giovedì 17 agosto 2017

Anci - Vaccini, Decaro: "La verifica tocca alle Asl. Non costringiamo genitori a lunghe code e personale delle scuole a valutazioni che non può fare"


"E' necessario definire una procedura standard. Non può scaricarsi sulle spalle del personale delle istituzioni scolastiche comunali o su quelle dei genitori, già gravate da molti pesi, il compito di raccogliere autocertificazioni e certificazioni che peraltro chi riceve non è in grado di valutare. La strada per l'applicazione della legge sui vaccini obbligatori può essere molto più semplice, si tratta solo di tracciarla: le scuole forniscono gli elenchi degli iscritti alle Asl e le Asl verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni". Lo dichiara il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. "Sarebbe sufficiente - spiega Decaro - consentire di anticipare il regime definitivo, che è basato sullo scambio di dati tra le amministrazioni. Iter che dovrebbe essere prassi in tempi di digitalizzazione della pubblica amministrazione".

In base alla legge, infatti, in questa fase transitoria la produzione di autocertificazioni, entro il 10 settembre, e delle certificazioni, entro il 10 marzo, è a carico delle famiglie. E al personale comunale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia toccherebbe una valutazione per la quale non è qualificato. Soltanto dall'anno scolastico '20-'21 è previsto siano direttamente le Asl a fornire alle scuole queste certificazioni. Non si capisce come mai, in epoca di digitalizzazione, siano necessari tre anni per mettere a regime un sistema di comunicazione e trasmissione dati tra le pubbliche amministrazioni. L'Anci ha da subito fatto presente, nelle sedi tecniche e politiche della conferenza unificata Stato, Regioni, enti locali e in sede di conversione parlamentare, le criticità attuative della legge: in particolare quella richiesta ai genitori di produrre e ai responsabili delle scuole di raccogliere certificazioni che sono già in possesso di un'altra pubblica amministrazione, la Asl.

"Abbiamo chiesto in più sedi, presentando emendamenti e poi sollecitando la circolare al ministero della Salute, di consentire una modalità più agevole per il controllo della regolarità vaccinale dei bambini e delle bambine che devono entrare a scuola - continua Decaro - abbiamo fatto presente anche che la sanzione, in caso di mancata produzione del certificato, non dovrebbe essere l'allontanamento dei bambini, il 10 marzo, ad anno quasi terminato. Quindi con senso di responsabilità ci siamo messi al lavoro per redigere un protocollo da condividere con i ministeri della Salute e dell'Istruzione e con la Conferenza delle Regioni". Sul modello di quanto sperimentato altrove, per esempio a Frosinone tra Asl e Ufficio scolastico regionale, il protocollo stabilirà che si diano indicazioni univoche ai territori affinché si anticipi (la legge non lo vieta) la previsione secondo la quale le scuole e i servizi educativi trasmettono alle Asl solo l'elenco degli iscritti e le autocertificazioni presentate dai genitori. La produzione e il controllo dell'effettivo possesso dei certificati, invece, vengono affidati alle stesse Asl che poi informano le scuole.

"Il regime transitorio - conclude il presidente dell'Anci - oltre a causare disagi alle famiglie, ne produce anche per le scuole e i Comuni perché comporta la ricezione di materiale cartaceo da parte di personale non competente alla sua valutazione. Lo scambio di dati tra le amministrazioni risolverebbe il problema. I tempi sono stretti rischiamo di ritrovarci il 10 settembre con le famiglie in coda prima agli sportelli delle Asl e poi davanti alle scuole. In attesa che magari insegnanti o bidelli siano costretti a interpretare le certificazioni".

 

Roma, 17 Agosto 2017




--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 14 agosto 2017

Ministero della Salute: CIRCOLARE SU VISITE PER RINNOVO PATENTE DI GUIDA PER PERSONE AFFETTE DA SORDITÀ


Il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin risponde alle numerose segnalazioni giunte dalle associazioni, tra le quali l'Ente Nazionale Sordi, in merito alla difforme applicazione sul territorio nazionale della disposizione normativa che ha semplificato il rilascio della patente di guida per i soggetti affetti da patologie stabilizzate (articolo 119 del codice della strada, come modificato dal decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114).

La norma prevede che, qualora all'esito della visita di accertamento dei requisiti di idoneità psicofisica, la Commissione Medica Locale giudichi il paziente come affetto da patologia stabilizzata e non suscettibile di aggravamento, i successivi rinnovi potranno dallo stesso essere effettuati presso il medico monocratico, con conseguente validità della patente di guida secondo la scadenza naturale prevista dal medesimo codice della strada e cioè: dieci anni fino ai 50 anni, cinque anni fino ai 70 anni, tre anni fino agli 80 anni e due anni oltre gli 80 anni.

Le Associazioni avevano segnalato che, in alcuni casi, le persone riconosciute sorde ai sensi della legge 26 maggio 1970, n.381, non venivano considerate come rientranti nella previsione sopra descritta e, pertanto, dopo l'accertamento in sede di Commissione Medica Locale, anziché essere inviate per il successivo rinnovo patente dal Medico monocratico, continuavano ad essere visitate in Commissione Medica Locale con modalità, costi e tempistica certamente più gravose per i soggetti interessati.

Pertanto, il Ministro ha chiesto alla competente Direzione del Ministero di fornire i dovuti chiarimenti. È stata, per questo, emanata in data odierna, una circolare che fornisce indicazioni alle commissioni mediche locali, precisando cosa debba intendersi per patologia stabilizzata ed esplicitando che tra le patologie stabilizzate va ricompresa anche la sordità riconosciuta ai sensi della legge 26 maggio 1970, n.381.

Grazie a questo chiarimento, tali soggetti, per le visite di rinnovo della patente successive alla prima, potranno recarsi dal medico monocratico e non dovranno, invece, più essere visitate dalla Commissione medica locale. 




--
www.CorrieredelWeb.it

giovedì 10 agosto 2017

CNR: Incontinentia pigmenti: l’ereditarietà è anche paterna

  
Ricercatori dell'Istituto di genetica e biofisica del Cnr di Napoli, in collaborazione con Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e Università di Ferrara, hanno scoperto meccanismi di trasmissione della malattia genetica non solo materni: anche i padri possono trasmetterla, a causa del 'mosaicismo' che caratterizza il dna di maschi affetti. Lo studio, pubblicato sulla rivista Pediatrics, delinea nuove prospettive di diagnosi molecolare

Una ricerca dell'Istituto di genetica e biofisica 'Adriano Buzzati-Traverso' del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Igb-Cnr), condotta in collaborazione con l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e con l'Università di Ferrara, ha scoperto che l'ereditarietà dell'Incontinentia pigmenti (IP; OMIM#308300) non è solo materna: le forme familiari della malattia genetica rara che colpisce le bambine possono, infatti, essere trasmesse anche dal padre. 

