presso la Casa di Cura Quisisana: si tratta della prima apparecchiatura di questo genere nel Centro-Sud Italia.


ROMA, 27 Febbraio 2017 Una Tac al cuore nel tempo di un solo battito, un esame total body in un secondo. 

È possibile alla Casa di cura Quisisana di Roma, dove è appena stato installato l'innovativo tomografo computerizzato realizzato da GE Healthcare, divisione medicale di General Electric. 

A un'elevata qualità delle immagini il "rivoluzionario" sistema Tac abbina rapidità di scansione e una notevole riduzione della dose di radiazioni erogate ai pazienti nel corso dell'esame.

Tra i principali punti di forza della nuova tecnologia c'è l'ampia copertura anatomica (16 cm), che insieme alla rapidità di scansione della macchina consente ai medici di cogliere immagini intere e in altissima definizione di organi come cervello, cuore, fegato o pancreas nel tempo di una singola rotazione da 0,28 secondi, con risultati clinici di qualità equiparabile a quella di visualizzazioni al microscopio.

Nella pratica, il dispositivo permette ad esempio di effettuare un esame total body in un secondo o una Tac al cuore nel tempo di un battito cardiaco, aiutando i medici a formulare diagnosi corrette anche nei casi dei pazienti clinicamente più complessi, come coloro che soffrono di forte aritmia cardiaca.

La velocità del sistema fa inoltre sì che il personale clinico possa raccogliere informazioni relative alla funzionalità degli organi e non soltanto alla loro anatomia

Una possibilità in grado di garantire ad esempio una completa valutazione del cervello in caso di ictus attraverso lo studio della perfusione cerebrale.

Il nuovo tomografo è inoltre equipaggiato con Asir-V, tecnologia sviluppata da GE capace di ridurre la dose di radiazioni erogate durante gli esami fino all'82%, preservando un'identica qualità dell'immagine. 

Nel corso di un anno, una persona riceve mediamente 5 millisievert (msv) di radiazioni da fonti esterne. 

Nel caso di un esame effettuato con una TAC tradizionale, la dose si attesta in media a 15 msv: per questo diventa fondamentale riuscire a ridurre la quantità di radiazioni erogate, soprattutto nel caso di pazienti pediatrici. 

La nuova TAC installata presso la Casa Di Cura Quisisana può ridurre la dose erogata fino all'82%.

"Quelle introdotte dal nuovo tomografo computerizzato in dotazione della Casa di cura Quisisana di Roma non sono semplici migliorie, ma innovazioni tecnologiche fondamentali che cambiano il concetto stesso dell'esame Tac", ha commentato il professor Giovanni Simonetti, Professore Emerito dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e responsabile della Diagnostica per Immagini e Radiologia Interventistica della casa di cura Quisisana. "Per medici e pazienti si tratta di una vera rivoluzione".
 
La velocità di scansione del tomografo rende inoltre più raro il ricorso a medicinali in grado di rallentare il battito cardiaco dei pazienti sottoposti all'esame. 

Non si tratta dell'unica caratteristica del sistema in grado di rendere l'esame meno invasivo: il nuovo modello di Tac permette infatti di utilizzare una minor quantità di liquido di contrasto, laddove questo sia necessario.

Le innovazioni tecnologiche introdotte dal dispositivo non si fermano qui: il nuovo modello presenta anche un hardware di ricostruzione dedicato (Recon Server) che permette l'esecuzione di studi di Spectral Imaging con cui viene ampliata la capacità di caratterizzazione dei diversi tessuti esaminati dal sistema, rendendo più semplice la diagnosi di patologie difficilmente riconoscibili con studi condotti tramite tomografi convenzionali.



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domenica 26 febbraio 2017

FONDAZIONE BCFN: DOPPIA PIRAMIDE PER SALVAGUARDARE IL PIANETA E ALLUNGARE LA VITA

La nuova edizione della Doppia Piramide Alimentare Ambientale, il modello grafico elaborato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, presentata alla seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino. 

