lunedì 26 giugno 2017

Da Cortilia i suggerimenti per allenarsi...con gusto!

ALLENATI…CON GUSTO!

Sport e alimentazione: i consigli di Cortilia per affrontare l'attività fisica con la giusta carica!

Milano, 26 giugno 2017 – Qualunque sportivo, amatoriale o professionista, sa che quando si pratica attività fisica l'alimentazione è fondamentale, soprattutto i pasti che precedono e seguono gli allenamenti sono strettamente connessi con il buon risultato della sessione di workout e con la capacità di recuperare velocemente le forze.

Cortilia, mercato online per fare la spesa di prodotti agroalimentari, per la bellezza e la pulizia della casa, ha redatto una lista di consigli utili sugli alimenti più indicati per fornire l'apporto proteico necessario ad affrontare gli allenamenti con la giusta carica di energie e in qualunque momento della giornata.

Per quelli che: il mattino ha l'oro in bocca.
Per chi ama dare il via alla giornata con un po' di movimento, è fondamentale approcciare l'allenamento con la giusta quantità di energia e mai a stomaco vuoto! Fare colazione almeno mezz'ora prima dell'attività fisica, con fette biscottate e marmellata o cereali, yogurt e frutta, è il modo migliore per cominciare la giornata.

Pausa pranzo sportiva.
Chi lavora full time spesso preferisce ottimizzare il tempo a disposizione e fare esercizio fisico durante la pausa pranzo. In questo caso però è molto importante fare un pasto leggero a base di proteine e carboidrati almeno un'ora e mezza prima dell'attività sportiva. Un panino con prosciutto crudo può essere una gustosa soluzione, mentre chi presta particolare attenzione alla linea, può optare per riso integrale con verdure, accompagnati da  una porzione di formaggio.

Staccare la spina.
Concludere la giornata con un po' di fatica e sudore, per staccare totalmente dalla frenesia del lavoro. Per chi preferisce fare sport la sera, è consigliabile uno spuntino a metà pomeriggio con una banana, frutta secca o barrette energetiche, ad esempio, che apportano la giusta dose di calorie e successivamente cenare con un pasto leggero, che dovrebbe essere consumato un paio d'ore prima di andare a dormire, a base di carne o pesce, accompagnati da verdure e occasionalmente formaggi. In alternativa, un piatto di pasta, riso, orzo o farro con abbondante verdura, evitando i grassi.

Il riposo del guerriero.
Al termine di ogni allenamento, indipendentemente dal momento in cui si preferisce farlo, che sia in palestra o all'aria aperta, la parola d'ordine è reintegrare. Recuperare i liquidi persi con la sudorazione, bevendo acqua a intervalli regolari e a piccoli sorsi e favorire la ricostituzione di zuccheri attraverso l'assunzione di carboidrati.

Infine, una dieta equilibrata, soprattutto per chi conduce una vita dinamica e pratica sport abitualmente, deve comprendere 5 pasti al giorno con spuntini a base di frutta, integrati dall'assunzione di molti liquidi, incluse anche tisane calde o fredde, in base alla stagione e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti.

Cortilia, grazie alla sua profonda conoscenza dei cibi naturali e delle loro proprietà, mette a disposizione dei suoi utenti una vasta selezione di prodotti genuini come cereali, legumi, carne e pesce, ma anche formaggi freschissimi, yogurt, succhi di frutta e marmellate, oltre a frutta e verdura di stagione. Più di 1.000 referenze provenienti da produttori attentamente selezionati dal team di Cortilia, per avere sempre a casa alimenti freschi e salutari per ogni tipo di esigenza.

Allarme sotto l’ombrellone. Per prevenire i rischi e proteggere gli occhi sotto il sole estivo Zeiss propone i cinque consigli dell'esperto

Per prevenire i rischi e proteggere gli occhi sotto il sole estivo ZEISS propone i cinque consigli degli esperti.


Milano, 26 Giugno 2017 –
Solo il 60% degli italiani utilizza gli occhiali da sole, e di questi il 30% non li indossa mai, il 18% raramente e solo il 52 % li ritiene "indispensabili. Appena il 17% ne possiede più di un paio, e in troppi cedono alle offerte low cost. Questi gli ultimi dati diramati dalla Commissione Difesa Vista che sottolinea come gli occhi, soprattutto in estate, vadano protetti dagli agenti esterni che potrebbero danneggiarli, in primis il sole.
"L'esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti e alla luce blu può provocare danni acuti e cronici agli occhi", avverte il Dott. Andrea Giani, Medico Chirurgo specialista in Oftalmologia e Ricercatore presso l'Università degli Studi di Milano. "L'esposizione prolungata al sole senza protezione o con un occhiale non idoneo può portare a disfunzioni della superficie oculare. Inoltre, secondo alcuni studi, a lungo termine ciò potrebbe contribuire allo sviluppo di patologie croniche come cataratta e maculopatie. Per questo è necessario imparare a proteggersi in maniera adeguata".
Infatti, a preoccupare sono soprattutto le giovani generazioni e gli anziani: sono loro a rischiare più degli altri, e invece soltanto l'11% dei giovanissimi e il 10% degli over 55 utilizza lenti protettive con regolarità. Addirittura il 60% dei piccoli fra 2 e 6 anni non ha mai inforcato un occhiale da sole, benché gli occhi degli under 15 siano i più delicati e bisognosi di uno schermo ad hoc e di qualità.
Gli occhiali da sole, inoltre, andrebbero scelti a seconda delle proprie esigenze e della situazione di utilizzo. "Non tutti gli occhiali sono uguali" - raccomanda lo specialista. "Qualche esempio: durante lo sport servono lenti resistenti agli urti e in grado di proteggere dai raggi UV anche in condizioni di performance estreme. Alla guida occorre prestare attenzione alla colorazione delle lenti per garantire una adeguata protezione senza pregiudicare la visione nel passaggio dalla luce al buio delle gallerie. Non stiamo parlando quindi solo di un vezzo modaiolo ma di uno strumento che deve rispondere a criteri ben precisi".
Ecco una serie di consigli utili forniti dal Dott. Andrea Giani:

1. Indossa un cappello con la visiera, protegge il viso;
2.Stai attento alla luce che si riflette sulla sabbia o sull'acqua: intensifica l'esposizione al sole;
3.Tieni d'occhio l'ora: gli occhi sono esposti a maggior rischio di danno solare tra le 10 di mattina e le 2 di pomeriggio poiché i raggi solari sono più intensi.
4.Proteggiti con qualsiasi condizione atmosferica: i raggi UV possono danneggiare gli occhi anche quando il tempo è nuvoloso;
5.Mangia verdure a foglia verde e frutti ricchi di antiossidanti, vitamina A, C ed E. La luteina e la zeaxantina sono sostanze antiossidanti ritenute particolarmente benefiche per mantenere gli occhi in buona salute. La luteina si trova nei peperoni gialli, nel mango e nelle verdure a foglia verde. Broccoli, mais, arance e uova sono buone fonti di zeaxantina;
6. Scegli gli occhiali più adatti a te. Ricorda che il tuo ottico di fiducia e l'oculista di riferimento sono le persone più adatte a rispondere alle tue esigenze visive.
Proprio per rispondere a queste esigenze, ZEISS, azienda leader nel settore dell'ottica e da sempre attenta a trovare le soluzioni più innovative per rispondere alla richieste dei propri clienti, offre la possibilità di decidere la colorazione preferita per la propria lente oftalmica, garantendo sempre un'alta qualità del trattamento e una totale protezione. E' possibile scegliere fra tre segmenti, per rispondere alle diverse esigenze dei consumatori: Urban, Drive e Active.
ZEISS URBAN: COLORI TRENDY E SPECCHIATURE FASHION
La linea ZEISS Urban è pensata per tutti coloro che indossano gli occhiali da sole tutto il giorno e con intensità di luce differenti. Questa linea di colorazioni permette una personalizzazione al 100% offrendo una selezione di oltre 50 colori, tra cui 34 soluzioni a tinta unita, 14 sfumate e 4 doppie sfumate, per adattarsi alle esigenze di stile di ogni persona, oltre alla possibilità di scegliere colorazioni al campione. Per le fashion victim sono state ideate anche 4 specchiature di tendenza, il must-have dell'estate 2017, che includono l'antiriflesso ZEISS DuraVision® Sun sulla superficie interna delle lenti.

ZEISS DRIVE: SICUREZZA E COMFORT ALLA GUIDA

Sentirsi sicuri e confortevoli quando le condizioni luminose cambiano e uno dei principali bisogni di chi guida. Quando ci si imbatte nei riflessi provocati dal sole, specialmente sul manto stradale e sul parabrezza, risulta fondamentale avere la giusta lente per evitare spiacevoli e pericolose situazioni.
La soluzione che ZEISS ha ideato per tutti coloro che passano molto tempo alla guida è il segmento ZEISS Drive che racchiude lenti polarizzate che garantiscono una perfetta protezione dai raggi solari e la gamma di lenti ad alte performance SkyLet, esclusiva di ZEISS.

ZEISS ACTIVE: LENTI DA SOLE PER GLI SPORT ADDICTED

In Italia una persona su quattro pratica sport all'aria aperta. Di questi, il 79% indossa occhiali da sole e, con l'arrivo dell'estate, il numero è destinato ad aumentare. Per questa fetta di popolazione, i laboratori ZEISS propongono la gamma ZEISS Active ideata appositamente per tutti gli amanti delle attività in esterno, che offre non solo una protezione dai raggi UV, ma anche da fenomeni come vento, riverbero e acqua.
Colori ad alte performance, innovative specchiature e la tecnologia Cosmetic Edge® per lenti avvolgenti, unitamente al trattamento DuraVision® Sun, per abbattere i riflessi sulla superficie interna, rendono queste lenti un prodotto indispensabile per tutti gli sport addicted. I colori e le 4 specchiature della collezione ZEISS DuraVision® Mirror completano l'offerta, contribuendo a fornire un look ad hoc e una visione senza limiti.



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Giornata incontinenza e estate: i consigli dell'esperto per ridurre al minimo l'impatto delle perdite urinarie

Un uomo su quattro dopo i 40 anni può manifestare episodi di perdite urinarie

Incontinenza urinaria maschile: i trucchi per un’estate sotto controllo


Alcuni consigli pratici di un esperto per ridurre al minimo l’impatto delle perdite urinarie sulle nostre vacanze

Al mare, in montagna o in campagna, l'estate è per moltissimi uno dei momenti più attesi dell’anno, ma spesso non mancano i dubbi, le incertezze e i disagi. 

Disagi che diventano causa di stress e insofferenza quando ad andare in vacanza è quel 35% degli uomini oltre i 40 anni che può avere problemi alle vie urinarie e quell’1 su 4 che può manifestare episodi di perdite* urinarie, come risulta da un’indagine di TENA, leader sul mercato per la fornitura di prodotti per l’incontinenza, tra i quali i dispositivi maschili adatti a tutti quegli uomini che vogliono mantenere il controllo in qualsiasi situazione.

Per questi uomini non è semplice convivere con le perdite urinarie soprattutto d’estate, durante la quale da una parte l’aumento delle temperature enfatizza il problema dei cattivi odori, della sudorazione e aumenta il rischio di infezioni uro-genitali, dall’altra intervengono implicazioni psicologiche legate all’esigenza di indossare vestiti leggeri” spiega Andrea MILITELLO, Urologo, Responsabile servizio di urologia e andrologia presso la casa di cura Nuova Santa Teresa (Viterbo).

Lo specialista in Urologia elenca alcuni trucchi su come affrontare al meglio i disagi legati ai problemi uro-ginecologici e tenere sotto controllo le perdite urinarie per partire mettendo in valigia la soluzione ad ogni imprevisto:

1.             L'idratazione fa bene e aiuta a mantenere sana la vescica.
Non ridurre l’apporto idrico durante la giornata, è importante assumere almeno 2 litri di acqua al giorno dilazionando l'apporto di liquidi durante tutta la giornata. Evita invece caffè, tè, bevande gassate e alcool perché contribuiscono alla reattività della vescica.

2.             Fai scorta di tutto il necessario e non sottovalutare l'importanza di portare con te delle protezioni assorbenti.
Esistono in commercio protezioni ad elevato potere assorbente in grado di lasciare asciutto lo strato di tessuto a contatto con le mucose per ridurre il rischio di infezioni, arrossamenti e irritazioni. Studiati per l’anatomia maschile, assicurano comfort e discrezione, così da gestire al meglio ogni situazione.