Lo studio è pubblicato sulla rivista internazionale Pediatrics.
"Questa malattia è letale nei maschi: per questo si è sempre ritenuto che l'eredità fosse solo materna. Le pochissime eccezioni documentate di maschi con Incontinentia pigmenti sopravvivono perché la mutazione stabilisce nelle cellule somatiche una situazione di 'mosaicismo', cioè l'espressione contemporanea di diversi patrimoni genetici nello stesso individuo", spiega Matilde Valeria Ursini dell'Igb-Cnr, coordinatrice dello studio. 
"In pratica, i bambini di sesso maschile non ereditano la malattia dai genitori ma la mutazione avviene nelle cellule del feto maschio. In questi pazienti la possibilità di diagnosticare la presenza delle cellule malate nel sangue periferico era fino ad oggi assai scarsa".

I risultati dello studio forniscono una nuova opportunità diagnostica attraverso il prelievo non invasivo di tessuti del paziente, quali urine e liquido seminale.
"Sorprendentemente, abbiamo identificato due casi familiari di trasmissione dell'Ip padre-figlia e abbiamo dimostrato che la diagnosi molecolare può essere effettuata nelle cellule del sedimento, nelle urine e nel liquido seminale. In questi tessuti le cellule malate permangono fino all'età adulta e possono essere identificate e caratterizzate geneticamente. Inoltre, tali cellule nel liquido seminale possono fecondare e trasferire la mutazione alle figlie femmine, con una trasmissione paterna, come è avvenuto nei due casi descritti. Quindi il nostro studio, oltre a indicare un metodo di diagnosi genetica nei maschi Ip, dimostra che, una volta avvenuta la mutazione, c'è il rischio che questa possa essere trasmessa alle figlie. Questo rischio può essere evidenziato mediante la ricerca delle cellule mutate nel liquido seminale dei pazienti maschi" commenta Matilde Valeria Ursini. 

"Grazie alla stretta collaborazione tra centri clinici e il Cnr, oggi, possiamo dare una risposta molecolare anche a questo sottogruppo di pazienti", precisano May El Achem e Andrea Diociauti dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Lo studio è stato realizzato grazie all'utilizzo di dati e materiale biologico depositato presso la biobanca genetica per Incontinentia pigmenti (Ipgb) dell'Igb-Cnr di Napoli, nodo del network Bbmri-Eric (biobanking and biomolecular resources research infrastructure-european research infrastructure consortium).
"Centralizzare i campioni depositati e le informazioni dei pazienti è preziosissimo per lo studio di una malattia rara, facilita enormemente il raggiungimento di nuovi risultati scientifici, rende il materiale omogeneo e di più facile utilizzo per la ricerca e permette di rendere immediatamente disponibili le nuove conoscenze acquisite. Abbiamo al momento circa 40 casi Ip di sesso maschile conservati nella biobanca Ipgb-Cnr, che beneficeranno delle informazioni derivanti da questo studio sia per una diagnosi molecolare sia per un'adeguata consulenza genetica", aggiunge la responsabile Francesca Fusco.

Lo studio è stato reso possibile grazie al contributo dell'Associazione italiana di pazienti affetti da Incontinentia pigmenti, Ipassi Onlus (www.incontinentiapigmenti.it).


Roma, 10 agosto 2017

La scheda
Chi: Istituto di genetica e biofisica 'Adriano Buzzati-Traverso'(Igb-Cnr) di Napoli, Ospedale pediatrico Bambino Gesù e Università di Ferrara
Che cosa: Studio sulla trasmissione ereditaria della Incontinentia pigmenti: 'Unusual father to daughter transmission of Incontinentia pigmenti due to mosaicism in IP males', Francesca Fusco, Matilde Immacolata Conte, Andrea Diociauti, Matilde Valeria Ursini, pubblicato sulla rivista 'Pediatrics' http://pediatrics.aappublications.org/content/early/2017/08/08/peds.2016-2950..info 
Published online 8 August 2017. Doi: 10.1542/peds.2016-2950


--
www.CorrieredelWeb.it

Direzione Prevenzione: a Modena il 19 e 20 ottobre un convegno internazionale col professor Khayat

Importanti esponenti del panorama medico-scientifico come, tra gli altri, il professor David Khayat - presidente onorario dell'Istituto Nazionale Francese di tumori (INCa) - e il professor Giovanni Tazzioli - responsabile della Chirurgia senologica oncologica e del Punto Amico-Percorso Senologico dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena - si ritroveranno giovedì 19 e venerdì 20 ottobre presso l'Aula Magna del Centro Servizi dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per discutere di prevenzione in ambito oncologico. Un appuntamento a ingresso libero e gratuito, su prenotazione, articolato in quattro sessioni, dedicate a rischio oncologico e prevenzione - con dei focus sull'inquinamento del pianeta, l'alimentazione e la globalizzazione - medicina integrata, informazione e fake news, oltre alla dimensione femminile delle neoplasie