Un “Elisir di lunga vita” che impatta poco sull’ambiente e anche sul portafogli. 

Ma per combattere i paradossi del cibo e sostenere il Pianeta servono gesti concreti e una maggiore consapevolezza, così BCFN insieme alla Fondazione Thomson Reuters presenta il Food Sustainability Media Award, che premia chi - tra giornalisti professionisti e talenti emergenti - saprà meglio raccontare i paradossi e le sfide del cibo.

E’ la dieta Mediterranea uno dei modelli alimentari migliori per prendersi cura della propria salute e anche dell’ambiente, tanto da poter essere definito come una sorta di “elisir di lunga vita”. 

Uno studio scientifico ha mostrato che scegliere questa dieta può incidere in maniera determinante anche sulla longevità, con un impatto che può essere paragonabile a quello che si osserva tra fumatori e non fumatori. 

Insomma, un’alta aderenza a questa dieta, rispetto a chi adotta altri modelli alimentari, può tradursi in circa 4,5 anni[1] di aspettativa di vita in più, permettendo allo stesso tempo di ridurre anche il nostro impatto ambientale. 

La Doppia Piramide Alimentare Ambientale è il modello elaborato dal Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN), presentato alla seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, che affianca alla classica piramide alimentare (i cui principi coincidono con quelli della dieta mediterranea) una nuova piramide (capovolta) “ambientale” nella quale gli alimenti vengono classificati in base alla loro impronta ecologica (Ecological Footprint), ossia l’impatto che la loro produzione può avere sull’ambiente.

E al Festival di Torino si parlerà anche dell’importanza che i media hanno nella diffusione di informazioni che riguardano l’impatto che le scelte alimentari che compiamo hanno sull’ambiente, oltre che sulla salute. 

A questo argomento la Fondazione BCFN ha dedicato il Food Sustainability Media Award ( www.goodfoodmediaaward.org), un premio – organizzato in collaborazione con la Fondazione Thomson Reuters - destinato a giornalisti, blogger, freelance e singoli individui che vogliono presentare (entro il 31 maggio) i propri lavori, sia inediti che già pubblicati, per far luce sui paradossi del sistema alimentare e proporre soluzioni concrete per combatterli. 


LA DIETA MEDITERRANEA, MODELLO ALIMENTARE CHE FA BENE ALLA SALUTE E ALL’AMBIENTE

La Dieta Mediterranea rappresenta un esempio di modello alimentare che abbina dei benefici per la salute a un basso impatto sull’ambientale. 

Seguire questo modello, anche in Italia, risulta ormai un’esigenza visto che - nonostante nel nostro Paese si registrino gli abitanti più longevi e magri d’Europa - è ormai evidente un progressivo distacco da questo modello alimentare, soprattutto tra i più giovani, che rischia di veder cambiare le cose. 

Oggi quasi 2 bambini italiani su 10 hanno problemi di peso[2] mentre quasi un bambino su dieci è obeso, con uno dei tassi più alti in Europa. Inoltre, soltanto 1 bambino su 10 fa attività fisica in modo adeguato per la sua età e gli adulti non sono da meno, visto che uno su tre può essere definito sedentario. 

Se uniamo questi due elementi e li proiettiamo in un quadro futuro, appaiono chiare possibili ricadute anche sul tasso di incidenza, a livello globale, di malattie, come diabete (con un nuovo caso ogni 7 secondi nel 2014), patologie cardiache (che rimangono la prima causa di morte al mondo con 15 milioni di decessi nel 2015) e patologie croniche (che determinano il 60% dei decessi nel mondo). 

Ma, come detto, quello che mettiamo quotidianamente nel piatto impatta anche sull’ambiente e lo fa più di trasporti, riscaldamento degli edifici e utilizzo di energia elettrica. Tra questi, in termini di emissioni di gas serra è il cibo a dare il contributo maggiore al cambiamento climatico, con il 31% del totale, superando il riscaldamento (23,6%) e i trasporti (18,5%)[3].

