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sabato 30 aprile 2016

Sanità disastrata a Firenze. Colonsocopia? Ripassi a ottobre. Trova a pagamento in provincia. Sfascio senza alternative?


Firenze, 30 Aprile 2016. Un anziano signore ha bisogno di una colonscopia urgente, si rivolge all'Asl e il primo posto disponibile a Firenze e' per ottobre. Ma lui sta male ora. Che fare? Si attacca al telefono e trova in alcuni ospedali privatamente a mediamente 400 euro, poi ne trova uno a 230 per maggio. Preso a volo. Cosi' una lettera oggi su un quotidiano locale.
Io, sempre a Firenze, mi sono fatto, presso il SSN una colonscopia a meta' gennaio scorso a villa Ulivella, dopo una ventina di giorni dalla richiesta. Raccomandato? No! Ha fatto tutto il mio medico di fiducia con canali ufficiali e tradizionali, e il giorno dopo ho fatto anche la gastroscopia.
In gergo popolare questo si chiama "culo"! Non saprei come altro definirlo, visto che di storie come quella da cui siamo partiti se ne sentono tutti i giorni, anche in quello che viene chiamato il gioiellino della Toscana, il sistema sanitario che per anni e' stato amministrato dall'allora assessore e oggi governatori Rossi. E prima di queste due mie analisi me ne sono fatte anche altre, di quelle di cui ogni tanto si legge che ci vogliono mesi e mesi, tipo Tac, endoscopia, etc. All'epoca, dopo questo mio tour nel mondo della sanita' fiorentina come utente, ho fatto una osservazione ed una constatazione: perche' le macchine e il personale non lavorano a pieno regime, cioe' 24 ore su 24 o qualcosa del genere, magari facendo pagare meno il ticket a chi si sottopone alle analisi in ore difficili, tipo 4 di mattina, etc. Osservazione e constatazione che mi e' venuta in mente anche perche' non ho visto la ressa davanti ai laboratori di analisi, ma solo le code (anche allucinan
 ti) e le facce tristi, sconsolate e rassegnate di chi si registrava per accedervi. Le costose macchine che hanno utilizzato sul mio corpo non erano prese d'assalto, c'era molto spazio e vuoti tra un'analisi e l'altra e il personale mi sembrava rilassato e competente... quindi l'ideale per loro stessi che per gli utenti del servizio.
Dov'e' la differenza tra quello che ho visto io e il signore che ha dovuto spendere 230 euro per un colonscopia, dovendo anche andare fuori citta'? Il caso o la fortuna? No! A queste cose non ci credo. Ma credo all'organizzazione, alla programmazione, alla professionalita' burocratica e alla consapevolezza -di chi opera in tutta la filiera che poi porta all'utente finale- di svolgere un servizio di pubblica, essenziale e fondamentale utilita' per la vita e il benessere delle persone. Consapevolezza, per chi politicamente da' le linee generali ed esecutivamente mette in pratica, da mettere l'utente al primo posto e, solo dopo, ma molto dopo, prendendo anche in considerazioni gli aspetti lavorativi del personale impegnato.
Mi rendo conto che sto parlando di una rivoluzione di competenze, di orari, di personale, di spesa e di attenzione. Cosi' come mi rendo conto che forse qualcuno mi rispondera' che tutto e' al massimo, i fondi sono quelli che sono, l'impegno c'e', etc etc.... Ma il signore che per una colonscopia si e' visto fissare l'apppuntamento ad ottobre, c'e'. Non e' il primo ed ho la certezza che non sara' l'ultimo. Quindi qualcosa non funziona. Io non sono ne' governatore, ne' assessore, ne' ministro, ne' operatore del settore. Sono un semplice utente, osservatore e consapevole che al primo posto va sempre messo l'utente. Altrimenti si e' e si sta fallendo la propria missione civica.
Ma tanto, so gia' come andra' a finire, qualcuno dira': questo vuole che si facciano le tac e le colonscopie alle 4 di mattina, ma questo e' matto, non sa di cosa sta parlando, non sa cosa direbbero i sindacati e i lavoratori costretti a turnazioni del genere.... e poi, ignorante, per certe cose ci sono i pronto soccorso.... suvvia -dico io- non siamo nati oggi, andate ad un pronto soccorso e poi ditemi, districandovi tra quelli che sono li' per un mal di testa o di pancia o perche' la guardia medica non ha voglia o il compito di essere per l'appunto una guardia e rimbalza tutto al pronto soccorso.....
Ci vuole "culo"! Capito?

Vincenzo Donvito, presidente Aduc



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giovedì 28 aprile 2016

Zeiss presenta la lente "anallergica" per combattere le allergie

La stagione delle allergie sta arrivando, c'è un aiuto in più per combatterle: Zeiss DuraVision Platinum

Scopri come proteggere gli occhi dalle allergie seguendo i consigli degli esperti Zeiss

Milano, 28 aprile 2016 – Con un inverno mite come quello di quest'anno e le alte temperature, stiamo assistendo ad un anticipo delle bella stagione. I pollini di cipressi, tassi e noccioli sono infatti apparsi già da metà gennaio e raggiungeranno il culmine nelle prossime settimane. Insieme a questi, sono ovviamente anche arrivati i primi problemi per chi è più sensibile.

Il 2016 si preannuncia quindi come un anno impegnativo per quella fetta di italiani, sono infatti circa 6 milioni, che soffrono di allergie.

Nulla di grave, ma sicuramente è necessario correre ai ripari.
I consigli degli esperti e i rimedi della nonna non mancano, ma pochi si soffermano su come proteggere i propri occhi dalle allergie.


Prurito localizzato ed eccessiva lacrimazione sono sicuramente i primi sintomi, e chi indossa gli occhiali può essere più soggetto allo sviluppo di tali reazioni, a causa della possibile presenza di micro particelle di polline sugli occhiali, che essendo molto vicino agli occhi, possono rappresentare un possibile fattore del rischio di insorgenza. Le lenti degli occhiali, infatti, sono altamente elettrostatiche e perciò attraggono e permettono una facile adesione degli allergeni alla loro superficie.

Gli esperti Zeiss, per la stagione dei pollini 2016, hanno stilato un decalogo di consigli partici per proteggere i propri occhi dalle allergie:

1 // Utilizzare lenti con trattamento antistatico per limitare l'adesione degli allergeni come ad esempio lenti con trattamento Zeiss DuraVision Platinum, che grazie alle sue caratteristiche specifiche mantiene le lenti più pulite e ne aumenta la resistenza all'usura. Il trattamento antistatico deposto sulla superficie interna e brevettato dai laboratori Zeiss riesce a limitare l'adesione delle particelle e degli allergeni sulla superficie della Lente, conferendogli una maggior resistenza allo sporco. Esternamente lo strato Super Clean Coat permette invece una facile pulizia delle lenti e quindi la completa eliminazione delle micro particelle responsabili della reazione allergica.

2 // Utilizzare occhiali da sole avvolgenti con astine larghe per schermare gli occhi dall'aria e dal pulviscolo che in essa si nasconde

3 // Utilizzare pezzuole in microfibra o pezzuole umidificate, per pulire le lenti durante la giornata, come ad esempio le speciali salviettine umidificate ZEISS, che con la loro combinazione unica di agenti attivi permettono una pulizia delicata e accurata. Test indipendenti confermano che i tessuti ultrasottili di Zeiss offrono le prestazioni di pulizia più efficaci senza causare graffi. Questi tessuti dispongono di una struttura particolarmente fine che non danneggia le moderne lenti per occhiali o i loro trattamenti. Sono inoltre preinumidite con una speciale combinazione di due agenti attivi, prive di sostanze detergenti aggressive e profumazioni artificiali.

4 // Detergere regolarmente gli occhiali, quando si è a casa o in ufficio, con acqua e sapone non oleoso

5 // Idratare l'occhio giornalmente con gocce oculari lubrificanti, preferibilmente monodose.

6 // Se si utilizzano lenti a contatto preferire le giornaliere rispetto alle bimestrali, trimestrali o rigide. La loro pulizia, inoltre, deve essere molto più attenta perché la deposizione dei pollini è più frequente. Il consiglio degli esperti è utilizzare lenti come le Comfort 6 Zeiss che offrono un benessere visivo estremo. Le Comfort 6, essendo immerse in una soluzione multivitaminica contenete acido ialuronico e vitamine B6, B12 ed E, risulta perfettamente lubrificata e conferisce la sensazione di non avere la lente sull'occhio.