Quanto l'inquinamento atmosferico e del suolo può influire sulle malattie neoplastiche? Quali sono le fake news in fatto di prevenzione? Quanto è importante un corretto stile di vita per mantenersi in salute più a lungo? Di questo e tanto altro si discuterà nell'ambito del convegno internazionale "Direzione Prevenzione", che avrà luogo giovedì 19 e venerdì 20 ottobre a Modena, presso l'Aula Magna del Centro Servizi dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Organizzato dal professor Giovanni Tazzioli, responsabile della Chirurgia Oncologica Senologica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, in collaborazione con Atlantic Santè - agenzia francese specializzata in nutrizione, salute, sicurezza alimentare e ambiente - e con il supporto della Segreteria Organizzativa e Provider 1463 DueCi Promotion, l'appuntamento - a ingresso libero e gratuito, su prenotazione - vedrà tra i suoi relatori esponenti illustri di varie discipline provenienti dall'Italia e dall'estero, Francia in particolare.
Giovedì 19, dopo l'introduzione a cura del professor David Khayat, docente di oncologia, presidente del convegno e presidente onorario dell'Istituto Nazionale Francese di tumori (INCa), già direttore del dipartimento di Oncologia al gruppo ospedaliero La Pitié Salpètrière di Parigi, oltre che fondatore dell'Istituto Internazionale di Oncologia di Parigi (IICP), accompagnata da un intervento a cura del Presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dedicato alla globalizzazione e all'incidenza dei tumori, saranno quattro le sessioni che si alterneranno nella due giorni. Si parte con Fattori di rischio oncologico e prevenzione, con un primo focus dedicato a "Il Pianeta", relativo all'inquinamento atmosferico, del suolo e alle contaminazioni dell'acqua e i relativi rischi oncologici, e un secondo approfondimento su "Società e industria", ovvero la globalizzazione e l'incidenza dei tumori, le credenze su cibo e tumori, oltre a un dibattito su: "Industria alimentare: buona o cattiva?".
La prima sessione si concluderà con l'esempio della Francia e un intervento della dottoressa Nathalie Hutter-Lardeau su come l'industria alimentare francese si approccia ai grandi temi di salute e alimentazione.
A seguire la sessione Terapie, trattamenti di supporto e approcci di medicina integrata, dedicata al ruolo che la nutraceutica può avere nella prevenzione oncologica. Per valutare se, ad esempio, gli integratori naturali sono sempre innocui o meno, e tanto altro.
Venerdì 20 invece spazio al femminile con Dimensione Donna - una sessione dedicata alla terapia ormonale sostitutiva e al suo rischio oncologico, oltre che al trattamento dei disturbi menopausali nelle pazienti oncologiche - e all'attualità con "Breaking News!": cos'è successo nell'ultimo anno. In particolare, nell'ambito di quest'ultima area tematica saranno presentati progetti come Dragon Boat e "care" dell'Associazione Angela Serra, dedicati al sostegno delle pazienti operate di cancro alla mammella. Interessante la tavola rotonda con cui si aprirà la giornata in cui sarà affrontato il problema delle Fake-news e prevenzione e in cui interverranno epidemiologi e giornalisti di settore.
Non mancheranno poi letture magistrali dedicate al fumo, allo spirito - perché non può venire meno l'apporto della mente nella prevenzione e gestione della malattia - e allo stile di vita, in particolare pensato collegato all'arte.
Tanti i nomi illustri presenti al tavolo dei relatori, a cominciare dal professor David Khayat, che terrà una lettura magistrale durante la prima giornata del convegno, dal titolo "Il fumo: evoluzione di una storia (strategie di riduzione del rischio)" e dal professor Giovanni Tazzioli, ideatore dell'appuntamento, oltre che responsabile della Breast Unit dell'Azienda Ospedaliero Universitaria - Policlinico di Modena, gia certificata Eusoma (The European Society of Breast Cancer Specialists).
Tazzioli, che è co-presidente del convegno, spiega: "Forti del successo e del seguito ottenuto negli anni scorsi in occasione dei convegni "Prevenire i tumori passando per la buona cucina" e "Le buone abitudini della prevenzione", il professor Khayat ed io abbiamo ritenuto opportuno proseguire questo percorso, perché studi epidemiologici mostrano che la prevenzione debba essere intesa a tutto tondo: dall'aria che respiriamo, allo stile di vita che conduciamo, non solo per quanto riguarda quello di cui ci nutriamo. E' dimostrato che alcuni accorgimenti nella qualità della nostra vita possono comportare una riduzione delle neoplasie".
E ancora il Prof. Cascinu Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia e Professore Ordinario di Oncologia, e il Prof. D'Amico, Ordinario di Statistica e responsabile del centro statistico Cochrane Italiano, modereranno gli esperti nella sessione dedicata al pianeta, mentre il Dott. Moscetti dell'Unità trattamento delle neoplasie mammarie del Policlinico di Modena e il Dott. Maestri, Direttore dell'Oncologia di Imola, interverranno nell'ambito della sessione dedicata ai trattamenti di supporto e approcci alla medicina integrata.
La mattina di lavoro di venerdì 20 si aprirà con la lettura magistrale dedicata a "Stile di vita e arte", seguita da una tavola rotonda dedicata a "Fake news e prevenzione"dove interverrà, tra gli altri, Vera Martinella del Corriere della Sera, mentre a seguire si discuterà anche della sessualità nelle pazienti oncologiche.
Nella due giorni verranno considerati i rapporti fra comunità medica ed economica per ricercare punti in comune e sinergismi sull'organizzazione e la gestione di modelli di stili di vita sostenibili per la ricerca di una vita più sana.
 
"#Direzione Prevenzione" gode del Patrocinio di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), del Comune e della Provincia di Modena, Unimore-Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena Policlinico, Modenamoremio, ed è organizzato grazie al sostegno di BPER Banca.
 
Info, costi e orari: il convegno, ad accesso libero e gratuito per la popolazione, sarà accreditato per il rilascio di crediti ECMper tutte le professioni sanitarie con un contributo simbolico di 15 euro e si svolgerà dalle ore 9.00 alle 17.00 di giovedì 19 e dalle ore 9.00 alle 14.30 di venerdì 20 ottobre.





--
www.CorrieredelWeb.it

Codacons su uova contaminate. MINISTERO DLLA SALUTE E NAS DISPONGANO SUBITO CONTROLLI IN ITALIA

UOVA CONTAMINATE, CODACONS: POSSIBILE PRESENZA DI UOVA CON FIPRONIL NEI PRODOTTI TRASFORMATI COME PASTA, BISCOTTI, PANINI E MAIONESE. CONSUMATORI SI DIFENDANO LEGGENDO CON ATTENZIONE ETICHETTE UOVA

 

 

Ministero della salute e Nas devono attivarsi da subito per accertare che uova contaminate dal fipronil non siano finite sulle tavole degli italiani, nemmeno attraverso prodotti trasformati. A chiederlo il Codacons, dopo l'ennesimo scandalo alimentare che mette a rischio la salute dei cittadini.


"Le istituzioni hanno assicurato che non risultano distribuite in Italia le uova contaminate con fipronil, ma il Ministero può affermare con altrettanta sicurezza che le uova all'insetticida non siano state utilizzate per prodotti lavorati venduti nel nostro paese? – si domanda il presidente Carlo Rienzi – Oggi non esiste la possibilità di conoscere l'origine delle uova usate per i prodotti derivati come pasta, biscotti, dolci, maionese, salse, panini dolci, ecc. In tal senso il Ministero deve disporre, attraverso i Nas, controlli capillari sul territorio, verificando l'assenza del fipronil nei prodotti alimentari trasformati e bloccando l'ingresso in Italia di alimenti che potrebbero essere stati realizzati con uova a rischio".