Il tema dell’alimentazione è ampio e complesso, non può essere visto solo dal punto di vista di “ciò che decidiamo di mangiare”, ma deve essere inquadrato anche considerando il “come” il cibo viene prodotto”, ha spiegato Katarzyna Demska ricercatrice di BCFN intervenendo al Festival del Giornalismo Alimentare

“Secondo i dati emersi dal Food Sustainability Index (FSI) - indice che rivoluziona la visione del cibo come lo conosciamo e che, per la prima volta, analizza le scelte alimentari del pianeta non solo sulla base del “gusto”, ma anche del valore complessivo che il cibo rappresenta, in un ranking di 25 Paesi analizzati, rappresentanti oltre i 2/3 della popolazione mondiale e l’87% del PIL globale – l’Italia arriva sesta, dopo Francia, Giappone e Canada, tra i Paesi dove l'agricoltura è più sostenibile, si spreca meno il cibo (e si adottano politiche innovative per combattere lo spreco) e si mangia in modo più equilibrato, senza eccessi e carenze, attenti alla propria salute e a quella del pianeta. Eppure ancora molto può essere fatto in termini di spreco alimentare del cibo a livello domestico o ancora per quanto riguarda l’impiego di acqua, dove ad una ricca disponibilità naturale di questo elemento sulla quale possiamo contare, si contrappone un elevato impatto ambientale sull’acqua delle produzioni agroalimentari e una scarsa sostenibilità ambientale del prelievo idrico in agricoltura”.


FOOD SUSTAINABILITY MEDIA AWARD, UN PREMIO PER CHI RACCONTA I TRE PARADOSSI DEL CIBO
La Fondazione BCFN lavora da sempre per diffondere una cultura dell’alimentazione che tenga conto sia di ciò che fa bene alla nostra salute sia di ciò che rispetta il nostro Pianeta. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, BCFN presenta alla seconda edizione del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino il Food Sustainability Media Award (www.goodfoodmediaaward.org), un premio – organizzato insieme alla Fondazione Thomson Reuters - destinato a giornalisti, blogger, freelance e singoli individui che vogliono presentare i propri lavori, sia inediti che già pubblicati, legati alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità, all’agricoltura e alla nutrizione. Saranno accettati, fino al 31 di maggio articoli, video e foto che puntano a far luce sui paradossi del sistema alimentare, denunciando e proponendo soluzioni per combattere la coesistenza di fame e obesità, lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra.

“Questo premio nasce per mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica e punta a far luce sui paradossi del sistema alimentare, ma anche a valorizzare chi propone soluzioni per contrastare la coesistenza di fame e obesità, lo spreco alimentare e lo sfruttamento della Terra. Perché solo dando visibilità a questi temi potremo vincere le sfide che ci aspettano da qui ai prossimi anni e perché se riusciremo a far passare un messaggio semplice come “mangiare meglio, mangiare meno, mangiare tutti” riusciremo anche a fare passi in avanti concreti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo postiha spiegato Elena Cadel di BCFN, intervenendo alle tavole rotonde del Festival del Giornalismo Alimentare di Torino.

Il premio si propone di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e stimolare il dibattito sulla questione della sostenibilità alimentare, coinvolgendo un’audience ampia e internazionale. In particolare, il Food Sustainability Media Award si propone di far luce su tre paradossi che interessano il sistema alimentare mondiale:

•       Fame vs obesità – perché per ogni persona malnutrita nel mondo ce ne sono due che sono obese o sovrappeso
•       Cibo vs Carburante – perché un terzo del raccolto di cereali viene utilizzato per dare da mangiare agli animali o per produrre i biocarburanti, nonostante il problema della fame e della malnutrizione
•       Spreco vs Fame – perché ogni giorno vengono sprecati 1.3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile, quattro volte la quantità necessaria a sfamare 795 milioni di persone malnutrite in tutto il mond
Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition
La Fondazione BCFN è un centro di ricerca multidisciplinare che analizza le cause e gli effetti che le relazioni economiche, scientifiche, sociali e ambientali hanno sull’alimentazione. Produce contenuti scientifici che possono essere utilizzati per informare ed aiutare le persone ad una scelta responsabile per quanto riguarda alimentazione, nutrizione, salute e sostenibilità. 