3.             Presta attenzione alla tua igiene intima e ai cambi.
Soprattutto con l’estate e le alte temperature, è importante cambiare più frequentemente le protezioni assorbenti utilizzate e aumentare i lavaggi intimi, per ridurre il rischio di batteri, cattivo odore e infezioni. Un buon alleato contro questo rischio sono le salviette intime antisettiche.

4.             Diverse protezioni per diversi usi
Utilizza protezioni diverse a seconda delle tue specifiche esigenze, anche in termini di vestibilità: da uno scudo protettivo, più discreto e in grado di offrirti un’elevata discrezione, a una mutandina a più elevato potere assorbente simili alla tua biancheria intima.

5.             Abitua la vescica allo svuotamento programmato, così da essere più libero durante le tue uscite.
È un ottimo modo per rieducare la vescica e averne, pian piano, il controllo che si rivela utilissimo nelle situazioni di ‘gita fuori porta’.

6.             Gioca di anticipo con gli esercizi di Kegel.
La ginnastica pelvica è un validissimo aiuto per la riabilitazione del pavimento pelvico e migliorare la gestione dell'incontinenza urinaria. Dopo aver individuato i muscoli corretti, bastano delle semplici e veloci contrazioni di 5/10 secondi per ottenere risultati importanti e soprattutto avere maggiore consapevolezza del proprio corpo e del proprio disagio. Alcuni esempi di esercizi e consigli pratici sono illustrati su solotusaiche.it, un sito completo dove informarsi, dialogare con esperti e consultare approfondimenti legati alla salute maschile.

“Come ci consiglia anche l’esperto urologo, quando si parla di incontinenza è molto importante poter valutare e scegliere la protezione assorbente più idonea alle proprie esigenze in modo da poter limitare al minimo l’impatto delle perdite sul proprio stile di vita. - spiega Antonio CAMPANILE, Marketing Manager Home Care Italy, BU Health and Medical Solutions Essity – Con la linea TENA Men, l’azienda, da sempre orientata ai propri consumatori, si pone l’obiettivo di rassicurare gli uomini sulla scelta del prodotto giusto in ogni situazione offendo loro una gamma diversificata di protezioni specifiche. Grazie alla ricerca e l’attenzione costante all’innovazione, sono oltre 3 milioni gli uomini che oggi scelgono e si fidano dei nostri prodotti* studiati sulla loro anatomia e per rispondere ai loro bisogni di sicurezza e discrezione”.

Per maggiori informazioni sulla salute maschile: solotusaiche.it


*sulla base delle vendite globali

sabato 24 giugno 2017

Il blog TomTom Sports: una nuova risorsa per sport e fitness

Composizione corporea
Allacciati le scarpe e preparati ad allenarti in modo nuovo. 
È tempo di iniziare a muoversi!

Amsterdam, 21 giugno 2017 – TomTom lancia il suo nuovo blog dedicato allo sport, sportsblog.tomtom.com, pensato per far muovere tutti, sia coloro che stanno cercando la motivazione giusta per iniziare, sia chi ha bisogno di ritrovare l’ispirazione per continuare o semplicemente è in cerca di informazioni utili per migliorare le proprie prestazioni. 

Il nuovo blog TomTom Sports punta ad abbattere le barriere mentali e ad aiutare le persone a continuare a muoversi, qualsiasi sia il loro livello di allenamento.

“Questo blog è destinato a sfatare molti miti che riguardano fitness e sport, abbatterà molte barriere e renderà più semplice continuare a tenersi in forma. È stato pensato per tutti, a prescindere dal livello di allenamento di ciascuno, e con esso vogliamo togliere lo sport dal piedistallo in cui è stato relegato e renderlo nuovamente accessibile a tutti", ha commentato Sonia Cossu, Marketing Manager Italy, TomTom.

Il blog offrirà suggerimenti e trucchi, speciali di approfondimento, interviste con atleti e scienziati e moltissimi articoli più o meno dettagliati su temi quali salute, fitness, sport e passatempi attivi.

venerdì 23 giugno 2017

Il 26 giugno è la giornata contro le droghe. CNCA: Le istituzioni stanno abbassando la guardia

26 giugno 2017 giornata mondiale della lotta alla droga
IL CNCA LOMBARDIA: LE ISTITUZIONI STANNO ABBASSANDO L'ATTENZIONE SUL FENOMENTO DELLE DIPENDENZE E DEI CONSUMI DI SOSTANZE

Milano, 23 giugno 2017 - Negli ultimi anni, il tema del contrasto alle dipendenze ai consumi di sostanze stupefacenti è sostanzialmente scomparso dalle agende politiche a livello nazionale e regionale. Tuttavia, questi fenomeni non sono affatto scomparsi. 

Al contrario, il consumo di droghe si è diffuso in maniera estesa e capillare, non solo tra coloro che vengono considerati consumatori abituali o a rischio (adolescenti e persone emarginate o a rischio di esclusione sociale), ma anche all'interno di fasce sociali e generazionali apparentemente insospettabili (professionisti, persone integrate nella società e persino anziani). 

A questa situazione, bisogna poi aggiungere la dipendenza patologica da gioco d'azzardo, anch'essa diffusa in modo trasversale per fasce d'età, censo e gruppi sociali.

Di fronte a questa situazione – preoccupante e pericolosamente sottovalutata – le strategie adottate finora a livello nazionale per contrastare il consumo di sostanze stupefacenti hanno dimostrato ampiamente i loro limiti. È quindi giunto il tempo di scrivere una nuova politica sulle droghe.

Anche la Giunta della Regione Lombardia, negli ultimi anni, ha abbassato l'attenzione, disinvestendo risorse eoconomiche preziose rispetto all'impegno in questo campo.

  1. Gli interventi di riduzione del danno (interventi a valenza socio-sanitaria rivolti a tossicodipendenti attivi) e di riduzione dei rischi (rivolti ai giovani che frequentano contesti del divertimento legale e illegale in cui è presente il consumo di sostanze) sono stati inseriti nel Programma Operativo Regionale (POR) sull'Inclusione Sociale. Si tratta di interventi che, invece, dovrebbero essere messi a carico del Servizio Sanitario Nazionale gestito dalle Regioni dal momento che il Governo ha riconosciuto queste prestazioni come Livelli essenzuali di assistenza (LEA).
     