Dal canto loro, i consumatori possono al momento difendersi solo acquistando uova italiane, attraverso una attenta lettura delle confezioni che riportano in etichetta la sigla del paese produttore.

Il guaritore Carlos Sauer è in Italia per una serie di incontri e workshop, in Val Camonica e a Gassino Torinese. Dal 29 settembre al 12 ottobre 2017



Carlos Sauer, tra cultura sciamanica
e spiritualità brasiliana
Il guaritore è in Italia dal 29 settembre al 12 ottobre 2017
per una serie di incontri e workshop, in Val Camonica
e a Gassino Torinese

Torna in Italia Carlos Sauer, sciamano brasiliano 57enne di origine europea, che da ben 35 anni vive la realtà del proprio dono. Due gli appuntamenti: il primo dal 29 settembre al 4 ottobre 2017 in Val Camonica, e il secondo a Gassino Torinese dal 6 all'11 ottobre 2017

Due occasioni straordinarie per avvicinarsi ad una cultura che affonda le radici in un mondo in cui l'interconnessione tra uomo e natura è nell'ordine delle cose, e che mai come ora è una chiave di lettura per affrontare il presente. La Val Camonica, luogo ricchissimo di storia ed energia e ricca di pitture rupestri lasciate dagli ancestrali Camuni, una popolazione sciamanica di 13mila anni fa, ospita in una location immersa nel verde le diverse attività. 

Questo il programma all'Agriturismo L'Usignolo, in località Dardella a Cedegolo (BS):
29 settembre – Cerimonia di Canti e tamburi intorno al fuoco
30 settembre - 1 ottobre – Workshop sulla cultura e le tradizioni sciamaniche, guarigione e autoguarigione
2-3-4 ottobre - Consultazioni private

Il programma si ripete a Gassino Torinese, inuna "fazenda" italiana molto suggestiva nel verde della collina. È la Ca Dij Cavaij (Casa dei Cavalli in piemontese) dove Emma Trossarelli, Istruttrice Certificata Eponaquest, realizza campi, workshop e attività diverse legate all'approccio olistico agli animali e la natura. 

Queste le date:
6 ottobre – Cerimonia di Canti e tamburo intorno al fuoco
7-8 ottobre - Workshop sulla cultura e le tradizioni sciamaniche, guarigione e autoguarigione
9-10-11 ottobre - Consultazioni private

Carlos Sauer da ragazzo, durante un viaggio in California decise di non tornare a casa per avvicinarsi alla cultura nativa Cheyenne e di altre tribù. Fece la sua prima capanna del sudore (sweat lodge) nel 1982. Venne poi adottato da Nelson Turtle, uno sciamano Cheyenne, nel 1993. Ha fatto un lunghissimo tirocinio con i nativi, apprendendo i segreti dei canti e dei tamburi, del peyote, della capanna del sudore, del tabacco, della cosmogonia e della filosofia indigena. 

Si autodefinisce operatore olistico ma di fatto è diventato uno sciamano. È un curandero molto forte e discende da un lignaggio di quattro generazioni di guaritori e medium: era una potente medium sua mamma e sono curanderas due delle sue sorelle.

Oggi opera in Brasile, perlopiù a Rio de Janeiro, dove conduce cerimonie di tamburi e canti, cerimonie di tenda del sudore e diverse altre pratiche sciamaniche, spesso in collaborazione con la sua compagna Juliana Ramos, psicologa reichiana e con sciamani indigeni, specie Fulni-o del Pernambuco.

Carlos sta fondando la sua propria scuola di sciamanismo e due volte l'anno viaggia in Europa e Stati Uniti per diffondere la cultura e la spiritualità native. In Brasile collabora strettamente con popoli nativi come i Fulni-o e i Guarany. Ha collaborato con diversi istituti di studi sciamanici nel mondo. 

In Italia è accompagnato, oltre che da Juliana, da Mauro Villone e Lidia Urani, che operano da 25 anni in Brasile, con la loro ONG Para Ti, nata per dare sostegno a decine di bambini di famiglie poverissime delle favelas di Rio. Accanto a questa attività si è sviluppata, negli ultimi anni la ricerca sulle tradizioni e le culture indigene. Para Ti da dunque sostegno anche a popoli indigeni che vengono ospitati nella sede della ONG diversi mesi l'anno. Tra questi: Fulni-o del Pernambuco, Krenak del Minas Gerais, Huni Kuin e Yawanawà dell'Acre/Amazzonia. Ma in concreto in cosa consistono le cure? 

Le cure individuali le effettua Carlos, utilizzando sistemi tradizionali indigeni come canto, tamburo, sonagli, imposizione delle mani, massaggio spirituale, estrazioni con il respiro, induzione al rilassamento profondo, dialogo, meditazione. Le terapie le effettua insieme al fondamentale supporto di Juliana, psicologa reichiana. In Italia Mauro e Lidia danno assistenza in vari modi e si occupano della traduzione simultanea dal portoghese. 

"Lo sciamanismo – sottolinea Mauro Villone - non è una religione, bensì una filosofia di vita nella quale viene data profonda importanza alle relazioni con gli altri, con l'universo e con la natura. La sapienza e la conoscenza di chi pratica lo sciamanismo avviene nell'esperienza fisica e spirituale. La meditazione, i canti, l'uso del tamburo e altri strumenti, il fuoco, l'aria, la terra e l'acqua sono esperienze da vivere. L'obbiettivo è il raggiungimento della consapevolezza della sacralità di sé stessi e di tutto il creato, il raggiungimento della consapevolezza dell'importanza e del significato di sé e della propria missione nella vita. Il riavvicinamento a questa consapevolezza è un beneficio fondamentale per chiunque, specie per le persone metropolitane e tecnologizzate, le quali nel tempo si sono sradicate e hanno perso la capacità di contatto profondo con la natura e i suoi elementi". Ecco allora che un momento come quelli proposti da Sauer acquista un significato particolare, all'interno di una vita che ha come "dimenticato" il suo fine reale.