[1] Cros-Bou, M., Fung, T.M., Prescott, J., Julin, B., Du, Mengmeng, Sun, Q., Rexrode, K.M., Hu, F.B., De Vivo, I. Mediterranean diet and telomere length in Nurses’ Health Study: population based cohort study, BMJ 349:g6674, 2014.
[2] http://www.iss.it/binary/publ/cont/ONLINE_Okkio.pdf
[3] BCFN, Eating Planet, dati relativi alle emissioni di gas serra delle famiglie europee, p. 115-116. Cfr, Tukker A., B. Jansen, Enviromental Impacts of Products.

L’intelligenza artificiale di Expert System per la lotta contro il cancro

Expert System selezionata per “OncoSNIPE”, un programma sostenuto da Bipfrance con lo stanziamento di €7,7 milioni; le potenzialità cognitive di Cogito verranno utilizzate per ottimizzare l’analisi dei dati connessi al trattamento dei tumori.

Modena, 26 febbraio 2017 - Alcune delle applicazioni di intelligenza artificiale più promettenti e rivoluzionarie riguardano sicuramente uno dei settori prioritari a livello sociale, la medicina, con particolare riferimento all’analisi dei dati utili alla valutazione delle malattie. 
 
In questo scenario, grazie all’esperienza precedentemente maturata da Expert System in ambito oncologico (progetto di analisi clinica ConSoRe, Continuum Soin-Recherche, svolto in collaborazione con il Gruppo ospedaliero francese UNICANCER, dedicato alla lotta contro il cancro), si inserisce la selezione della tecnologia Cogito per “OncoSNIPE®, un programma finalizzato a supportare con l’intelligenza artificiale le attività di diagnosi e trattamento dei tumori.

Coordinato dall’azienda francese Oncodesign, specializzata in biotecnologie per il settore farmaceutico, e supportato dai fondi del programma “Investments for the Future” operato dalla banca pubblica di investimenti Bipfrance (€7,7 milioni in 4 anni), OncoSNIPE favorirà lo sviluppo e l’implementazione di innovativi approcci “bio-IT” basati sulla combinazione di diverse metodologie, fra cui algoritmi di intelligenza artificiale, tecniche statistiche di machine learning, analisi e arricchimento dei dati attraverso l’elaborazione semantica. Obiettivi principali del programma saranno l’identificazione, l’analisi e la correlazione di tutte le informazioni relative a pazienti resistenti ai trattamenti antitumorali per indirizzare le attività di ricerca scientifica verso nuove e più efficaci terapie.

Insieme a Oncodesign ed Expert System, il programma si avvarrà del contribuito di altri due partner industriali (Sword, società internazionale con sede a Lione, specializzata in servizi e consulenze in ambito digitale; Acobiom, realtà all’avanguardia nelle biotecnologie, con sede a Montpellier, specializzata in particolare nella ricerca di nuovi marcatori biologici e nello sviluppo di strumenti diagnostici innovativi incentrati sulle medicina personalizzata) e dell’apporto scientifico di Ospedali Universitari e Istituti di Ricerca accademica (Hôpitaux Universitaires di Strasburgo, il Centre George François Leclerc di Digione, l’Institut Paoli Calmettes di Marsiglia).

“Siamo fieri di supportare con la nostra tecnologia cognitiva Cogito attività di R&D finalizzate a migliorare i processi di diagnosi e terapia in ambito oncologico”, ha commentato Claudio Palmolungo, Executive Vice President Europe di Expert System. “Il progetto OncoSNIPE rappresenta un’ulteriore testimonianza delle potenzialità dell’intelligenza artificiale per il progresso sociale, e un importante esempio di come si possano avviare collaborazioni fra realtà d’eccellenza in ambito tecnologico, organizzazioni accademiche e istituzioni sanitarie con l’obiettivo di portare benefici all’intera comunità”.