7 // Ridurre al massimo il tempo di utilizzo delle lenti a contatto nei momenti di massima presenza di pollini nell'aria. Questa è un'ulteriore accortezza per preservare l'occhio da fastidiose sensazioni. Il consiglio è quello di preferire gli occhiali da vista alle lenti a contatto.

8 // Evitare lo strofinamento degli occhi poiché questo gesto libera istamina, che aumenta il prurito. Inoltre il soggetto allergico solitamente ha una lacrimazione scarsa e la meccanica dello strofinamento potrebbe anche provocare delle lacerazioni alla cornea.

9 // Lavarsi spesso la faccia e alla sera, prima di dormire, fare una doccia, entrambe le azioni per lavare via gli allergeni che si sono posati durante la giornata sul nostro corpo.

10 // Ridurre anche a casa la possibilità di sviluppare allergie con semplici accortezze come:
×        Tenete le finestre chiuse e arieggiate le stanze solo in determinati orari; nelle aree rurali la quantità minima di polline è presente nell'aria tra le ore 19 e mezzanotte, mentre nelle aree urbane dalle ore 6 alle ore 8
×        Appendete asciugamani inumiditi in casa per intrappolare parte del polline che fluttua nell'aria
×        Pulite regolarmente tappeti e moquette con l'aspirapolvere oppure sostituiteli con una pavimentazione in laminato o parquet
×        Non spogliatevi in camera da letto, bensì preferibilmente in bagno, dove l'umidità, prodotta facendo una doccia, impedisce al polline presente sugli indumenti di fluttuare nella stanza.




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Due mesi dedicati alla prevenzione del cancro al seno alla Casa di Cura Santa Rita con percorsi dedicati alle diverse età della vita della donna

Dopo lo straordinario successo delle giornate gratuite di prevenzione "Il tuo seno sano è bello" continuano le iniziative legate alla prevenzione del cancro al seno che si protrarranno fino al 22 giugno.

Sono stati infatti predisposti due pacchetti – "Donna Young" e "Donna Senior" – pensati rispettivamente per le donne fino a 40 anni e per le ultraquarantenni, partendo dalle diverse esigenze delle une e delle altre.

L'equipe medica è sempre costituita dal senologo Ciro Saccone e dal chirurgo plastico Carmine Mele che, stavolta, articoleranno la fase diagnostica nel seguente modo: per le "Young" visita specialistica con ecografia del seno e del cavo ascellare e per le "Senior" visita specialistica con mammografia per tomografia con il nuovissimo sistema Lambda BT appena arrivato alla Santa Rita. 
Questa macchina è in grado di esaminare il seno con un tecnologia nuovissima, creando delle immagini incredibilmente più chiare e leggibili in modo da evidenziare anche le lesioni sospette più piccole che difficilmente sono rilevate dalle macchine tradizionali; il minore assorbimento di raggi X è l'ulteriore vantaggio per la paziente che si faccia controllare con Lambda BT.

Entrambi i pacchetti sono proposti a costi estremamente vantaggiosi e contenuti, perché la prevenzione deve diventare la migliore alleata delle donne nella lotta al nemico insidioso, il cancrdo al seno, infatti, se preso in tempo, può essere combattuto con successo. 

Per info e prenotazioni: Accettazione Casa di Cura Santa Rita 0825 629011 o 629111.


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Alzheimer: assistenza odontoiatrica per i malati



Milano, da maggio 2016
Collaborazione tra Associazione Alzheimer e Ospedale Sacco

Cure e assistenza odontoiatriche per i malati di Alzheimer

Nuovo servizio attivabile chiamando Pronto Alzheimer
per offrire un percorso privilegiato nelle attese in ambulatorio e visite a domicilio

Parte dal prossimo mese di maggio il nuovo progetto "assistenza odontoiatrica per malati di Alzheimer", avviato grazie all'Associazione Alzheimer Milano in collaborazione con l'Ospedale Luigi Sacco, con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari.

In particolare, viene garantita - in convenzione con il SSR - la priorità nelle visite ambulatoriali e, nei casi più gravi, le visite a domicilio per i residenti a Milano con medici odontoiatri specializzati nell'approccio alle persone affette da demenza. Cure conservative, estrazioni, realizzazioni e riparazioni di protesi mobili sono gli ulteriori servizi erogati su appuntamento, all'interno di questa iniziativa diretta a tutti i cittadini affetti da demenza certificata dai Centri per disturbi cognitivi e demenza (ex UVA), soci dell'Associazione Alzheimer Milano.
I familiari possono attivare il servizio contattando il numero di Pronto Alzheimer: 02-809767 (dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 18).
A causa della perdita di memoria e con il passare del tempo, le persone che soffrono di demenza riducono progressivamente l'igiene orale. Ciò comporta dolore, carie, sanguinamento gengivale e problemi con l'aderenza delle protesi, ma anche riduzione della capacità di parlare, disinteresse per il cibo, peggioramento dello stato di confusione associato alla demenza.
Per questo, "riteniamo che una visita odontoiatrica preventiva possa contribuire a ridurre i problemi dentali dei malati", commenta Gabriella Salvini Porro, presidente dell'Associazione Alzheimer Milano. "La loro igiene orale è una responsabilità di primaria importanza per il caregiver".
"Una bocca sana influenza positivamente anche la qualità di vita del malato" dice la responsabile del dell'U.O. di Odontoiatria del Sacco Antonella Sparaco, referente medico del progetto.

La demenza, e in particolare l'Alzheimer (che è la più comune causa di demenza, rappresentandone il 60%), registra numeri sempre più alti in Italia (1.241.000 persone) e in tutto il mondo (46,8 milioni). A fronte di un'ancora scarsa conoscenza della malattia dal punto di vista medico-scientifico, l'unico obiettivo realisticamente raggiungibile è migliorare la qualità di vita di chi ne è colpito: sia malati, sia familiari.

Le cifre riportate relativamente alle persone colpite da demenza sono stime dell'ultimo Rapporto Mondiale Alzheimer (settembre 2015).


Milano, aprile 2016

L'Associazione Alzheimer Milano nasce 25 anni fa da un gruppo di familiari, medici, ricercatori e operatori del settore con la missione di migliorare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari. Obiettivi di Alzheimer Milano sono quindi la diffusione dell'informazione, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni, la promozione della ricerca scientifica, il sostegno e la tutela del malato e dei suoi familiari.
L'associazione fa parte della Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l'Italia di Alzheimer's Disease International (ADI), che è la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l'assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia amministrativa sia legislativa. Riunisce e coordina 47 associazioni che si occupano della malattia e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati ed ai loro familiari.



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mercoledì 27 aprile 2016

Lipossina. Asma cronica nei bambini: ecco cosa manca

Una ricerca dell'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Cnr rivela la mancanza di Lipossina A4 nella scarsa risposta alle cure a base di cortisonici nei casi di asma grave dell'età pediatrica e offre nuove prospettive terapeutiche.  Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology

LNel trattamento dell'asma grave nei bambini, un ruolo importante nell'inefficacia della terapia a base di cortisone è svolto dal deficit di Lipossina A4 (LXA4). A evidenziarlo, uno studio condotto, presso l'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) di Palermo, da un team di ricercatori biologi e medici italiani e francesi.
Le Lipossine sono eicosanoidi (agenti biologici che regolano numerose funzioni organiche) caratterizzati da proprietà anti-infiammatorie e anti-fibrotiche e sono coinvolti nei processi di risoluzione dell'infiammazione. 
"Nello studio è stato osservato che i bambini con asma grave avevano livelli inferiori di LXA4 nelle vie aeree rispetto a bambini con asma intermittente", spiega Rosalia Gagliardo dell'Ibim-Cnr. "Inoltre, a prescindere dalla gravità della malattia, tutti i bambini asmatici inclusi nello studio avevano livelli più elevati rispetto ai sani di Leucotriene B4 (LTB4), una molecola ad azione pro-infiammatoria, che funge da 'controregolatore' della LXA4".
I bambini con asma grave esaminati nello studio presentavano inoltre, sia rispetto ai piccoli pazienti con asma intermittente sia rispetto a quelli sani, un'espressione ridotta nelle vie aeree del recettore della Lipossina - il FPR2/ALXR (formyl peptide receptors2-lipoxin receptor).
"Il complesso LXA4-FPR2/ALXR è coinvolto nell'attivazione del recettore dei corticosteroidi, a dimostrazione del fatto che esiste un'interazione fra questi e la LXA4 nella regolazione del processo infiammatorio delle vie aeree dei pazienti con asma", prosegue Gagliardo. "Questi dati dimostrano che l'alterata biosintesi di Lipossina A4 e un deficit del suo specifico recettore FPR2/ALXR, nelle vie aeree, associati a un incremento della molecola Leucotriene B4, potrebbero essere alla base di una ridotta risposta alla terapia cortisonica a lungo termine, fenomeno che potrebbe favorire la persistenza dell'infiammazione delle vie aeree, il mancato controllo della malattia e la ridotta qualità della vita del paziente". 
I risultati di questo studio suggeriscono il potenziale ricorso a nuove strategie terapeutiche basate sulla combinazione di Lipossine e corticosteroidi, allo scopo di potenziare gli effetti di questi ultimi e diminuirne il dosaggio. Tale terapia combinata potrebbe fornire nuovi approcci farmacologici per le malattie respiratorie croniche, specie di pazienti in età pediatrica.
Lo studio è stato pubblicato su Journal of Allergy and Clinical Immunology