  2. Le sperimentazioni svolte dal 2012 in avanti avevano permesso di "agganciare", rintracciare a aiutare alcune centinaia di ragazzi e ragazze che si trovavano in condizioni di consumo problematico. Questi progetti sono stati fatti defluire in una dimensione burocratico-amministrativa estremamente farraginosa, che ha reso complicato una tipologia di intervento che avrebbe invece bisogno di velocità, snellezza e flessibilità. I progetti sperimentali sono stati infatti trasferiti all'interno di un Programma Operativo Regionale (POR), con risorse temporanee dell'Unione Europea e un disinvestimento delle risorse regionali, per un intervento che dovrebbe essere invece strutturale.
     
  3. La prevenzione, importante e a volte essenziale per aiutare a costruire difese e distanze, è stata circoscritta a un ambito sempre più gracile, fragile e aspecifico, con una diminuzione rilevante delle risorse messe a disposizione. 
     
  4. Nelle carceri della Lombardia si trovavano 8.217 detenuti, dei quali circa un terzo tossicodipendenti o consumatori problematici di sostanze stupefacenti (dati aggiornati al 31 maggio 2017). In questo contesto, Regione Lombardia continua a disattendere il Protocollo siglato con il governo nel 2014 in cui si impegnava "ad adottare misure idonee all'aumento delle possibilità ricettive delle comunità residenziali anche di tipo terapeutico, idonee ad ospitare, agli arresti domiciliari o in misura alternativa, soggetti in esecuzione penale presso i servizi penitenziari della Regione". Inoltre si impegnava, all'articolo 4, insieme al governo, "a condividere le previsioni di spesa nelle materie di rispettiva competenza". Impegno disatteso sia dalla Regione sia dal Governo.
     
  5. Le tariffe per gli inserimenti in comunità trattamentali residenziali e semiresidenziali sono invariate ormai da più di dieci anni. La Giunta regionale lombarda, dopo forti prese di posizione da parte dei diversi coordinamenti, ha risposto parzialmente all'impegno chiesto dal Consiglio Regionale, all'unanimità, relativo a un aumento del 30% in due anni. Siamo fermi a incremento del 15%, senza alcun impegno per il secondo anno. 
Il fenomeno delle dipendenze è oggi una patologia sociale con una forte ricaduta di carattere sanitario. Regione Lombardia, invece di rispondere a una grave, seria e per alcuni aspetti drammatica situazione, ha contratto in maniera sensibile le risorse destinate al contrasto alle dipendenze. Non è un caso se Regione Lombardia si trova al terzultimo posto in Italia per le risorse destinate al contrasto alle dipendenze nell'ambito della spesa sociosanitaria.

Nella giornata mondiale dedicata alla lotta alla droga il CNCA Lombardia chiede il rispetto degli impegni relativi alla messa a sistema della riduzione del danno e dei rischi come LEA. Chiede interventi mirati rivolti specificatamente agli adolescenti, il potenziamento degli interventi di prevenzione. Richiede l'adeguamento delle tariffe delle comunità residenziali e semi residenziali oltre a misure concrete e risorse per l'accoglienza in comunità dei detenuti tossicodipendenti.
Il CNCA Lombardia raccoglie 37 gruppi tra associazioni, cooperative ed enti religiosi. Tra questi, 19 gruppi si occupano di dipendenze e consumi, gestiscono 32 comunità accreditate residenziali e semi residenziali, con più di 600 posti a disposizione di donne e uomini con problemi di dipendenza da sostanze che scelgono liberamente di intraprendere percorsi di cura.
Tra questi, dieci gruppi gestiscono varie tipologie di interventi di riduzione del danno e dei rischi:

  • Sei Unità di strada tossicodipendenti, formate da équipe di operatori che contattano persone tossicodipendenti nelle piazze e luoghi di spaccio e consumo. Nel 2016, le Unità di strada gestite dalle associazioni afferenti al CNCA hanno contattato 1.164 persone, sviluppando 21.592 contatti.
  • Sei "Drop In", ovvero centri diurni a bassa soglia rivolti a persone tossicodipendenti, che vivono anche in condizioni di marginalità: nel 2016 hanno accolto 2.307 persone sviluppando 51.195 contatti
  • Nove Unità mobili giovani, formate da équipe di operatori che intervengono nei luoghi legali ed illegali del divertimento giovanile serale e notturno (dalle discoteche ai rave party) in cui sono evidenti i consumi e la presenza di comportamenti a rischio: sono state contattate da 42.406 persone sviluppando 49.163 contatti




Chi siamo
Il CNCA Lombardia ogni anno si fa carico di oltre 8000 persone ed entra in contatto con circa 120.000 cittadini nel territorio regionale.

Il Cnca si compone di 37 gruppi aderenti presenti in 10 provincie della Regione, che raccolgono circa 2000 soci, 1800 lavoratori, 180 strutture residenziali (minorenni – persone con disabilità – dipendenze – mamme bambino – housing sociale) e 270 servizi diurni e progetti territoriali (centri diurni e servizi domiciliari per minori, disabili e anziani – unità di strada – servizi prevenzione – politiche giovanili - carcere)

Si è costituita formalmente il 31 gennaio 2006.
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giovedì 22 giugno 2017

SALUTE & BENESSERE PER LEI: INCONTINENZA URINARIA E ATROFIA, SECCHEZZA, LASSITÀ VAGINALE

Con il nuovo 'Metodo di Radiofrequenza a temperatura controllata' questi problemi si risolvono in tre sedute senza bisturi 

I disturbi riguardano soprattutto le donne in menopausa.

In Italia è una novità, portata dagli USA dal team della Dott.ssa Katharina Sirch, medico affermato a Milano nell'ambito delle cure estetiche e trattamenti antiaging. 

La radiofrequenza contribuisce a migliorare l'aspetto estetico dell'area vulvo-vaginale e le percezioni durante l'attività sessuale, senza più la necessità di ricorrere ad un intervento chirurgico invasivo. 

Milano. Le donne non ne parlano per imbarazzo o rassegnazione, ma a soffrire di incontinenza urinariasono oltre 2 milioni in Italia, di tutte le età e indipendentemente dagli stili di vita. Le cause sono di diverso tipo e hanno a che fare con l'avanzare degli anni, ma non solo, per esempio anche con le gravidanze e i parti. 
La dott.ssa Katharina Sirch, medico operante a Milano nell'ambito delle cure estetiche e trattamenti antiaging, propone un nuovo trattamento, nato negli USA, non chirurgico, non invasivo e indolore:«ThermiVa».

Il trattamento utilizza la termoterapia a temperatura controllata per risolvere non solo l'incontinenza urinaria, ma anche disturbi vaginali provocati da secchezza, lassità, atrofia. Il calore della radiofrequenza contribuisce a migliorare l'aspetto estetico dell'area vulvo-vaginale e le percezioni durante l'attività sessuale, senza la necessità di ricorrere ad una vaginoplastica. 
I disturbi vaginali spesso sono considerati inevitabili dalla donna e i rimedi tradizionali, quali esercizi fisici, cure chirurgiche e farmacologiche, sono ritenuti non risolutivi, invasivi,  troppo costosi per l'impegno e il rischio che comportano.
Secchezza vaginale in menopausa: questo disturbo fa soffrire il 47% delle donne già dopo soli 3 anni dopo l'ultimo ciclo,a causa della scomparsa degli estrogeni.  Se il problema non viene curato, la percentuale continua a salire. A 10 anni dalla menopausa, la secchezza vaginale subentra nella maggioranza delle donne con conseguenti problemi più o meno gravi.
Rilassamento vaginale: chiamato anche "wide vagina", si riferisce a una condizione

delle strutture vaginali e pelviche quando, perdiversi motivi, perdono tonicità e
resistenza e subiscono un vero e proprio rilassamento. Il parto naturale può essere 
una causa della "wide vagina" e il fenomeno può sussistere anche dopo il parto per parecchio tempo, con conseguente riduzione del piacere durante il rapporto sessuale sia da parte delle donne che del loro partner. Spesso la lassità vaginale è associata all'incontinenza urinaria.
Atrofia vulvo-vaginale: non è meno diffusa e interessa circa il 50% delle donne in menopausa. Si verifica quando le ovaie smettono di produrre estrogeni e di conseguenza il tessuto vaginale e degli organi vicini modifica la sua struttura. Gli estrogeni servono infatti, oltre che a lubrificare, anche a nutrire il tessuto vaginale e, se vengono a mancare, la mucosa vaginale diventa più delicata, più sottile, irritabile ed esposta ai traumi. Questa nuova condizione comporta un insieme di sintomi che influiscono negativamente sulla qualità della vita della donna, anche a livello di coppia: 

•perdita di turgore e di idratazione
•secchezza vaginale con scarsa lubrificazione
•senso di disagio, prurito, bruciore
•fragilità e lassità della mucosa vaginale
•dolore durante i rapporti sessuali

La sintomatologia correlata all'atrofia della mucosa vaginale durante il rapporto sessuale può alterare le sensazioni genitali o peggiorare sintomi preesistenti, come la riduzione del desiderio e il 
deficit orgasmico. 
Gli stessi sintomi si presentano anche in conseguenza di terapie farmacologiche eseguite per alcune patologie tumorali (mammella, ovaio, utero, vulva e vagina).
Come funziona il 'Metodo di Radiofrequenza a temperatura controllata'
«ThermiVa» utilizza energia a radiofrequenza per riscaldare i tessuti a una temperatura controllata tramite una sonda ondulata della grandezza di un dito. Questo calore stimola – in modo gentile – la produzione di collagene mentre rassoda i tessuti labiali e vaginali. Il costante controllo della temperatura garantisce il rispetto del protocollo terapeutico proposto ed evita ogni tipo di disturbo nella paziente.
La tecnologia è quindi sicura e non richiede l'applicazione di anestesia, ma solo di un gel ecografico.
Gli effetti
Variazioni di peso, età, parto e patologie particolari possono allentare i muscoli dei tessuti vulvo-vaginali, inducendoli a perdere elasticità con conseguente rilassamento degli stessi.
Con l'utilizzo della radiofrequenza si stimola la compattazione delle aree trattate: in questo modo l'idratazione e il restringimento della vagina aumentano, con la conseguente riduzione di perdite urinarie e di secchezza vaginale.
Inoltre, subito dopo il trattamento è possibile proseguire la propria routine di abitudini  quotidiane.
Questa tecnica è stata pensata per tutte le donne di ogni età che vogliono ritrovare il proprio benessere intimo senza ricorrere ad un intervento chirurgico. 

www.medicina-estetica.online 
info@medicina-estetica.online


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mercoledì 21 giugno 2017

GHIACCIO SICURO? Ministero della Salute e Regioni fanno il punto con INGA - 23 giugno, Milano

Risultati immagini per INGA, Istituto Nazionale del Ghiaccio Alimentare,
IL GHIACCIO, UN ALIMENTO TROPPO SPESSO SOTTOVALUTATO

23 Giugno 2017 – h. 9 – 13
Sala Congressi Regione Lombardia, via Filzi 22 Milano


INGA, ISTITUTO NAZIONALE DEL GHIACCIO ALIMENTARE PRESENTA I PRIMI RISCONTRI APPLICATIVI LEGATI ALL’APPROVAZIONE DA PARTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE DEL MANUALE PER IL «GHIACCIO SICURO».

Milano, giugno 2017 – Qualità. Sicurezza. Tracciabilità. INGA, Istituto Nazionale del Ghiaccio Alimentare, presenta a Milano, presso la Sala Congressi Regione Lombardia di Palazzo Pirelli, in via Filzi 22, il prossimo 23 giugno, i primi risultati dell’applicazione del Manuale di corretta prassi igienica per la produzione di ghiaccio alimentare, vademecum approvato dal Ministero della Salute e redatto, per la prima volta in Europa, per stabilire le buone prassi nella gestione del ghiaccio.

Il ghiaccio, infatti, deve essere trattato alla stregua di un alimento: va prodotto, stoccato e somministrato, attenendosi a quanto la normativa vigente prevede per la tutela massima del consumatore. 


Cosa che non sempre avviene, come dimostreranno i primi dati rilevati sul territorio da parte degli organi di controllo della Regione Sicilia – prima regione italiana in cui sono state avviate tali valutazioni – che fotografano una situazione di grave negligenza. Non si tratta, comunque, di un fatto isolato che riguarda solo la Sicilia ma è una questione che merita maggior attenzione da parte di tutto il territorio. 

Le prime indicazioni, infatti, evidenziano che il ghiaccio prodotto ed utilizzato da attività ristorative, prodotto anche da macchinari dedicati, non sempre può essere considerato alimentare in quanto non soddisfa i requisiti richiesti dalla normativa vigente. Una situazione che espone i consumatori a rischi e che necessita la promozione di correttivi idonei a favorire una produzione sicura.

Nel corso del convegno saranno illustrati nello specifico i risultati emersi e sarà spiegata l’importanza della corretta applicazione del Manuale per promuovere i principi della tecnica di produzione, sia industriale che di autoproduzione, nonché quelli di conservazione e distribuzione del ghiaccio, grazie all’intervento di:

Paolo Brusutti, senior consultant e fondatore di Iseven Servizi, Vignola (MO)

Giulio Gallera, assessore alla Sanità della Regione Lombardia
Neva Monari, avvocati per l’Impresa, Torino
Giuseppe Plutino, direttore Ufficio 5, nutrizione e informazione al consumatore, direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione del Ministero della Salute, Roma
Andrea Poli, presidente Nutrition Foundation of Italy, Milano
Piero Schembri, direttore servizio 7 sicurezza alimentare dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico assessorato della Salute della Regione Sicilia

martedì 20 giugno 2017

La Sanità Digitale – il Manuale in distribuzione ad ottobre!


Manuale Sanità Digitale - Guida alla digitalizzazione sanitaria

Con l'introduzione della digitalizzazione la Sanità, pubblica e privata, sta vivendo un momento di grande trasformazione in tutto il mondo.

L'Agenda Digitale Italiana, la Conferenza Stato-Regioni del luglio 2016 e il piano triennale 2017/2019 varato recentemente dal Governo ne sottolineano il ruolo chiave nel percorso di digitalizzazione dei servizi pubblici.

Il volume, all'interno del contesto generale della digitalizzazione in Sanità, sviluppa i principali strumenti della Sanità Elettronica quali:

Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)
Dossier Sanitario (DSE)
il Patient Summary (PS)
lo standard HL7 per la comunicazione e l'interoperabilità dei dati in Sanità
le specifiche InFSE per l'interoperabilità tra i sistemi regionali
le autentificazioni forti per l'accesso alla consultabilità dei dati sensibili del FSE
il rilascio del consenso informato per la consultazione dei dati sanitari dei pazienti
...


Nell'ultimo capitolo si illustrano le grandi potenzialità dello Smart Health 2.0 (Il Fascicolo Sanitario Elettronico di seconda generazione) che porterà realmente ad una nuova gestione della Sanità.

Con la creazione della Cartella Clinica Virtuale del paziente, della gestione dei dati sanitari con la logica dei BIG DATA e con le potenzialità della produzione dei dati dell'Internet of Things (IoT) l'oggetto dell'attività sanitaria, in modo olistico ed integrato, sarà realmente il paziente/cittadino e gli attori sanitari forniranno Servizi sempre più qualificati, monitorati ed innovativi.

Il Libro vuole essere un supporto informativo e formativo per tutti i professionisti ed attori coinvolti nel mondo lavorativo della Sanità, pubblica e privata, per poter essere preparati al meglio e attori proattivi nella rivoluzione in atto della digitalizzazione in Sanità.

Tiratura iniziale: 6.000 copie

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"Tumori femminili - prevenzione e ricerca le chiavi di un 'Futuro in Rosa' " - Senato della Repubblica, 20 giugno 2017


Roma 20 giugno 2017, Senato della Repubblica - A che punto sono la prevenzione e la ricerca sui tumori femminili nel nostro Paese? Ne parlano oggi alcuni dei principali attori del sistema Salute italiano nella tavola rotonda  "Futuro in Rosa", tenutasi in Senato con il sostegno non condizionato di Daiichi Sankyo. Un incontro più che mai necessario poiché, se è vero che la ricerca scientifica ha consentito negli ultimi anni un aumento della sopravvivenza, restano indispensabili il confronto e la stretta collaborazione tra Istituzioni, Classe Medica, Industria e Associazioni di Pazienti, o il tumore continuerà ad avere l'ultima parola. 

"Negli ultimi anni, rispetto ai tumori femminili si sono registrati maggiore sopravvivenza, più agevole accesso alle cure e migliore qualità della vita delle pazienti. Ma la ricerca sta aprendo ulteriori prospettive, sia nella prevenzione che nella cura: i tumori femminili saranno sempre più curabili. Bisogna mettere le strutture sanitarie in grado di recepire e attuare i grandi progressi fatti dalla ricerca" ha dichiarato il Senatore Lucio Malan, che ha promosso e aperto la discussione fra i partecipanti alla tavola rotonda.

I dati sono chiari. Negli ultimi dieci anni i casi di tumore nel mondo sono aumentati del 33%, un trend in continua crescita, dovuto anche al generale invecchiamento della popolazione. Il cancro è ancora la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari e, per le donne, il tumore più comune resta quello al seno, che solo nel 2015 ne ha colpite 2,4 milioni.

"Le malattie croniche, trasmissibili o non trasmissibili come i tumori, sono patologie in cui permangono intollerabili diseguaglianze in termini di accesso alla salute e ai servizi sanitari, aspettativa di vita e mortalità, tanto più intollerabili in quanto molte di queste malattie sono oggi prevenibili e curabili – ha spiegato il Prof Stefano Vella,  direttore del centro per la Salute Globale dell'ISS- Per affrontare questi problemi è cresciuto il concetto di Salute Globale, un'area emergente e intersettoriale di studio, ricerca e azione, orientata al miglioramento della salute di tutta l'umanità, superando le prospettive, gli interessi e le possibilità delle singole nazioni".

Numeri e prevenzione. In Italia l'incidenza dei tumori femminili è in aumento, solo nel 2016 sono stati registrati  50.000 nuovi casi di tumore della mammella. Questo dato, strettamente legato alla decisione di alcune Regioni di ampliare la fascia di screening mammografico, ha rivelato un aumento significativo dell'incidenza tra i 45 e i 49 anni. Grazie alla prevenzione, però, la sopravvivenza delle pazienti è mediamente più elevata rispetto al resto d'Europa. Nel tumore al seno la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi si avvicina al 90%, e al 68% per il tumore alla cervice uterina, percentuali ancora più elevate quando la malattia viene diagnosticata nel suo stadio precoce.
I programmi di prevenzione, quindi, contribuiscono a ridurre significativamente la mortalità nel nostro Paese, che è in testa alla classifica europea sulla sopravvivenza per quasi tutti i tumori.

Qualità della prevenzione Si potrebbe fare di più. Alcuni studi scientifici, infatti, dimostrano che se una donna si affida a strutture specializzate come le Breast Unit, ha una percentuale di sopravvivenza più alta del 18% rispetto a coloro che si rivolgono a strutture non specializzate.
Anche se i più moderni approcci terapeutici hanno portato ad un forte miglioramento della prognosi, ancora oggi troppi fattori di rischio non vengono sufficientemente considerati: cattiva alimentazione, fumo, mancanza di attività fisica. A queste cattive abitudini va naturalmente aggiunto l'elemento umano psicologico della paura che rallenta o frena l'esecuzione dei dovuti controlli, e che può essere affrontato con adeguate campagne che esaltino il ruolo delle associazioni nell'informazione, prevenzione e assistenza fisica e psicologica alle pazienti e alle famiglie colpite da questo tipo di patologie.
"Affrontare il cancro significa affrontare un cammino lungo che inizia con la diagnosi e prosegue con le terapie e i controlli periodici fino alla guarigione o cronicizzazione della malattia, soprattutto per quanto riguarda i tumori femminili. Ma alcuni effetti collaterali possono perdurare anche dopo la conclusione delle terapie e altri possono manifestarsi a distanza di mesi o anni ed in molti casi chi ha avuto un tumore presenta un rischio maggiore, rispetto alle persone sane, di svilupparne un secondo. E' importante che si investa anche in ricerca e prevenzione terziaria per completare il processo di cura che consenta di ricominciare a vivere dopo il cancro, ritornare alla normalità, trovare nuovi equilibri, accettare e valorizzare le mutate capacità ed abilità relazionali, lavorative, psicofisiche - ha dichiarato Elisabetta Iannelli Vice Presidente AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro) e segretario generale FAVO (Federazione Associazione di Volontariato in Oncologia) – La F.A.V.O. e le organizzazione dei malati oncologici affermano con forza e convinzione l'importanza del sostegno psicologico, dell'adesione agli screening ed ai corretti stili di vita, dell'inclusione socio-lavorativa nella consapevolezza che, solo in questo modo, si potrà vincere la sfida della sopravvivenza al cancro e che alla guarigione clinica possa realmente corrispondere quella sociale".

Ricerca, Prevenzione, Risorse. Il progresso della scienza dipende strettamente dalle risorse che in essa vengono investite: se scienziati e ricercatori disponessero di maggiori finanziamenti, la vittoria contro il cancro sarebbe più veloce e sempre più vicina.  Investire quindi cifre importanti di denaro nella ricerca scientifica non è solo una scelta di importanza vitale per il bene comune, ma anche una strategia lungimirante e conveniente per il sistema sanitario ed economico dell'intero Paese. L'Italia sta già agendo in questa direzione, infatti il Governo ha appena stanziato 500 milioni per farmaci innovativi nella cura del cancro.

"Siamo molto felici di aver sostenuto la realizzazione di questo importante incontro. La mission di Daiichi Sankyo è  da sempre 'Passione per l'innovazione e considerazione per i pazienti' e ci impegniamo ogni giorno a tradurlo in realtà, rispondendo ai bisogni non ancora soddisfatti dei pazienti,  non solo attraverso lo sviluppo di terapie farmacologiche innovative per il miglioramento della loro qualità di vita, ma anche offrendo il nostro contributo nell'aumentare l'attenzione alla prevenzione e alla diagnosi precoce, due aspetti di vitale importanza, per i quali serve la collaborazione di tutti   – ha concluso Massimo Grandi Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia, spiegando il motivo per cui l'azienda farmaceutica giapponese ogni anno investe circa il 23% del suo fatturato globale in ricerca e sviluppo e contribuisce in modo incondizionato a iniziative di disease awareness.
Eventi come quello di oggi nascono proprio per rafforzare la partnership tra istituzioni, associazioni e privati al fine di raggiungere questo comune obiettivo, una migliore sensibilizzazione su queste patologie".



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lunedì 19 giugno 2017

Vivere e bene dopo la stomia



Con il termine stomia [dal greco: στόμα, "bocca"] si indicano gli interventi chirurgici con la quali si crea un'apertura nel corpo, sull'addome, che può essere temporanea o definitiva, necessaria a consentire la fuoriuscita degli effluenti, come feci o urina.

Diverse patologie o eventi traumatici (tumore al colon, alla vescica o al retto, morbo di Chron, incidenti stradali o ferite da armi da taglio e da fuoco) possono provocare la necessità di questo tipo di operazione chirurgica

Ci sono tre principali tipi di stomia, sia essa temporanea o definitiva: colostomia, ileostomia, urostomia e differenti sistemi di raccolta progettati specificamente per andare incontro alle esigenze dei diversi pazienti.

Una delle più comuni stomie è quella intestinale, con la quale si realizza un'apertura creata artificialmente sulla parete addominale che permette lo svuotamento dell'intestino, appunto, che non è più possibile per via naturale.

L’impatto fisio-psicologico di tale cambiamento è indiscutibilmente importante. Importante non vuol dire invalidante.

Infatti, le persone stomizzate possono condurre una vita quotidiana senza sentirsi limitate nelle diverse attività.

Non solo è possibile continuare a lavorare e avere una vita di coppia piena e completa, ma si può praticare lo sportviaggiare e coltivare i propri hobby e interessi.

Basta avere la corretta attenzione di adottare alcune accortezze nella gestione della propria stomia.

E in questo, oggigiorno, si è molto agevolati dalla continua ricerca scientifico sanitaria e dall'innovazione tecnologica che ci mette a disposizione strumenti in grado di far fronte alle esigenze determinate dai diversi tipi di intervento.

In tale panorama si distingue ConvaTec, la multinazionale leader nello studio e nella produzione di dispositivi medici che offrono  una vasta gamma di soluzioni per la gestione della stomia, delle lesioni cutanee, dell’incontinenza fecale e prodotti di area critica e da infusione, con l'obiettivo di garantire una vita normale agli stomizzati e un supporto pieno e completo agli operatori sanitari.

ConvaTec, oltre a realizzare tali dispositivi che agevolano lo svolgimento delle attività quotidiane, ha avviato dal 1991 un programma integrato volto a supportare le persone stomizzate, lungo tutto il percorso che va dalla diagnosi alla fase post operatoria, sino a tutti gli aspetti della vita quotidiana di un individuo stomizzato: consigli sull’alimentazione, su come viaggiare, sulla vita intima e su come vivere serenamente tutti i momenti della giornata.

Tramite il ServizioConvaTel, ConvaTec con le sue quindici consulenti ha costruito un sostegno tangibile per le persone atomizzate.

Grazie alla relazione continua con gli stomaterapisti, ConvaTec è in grado di indirizzare le richieste presso i centri ambulatoriali più vicini, rassicurando la persona e offrendo informazioni utili attraverso il canale di comunicazione preferito dall'utente (telefono, email, posta, sito, magazine periodico, chat, whatsapp).

Oggi, il Servizio ConvaTel entra a far parte di un più ampio Programma me+: che ha come obiettivo quello di offrire informazioni, suggerimenti, consigli e idee per tornare tranquillamente alla vita quotidiana.

Infine, tramite il ProgrammaGreat Comebacks™, Convatec premia l’impegno nella vita sociale di chi ha affrontato un intervento di stomia ed è per questo una testimonianza vivente di come sia possibile tornare a condurre una vita quotidiana piena e attiva.

Di seguito un video sulle persone che testimoniano come il "grande ritorno" sia possibile:



ConvaTec me+ ti offre informazioni, suggerimenti ed idee per tornare serenamente alla vita quotidiana.



Numero verde gratuito: 800.930.930

Conferenza stampa Ministero della Salute: Il bilancio di attività del Telefono Verde AIDS e IST

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA



I trent'anni di attività del Telefono verde AIDS e IST (Infezioni sessualmente trasmissibili) - servizio telefonico di counselling attivo all'Istituto Superiore di Sanità dal 1987 - gli ultimi dati raccolti e lo stato dell'arte nella percezione della malattia saranno illustrati domani, martedì 20 giugno, alle ore 12,00 in conferenza stampa cui parteciperà il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, all'Auditorium del Ministero di Lungotevere Ripa.
I dati sull'attività del servizio saranno presentati dal Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi e dall'epidemiologo Giovanni Rezza, che tracceranno il quadro sull'evoluzione della malattia e delle infezioni sessualmente trasmissibili. Parteciperà all'incontro anche la responsabile del numero verde, Anna Luzi.
I signori della Stampa che vorranno partecipare possono accreditarsi inviando una e-mail con nome cognome e testata all'indirizzo ufficiostampa@sanita.it o telefonando al numero 06.49905289.


Disfunzioni del metabolismo troppo spesso sottovalutate

["Alessandro Maola Comunicazione"]
 
 
Solo il 25% di coloro che seguono una dieta hanno avuto qualche risultato significativo e duraturo.
 
"Problemi nel metabolismo quasi sempre sottovalutati, il 70% della popolazione ha almeno un paio di sintomi.".
 
 
Le "Diete" per perdere peso sono uno dei settori che non conosce crisi: il 51% degli italiani ha dichiarato di averne seguita almeno una, il 31% in particolare una "Dieta fai da te" (Dati Osservatorio Nestlè - Fondazione ADI).
 
Purtroppo però i risultati di tutte questa diete sono tutti da dimostrare: solo il 25% di chi ha seguito una dieta negli ultimi 3 anni ha avuto risultati significativi e duraturi nel tempo.
 
"Il problema è che moltissimi pensano che seguendo una dieta, spesso regolandosi da soli, i risultati possano arrivare ed anche velocemente. Invece una parte importante di chi lamenta problemi di peso, ha sopratutto problemi di metabolismo. - ha dichiarato Barbara Allegro, esperta di trattamentimetabolismo.com - Ovviamente questo non significa che non sia giusto seguire una alimentazione corretta o fare sport, ma certamente le disfunzioni metaboliche sono costantemente sottovalutate dalla opinione pubblica. Il 70% della popolazione ha almeno un paio di sintomi, che magari non rappresentano una vera e propria patologia, ma che possono incidere sulla qualità della vita e sul peso.".
 
"Molti piccoli segnali, come una certa stanchezza cronica, dolori muscolari, disturbi del sonno, oppure proprio un "peso" che non riesce ad essere ridotto nonostante diete e attività sportive, possono essere campanelli d'allarme che ci segnalano un metabolismo lento. Addirittura il ricorso a diete che portano il corpo a repentine e provvisorie riduzioni del peso poi subito recuperato, possono anch'esse comportare disfunzioni nel naturale metabolismo della persona." - ha continuato Allegro - "Ecco perché prima di intraprendere una dieta, è sempre consigliata una visita ed una analisi del metabolismo."
 
"Il metabolismo certo dipende da molteplici fattori, quali l'età, il sesso, lo stress, la situazione ormonale. Ma è anche possibile riattivarlo, sia con piccoli accorgimenti alimentari e nello stile di vita, sia con metodi naturali e sedute specifiche. Questo permette non solo di perdere peso o di superare alcuni disturbi connessi, ma anche di mantenere i risultati nel tempo, cambiando il modo con il quale il nostro corpo "brucia" l'energia assunta per vivere." - ha concluso.
 
Ecco quindi alcuni consigli:
 
- Fare subito una visita da uno specialista o in un centro specializzato per i trattamenti per il metabolismo;
- Bere molta acqua
- Dormire di più
- Fare anche piccole attività fisiche quotidiane
- Prendere in considerazione sedute specifiche finalizzati a trattare il proprio metabolismo
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