Il progetto OncoSNIPE si focalizzerà in particolare sullo studio di tre tipi di tumore (al seno, al pancreas e al polmone) per identificare diversi meccanismi di resistenza ai farmaci utilizzati nei tradizionali trattamenti oncologici e supportare le attività di ricerca e sviluppo finalizzate all’identificazione di terapie in grado di aumentare l’efficacia della cura. A questo scopo, verranno coinvolti nello studio oltre 800 pazienti per raccogliere informazioni sulle reazioni ai trattamenti. 
 
Tali informazioni, analizzate e arricchite mediante elaborazione semantica automatica, serviranno a tracciare modelli ricorrenti nei meccanismi di resistenza, identificare biomarcatori, scoprire nuovi target terapeutici e, più in generale, arricchire il patrimonio di conoscenze necessarie per rendere sempre più preciso e personalizzato l’approccio medico nei confronti dei pazienti con particolari resistenze ai farmaci oncologici.
 
Expert System, quotata sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana, è leader nel settore del Cognitive Computing e della Text Analytics. Attraverso la tecnologia proprietaria Cogito, basata sull’analisi semantica, Expert System innova il modo con cui le aziende elaborano le informazioni, offrendo il proprio tool di intelligenza artificiale per comprendere il significato di grandi quantità di documenti, e ricavare conoscenza strategica dai big data per accrescere il proprio vantaggio competitivo e migliorare i processi decisionali. Fra i principali clienti del Gruppo, che ha sedi in Italia, Francia, Spagna, Germania, UK, USA e Canada: Shell, Chevron, Gruppo Eni, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Il Sole 24 ORE, Ely Lilly, BAnQ, Biogen, Bloomberg BNA, Elsevier, Gannett, IMF, RSNA, Sanofi, SOQUIJ, The McGraw-Hill Companies, Thomson Reuters, Wiley, Wolters Kluwer, Networked Insights, Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.

Lexmark premiata da Buyers Lab come leader nel mercato healthcare

Il principale laboratorio indipendente di test su document imaging premia Lexmark per la sua offerta di dispositivi, soluzioni e servizi agli operatori del settore sanitario

 

Milano, 26 febbraio 2017 – Lexmark International, leader tecnologico globale, ha ricevuto il premio PaceSetter 2017 nella categoria Group Practices in ambito Healthcare da parte di Buyers Laboratory (BLI).

 

Secondo BLI, "Lexmark ha ottenuto buoni risultati nella analisi condotte sui poliambulatori, grazie alla sua eccellente linea di dispositivi multifunzione laser A4 e A3 e stampanti che coprono qualsiasi necessità che potrebbero avere studi medici, cliniche, o piccoli ospedali."



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venerdì 24 febbraio 2017

La professoressa Roberta Ballestriero da Londra a Forli per il gruppo Ausl Cultura

Oggi la professoressa Roberta Ballestriero, Associated Lecturer per il Masters of Art and Science al Central Saint Martins College, University of the Arts di Londra e' arrivata da Londra all'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì per discutere della collaborazione che si realizzerà con il gruppo Ausl Romagna Cultura, in occasione dell''International Congress of Wax che si terrà a Londra in settembre. 

La conoscenza tra le due realtà, apparentemente così distanti, è avvenuta grazie al dottor Stefano De Carolis del gruppo Ausl Romagna Cultura e del noto paleopatologo romagnolo Francesco Galassi, docente al Dipartimento di Medicina Evoluzionistica dell'Università di Zurigo, che sarà anche relatore al congresso londinese. 

La dottoressa Tiziana Rambelli dello Sviluppo Sistemi relazionali darà il supporto stampa per la diffusione dell'iniziativa in Italia, nell'ambito delle attività del gruppo Ausl Romagna Cultura.