Roma, 27 aprile 2016


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Scompenso cardiaco per oltre un milione di persone in Italia: dal 1 all’8 maggio campagna in 41 centri cardiologici per conoscere una patologia sottovalutata

L'iniziativa si inserisce nell'European Heart Failure Awareness Day, campagna europea di sensibilizzazione e informazione promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology - ESC).

Open day, incontri educazionali e attività di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco su tutto il territorio, con il patrocinio del Ministero della Salute, per informare sull'importanza di una diagnosi precoce e sugli stili di vita idonei a prevenirlo.

              
Roma, 27 aprile 2016Lo scompenso cardiaco è una condizione invalidante e potenzialmente fatale, che oggi è arrivata a colpire oltre un milione di persone in Italia.1
Con lo scompenso cardiaco il cuore, indebolito e troppo rigido, non riesce a pompare sangue nella quantità adeguata a soddisfare i fabbisogni dell'organismo. Ne consegue il danneggiamento dei principali organi, tanto che oggi la metà dei pazienti con scompenso cardiaco muore entro 5 anni dalla diagnosi.2-3 A questi numeri già allarmanti di per sé si aggiunge che lo scompenso cardiaco è la causa di 500 ricoveri ogni giorno per un totale di 165.000 all'anno, con una durata media di degenza che supera i 10 giorni con un totale di 1.650.000 giornate di ricovero all'anno.

Alla luce di questi numeri risulta ancora più importante aumentare la consapevolezza su una patologia che rischia di essere sottovalutata, spesso considerata "non grave" o comunque meno grave rispetto agli altri problemi cardiovascolari, i cui sintomi sono in larga parte sconosciuti, scambiati per inevitabile deperimento legato all'avanzare dell'età. Per questo dal 1 all'8 maggio si celebreranno, coordinate dall'Unità Scompenso e Cardiomiopatie dell'AUSL di Piacenza, con il Patrocinio del Ministero della Salute e il supporto non condizionante di Novartis, le Giornate europee dello scompenso cardiaco. Questa iniziativa si inserisce nell'European Heart Failure Awareness Days, campagna europea di sensibilizzazione e informazione promossa dal 2010 dalla Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia (European Society of Cardiology - ESC).

Alla campagna hanno aderito 41 Centri cardiologici di riferimento, distribuiti in tutta Italia, dove, grazie alla partecipazione attiva di clinici (cardiologi, internisti), fisioterapisti, infermieri, psicologi, dietologi e altro personale sanitario, pazienti, volontari e istituzioni, verranno promosse iniziative di sensibilizzazione rivolte alla popolazione generale, ai pazienti e ai loro familiari. In questa campagna, vengono organizzati open day ("ospedale aperto"), incontri educazionali e attività di sensibilizzazione sullo scompenso cardiaco, per informare sui sintomi, sull'importanza di una diagnosi precoce e sugli stili di vita idonei a prevenire questa patologia. A coordinare la campagna è la AUSL di Piacenza, i cui rappresentanti, consapevoli di quanto lo scompenso cardiaco sia ancora poco riconosciuto e considerato, hanno voluto sviluppare questa iniziativa anche in Italia da tre anni.

«Le Giornate europee dello scompenso cardiaco sono una campagna paneuropea che ha l'obiettivo di aumentare la conoscenza di questa patologia, principale causa di ricovero dopo il parto e prima patologia per giornate di ricovero – afferma Massimo Piepoli, membro del Board di HFA e Responsabile Unità Operativa Scompenso e Cardiomiopatie, Ospedale di PiacenzaSiamo lieti che la campagna abbia avuto in Italia il patrocinio del Ministero della Salute, perché lo scompenso ha pesanti ripercussioni in termini di qualità di vita, costi sociali e costi sanitari. La diagnosi tempestiva insieme al controllo dei fattori di rischio permettono di rallentare il decorso della patologia. I progressi compiuti negli ultimi anni ci permettono di intervenire con efficacia, migliorando la sopravvivenza. E presto ci aspettiamo l'arrivo di nuove terapie farmacologiche che ci auguriamo possano migliorare la durata e la qualità della vita dei nostri  pazienti».

E' importante sapere che la patologia progredisce nel tempo, spesso senza presentare eventi acuti e sintomi evidenti, che rischiano di non essere riconosciuti o sottovalutati. Tra i primi campanelli d'allarme si può avvertire un senso di stanchezza e debolezza, unito a difficoltà di respiro e mancanza di fiato, anche dopo un leggero sforzo fisico. Nelle sue fasi più avanzate, questo affaticamento e difficoltà di respirazione si possono accusare anche con semplici attività, come vestirsi o camminare in casa, fino a disturbare il riposo notturno, per cui il paziente sente la necessità di alzarsi dal letto per cercare di respirare meglio.

Prima raccomandazione rivolta alla popolazione generale è la prevenzione dei fattori di rischio cardiovascolare, quali obesità, ipertensione, sedentarietà, dislipidemia. Quindi per prevenire la malattia e il suo peggioramento è importante non fumare, limitare al massimo l'assunzione di bevande alcoliche, seguire una dieta controllata e praticare regolarmente attività fisica.

Riconoscere tempestivamente lo scompenso cardiaco è un primo passo importante, ma va poi gestito con costanza: la qualità di vita di chi ne soffre può risultare fortemente compromessa, lì dove una gestione corretta del quadro clinico e dello stile di vita può garantire ai malati di vivere più a lungo e meglio. «A soffrire di scompenso cardiaco in Italia sono circa un milione di persone e si stima che la sua prevalenza nella popolazione cresca in maniera esponenziale con l'età: meno dell'1% sino a 60 anni, il 2% tra i 60 e i 70 anni, il 5% tra i 70 e gli 80, attestandosi a oltre il 10% dopo gli 80 anni – afferma Luca Baldino, Direttore Generale della AUSL di Piacenza – l'ospedalizzazione di questa tipologia di pazienti assorbe circa il 70% dei costi globalmente sostenuti per la malattia. I ricoveri per scompenso sono aumentati di circa il 50% negli ultimi dieci anni e attualmente il DRG 121 è il secondo per numero di ricoveri e il primo per numero di giorni di degenza. La riospedalizzazione è di circa il 20% a trenta giorni e del 50% a sei mesi. In termini economici, in Italia i costi per i soli ricoveri ospedalieri in acuzie ammontano a quasi 550 milioni di euro l'anno, pari al 2% del valore complessivo dei ricoveri e allo 0,5% della spesa sanitaria complessiva».

In Italia, la campagna è realizzata con il sostegno incondizionato di Novartis, da sempre impegnata a fare crescere, tra la società e i cittadini, la consapevolezza in merito a patologie diffuse ma ancora poco note, all'importanza della prevenzione e alla possibilità di cura.