"Le attività non sono certo fini a sé stesse – prosegue Villone - bensì orientate allo sviluppo della consapevolezza e, in ultima analisi, dell'amore per sé stessi, i nostri compagni di viaggio, gli animali, la natura, gli elementi, gli spiriti, gli ancestrali e ogni altra cosa nel creato. Nello sciamanismo si perde l'erronea sensazione del duale, di vita e morte, di qui e là, di prima e dopo e Tutto diventa Uno". Ecco i costi per partecipare alle attività:

Cerimonia canti e tamburi   35€ con iscrizione entro 10 settembre
                                               40€ con iscrizione entro 20 settembre Workshop sciamanismo       350€ con iscrizione entro 10 settembre
                                               380€ con iscrizione entro 20 settembre
Consultazioni private           120€ con iscrizione entro 10 settembre
                                               130€ con iscrizione entro 20 settembre

Per prenotazioni e informazioni si può scrivere a unaltrosguardo@libero.it e contattare con Whatsapp il numero 0039-3487299033.

Favela Para Ti Tour
Rua Coronel Ribeiro Gomes, 350
CEP: 22610-240 São Conrado, Rio de Janeiro
Tel. +55 21 992606670
Cell +39 348 7299033
mauro.villone@libero.it
www.favelaparatitour.com
info@favelaparatitour.com


Nasce ISDE SALENTO Medici in campo per tutelare Ambiente e Salute dei Cittadini

Medici in prima linea come "sentinelle" dello stato di salute del territorio e dell'ambiente del Salento: questo è l'ISDE (International Society of doctors for the environment, Medici per l'ambiente)  che ha ora anche una sezione salentina, la prima Inter provinciale a livello nazionale comprendente Lecce e Brindisi, nata in un momento cruciale che vede registrarsi campanelli d'allarme importanti dopo l'esplosione del caso Ilva e la prova del nesso di causa effetto tra l'attività della centrale a carbone di Cerano e i danni alla salute della popolazione  (come attestato dallo studio condotto dal dr F. FORESTIERE per la regione Puglia presentato a Bari il 4 luglio). 


Per cercare di monitorare la situazione sul territorio  e favorire l'incontro tra scienza, politica ed etica, riconoscere il valore dell'ambiente fisico, ma anche sociale e di tutti i determinanti di salute, si è costituita nei giorni scorsi presso il Castello di Corigliano d'Otranto (Le), l'Associazione Isde Salento, durante un "aperitivo culturale" organizzato dall'associazione culturale Socrate offerto nel programma "Corigliano d'Otranto città del sapere e delle scienze".
 
La costituzione della Sezione interprovinciale salentina  - affiliata a Isde Italia - è stata promossa  da un gruppo di circa 50 medici (con alcune presenze del mondo della ricerca e della comunicazione sanitaria ) con la benedizione del Presidente nazionale Isde Roberto Romizi, dell'ordine dei medici di Lecce  e del Presidente dell'Ordine dei medici di Brindisi (delegato Fnomceo per l'ambiente ) Emanuele Vinci.
 
Nel corso della serata è stato indicato come primo Presidente il Dr. Giammarco Surico direttore della oncologia di Lecce che sarà affiancato dal Vicepresidente Dr. Pasquale Barone direttore della pneumologia dell'Ospedale "Panico" di Tricase, dal consigliere  dr Luigi Peccarisi  (Ordine dei medici di Lecce ), dal Segretario il dr Sergio Mangia che ha entusiasticamente promosso la costituzione della sezione salentina come punto di aggregazione dei medici di famiglia sui temi ambientali e dai Consiglieri Dr. Prisco Piscitelli, Prof. Antonella De Donno (Referenti scientifici, Formazione e Ricerca), Dr. Antonio Metrucci (Presidente Simg Lecce), Dr.ssa Maria Lucia Santoro (Fimp ambiente), Dr.ssa Michela Andrani (Medico di medicina generale).
 
Isde Salento, riservando una particolare attenzione ai problemi dell'insostenibilità di una crescita economica senza regole che antepone i profitti alla salute, sosterrà anche iniziative di enti pubblici (amministrazioni, agenzie, ecc.) o di privati (associazioni, comitati, ecc.) che interessino la difesa dell'ambiente e della salute; raccoglierà e diffonderà le informazioni relative alle attività svolte da altri nel settore ambientale e sanitario - hanno detto i promotori dell'Associazione -. Isde con il suo ruolo si pone dunque come interfaccia tra il mondo scientifico, la popolazione e gli amministratori comunali per una diffusione delle conoscenze relative ai problemi della salute legati all'ambiente.
 
«Accolgo con interesse e partecipazione la nascita di questa nuova 'sentinella' Isde su Lecce, posta l'allarmante situazione dal punto di vista ambientale delle aree di Brindisi e Taranto - spiega il Presidente Isde, Surico -. In queste zone, da anni Isde sta conducendo una battaglia di civiltà con rilievi epidemiologici segnati da incidenze tumorali e inquinamento ambientale. Nelle province di Lecce e Brndisi si è registrata la presenza di fattori di inquinamento ambientale derivanti da impianti industriali; a Lecce esistono cluster di Comuni particolarmente a rischio toccati da polveri sottili PM10 E PM2.5 nonché da monoparticelle cancerose  per la vicinanza di opifici di altre province e  impianti propri . Ad oggi l'arma più efficace nella lotta alle patologie tumorali e respiratorie è la prevenzione e in questo l'ambiente gioca un ruolo predominante. Isde in questi anni ha affiancato le istituzioni che hanno intrapreso una campagna per l'ambiente basata su dati scientifici e mirata alla decarbonizzazione dell'Ilva e Cerano. Da oggi il Salento avrà questo nuovo e importante presidio ambientale che affiancherà le  istituzioni in quella che può essere definita una battaglia di civiltà». 

«La nascita della sezione provincia di Lecce dell'Isde - dice il Vicepresidente di Isde, Barone - è il risultato di una idea maturata già da tempo insieme all'amico Prisco Piscitelli quando, in occasione di incontri per uno studio epidemiologico ed etiopatogenetico sul tumore del polmone condotto dalla Asl, e al quale il mio centro collaborava, abbiamo sentito l'esigenza di approfondire le problematiche ambientali connesse a questo tema, in maniera fattiva, sempre rigorosamente scientifica, senza proclami, ma con la moderazione e la prudenza che è necessaria quando si affrontano tali problematiche. Grazie anche alla spinta di altri colleghi contattati siamo riusciti a creare un gruppo di valore, fra tutti il nostro presidente Dr. Surico dell'oncologico di Lecce, che cercherà di essere parte attiva e di stimolo alle istituzioni su tutte le problematiche ambientali che impattano sulla salute della popolazione salentina». 
 