Ad accogliere la professoressa nell' ospedale di Forli la dottoressa Sonia Muzzarelli e la dottoressa Tiziana Rambelli del gruppo Ausl Romagna Cultura e la dottoressa Simona Bianchi della direzione sanitaria dell'ospedale di Forli.


Ballestriero, presidente del Congresso che si terra' a Londra a settembre suk Wax Modelling, si è laureata all'Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi di storia. Dopo un Dottorato Europeo per l'Università Complutense di Madrid (per cui ha vinto il 'Premio Exraordinario de Doctorado' per la miglior tesi) si è trasferita in UK dove insegna storia dell'arte dal 2004. 

Attualmente lavora come Associated Lecturer per il Masters of Art and Science al Central Saint Martins College, University of the Arts di Londra. 

L'1, 2, 3 settembre, al Gordon Museum of Pathology del Kings College di Londra si celebrerà il primo congresso Internazionale sulla Ceroplastica degli ultimi quarant'anni (il primo venne fatto al Museo della Specola dell'Università degli Studi di Firenze nel 1975 e un altro, minore, nel 1978, sempre a Londra).

In collaborazione con il Gordon Museum, Madame Tussauds e con l'appoggio del Wax Chandlers il Comitato scientifico del Ceroplastics - International Congress on Wax Modelling organizzerà tre giornate di studio di livello mondiale. 

Interverranno relatori della Specola e dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, di MadameTussauds, del Gordon Museum, del Victoria & Albert Museum, della Westminster Abbey di Londra, del Josephinum e del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Museo Olavide di Madrid. Un evento di enorme interesse nell'ambiente internazionale scientifico. Il convegno ha il patrocinio dell'Ausl Romagna.

sabato 18 febbraio 2017

Il primo anno del gruppo Ausl Cultura su Videoregione

Il primo anno del gruppo Ausl Romagna alla trasmissione Salute Informa. 

La puntata andra' in onda su Videoregione, canale 12 o 172, il 26 febbraio e il 1 marzo alle 21, il 27 febbraio alle 645 e alle 1845 e il 2 marzo alle 645 e alle 1845

mercoledì 15 febbraio 2017

Da un farmaco antipsicotico nuove speranze contro il tumore al pancreas

Il carcinoma del dotto pancreatico è il più comune tumore che colpisce questa ghiandola. Le sue percentuali di guarigione sono minime, non solo a causa delle difficoltà di una diagnosi precoce, ma anche per l'assenza di un trattamento farmacologico specifico. Nuove speranze giungono da uno studio pubblicato su Scientific Reports dall'Istituto di nanotecnologia del Cnr, sede di Rende (Cs), in collaborazione con un team di ricercatori francesi e spagnoli. Una molecola utilizzata da tempo per curare gli stati d'ansia si è rivelata utile ad interferire nell'attività di una proteina a struttura disordinata, coinvolta nei processi di sviluppo del tumore al pancreas