Tutte le informazioni sullo scompenso cardiaco e sulla campagna sono disponibili al sito www.iltuocuore.com. Inoltre, si possono seguire tutte le iniziative alla pagina Facebook www.facebook.com/scompensocardiaco
  
Riferimenti bibliografici:
1.     Dati studio ARNO
2.     Loehr LR, Rosamond WD, Chang PP, Folsom AR, Chambless LE. Heart failure incidence and survival (from the Atherosclerosis Risk in Communities study). Am J Cardiol. 2008;101(7):1016-1022
3.     Lloyd-Jones et al. Heart disease and stroke statistics--2010 update: a report from the American Heart Association. Circulation. 2010;121:e46-215
4.     Remme WJ, et al. Public awareness of heart failure in Europe: first results from SHAPE, European Heart Journal 2005;26:2413-2421


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martedì 26 aprile 2016

REALE MUTUA DÀ UN CALCIO AL FUMO

La compagnia subalpina sostiene la giornata organizzata sabato 30 aprile a Torino e dedicata ai vantaggi e ai benefici di una vita senza fumo
 
Torino, 26 aprile 2016 – Reale Mutua, Società di recente posizionatasi come leader in ambito welfare a sostegno del benessere attuale e futuro delle famiglie, sostiene l'Associazione un Calcio al Fumo nell'organizzazione di una giornata dedicata ai benefici di una vita senza fumo.
Il 30 aprile p.v., presso la Piazza dei Mestieri (via Jacopo Durandi 13, Torino) ci si riunirà con l'intento di sensibilizzare i cittadini di ogni età sui vantaggi di una vita senza sigarette, mettendo a disposizione strumenti utili ad aumentare l'efficacia della prevenzione e dell'azione antifumo.
Il fulcro della giornata sarà "Polmoni in Fumo", un convegno medico aperto anche al pubblico non specializzato. Sarà altresì possibile sottoporsi a spirometria gratuita con personale sanitario qualificato, per offrire a tutti una prevenzione all'annoso problema della dipendenza da nicotina.
«Reale Mutua, da sempre attenta alla protezione delle famiglie, intende affermare il proprio ruolo di attore di riferimento anche in ambito salute - ha dichiarato Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua – Vogliamo fare la nostra parte per salvaguardare il benessere attuale e futuro dei cittadini non soltanto offrendo una gamma di prodotti specializzati, ma anche sensibilizzando tutti, soprattutto i giovani, al tema della prevenzione».

Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group nel quale operano circa 3 mila dipendenti per tutelare più di 3,5 milioni di Assicurati. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/Assicurati sono oltre 1,4 milioni, facenti capo a 340 agenzie. La Società evidenzia una solidità tra le più elevate del mercato, testimoniata da un indice di solvibilità che si attesta al 455%.

Obesità: troppi italiani mangiano male

OBESITA' E SOVRAPPESO: UN PROBLEMA PLANETARIO NON ANCORA RISOLTO

Lo studio dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano sull'alimentazione degli italiani in occasione della Giornata Europea dell'Obesità del 21 maggio
 
 
(Milano, 26 aprile 2016)Nel mondo sono 641 milioni le persone obese o in sovrappeso, come riferisce il recente studio dell'Imperial College di Londra, pubblicato nel numero di aprile dalla rivista The Lancet,  che ha coinvolto l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e oltre 700 ricercatori nel mondo. Nel 1975 le persone obese nel mondo erano 105 milioni, mentre nel 2014 la cifra è arrivata a 641 milioni. Un aumento vertiginoso che fa parlare i ricercatori di "epidemia di obesità": è interessato il 13% della popolazione mondiale adulta, ed occorre intervenire, prima di tutto raccomandando una corretta alimentazione.
 
In occasione della Giornata mondiale dell'obesità del 21 maggio 2016, gli esperti dell'Osservatorio nutrizionale Grana Padano (Ogp) hanno realizzato uno studio sul rapporto tra tipo di alimentazione e peso corporeo, analizzando 5mila interviste di italiani adulti.
 
Le abitudini alimentari emerse evidenziano uno scarso apporto di verdura, il 38.7 del campione non mangia due porzioni di verdura al giorno e la cattiva abitudine è prevalente nel maschio (45% rispetto 32%), per la frutta emerge che il 27% degli intervistati non mangiano due frutti al giorno e il 45% non mangia due volte a settimana il pesce, i cereali integrali non sono utilizzati dal 65% degli intervistati e il 56% di questi  sono in sovrappeso o obesi. I dolci sono utilizzati da entrambi i sessi senza particolari differenze in quantità.
 
Le cattive abitudini sono per il 10% degli intervistati di non fare la prima colazione, il 20% mangia davanti alla televisione o al computer, il 25 % degli intervistati ha l'abitudine all'aperitivo che è quasi sempre accompagnato dal buffet. Il pasto completo ed equilibrato (primo e secondo con le verdure e la frutta) è fatto solo dal 16% degli intervistati a cena e il 10% a pranzo, la maggior parte delle persone fa pasti veloci e dissociati (o primo o secondo piatto), più della metà delle persone, il 60% non guarda le etichette nutrizionali e non si informa sulle caratteristiche dei prodotti nutrizionali. Il 40% utilizza alcolici, prevalentemente vino.
 
Analizzando i nutrienti, la quota proteica è di circa 1-1.2 grammi di proteine per Kg di peso, abbiamo quindi un'alimentazione normoproteica con una percentuale di fibra, vicina a quella raccomandata 29g  invece che 30g. Analizzando i dati  emerge una bassa introduzione di Vitamina D e bassa introduzione di minerali, prevalentemente ferro nelle donne, le persone bevono poco e difficilmente raggiungono  1.5 litri di acqua al giorno.
 
Il dato più evidente dall'indagine è che il 43% del campione passa quotidianamente 3 o più di 4 ore davanti alla televisione o ai giochi elettronici, l'attività quotidiana in casa è minima, meno di 1 ora al giorno nel 50% degli intervistati (nel 66% degli uomini). Se si considera l'attività lavorativa emerge chiaramente che chi ha un lavoro sedentario (50% degli intervistati) ha un BMI più elevato, infatti il 50% dei sedentari ha un BMI maggiore di 25. La tendenza al sovrappeso e obesità aumenta per chi è disoccupato o senza lavoro, oppure in pensione.
 
"La sedentarietà è molto diffusa nella nostra popolazione e l'attività fisica regolare è scarsa – spiega Maria Letizia Petroni, Presidente di ADI Associazione Italiana di dietetica della Lombardia e coordinatrice dell'Ogp - E' quindi fondamentale promuovere una sana alimentazione e un corretto stile di vita, promuovendo la Dieta Mediterranea abbinata ad una attività fisica regolare: per gli adulti è di almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica d'intensità moderata, praticata per almeno 10 minuti consecutivi, secondo le linee guida della SIO (Società Italiana Obesità) e ADI". 
 
"Aggiungo che durante Expo2015 è stata lanciata la dieta del Grana Padano – sottolinea Petroni – con piatti basati su Grana Padano Dop che contiene la leucina, con l'effetto di contrastare la perdita di massa magra metabolicamente attiva durante il calo di peso ed aumentare il senso di sazietà, fattore assai importante per chi tende a mangiare troppo".
 
 
I CONSIGLI DEGLI ESPERTI DELL'OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO:
 
1)       Raggiungere i 10.000 passi al giorno (utilizzando anche il contapassi)
2)       Bere più di 1.5 litri acqua al giorno (almeno 8 bicchieri)
3)       Cinque porzioni di frutta e verdura al giorno
4)       Introdurre alimenti integrali
5)       Limitare i grassi animali e preferire l'olio di oliva
6)       Assumere almeno tre volte il pesce alla settimana
7)       Una o due porzioni di latticini al giorno (latte\ yogurt)
8)       Utilizzare almeno due volte alla settimana i legumi come fonte proteica
9)       Limitare il sale aggiunto
10)     Pesarsi regolarmente
  
 
Metodologia dello studio Ogp
La valutazione delle abitudini alimentari e dell'apporto di energia, di macro e micronutrienti è stata effettuata mediante l'utilizzo di un avanzato software, OGP versione 3.0, sviluppato appositamente e gratuitamente per i professionisti nell'ambito nutrizionale. Di ogni soggetto sono stati raccolti i dati anagrafici, utili a classificarli per: sesso, età, area geografica, livello d'istruzione e grado di occupazione.
La prima parte dell'intervista riguarda la raccolta di dati antropometrici. Peso (kg) e altezza (cm) e calcolo del BMI (KG\m2). Le successive 6 domande valutano lo stile di vita dei soggetti, più precisamente: L'abitudine al fumo; Il lavoro dal punto di vista della fatica fisica, quindi classificato come sedentario, manuale o pesante; Il tempo dedicato all'attività domestica, il tempo libero speso per hobby sedentari,  il tempo dedicato ad un attività fisica moderata. Le abitudini alimentari vengono indagate con 28 domande riguardanti il consumo giornaliero di alimenti, bevande, e  alcolici.
I restanti quesiti sulle abitudini alimentari riguardano le modalità di consumo dei pasti principali (domestico o fuori casa, in solitudine o in compagnia) e il tempo ad essi dedicato (es. pranzo consumato in 10 minuti o in più di 20), i comportamenti nei confronti del cibo, in particolare, se il soggetto è abituato a spiluccare, a mangiare spesso fuori pasto o se consuma solo i pasti principali.
Il campione esaminato, tra la popolazione adulta ha un età media di 53 anni, un BMI medio di 26.6, una circonferenza vita di 91 cm. (media di 87cm per le donne e 95,5 cm per gli uomini). I dati emersi riconfermano l'importanza dell'istruzione, il campione più istruito ha un BMI medio più basso rispetto a chi ha un livello scolastico più basso.