Infine, l'epidemiologo e ricercatore Dr. Prisco Piscitelli  aggiunge: «Dal momento che le problematiche ambientali con potenziale impatto sulla salute in Salento non sono circoscrivibili in ambito provinciale, si cercherà con questa nuova Associazione una sinergia con medici di Brindisi, ad esempio sulle possibili eventuali ricadute nell'area vasta salentina dei grandi impianti brindisini con possibili impatti sulle patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche. Un primo appuntamento formativo (in collaborazione con Isbem e l'Università del Salento), sarà un workshop dedicato all'epigenetica col prof Ernesto Burgio  (una nuova disciplina scientifica che ha riscritto completamente la teoria della cancerogenesi evidenziando un ruolo determinante degli agenti inquinanti)».


La pennichella estiva? Quella perfetta dura 20 minuti

Uno studio scientifico ha spiegato che il riposino ideale è di 20 minuti. 

E a migliorare la qualità del sonno anche una corretta idratazione.


Chi in estate non cede al fascino della pennichella pomeridiana

Secondo quanto spiega il magazine In a Bottle (www.inabottle.it),  i ricercatori dell'American College of Cardiology hanno condotto uno studio sulle abitudini delle persone, analizzando il collegamento tra la lunghezza dei riposini pomeridiani e il loro stato di salute

La ricerca ha analizzato un campione di 300mila persone in tutto il mondo, dividendole tra chi dorme per lungo tempo, chi si riposa solo per qualche minuto e chi si ferma mai. E i risultati sono sorprendenti!

Per i dormiglioni rischio colesterolo alto e diabete di tipo 2

Secondo quanto scoperto dal team del dottor Tomohide, nelle persone che dormono per più di 40 minuti nel corso del pomeriggio si è riscontrato un aumento del rischio di incorrere in colesterolo alto, pressione alta e aumento di massa grassa intorno alla vita. 

In particolare, poi, quelli che dormono per più di 90 minuti hanno il 50% in più di possibilità di contrarre il diabete di tipo 2.
Questo non significa, in assoluto, che fare una pennica al pomeriggio faccia male. Anzi. I ricercatori hanno dimostrato che anche dormire troppo poco e accumulare stanchezza durante la giornata può essere dannoso per l'organismo e aumentare, anche in questo caso, il rischio di sviluppare sindrome metabolica.

La durata ideale? 20 minuti per svegliarsi tonificati e rinvigoriti

Come spesso succede, la soluzione ideale è quella intermedia. Sempre secondo lo studio, i soggetti che si accontentavano di meno di 40 minuti di riposo non hanno mostrato rischi come invece accaduto agli altri, anzi. In alcuni casi è emerso anche un miglioramento delle condizioni generali, specie nelle persone che dormivano meno di mezz'ora.

Un riposino ogni tanto è necessario per ricaricarsi. Per recuperare le energie, hanno rilevato gli esperti, sarebbe ideale dormire per circa 20 minuti, in modo da consentire al cervello di staccare la spina e al corpo di rilassarsi per poi svegliarsi tonificati, rinvigoriti e senza incorrere in nessun rischio per l'organismo.

Bere acqua prima di dormire favorisce l'equilibrio psico-fisico

Il sonno è il mezzo più importante per consentire all'organismo di rigenerarsi. Una corretta idratazione durante le ore notturne favorisce uno stato di benessere importante per l'organismo, attivo anche quando noi dormiamo. Approfondite ricerche della McGill University di Montreal sottolineano come prevenire la disidratazione durante la notte, mentre uno studio pubblicato sul Behavioral Medicine Journal, dimostra l'importanza del giusto apporto idrico per l'equilibrio psico-fisico.

martedì 8 agosto 2017

Alimentazione e sostenibilità: su “Scientific Reports” un articolo “targato” Università di Parma

ALIMENTAZIONE E SOSTENIBILITÀ: SU “SCIENTIFIC REPORTS” UN ARTICOLO “TARGATO” UNIVERSITÀ DI PARMA
 
A confronto l’impatto di tre regimi alimentari diversi: onnivoro, vegetariano e vegano. Ricerca condotta su dati provenienti da consumi reali
 
Il gruppo di Nutrizione Umana del Dipartimento di Scienze degli Alimenti e del Farmaco dell’Università di Parma ha recentemente pubblicato su Scientific Reports sull'articolo “Environmental impact of omnivorous, ovo-lacto-vegetarian, and vegan diet” (http://rdcu.be/ulY5) sugli esiti di uno studio che mette per la prima volta a confronto la sostenibilità di tre regimi alimentari diversi - onnivoro, vegetariano e vegano - utilizzando dati provenienti da consumi reali.
 
Lo studio, cui hanno lavorato ricercatori di cinque Università (Parma, Bologna, Bolzano, Torino e Cambridge), ha coinvolto per l’Ateneo di Parma Alice Rosi, Pedro Mena, Nicoletta Pellegrini, Erasmo Neviani, Donato Angelino, Furio Brighenti, Daniele Del Rio e Francesca Scazzina
 
È stato realizzato nell’ambito del progetto PRIN (Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale) “Microrganismi negli alimenti: studio del microbiota e del relativo metaboloma in funzione della dieta onnivora, vegetariana e vegana”.
 
Considerando il cibo consumato settimanalmente dai 153 partecipanti alla ricerca, sono stati calcolati i dati nutrizionali e ambientali medi giornalieri per i tre gruppi dietetici.  
 
L’introito calorico era simile, ma gli impatti ambientali hanno messo in evidenza sostanziali differenze
 
Dall’analisi del carbon footprint, del water footprint e dell’ecological footprint (i 3 indicatori ambientali utilizzati per determinare la sostenibilità delle diete tratti dal database dal BCFN – Barilla Center for Food and Nutrition) è infatti emerso che il regime alimentare onnivoro presenta valori d’impatto significativamente più elevati per tutti e tre gli indicatori ambientali rispetto al gruppo a dieta vegetariana e vegana
 
Questo risultato è in linea con i dati di numerosi studi scientifici condotti in altri Paesi, che hanno dimostrato il vantaggio ambientale di modelli alimentari basati principalmente su prodotti vegetali. 
 