Il cancro al pancreas è uno dei tumori più letali e i farmaci finora a disposizione per combatterlo sono solo i generici trattamenti chemioterapici. Il coinvolgimento in questa patologia della proteina Nupr1, appartenente alla classe speciale delle 'proteine intrinsecamente disordinate', è stato dimostrato fin dagli anni '90 da un'équipe dell'Istituto nazionale della sanità di Marsiglia. L'obiettivo di individuare una molecola in grado di inibire questa proteina è stato ora raggiunto grazie a uno studio condotto dall'Istituto di nanotecnologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Nanotec) di Rende (Cs), in collaborazione con l'Università della Calabria e varie unità di ricerca spagnole, tra cui le università di Elche e di Saragozza, il Centro di malattie epatodigestive di Madrid e il Cancer Center di Marsiglia.
"La ricerca è cominciata con lo screening di oltre mille farmaci già approvati per varie indicazioni terapeutiche", spiega Bruno Rizzuti del Cnr-Nanotec di Rende. "L'uso combinato di tecniche sperimentali e di simulazioni al calcolatore ha permesso di identificare alcuni di questi farmaci in grado di interagire con la proteina Nupr1. Esperimenti 'in vitro' hanno poi dimostrato che i composti selezionati sono capaci di diminuire la vitalità delle cellule tumorali, di ridurne le capacità di migrazione e di sopprimere completamente la possibilità di formazione di colonie. Il composto più efficace – una molecola nota come trifluoperazina, finora utilizzata solo per la sua azione antipsicotica – è stato sperimentato 'in vivo' su cellule del tumore del pancreas umano trapiantate su modelli murini, e si è dimostrato in grado di arrestare completamente lo sviluppo della malattia. La molecola in questione ha avvalorato un'efficacia antitumorale superiore perfino ai più potenti trattamenti chemioterapici finora disponibili. Inoltre, lo studio prova che questa nuova molecola non costituirebbe solo un'alternativa ai farmaci già noti, ma può essere combinata con questi per aumentare l'effetto terapeutico complessivo".
Al di là delle possibili ricadute mediche future, e in attesa che si avvii la sperimentazione per l'uso di questo farmaco sull'uomo, questo lavoro segna un passo importante nella ricerca sulle 'proteine con struttura disordinata'. "Secondo uno dei dogmi della biologia classica", aggiunge il ricercatore del Cnr-Nanotec, "la conformazione di una proteina dovrebbe essere unica e ben definita per consentire a ciascuna di queste 'macchine molecolari' di svolgere una precisa funzione. Le 'proteine disordinate' rovesciano la validità di questo principio e, grazie alla loro struttura flessibile, sono in grado di svolgere molteplici funzioni di comunicazione e regolazione cellulare. Tuttavia, quest'assenza di elementi strutturali ben definiti appariva in passato un ostacolo invalicabile per procedere al design razionale di farmaci selettivi per contrastarne l'azione. La dimostrazione della possibilità di individuare molecole attive in grado di inibire le 'proteine disordinate' è un importante passo in avanti che cambia completamente lo scenario nella lotta a numerose patologie e apre la possibilità di moltiplicare il numero di bersagli molecolari che si possono colpire attraverso l'uso mirato di farmaci".

Roma, 15 febbraio 2017



La scheda
Chi: Istituto di nanotecnologia (Cnr-Nanotec) - Licryl (Laboratorio Cristalli Liquidi) Uos di Rende (Cs)- Cemif.Cal (Centro di eccellenza per lo studio dei materiali innovativi funzionali)- Dipartimento di fisica - Università della Calabria; Instituto de Biología Molecular y Celular - Alicante, Spain; Instituto de Biocomputación y Física de Sistemas Complejos (Bifi), Universidad de Zaragoza - Spain; Centre de Recherche en Cancérologie de Marseille (Crcm), France; Instituto Aragonés de Ciencias de la Salud (Iacs) - Zaragoza, Spain; Instituto de Investigaciones Sanitarias (Iis) - Zaragoza, Spain; Centro de Investigación Biomédica en Red en el Área Temática de Enfermedades Hepáticas y Digestivas (Ceberehd), Spain; Servicio de Aparato Digestivo, Hospital Clínico Universitario 'Lozano Blesa' - Zaragoza, Spain; Department of Medicine, University of Zaragoza, Spain.

Che Cosa: una molecola già utilizzata da tempo per curare gli stati d'ansia offre nuove speranze contro il tumore al pancreas. Studio pubblicato su Scientific Reports 'Identification of a Drug Targeting an Intrinsically Disordered Protein Involved in Pancreatic Adenocarcinoma' José L. Neira, Jennifer Bintz, María Arruebo, Bruno Rizzuti, Thomas Bonacci, Sonia Vega, Angel Lanas, Adrián Velázquez-Campoy, Juan L. Iovanna & Olga Abián.  Year: 2017; Issue: 7; Article number: 39732; doi: 10.1038/srep39732 http://www.nature.com/articles/srep39732


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18 febbraio Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger

La cena di gala di ASA Italia per sostenere i progetti dell'associazione

Il 18 febbraio è la giornata dedicata a livello mondiale alla Sindrome di Asperger, un disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento. Spesso associata a nomi di personaggi famosi come Einstein, Mozart e Steve Jobs, la Sindrome nasconde in realtà un vissuto molto difficoltoso e "invisibile", perché la fatica degli Aspie a mettere in atto comportamenti che appartengono alla normalità del vivere quotidiano non viene immediatamente percepita generando incomprensioni e isolamento, che possono sfociare in episodi di bullismo a scuola e di mobbing nel mondo del lavoro.

ASA Italia – Associazione Sindrome di Asperger dedica alla Sindrome una cena di Gala il prossimo 18 febbraio a Milano presso la Società Umanitaria, che ospita la sede dell'Associazione. Il ricavato andrà a finanziare le attività svolte dall'Associazione per migliorare la qualità della vita degli Aspie, prima fra tutte l'esperienza di Casa Riccardo a Vailate, un luogo speciale dove ASA organizza weekend su misura per adolescenti e giovani adulti con Sindrome di Asperger e autismo ad alto funzionamento con la presenza di educatori specializzati, offrendo loro la possibilità unica di condividere esperienze di vita in comune e sperimentare con i coetanei il piacere di raggiungere l'autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana al di fuori del proprio nucleo familiare.

"La nostra Associazione si impegna con passione per l'informazione e la formazione sulla sindrome di Asperger, gli unici reali strumenti che possono fare la differenza per migliorare la qualità della vita degli Aspie – afferma Milena Polidoro, presidente di ASA Italia. Vogliamo offrire servizi concreti, che sappiano mettere in relazione tutte le competenze per poter dare adeguato supporto a chi vive un disturbo dello spettro autistico".

La cena raccoglierà fondi per i progetti dell'Associazione, principalmente focalizzati sulla formazione di personale qualificato. Ultima iniziativa in ordine di tempo è stata l'apertura di uno Sportello d'Ascolto, con l'obiettivo di accogliere e comprendere il bisogno degli utenti aiutandoli a decidere quale potrebbe essere il percorso migliore da seguire.

Durante la cena verranno premiate alcune personalità che più di tutte in quest'anno hanno speso energie e risorse per progetti legati alla Sindrome di Asperger, allo scopo di far conoscere questa realtà e offrire aiuto concreto agli Aspie e alle loro famiglie.


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martedì 14 febbraio 2017

SCLEROSI MULTIPLA: UNO SPAZIO PER I FAMILIARI


SCLEROSI MULTIPLA: UNO SPAZIO PER I FAMILIARI


2 incontri dedicati a chi si prende cura (familiari, assistenti familiari, badanti, ecc...)

 

 

• Sabato 25 febbraio 2017 dalle 09,30 alle 15,30

• Sabato 18 marzo 2017 dalle 09,30 alle 15,30

 

 

Presso la Sezione AISM di Roma sita in via Cavour 179/A

E' richiesta agli iscritti la partecipazione ad entrambi gli incontri

 

"Aver cura di Sé nei percorsi di assistenza alle persone con Sclerosi Multipla"

 

La Sclerosi Multipla coinvolge l'intera rete familiare ed amicale. L'impatto della malattia, le reazioni emotive, i bisogni, la definizione di progetti inevitabilmente impattano sulla vita di chi è accanto e si prende cura della persona con SM. Non sempre, però, questi vissuti e bisogni trovano spazio per esprimersi, né trovano risposte adeguate.

La Sezione AISM di Roma, con il contributo delle Psicologhe di Sezione esperte in SM, realizzerà 2 incontri dedicati esclusivamente ai familiari ed agli assistenti  di persone con SM, con l'obiettivo di agevolare il confronto, informare e fornire strumenti per affrontare la Sclerosi Multipla giorno dopo giorno. La partecipazione agli incontri è gratuita, previa iscrizione, tramite i recapiti della Sezione.



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