 
 
SCHEDA INFORMATIVA SULL' OSSERVATORIO NUTRIZIONALE GRANA PADANO
Indagine sugli errori nutrizionali e gli stili di vita

 
L'Osservatorio nasce nel 2004 grazie all'impegno del Consorzio Tutela Grana Padano in collaborazione con FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). Dall'inizio del 2005 sta fotografando gli stili alimentari della popolazione italiana con appositi questionari somministrati dai Medici e Pediatri di libera scelta ai loro assistiti, ai quali nel 2007 si sono aggiunti Dietisti e altri Medici Specialisti. L'indagine non è svolta da intervistatori ma da professionisti della salute che svolgono sui loro assistiti delle anamnesi alimentari a favore della loro salute e a scopo educativo. I dati raccolti con le anamnesi vengono elaborati per dare informazioni di carattere osservazionale-epidemiologico che periodicamente sono diffusi alla società civile.
AD OGGI.
Ha coinvolto 1.451 Medici di Medicina Generale, 673 Pediatri, 372 Dietisti che hanno somministrato 27.271 anamnesi alimentari (interviste) di cui 7.251 in età pediatrica e 20.020 adulti.
GLI OBIETTIVI.
Educare l'intervistato ad una corretta alimentazione e suggerire uno stile di vita quale prevenzione primaria, secondo quanto identificato dal programma "Guadagnare Salute" del Ministero della Salute.
Ottenere una stima qualitativa dell'assunzione di nutrienti e delle abitudini quali fumo e attività fisica.
Fornire al medico un pratico strumento operativo per somministrare l'anamnesi nutrizionale.
Identificare i principali errori nutrizionali degli italiani e diffondere la cultura della corretta alimentazione.
 
METODOLOGIA.
Ogni medico, pediatra, dietista e operatore sanitario, effettua l'anamnesi in un'area riservata online dove risiede il software. L'anamnesi è somministrata solo a soggetti che non soffrono di importanti patologie ed è effettuata come una ricerca osservazionale (il medico intervista il suo assistito, o il genitore nel caso di minori) l'intervista è guidata da un questionario elettronico che raccoglie: età, sesso, peso e altezza per calcolare il BMI, la circonferenza addominale, lo svolgimento di attività fisica, il tempo trascorso in attività sedentarie (guardare la TV, utilizzare il PC, fare giochi elettronici) e l'abitudine al fumo.
La parte alimentare valuta la frequenza di assunzione settimanale o mensile dei più importanti e diffusi alimenti consumati in Italia, i dati dichiarati vengono elaborati dal software che calcola il contenuto in macronutrienti e micronutrienti e di conseguenza quanti se ne sono assunti con la dieta abituale. Il software elabora e somma i nutrienti assunti e li paragona al fabbisogno giornaliero di ogni individuo, distinto per età e sesso, per valutarne lo scostamento rispetto ai valori standard. Le eccedenze e deficienze di nutrienti significative vengono evidenziate per correggere l'errore nutrizionale emerso dall'anamnesi. Gli scostamenti dei nutrienti vengono poi riclassificati in cibi da assumere più o meno frequentemente. Oltre a ciò il software permette, solo al medico, di suggerire comportamenti personalizzati a seconda del quadro clinico dell'intervistato. I risultati e i suggerimenti vengono consegnati all'intervistato.
 
COMITATO SCIENTIFICO OGP:
Prof.ssa Maria Letizia Petroni: coordinatrice del board, Medico specializzato in medicina interna ed esperto di alimentazione, nutrizione clinica ed obesità, coordinatore di ricerche finalizzate per il Ministero della Salute e Docente incaricato di dietetica e nutrizione presso diverse Università italiane. Responsabile scientifico del centro obesità dell'ospedale Villa Igea di Forlì.
Dott.ssa Michela Barichella: Medico specializzato in scienza dell'alimentazione, Responsabile medico del Servizio dietetico ICP dell'Ospedale di Milano, Presidente di Brain and Malnutrition Association.
Prof. Claudio Maffeis: Medico Pediatra, esperto di nutrizione e obesità infantile, Docente di metabolismo e nutrizione in età evolutiva dell'Università di Verona, Direttore della UOS nutrizione clinica e obesità dell'Ospedale Borgo Roma, Verona.
Prof. Sergio Coccheri: Medico specializzato in cardiologia e angiologia Ordinario di Malattie cardiovascolari dell'Università di Bologna.
Prof. Davide Festi: Medico specializzato in gastroenterologia, Ordinario di Gastroenterologia, Direttore della Scuola di specializzazione e Preside del corso di laurea in dietetica dell'Università di Bologna.
Prof. Alessandro Lubisco: statistico, Docente di scienze statistiche dell'Università di Bologna).
 
 



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Nuovi agenti antivirali ad ampio spettro aprono la strada a un unico farmaco efficace contro i virus più pericolosi

La possibilità concreta di un approccio rivoluzionario per antivirali di nuova generazione

dimostrata da uno studio dell'Università di Siena e del Cnr. I risultati sono pubblicati su Pnas


Un unico farmaco contro tutte le infezioni virali, capace di colpire la proteina che i virus utilizzano per moltiplicarsi. E' questo l'obiettivo che sarà reso possibile grazie a uno studio condotto in collaborazione tra Università di Siena e il Cnr, che ha individuato nuove molecole capaci di inibire la proteina umana DDX3, di cui "si nutrono" i virus. La ricerca, diretta dal professor Maurizio Botta del dipartimento di Biotecnologie, chimica e farmacia dell'Università di Siena e dal professor Giovanni Maga dell'Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia, è appena stata pubblicata dalla prestigiosa rivista americana PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences.

Si tratta di un approccio che indica una vera rivoluzione per le terapie antivirali, in quanto sono state sviluppate molecole che invece di colpire i classici componenti virali, come succede con i farmaci attualmente in commercio, inibiscono una proteina umana, la RNA elicasi DDX3, che i virus utilizzano per infettare la cellula e replicarsi. Forti ed evidenti i vantaggi rispetto all'approccio terapeutico tradizionale: gli inibitori sviluppati sono in grado di essere efficaci contro tutti i virus, anche quelli mutanti, che risultano resistenti ai farmaci ora utilizzati.

Grazie ad un lungo lavoro di ricerca gli studiosi sono riusciti a progettare e sintetizzare la nuova famiglia di composti, che essendo più potenti e selettivi, sono in grado di colpire non solo il virus HIV, ma anche virus caratterizzati da morfologia e meccanismi di replicazione differenti, come quello dell'Epatite C (HCV), della febbre Dengue (DENV), e quello del Nilo Occidentale (WNV), della stessa famiglia del virus Zika.

Dal momento che il target è una proteina umana e non virale, il composto ha pienamente mantenuto il suo profilo di attività contro tutti i ceppi di HIV resistenti alla terapia utilizzata attualmente, come dimostrato dal professor Maurizio Zazzi del dipartimento di Scienze biomediche dell'Università di Siena.

Uno studio preliminare in vivo, effettuato in collaborazione col professor Maurizio Sanguinetti, dell'Università Cattolica di Roma, ha dimostrato che il composto non è tossico nei ratti, e che è in grado di biodistribuirsi nei tessuti.

"Il potenziale di questi composti è enorme – ha evidenziato il professor Botta - e potrebbe trovare applicazione nel trattamento dei pazienti immunodepressi che spesso sono soggetti ad altre infezioni virali, come nel caso dei pazienti HIV/HCV coinfetti. Inoltre, l'ampio spettro antivirale che caratterizza i composti potrebbe rappresentare una valida soluzione anche per il trattamento dei nuovi virus emergenti che si stanno diffondendo in maniera sempre più frequente ed estesa col fenomeno della globalizzazione, e per i quali non è spesso nota una cura efficace. Il nostro team sta continuando a lavorare strenuamente per conseguire questo obiettivo, per il quale ci aspettiamo risultati significativi, cioè la messa a punto di una nuova terapia antivirale completamente efficace nel giro di pochi anni".

"Qualche anno fa – ha spiegato il professor Maga - con il collega Botta avevamo sviluppato un inibitore dell'enzima cellulare DDX3, in grado di bloccare la replicazione del virus HIV. Dato che quella molecola colpiva un bersaglio cellulare, avevamo ipotizzato che potesse essere efficace anche contro i virus mutanti, resistenti ai farmaci anti-HIV utilizzati in terapia. Gli inibitori più potenti che siamo riusciti a creare proseguendo negli studi sono la dimostrazione della validità di quell'ipotesi. Sarà necessario continuare le ricerche per trasformare queste molecole in farmaci, ma possiamo considerare  gli inibitori della proteina DDX3 i prototipi di antivirali ad ampio spettro, una classe di farmaci ad oggi non ancora disponibile".

Lo studio pubblicato è frutto di un lavoro multidisciplinare, che insieme alla componente chimica, ha visto il coinvolgimento anche di una forte       componente biologica. Oltre ai gruppi prima citati sono coinvolti il team dei professori Miguel Martinez e Jose Estè (IrsiCaixa, Hospital Universitari Germans Trias i Pujol Universitat Autònoma de Barcelona)e del professor Andreas Meyerhans (Department of Experimental and Health Sciences, Universitat Pompeu Fabra, Barcelona).

Il progetto è stato sviluppato grazie al prezioso supporto della Regione Toscana, che per prima ha creduto in questo lavoro, e della First Health Pharmaceutical B.V. che ne ha sostenuto il successivo sviluppo. Inoltre questa ricerca è stata supportata da una generosa donazione della Fondazione Dario Fo e Franca Rame e da finanziamenti PRIN del MIUR.

 Roma, 26 aprile 2016



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Le quattro indicazioni emerse dal primo convegno internazionale sulla Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologica

«Occorre incentivare il dialogo tra ginecologi e centri specializzati: tempo, informazione, genetica ed endometriosi i temi di confronto», afferma il centro per la fertilità ProCrea, organizzatore della due giorni di Lugano

 

«È indispensabile creare un contatto diretto tra ginecologi e centri specializzati in Medicina della Riproduzione al fine di non perdere tempo prezioso e indirizzare le coppie che sono alla ricerca di un figlio verso la strada più appropriata». L'appello arriva dal primo convegno internazionale di Medicina della Riproduzione e Ginecologia Endocrinologia organizzato dal centro ProCrea di Lugano, in collaborazione con il laboratorio Risch e ProCrea Lab. La due giorni di studio e confronto che si è svolta al LAC di Lugano il 21 e 22 aprile ha evidenziato in maniera forte la necessità di «creare un ponte di comunicazione tra i medici che visitano le pazienti per la prima volta e i centri specializzati», spiega Michael Jemec membro del comitato scientifico del convegno e direttore medico del centro ProCrea di Lugano. «Occorre un nuovo approccio alla Medicina della Riproduzione: non più due mondi distaccati, ma due ambiti che dialogano e si confrontano. E che hanno come unico obiettivo il benessere della paziente. Questo primo convegno ha voluto creare momenti di confronto e crescita reciproca».

Quattro gli elementi da tenere in considerazione.


1. Il tempo è il nemico da combattere. «Il tempo è il primo nemico della fertilità, soprattutto nella donna: più si lasciano passare gli anni e più si abbassano le possibilità di avere una gravidanza. È quindi importante che le coppie siano indirizzate subito verso specialisti in Medicina della riproduzione», spiega Marina Bellavia, membro del comitato scientifico del convegno e specialista di ProCrea.


2. La scienza negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. Prosegue Bellavia: «Le continue ricerche che vengono fatte a livelli internazionale aprono scenari costantemente nuovi che possono contribuire a diagnosticare con sempre maggiore precisione il perché di una mancata gravidanza e ad individuare la possibile soluzione al problema di infertilità riscontrato. È però importante che queste informazioni siano accessibili a tutti».


3. La genetica. «È la vera novità nell'ambito della Medicina della Riproduzione e della procreazione assistita. Grazie ai nuovi test genetici è stato rivoluzionato l'approccio arrivando a migliorare complessivamente i tassi di successo delle terapie», spiega Giuditta Filippini, direttore di ProCrea Lab il laboratorio di genetica molecolare di ProCrea. Un esempio: «Con i test genetici possiamo andare maggiormente in profondità nel valutare la qualità del seme maschile, arrivando a individuare lo spermatozoo che presenta maggiori elementi di successo, quindi di fecondazione». Con la genetica si sono sviluppati anche percorsi diagnostici capaci di individuare malattie genetiche rare che possono essere trasmesse ai figli.


4. Un nuovo approccio all'endometriosi. «Parliamo di una malattia silenziosa, ancora troppo poco conosciuta - e quindi spesso difficilmente diagnosticata - che influisce in modo negativo sulle possibilità di diventare mamma», precisa Bellavia. «Le ultime linee guida della Eshre - European Society of Human Reproduction and Embryology - che abbiamo avuto l'opportunità di presentare, aprono di fatto una nuova frontiera per le donne che ne sono affette e sono alla ricerca di un figlio. La soluzione non deve essere necessariamente chirurgica con ricorso alla Fivet, ma ci sono situazioni dove è possibile intervenire con stimolazioni ormonali e inseminazione intrauterine per le quali le possibilità di una gravidanza sono ben 5 volte superiori rispetto solamente a qualche anno fa».

 

ProCrea - Con una lunga esperienza nel campo della medicina della riproduzione, ProCrea è il maggiore centro di fertilità della Svizzera ed è un polo di riferimento internazionale. ProCrea è composto da un'équipe professionale di medici, biologi e genetisti specialisti in fisiopatologia della riproduzione. Unico centro svizzero ad avere al suo interno un laboratorio accreditato di genetica molecolare (www.procrealab.ch), ProCrea esegue analisi genetiche per lo studio dell'infertilità con tecniche d'avanguardia. La sede principale è a Lugano in via Clemente Maraini, 8. 




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SALUTE: GIÙ SPERANZA VITA CON ADDIO A DIETA MEDITERRANEA

La crisi ha tagliato i consumi alimentari ma ha anche profondamente modificato le abitudini degli italiani che sono stati costretti a dire addio ai prodotti base della dieta mediterranea dall'olio al vino, dall'ortofrutta alla pasta fino al pane, sceso al minimo storico all'unità d'Italia, con pericolosi effetti per la salute. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, diffusa in occasione del rapporto Osservasalute, che prende in esame la spending review degli italiani nel carrello della spesa a partire dal 2008 con l'inizio della crisi. Il crollo piu' pesante – sottolinea la Coldiretti - si è avuto per l'olio di oliva, riconosciuto unanimemente come elisir di lunga vita, con acquisti in calo del 25 per cento e consumi a persona scesi a 9,6 chili all' anno, dietro la Spagna 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica. Anche per il vino - prosegue la Coldiretti - si è avuto un forte contenimento con una riduzione nello stesso periodo del 19 per cento nei consumi che adesso si aggirano complessivamente attorno ai 20,5 milioni di ettolitri, tanto che l'Italia è stata raggiunta sul podio dei principali paesi consumatori mondiali di vino dalla Germania. Molto preoccupante è la situazione per la frutta e verdura fresca poiché, per effetto di un calo del 7 per cento i consumi per persona, – rileva la Coldiretti - si sono fermati a poco piu' di 130 chili all'anno che equivalgono a non più di 360 grammi al giorno rispetto ai 400 grammi consigliati dall'organizzazione mondiale della Sanità. Ma soprattutto - precisa la Coldiretti - si è ancora molto distanti da un'altra delle importanti raccomandazioni sugli stili alimentari, che riguarda il numero di porzioni di frutta e verdura assunte ogni giorno: in Italia solo il 18 per cento della popolazione di età superiore a 3 anni consuma quotidianamente almeno 4 porzioni di frutta e verdura.  In calo il consumo di pasta anche se gli italiani restano i maggiori consumatori per un quantitativo di circa 26 kg all'anno a persona, che è tre volte superiore a quella di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quella di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quella di un giapponese. Non è pero' mai stato così basso il consumo di pane degli italiani che è sceso al minimo storico per un quantitativo di circa 90 grammi, pari a meno di due fettine di pane al giorno (o due rosette piccole) a persona, secondo le analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che dall'inizio della crisi gli acquisti sono praticamente dimezzati. Un trend negativo rispetto al quale – conclude la Coldiretti – si è però assistito nel 2015 a una significativa inversione di tendenza, con  un aumento degli acquisti dei prodotti della dieta mediterranea che va dal +5% per il pesce al +19% per l'olio di oliva ma cresce anche la spesa per la frutta (+5%), per gli ortaggi freschi (+3%) e per la pasta secca (+1%), simbolo di un deciso orientamento a privilegiare cibi salutari per una maggiore consapevolezza dello stretto rapporto tra alimentazione e benessere.