Tuttavia, tra la dieta vegetariana e la dieta vegana non sono state riscontrate differenze significative
 
Infatti, anche se la dieta vegana, che comprende esclusivamente alimenti di origine vegetale, potrebbe sembrare il modello alimentare che può maggiormente salvaguardare le risorse ambientali, è importante considerare che gli alimenti vegetali consumati in una dieta vegana sono spesso altamente trasformati e possono arrivare da Paesi anche molto lontani. 
 
Inoltre, per raggiungere l’introito energetico, la quantità di frutta, verdura o legumi che deve essere consumata al posto dei prodotti animali è elevata. Tutti questi fattori possono spiegare l’impatto sull’ambiente delle scelte alimentari associate a questo regime alimentare.
 
In conclusione, anche per la salute dell’ambiente, oltre che per quella delle persone, le parole chiave sono quantità e varietà.

lunedì 7 agosto 2017

Ministro Lorenzin istituisce Elenco Società scientifiche delle Professioni sanitarie. Firmato il Decreto

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha firmato il 2 agosto il decreto che istituisce e regolamenta l'elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico scientifiche delle professioni sanitarie, che avranno il compito di elaborare le linee guida cui gli esercenti le professioni sanitarie si devono attenere nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie.


Il decreto attua uno dei punti più significativi della legge n. 24 del 2017 sulla sicurezza delle cure e sulla responsabilità professionale sanitaria e stabilisce i requisiti che le società scientifiche e le associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie devono possedere ai fini dell'iscrizione nell'elenco.


Gli interessati potranno presentare l'istanza di iscrizione entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, utilizzando il modello scaricabile sul portale istituzionale del Ministero della salute al seguente indirizzo: http://www.salute.gov.it/portale/home.html.

 


giovedì 3 agosto 2017

Sc(Hi)acciaDCA: anoressia e bulimia si sconfiggono con un'app

L'APP CHE COMBATTE ANORESSIA E BULIMIA
SC(HI)ACCIA DCA: OLTRE 2 MILA DOWNLOAD IN 8 MESI


Bergamo, 3 agosto 2017 – Oltre 2 mila download, 607 utenti registrati, 471 messaggi pervenuti via chat e 195 persone raggiunte

Questi i numeri, nei suoi primi otto mesi di attività, di Sc(Hi)acciaDCA, l'applicazione creata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo per dare un supporto a persone che hanno un problema alimentare e ai loro familiari.

Dal lancio dello scorso 15 novembre 2016, l'App è stata scaricata 2.621 volte e ha fornito 319 risposte dagli esperti. 

Il 92,32% degli utenti sono donne e nel 94,36% dei casi ad aver utilizzato la chat sono state le persone direttamente interessate, che hanno chiesto aiuto per risolvere il loro personale disturbo. 

Ma c'è anche chi ha chiesto aiuto per altre persone: le madri (spesso per le figlie), le amiche ma anche gli amici (le domande sono arrivate soprattutto da utenti maschi), le sorelle, i nipoti. 

Sono stati usati tutti gli strumenti proposti dalla app: i test, il Diario personale, utilizzato in forma privata, e la Chat, che si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto. 

Gli esperti hanno così risposto a dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e a richieste d'informazioni (sull'accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), ma hanno anche garantito sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso.

Accedere ai servizi dall'app è estremamente semplice: bastano un nickname e un'e-mail per la conferma della registrazione. 

Non vengono richieste ulteriori informazioni, come provenienza o età, per garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali. 

Inoltre, oltre all'app, sono disponibili anche il sito web www.schiacciadca.it e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo, social network su cui la campagna ha già raggiunto oltre 49.000 persone in tutta Italia.

Sc(Hi)acciaDCA – realizzata grazie al progetto "Digital for Social" di Fondazione Vodafone – si è dunque rivelata un ottimo canale per raggiungere gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi, e le loro famiglie.

L'applicazione rientra nel progetto di collaborazione con il territorio e con il consorzio Solco Città Aperta, con cui la Casa di Cura Beato Palazzolo sta lavorando in team per favorire la prevenzione e la diagnosi precoce nelle scuole, negli oratori e nelle associazioni sportive.

Il lavoro proseguirà anche grazie al progetto «…allora, vola!», sostenuto dalla Fondazione CARIPLO e dedicato ad accompagnamenti mirati per famiglie in situazione di fragilità socio economica e forme di affiancamento post terapia per favorire il reinserimento e l'autonomia dei giovani seguiti dal Centro.

Alimentazione e salute: BsRC lancia Ultrabio, la App per tenere sotto controllo il livello dei contaminanti

La App gratuita è un prodotto di Bioscience Research Center, ideata e progettata da ricercatori esperti in materia di sicurezza alimentare per mantenere la dieta sotto le soglie di rischio.


La società, in cubata in Toscana Life Sciences, opera nei settori ambiente, agroalimentare e salute umana.



SIENA. Si chiama Ultrabio® ed è la App ideata e progettata da Bioscience Research Center (BsRC) per tenere sotto controllo il livello dei contaminanti che assumiamo quotidianamente attraverso l'alimentazione. 


Secondo quanto riportato dall'European Food Safety Authority (EFSA), una elevata percentuale di cittadini europei (oltre il 52.9%) è esposta a livelli di contaminanti chimici attraverso la dieta che superano la dose settimanale massima consigliata. 

L'applicazione ideata dai ricercatori di BsRC, disponibile gratuitamente per Android e iOS, calcola su base statistica la dose di contaminanti assunti, rapportandola al peso corporeo dell'utente e comparandola ai valori soglia di sicurezza indicati da EFSA su base settimanale. 

Una innovazione nel panorama delle applicazioni legate al mondo della salute e dell'alimentazione, che permette all'utente di controllare la propria dieta regolando le assunzioni di alimenti considerati su base scientifica più critici e di mantenere la propria alimentazione sotto le soglie di rischio.

"L'esposizione ai contaminanti può rappresentare un rischio concreto per la salute pubblica – spiega Monia Renzi, Direttore generale di Bioscience Research Center – e, in particolare, un cofattore importante legato allo sviluppo sul lungo periodo di alcune patologie non trasmissibili quali disordini del sistema endocrino, con potenziali conseguenze sullo sviluppo e la fertilità, solo per fare alcuni esempi. Con Ultrabio® abbiamo scelto di rispondere a una crescente sensibilità dei consumatori verso gli aspetti salutistici dei cibi ma anche alla legittima domanda di reperire informazioni attendibili. La App che abbiamo sviluppato è uno strumento di facile utilizzo, che consente di avere una stima delle dosi giornaliere e settimanali di contaminanti assunte, relazionate al limite ritenuto sicuro, in modo da poter correggere i propri comportamenti mantenendo l'alimentazione quotidiana sotto la soglia di rischio per sostanze chimiche potenzialmente pericolose per la salute, quali ad esempio mercurio, cadmio, piombo ed alcuni inquinanti organici persistenti".