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La Commissione igiene e sanità del Senato approva il Ddl Lorenzin

E' stato finalmente approvato dalla Commissione igiene e sanità del Senato il disegno di legge "Norme varie in materia sanitaria" d'iniziativa governativa presentato dal Ministro Lorenzin unificando nel testo approvato parte larga di analoghi provvedimenti presentati da quasi tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione; ora il testo approvato va all'esame dell'Aula del Senato dove sarà calendarizzato al più presto.

E' un provvedimento atteso da decenni afferma il Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo che sta seguendo per il Governo Renzi l'iter parlamentare del provvedimento - che affronta questioni rilevanti dell'assetto sanitario offrendo risposte puntuali e largamente condivise. Ringrazio la relatrice del provvedimento, la sen.ce Emilia Di Biasi, presidente della stessa Commissione, per l'ottimo e appassionato lavoro svolto e i senatori della Commissione i quali hanno votato il testo all'unanimità dei presenti.

 Il provvedimento, in particolare affronta il tema degli ordini e professioni sanitarie, oltre un milione di professionisti,  avviando  una loro riforma organica  con un intervento diretto di riordino per il riassetto della normativa vigente risalente alla legge istitutiva degli ordini di cui al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946, n. 233, allo scopo di rendere, in maniera immediata, il sistema più aderente alle attuali esigenze odierne in particolare per quanto attiene all'interesse dei cittadini utenti. E' un ammodernamento della disciplina ordinistica delle professioni sanitarie in un contesto derivante che he scaturisce peraltro dai principi recati dalla direttiva 2005/36/CE, recepita con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, nonché dalle proposte di modifica della predetta direttiva, tra le quali figura la previsione di un sistema di allerta per comportamenti non coerenti con la deontologia professionale. Si tratta di  professioni che  per la loro specificità rispetto ad altri ordinamenti professionali, garantendo un bene/diritto costituzionalmente garantito quale la salute,  necessitano del mantenimento del ruolo di garanzia della qualità del livello di professionalità. La proposta di legge o non propone l'istituzione di nuovi enti pubblici bensì effettua e le seguenti operazione di ammodernamento: a) adegua la normativa di riferimento agli ordini vigilati dal Ministero della salute in riferimento al loro funzionamento interno; b) muta la denominazione di collegio in ordine per effetto del mutato quadro ordinamentale e formativo.  Con l'intervento operato si sostituisce gran parte del predetto decreto legislativo n. 233 del 1946, inoltre, si dispone che tali enti pubblici non economici sono organi sussidiari dello Stato al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all'esercizio professionale, dotati di autonomia patrimoniale, finanziaria, regolamentare e disciplinare, ai quali, tuttavia, non si estendono le norme di contenimento della spesa pubblica e sottoposti alla vigilanza del Ministero della salute. Promuovono e assicurano l'indipendenza, l'autonomia e la responsabilità dell'esercizio professionale, la qualità tecnico-professionale, la valorizzazione della funzione sociale delle professioni, la salvaguardia dei princìpi etici dell'esercizio professionale indicati nei co-dici deontologici al fine di garantire la tutela della salute individuale e collettiva. Tra i compiti assegnati ai predetti enti figurano la tenuta e la pubblicità degli albi delle rispettive professioni e la verifica del possesso dei titoli abilitanti all'esercizio professionale, la valutazione delle attività di formazione continua, il rafforzamento dei codici deontologici, la trasparenza della comunicazione, l'istituzione di specifici organi disciplinari e la definizione di idonee procedure a garanzia dell'autonomia e terzietà del giudizio disciplinare, separando la funzione istruttoria da quella giudicante in particolare attraverso la costituzione di appositi uffici istruttori di albo cui partecipa, oltre agli iscritti a tal scopo  sorteggiati, anche un rappresentante estraneo alle professioni medesime, nominato dal Ministro della salute.

Inoltre si  trasformano gli attuali collegi delle professioni sanitarie e le rispettive federazioni nazionali in ordini delle medesime professioni e relative federazioni nazionali accorpando in un medesimo ordine, quello dei tecnici sanitari di radiologia medica  professioni tra loro omogenee e compatibili, quali le professioni sanitarie tecniche, della prevenzione e della riabilitazione  che pur regolamentate non  hanno ancora albi professionali. Infine è prevista l'istituzione delle nuove professioni sanitarie di osteopata e chiropratico. Completa il quadro il passaggio a professioni sanitarie di biologi e psicologi, nonché  l'istituzione dell'albo dei fisici nell'ordine dei chimici il passaggio di queste quattro professioni sotto la vigilanza del Ministero della Salute.



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domenica 24 aprile 2016

Lorenzin presenta Stati Generali della Ricerca Sanitaria

Martedì prossimo, 26 aprile, alle ore 11, presso l'Auditorium "Cosimo Piccinno" del ministero della Salute - Lungotevere Ripa 1, il ministro Beatrice Lorenzin presenterà gli Stati Generali della Ricerca Sanitaria.

La manifestazione si svolgerà il 27 e 28 aprile a Roma presso l'Auditorium del Massimo.

Prime informazioni sono già disponibili nel sito internet www.statigeneraliricercasanitaria.it.



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sabato 23 aprile 2016

Parte con successo “Autismo in Rete”, sala gremita di allievi per la “lectio” del prof. Francesco Di Salle direttore scientifico del piano formativo targato Espansione srl.

Sala gremita stamattina (23 aprile) per la partenza del piano formativo destinato agli operatori della sanità e agli insegnanti “Autismo in Rete” ideato e voluto dal provider ECM irpino Espansione srl e recentemente finanziato da Fondimpresa.
Il motivo è presto detto, ad aprire i lavori di “Autismo in Rete”, dopo il saluto istituzionale dell’Amministratore unico di Espansione srl Sergio Antonio Bolognese, è stata la “lectio magistralis” del prof. Francesco Di Salle, direttore scientifico del percorso formativo e uno dei massimi esperti mondiali di disturbi dello spettro autistico.

“L’idea del corso è nata da una chiacchierata con il prof. Di Salle - ha detto Sergio Bolognese - che ci ha introdotto in questo mondo e ci ha fatto capire quanto è importante promuovere un cambio di paradigma culturale per affrontare questa patologia che, purtroppo, è in aumento. Abbiamo voluto predisporre, con lui, uno strumento efficace affinché siano sempre di più le persone in grado di riconoscere per tempo i segni esterni della patologia e intervenire precocemente; il tempo, infatti, può fare una drammatica differenza”.

Centinaia gli allievi accorsi da tutta la Campania, ricordiamo infatti che, allo stato attuale, tale formazione interesserà 18 aziende per un totale di quasi 400 professionisti della riabilitazione e dell’educazione. Numeri destinati a crescere, visto il crescente interesse per il Metodo ABA Applied Behaviour Analisys ritenuto dal Ministero della Salute e dalla Regione Campania l’unico in grado di ottenere risultati significativi se applicato correttamente e precocemente.

Non ha deluso le attese il prof. Di Salle - ordinario di Neuroradiologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Salerno, autore di centinaia di lavori e 78° nella speciale classifica dei Top Italian Scientists - che ha saputo catturare la platea e la stampa che è intervenuta compatta a supportare l’impegno verso questa particolare categoria di malati.

“Ero ordinario di Neuroimaging in Olanda - ha esordito Di Salle - ma la mia vita e i miei studi sono cambiati quando ho scoperto che il mio secondo figlio era affetto da questa patologia. Sono tornato in Italia e ho dedicato tutto il mio lavoro a studiare come affrontare questo problema con le armi della neuroradiologia, l’unica scienza che ci consente di vedere il cervello umano vivo e al lavoro. Mi scuso con i genitori che sono in sala, forse dovranno vedere immagini che li faranno soffrire ma che è necessario vedere perché sono casi di studio e perché dobbiamo imparare a conoscere le manifestazioni esterne della malattia se vogliamo poter applicare precocemente rimedi come il Metodo ABA”.

Con la semplicità dei grandi scienziati, Di Salle ha conquistato la platea di terapisti della riabilitazione, medici, psicologi e insegnanti che lo ha seguito con palpabile attenzione fino alla fine, conquistata anche dalla semplicità e chiarezza con cui lo scienziato ha saputo introdurre concetti complessi ad una platea dalle competenze variegate.

Sono già 18 le imprese sanitarie campane e 391 lavoratori. In Irpinia ha aderito, per il momento, la Cooperativa Sociale Il Sorriso Onlus; le altre imprese partecipanti al piano sono: Iuvenia, CRS Centro Riabilitazione Sanitaria, Villa dei Fiori, Fondazione Salerno ANFFAS Onlus, Il Trenino Impresa Sociale, Servizi Sanitari S.r.l., Nadir Cooperativa Sociale, Fondazione Emmaus Onlus, Megafono Verde, Centro Campano di Rosario Severino, Raggio di Sole, Centro di Medicina Psicosomatica Cooperativa Onlus, Mondo in Cammino Cooperativa Sociale, Meta Felix, CEM Casa di Cura S. Maria del Pozzo, Centro di Riabilitazione e Recupero Handicaps Abatese, Cooperativa Sociale Napoli Integrazione. 


Per ulteriori informazioni su “Autismo in Rete” si può consultare il sito www.espansionersl.it.

Il gruppo Ausl Romagna Cultura a Videoregione

"La dottoressa Tiziana Rambelli e il dottor Stefano De Carolis del gruppo Ausl Romagna Cultura ospiti alla trasmissione "Salute Informa
La dottoressa Tiziana Rambelli e il dottor Stefano De Carolis, rispettivamente coordinatrice della COMUNICAZIONE e Coordinatore dell'area "STORIA DELLA MEDICINA, GRANDI MEDICI ROMAGNOLI e DIVULGAZIONE SCIENTIFICA" del gruppo Ausl Romagna Cultura, saranno ospiti alla trasmissione "Salute Informa" di Videoregione, condotta dal dottor Saverio Ruggeri e registrata il 22 aprile.
La trasmissione con ospite il Dott. Stefano De Carolis andrà in onda su Videoregione
 
25 e 28 aprile 2016 ore 18:30
 
La trasmissione con ospite la Dr.ssa Tiziana Rambelli andrà in onda:
 
27 e 30 aprile 2016 ore 18:30
 
Durante la puntata verranno illustrate le collaborazioni attivate (e in via di attivazione)  dal gruppo Ausl Romagna Cultura con Comuni di tutta la Romagna, Enti, Fondazioni, Università e Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini

venerdì 22 aprile 2016

MANIFESTO per la SALUTE FEMMINILE

Una società moderna, evoluta ed equa è consapevole del ruolo protagonista della donna nel contesto sociale, nel lavoro, nella cultura, e nella sua capacità di accoglienza del bisogno. 

L'aspettativa di vita delle donne è migliorata ed è superiore a quella degli uomini, tuttavia gli anni aggiuntivi non sono necessariamente anni in salute. 

La condizione della donna vede ancora una situazione di non piena parità di diritti e opportunità, e questo influenza negativamente lo stato di benessere psicofisico della componente femminile nella società.


La tutela di una maternità sana e consapevole non è solo una scelta individuale bensì costituisce un valore sociale incommensurabile, un investimento sul futuro che il Paese deve valorizzare.


La donna è il soggetto capace di prendersi cura degli altri, capace di fare spazio accogliente agli altri.  A cominciare dallo spazio dentro di sé per il bambino durante la gravidanza, nutrendolo e difendendolo dalle malattie. 


La riduzione dell'autonomia, la sofferenza, la disabilità e spesso la solitudine della donna negli ultimi anni della sua esistenza ci impongono di mettere in campo, fin dalla prima infanzia di ogni donna, azioni specifiche per la promozione e il mantenimento della sua salute. E' necessaria un'azione di sensibilizzazione sul tema che interessi tutte le fasi della vita, dalla nascita alla senescenza, coinvolgendo il contesto sociale nel quale viviamo. E' indispensabile ascoltare, capire i bisogni, confrontarsi, agire insieme ed informare correttamente le donne rendendole consapevoli delle opportunità di prevenzione e di miglioramento per la loro salute.


Nella Giornata Nazionale della Salute della Donna, che si celebra il 22 aprile  in ricordo della nascita di Rita Levi Montalcini, scienziata che ha illuminato il nostro Paese, vincitrice del premio Nobel per la Medicina, donna straordinaria, il Ministero della Salute afferma il proprio impegno per la salute della donna che costituisce un obiettivo strategico prioritario propedeutico a tutti gli obiettivi sanitari.

Con questa Giornata si progettano ed illustrano le proposte di tutela della salute della donna, dall'infanzia alla terza età.


Il genere come determinante di salute deve diventare una nuova dimensione della medicina in tutte la aree mediche per garantire equità e appropriatezza della cura a tutte le donne. 

E' necessario promuovere politiche di coinvolgimento di tutte le istituzioni,  ricerca, società scientifiche, sperimentazione farmacologica, medicina di base, farmaceutica, e convogliare risorse economiche e professionali per operare un rinnovamento culturale che accompagni il progresso scientifico.

 

 

Il Manifesto è la base su cui costruire le iniziative dei prossimi cinque  anni, con il contributo di tutte le forze del Servizio sanitario nazionale, delle altre Istituzioni che riconoscono in un impegno multisettoriale la leva vincente per raggiungere risultati significativi, degli stakeholders del mondo produttivo, del terzo settore e delle rappresentanze del mondo femminile e della società attiva in generale.

 

Riconosciamo a tal fine essenziale operare almeno nelle seguenti direttrici:

 

1. approccio alla salute femminile secondo la medicina di "genere", per il contrasto alle malattie croniche non trasmissibili, e attenzione alla ricerca scientifica mirata specificamente alle esigenze e peculiarità delle donne;

2. strategie di comunicazione per accrescere la consapevolezza delle donne sulle tematiche di salute, per sé e per la sua famiglia;

3. tutela e promozione della salute sessuale e riproduttiva, anche attraverso la prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse e la tutela della fertilità, favorendo una procreazione responsabile e consapevole e sostenendo la salute materna e neonatale;

4. disponibilità di un'alimentazione sana e nutriente, sin dal concepimento, per favorire una nascita sana;

5. disponibilità e accesso a efficienti strumenti per la prevenzione dei tumori femminili, anche attraverso la promozione degli screening di provata efficacia;

6. tutela della salute mentale della donna e contrasto alle condizioni che favoriscono l'insorgenza di disturbi mentali, soprattutto in alcune epoche della vita femminile, e attenzione per la peculiare relazione della donna adolescente con il suo corpo e per la conseguente prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, delle dipendenze, degli stili di vita scorretti;

7. prevenzione, individuazione e contrasto della violenza sulle donne, assistenza medica, supporto psicologico e riabilitazione e impegno per il diritto alla salute delle donne vulnerabili ed emarginate, con una speciale attenzione alla condizione sanitaria delle donne migranti;

8. tutela della salute della donna lavoratrice ed attenzione alle problematiche specifiche nel mondo del lavoro;

9. sicurezza della cosmesi e della medicina e chirurgia estetiche per una "sana" cura della bellezza;

10. strategie per favorire l'invecchiamento sano ed attivo dell'universo femminile

 

Il Ministero, per ciascuna delle linee direttrici sopra elencate, si impegna ad avviare una serie di iniziative, a partire da quelle suggerite dai tavoli tecnici riunitisi a Roma in occasione della I Giornata Nazionale per la salute della donna.

 

Roma, 22 aprile 2016                                                        



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