Parte importante del progetto ideato dai ricercatori di BsRC, che vanta solide competenze in materia di sicurezza alimentare, è stato dedicato alla selezione dei dati di partenza, la scelta dei criteri per la valutazione dei dati e la creazione del database che permette il funzionamento della App Ultrabio®. 

"Il valore aggiunto di questa innovazione - aggiunge Renzi - è rappresentato dalla possibilità di tenere sotto controllo le abitudini alimentari critiche e di educare alla correzione, attraverso consigli e suggerimenti interattivi basati su dati oggettivi e su risultati della ricerca scientifica. Attualmente Ultrabio® si basa su un cospicuo database di dati scientifici consolidati e validati relativi ai livelli di alcuni contaminanti chimici negli alimenti generici (es. pasta di grano duro, tonno, lattuga, alimenti per lattanti), ma il nostro progetto è quello di implementare questo strumento, inserendo nuovi contaminanti e prodotti commerciali singoli, una volta raccolto anche l'interesse delle aziende che operano nel settore agroalimentare".



Bioscience Research Center lavora per il trasferimento delle conoscenze scientifiche e tecnologiche dal mondo della ricerca alla collettività, nei settori ambiente, agroalimentare e salute umana. 

Obiettivo principale di BsRC è fornire un servizio altamente qualificato di interfaccia tra il mondo della ricerca, la collettività e le imprese e trasferire le conoscenze scientifiche e tecnologiche dagli ambiti accademici verso la società in modo semplice e chiaro. 

Ultrabio® App rappresenta il risultato conseguito dall'azienda in quasi due anni di ricerche ed è un progetto completamente autofinanziato. Lo sviluppo della App è stato realizzato avvalendosi di NSCloud.

BsRC, azienda nata nel 2013, ha aperto una sede in Toscana Life Sciences a luglio 2016.


Fondazione Toscana Life Sciences. TLS è un ente no-profit che opera sul panorama regionale come facilitatore di sistema per supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all'applicazione industriale. 

Oggi (luglio 2017) l'incubatore TLS ospita e affilia 38 soggetti tra aziende biomediche, gruppi di ricerca e società di servizi che operano nel campo della ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, diagnostici e dispositivi medici, e dà accesso a un'ampia gamma di servizi qualificati, strumentazioni tecnologiche e facility avanzate sia alle aziende incubate sia a soggetti esterni. 

I soci fondatori di TLS sono la Regione Toscana; la Fondazione Monte dei Paschi di Siena; il Comune di Siena; la Provincia di Siena; le Università di Siena, Pisa e Firenze; le Scuole di alta formazione Sant'Anna e Normale di Pisa e l'Istituto di alti studi Ima di Lucca; l'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese; la Camera di Commercio di Siena e la Banca Mps.

ANSIA da RIENTRO? C'è WELLBE!

Il nuovo No stress drink aiuta a ripartire, senza perdere le energie recuperate in vacanza.   

Un integratore in lattina sempre pronto da bere, che dà una marcia in più per affrontare i nuovi impegni e lasciare da parte le preoccupazioni.

Il rientro dalle ferie? 
Per molti rappresenta il momento più difficile dell'anno. 

Riprendere le normali attività, ricominciare a organizzare gli impegni fa cadere in uno stato di ansia, che rischia di far perdere le energie recuperate con le vacanze e il benessere che hanno regalato. 

Per non far svanire in breve tempo i benefici ottenuti e ritrovarsi a fine settembre già scarichi ed esauriti è meglio correre subito al riparo. 

Un aiuto semplice, ma efficacie arriva da Wellbe, l'integratore pronto da bere, che aiuta a ricominciare senza stress e con una marcia in più.

Alleato da scrivania
Pratico e dissetante, Wellbe è l'alleato ideale per non lasciarsi rubare dall'ansia le energie recuperate durante le ferie e il benessere fisico e mentale riacquistato dopo un anno di lavoro. 

Il nuovo integratore alimentare in lattina si può portare tranquillamente in ufficio e assaporare in qualsiasi momento. 

L'ansia è in agguato e ci fa vedere un anno carico di impegni, nel quale non riusciamo a mettere ordine? E' il momento di aprire una lattina di Wellbe e di dedicarsi qualche attimo per assaporarla in tranquillità. 

Una semplice pausa che regala una sensazione di relax, ma soprattutto di benessere e di equilibrio psicofisico, che dà la predisposizione giusta per affrontare con una marcia in più e con la giusta concentrazione i nuovi impegni, lasciando da parte le preoccupazioni.

Benessere e concentrazione
Pronto da bere, Wellbe è un integratore in forma di bevanda non gassata, senza conservanti e coloranti, vegano e senza glutine, ideato per sostenere il benessere e l'equilibrio grazie alla presenza di estratti vegetali che agiscono tra loro, favorendo il rilassamento e il giusto tono psico-fisico. 

Le proprietà rilassanti, ma allo stesso tempo tonificanti dei suoi ingredienti sono un valido aiuto per affrontare in modo semplice i momenti di ansia e di stress, ritrovando in breve tempo quel benessere psicofisico che consente di far fronte alle difficoltà.

I principali ingredienti di Wellbe sono: Griffonia, melissa, tè verde, magnesio e vitamine. Il loro mix aiuta a ritrovare il benessere. 

La griffonia è nota per le proprietà rilassanti utili a favorire il benessere mentale, mentre il tè verde, ricco di polifenoli e catechine è un ottimo antiossidante e tonificante. 

La melissa, spesso utilizzata per il suo effetto benefico sulla sfera umorale si accompagna perfettamente al magnesio, che contribuisce a ridurre la sensazione di stanchezza e a mantenere l'equilibrio delle funzioni psicologiche e cerebrali. 

Niacina, vitamina B6 e vitamina B12 con l'acido pantotenico concorrono a sostenere il regolare metabolismo energetico e a contrastare la stanchezza psicofisica.



--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI