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martedì 30 giugno 2015

HEALTHNET, LE BUONE PRATICHE PER MIGLIORARE LA QUALITÀ DI VITA DEGLI ANZIANI



Brindisi, 30 giugno 2015. Si chiama HealthNet, l'innovativo modello di assistenza socio-sanitaria che prevede l'utilizzo di una piattaforma digitale per monitorare da remoto i pazienti ultrasessantacinquenni che vivono nel territorio di Brindisi.

La rete integrata di servizi socio-assistenziali per la gestione delle prestazioni ambulatoriali e domiciliari è stata realizzata da Liferesult Srl, Sabacom Srl e Cadan Srl, in risposta alla manifestazione di interesse dell'ASL di Brindisi (utente finale) e con l'aiuto del CNR-IAC (laboratorio di ricerca), attraverso il bando Living Labs SMARTPUGLIA 2020 - Supporto alla crescita e sviluppo di PMI specializzate nell'offerta di contenuti e servizi digitali, cofinanziato dall'UE.

Il progetto, presentato oggi presso la Sala Convegni dell'ASL di Brindisi, ha visto la partecipazione di Giuseppe Pasqualone, direttore generale ASL di Brindisi, Cosimo Consales, sindaco di Brindisi, Francesco Surico, direttore generale di InnovaPuglia S.p.A., Giuseppe Romano, consigliere regionale, Rosa Maria Capozzi, CNR-IAC e responsabile scientifico progetto, Paolo Casacci, LifeResult, coordinatore progetto, Carmelo Tommasi, project manager Cadan, Francesco Ciliberti, project manager Sabacom, Fabiano Amati, consigliere regionale, e di Giuseppina Scarano, responsabile ufficio stampa ASL Brindisi, che ha moderato l'incontro.

HealthNet consentirà ai cittadini anziani del territorio di Brindisi - secondo l'ISTAT, al 1° gennaio 2015 gli ultra ultrasessantacinquenni nella sola provincia di Brindisi sono oltre 85 mila e oltre 830 mila in Puglia - di effettuare prenotazione online di visite e prestazioni ambulatori, consentendo di monitorare i tempi di attesa e di accedere all'intera offerta sanitaria presente sul territorio, e di servizi domiciliari, favorendo la permanenza dell'anziano nella propria abitazione e riducendo la necessità di ricoveri ospedalieri e il numero di posti letto occupati nei nosocomi, e migliorando la gestione della malattia.

Un modello tecnologico che consentirà, ai soli operatori autorizzati, di visualizzare sia la cartella clinica elettronica che informazioni cruciali sul paziente - esiti di analisi, esami e di valutazioni mediche, terapie in corso, piani terapeutici attivi e particolari condizioni di fragilità -. Tale innovativa piattaforma di gestione di dati di pazienti con fragilità - dal nome Includo - è la vera punta di diamante del progetto HealthNet.

Tra le poche realtà tecnologiche a livello nazionale, la soluzione 'made in Puglia' Includo permetterà di coordinare e gestire efficacemente e proattivamente le attività di operatori sanitari e sociali coinvolti nel percorso di recupero del degente anziano e, allo stesso tempo, di monitorare le debolezze e le spese ad essa legate.

Questo consentirà alla rete informatica dell'azienda sanitaria - e quindi i servizi ambulatoriali e ospedalieri - di interfacciarsi agevolmente con quella di associazioni di volontariato e organizzazioni sociali.

In tale contesto, durante l'incontro di oggi, è stata promossa l'attività di Living Lab, laboratorio innovativo che mira a sensibilizzare e coinvolgere onlus e cittadini volontari brindisini in attività di assistenza agli anziani non autosufficienti al fine di favorire loro una migliore qualità di vita e un invecchiamento attivo, vitale e dignitoso in una collettività solidale qual è la comunità di Brindisi.

«L'anziano - ha dichiarato Rosa Maria Capozzi, CNR-IAC e responsabile scientifico del progetto HealthNet - deve essere non più l'oggetto di una pianificazione socio-sanitaria ma il protagonista della promozione della salute. Da qui parte il concetto di 'community care', la comunità intesa come la collaborazione strettissima tra professionisti pubblici - medici, specialistici e infermieri -, e assistenti sociali, psicologi, volontari e care-giver - familiari, vicinato e altre figure non sanitarie - a sostegno del degente anziano. Con lo scopo di garantire l'integrazione tra assistenza sanitaria e sociale e, tra sfera pubblica e privata, al fine di conciliare una migliore prestazione socio-sanitaria e un contenimento dei costi.»

Latte in polvere, Scanavino (Cia): no allarmismo, pericoloso per il "made in Italy" agroalimentare

Il presidente della Cia Scanavino: sbagliato diffondere notizie superficiali che mancano del necessario approfondimento. Il latte in polvere è vietato nella produzione dei formaggi Dop e, comunque, per gli altri prodotti resta l'obbligo di indicarne un eventuale utilizzo tra gli ingredienti.

 

            Il polverone mediatico che si sta creando intorno al divieto di utilizzare il latte in polvere per i prodotti lattiero-caseari "rischia di innescare preoccupanti allarmismi tutti a svantaggio del made in Italy agroalimentare". Lo afferma il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, commentando la vicenda della lettera con cui la Commissione Ue ha richiamato l'Italia a correggere la legge n.138 del 1974.

            "Sarebbe opportuno che tutte le organizzazioni di categoria facessero chiarezza sulla questione e richiamassero alla razionalità, anziché spaventare i consumatori con paure spesso infondate -prosegue Scanavino-. È bene chiarire innanzitutto che il latte in polvere non può essere utilizzato, a prescindere, per la produzione di prodotti a denominazione di origine protetta. Parmigiano, Grana Padano, Mozzarella di bufala, Pecorino, Asiago, Provolone e tutti gli altri 50 prodotti caseari 'made in Italy' restano estranei a questa vicenda".

            Sono queste le produzioni che utilizzano gran parte del latte trasformato e dove i disciplinari non prevedono il latte in polvere. Per gli altri prodotti, qualora anche le prossime riunioni a Bruxelles dovessero tradursi in un nulla di fatto per l'Italia, resta l'obbligo di indicare un eventuale utilizzo di latte in polvere tra gli ingredienti.

            "Certamente -continua il presidente della Cia- si può e si deve discutere riguardo alle modalità con cui gli ingredienti sono indicati sulle etichette dei formaggi e sulla possibilità di incidere per modificare la normativa europea. Ma cosa ben diversa è l'atteggiamento e l'azione di alcuni preoccupati unicamente a diffondere allarmismo. Eppure quelli che oggi infondono paure sono gli stessi che hanno sostenuto il progetto per il polverizzatore del latte nel Nord Italia. Se ci fosse un po' più di coerenza -conclude Scanavino- magari si riuscirebbe a difendere e a tutelare le imprese agricole, anziché metterne a rischio la redditività attraverso la diffusione di informazioni e notizie superficiali e che mancano del necessario approfondimento".



ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA: DISQUISENDO DI REGOLE ED ASIMMETRIE



Il sistema che si sta completando per quanto concerne il quadro normativo di riferimento dell’assistenza sanitaria integrativa e complementare rappresenta il punto di approdo di un modello giuridico perfezionato in oltre 100 anni di storia e di diritti costituzionalmente riconosciuti.

Il progressivo invecchiamento della popolazione, il miglioramento costante delle tecniche medicali, lo sviluppo intenso della ricerca medica  e l’ampliamento scientifico dei campi di attività della medicina moderna rappresentano elementi che determinano un dato certo: l’impossibilità dello Stato di sostenere le spese di un’assistenza sanitaria pubblica diffusa.

La soluzione, piaccia o non piaccia, non può che essere la concentrazione delle risorse a disposizione verso la tutela delle fasce economicamente più deboli della popolazione con il progressivo incremento della spesa sanitaria che rimane a carico delle fasce di reddito medio, medio-alto ed alto.

Un concetto logico e matematico inopinabile che consente di comprendere la ragione per la quale una percentuale sempre maggiore della popolazione italiana e’ chiamata a contribuire di tasca propria ai costi sanitari sostenuti dagli individui e dalle famiglie.
L’importante è anche comprendere che noi cittadini possiamo integrare, però utilizzando il nostro denaro ma a costi contenuti, le spese sanitarie necessarie in quanto ci sono a disposizione valide soluzioni integrative e complementare consolidate.

Il modello sanitario garantito dallo Stato costituisce infatti il cosiddetto primo pilastro della sanità integrativa. Tale pilastro può essere integrato dal secondo pilastro, ormai definito sia giuridicamente che socialmente, rappresentato dai Fondi Sanitari e dalle Società di Mutuo Soccorso.

Tutti i cittadini hanno da tempo la possibilità di mutuarsi, nel vero senso della parola, tra di loro, generalmente per categorie omogenee, versando dei contributi a delle società senza scopo di lucro nelle quali ciascuno di essi è, di fatto, socio nonché rappresentato nel modello gestionale ed operativo.
Le Società di Mutuo Soccorso, caratterizzate da un modello legislativo in vigore da oltre 100 anni di storia e confermato oltre che adeguato nel corso del tempo (da ultimo l’art.23 del D. Lgs. 179/2012), ed i Fondi Sanitari, disciplinati da un inquadramento giuridico sostanziato diffusamente negli ultimi venti anni, costituiscono le uniche forme societarie ed associative autorizzate ad operare nel secondo pilastro dell’assistenza sanitaria integrativa.

Parallelamente a quanto è avvenuto nel sistema previdenziale, ove i diritti pensionistici hanno sofferto della stessa logica evolutiva econometrica oggi vissuta dal diritto all’assistenza sanitaria determinando la nascita di un sistema in cui la pensione garantita dallo stato potesse essere integrata dai Fondi Pensione, anche nel sistema sanitario l’assistenza di base garantita dallo stato viene integrata dal secondo pilastro gestito da Fondi Sanitari e Società di Mutuo Soccorso, peraltro legittimati altresì all’erogazione delle prestazioni sanitarie integrative nell’ambito delle contrattazioni collettive nazionali (CCNL).

La costituzione, le leggi, le normative, la storia, la logica, l’interesse sociale non solo in Italia ma anche in tutti i paesi europei dicono questo.
Sicuramente i volumi economici in gioco nel quadro sopra descritto attirano anche l’interesse dell’imprenditoria privata nei confronti del secondo pilastro dell’assistenza sanitaria, ma, oltre a negare più di 100 anni di diritti giuridicamente consolidati, sarebbe un grave errore economico e sociale trascendere dall’aspetto mutualistico puro per aprire tale mondo alla gestione privatistica.

Nel campo della sanità integrativa sempre più spesso si sente parlare di asimmetrie  legislative e fiscali, di rispetto delle regole, di diritti acquisiti da parte di quei soggetti privati che raccontano di vantare un presunto diritto alla gestione mutualistica privo, però, di fondamento,
Ma le regole ci sono e sono chiare e definite: la gestione privatistica dell’assistenza sanitaria integrativa e complementare deve operare in un ulteriore livello sistemico che è quello definito come terzo pilastro, al quale coloro che ne hanno le possibilità economiche possono rivolgersi per integrare ulteriormente le loro garanzie di assistenza sanitaria.

Pensare che le norme che regolano i soggetti privati che operano nel terzo pilastro dell’assistenza sanitaria integrativa e complementare debbano essere applicate ai soggetti mutualistici che operano nel secondo pilastro è un illogico giuridico ed una violazione costituzionale.
Se i soggetti privati ambiscono ad operare nel perimetro definito del secondo pilastro debbono farlo secondo le regole stabilite, nel rispetto dei veri principi mutualistici e tramite i modelli societari a questo preposti, senza ricorrere a modelli ibridi, come per esempio la creazione di Casse di Assistenza Sanitaria “ad hoc” finalizzate esclusivamente a consentire a prestazioni private la fruibilità dei vantaggi fiscali garantiti dalla legge alle prestazioni mutualistiche, con un modello che ad un attento esame rappresenta un sistema “posticcio” e forse anche elusivo.

E se il nostro paese vuole crescere veramente da un punto di vista economico, sociale, politico ed organizzativo deve necessariamente abbandonare le logiche corporativistiche che hanno determinato la creazione di modelli nei quali tutto è possibile e nulla è certo  iniziando a seguire con coerenza le regole costituzionali, applicando con convinzione le leggi esistenti, attenendosi alle norme giuridiche e sociali vigenti.

E questo vale anche nel settore dell’assistenza sanitaria integrativa e complementare nel quale l’A.N.S.I. (Associazione Nazionale Sanità Integrativa), che rappresento con grande orgoglio in qualità di Presidente, sempre vigila e sempre vigilerà affinché il diritto alla salute di ciascuno di noi sia garantito da sistemi giuridicamente coerenti, socialmente utili, economicamente sostenibili e non gestito con modelli creati solo per interessi corporativi.

Roberto Anzanello
Presidente Associazione Nazionale Sanità Integrativa.

lunedì 29 giugno 2015

Italia: un paese di golosi! Troppi dolci nella dieta degli italiani e le donne ne mangiano di più rispetto agli uomini. Campagna Curare la Salute 2015

Italia: un paese di golosi!


Troppi dolci nella dieta degli italiani e le donne ne mangiano di più rispetto agli uomini, mentre frutta e verdura sono consumate troppo poco.
 
Presentati a "Pianeta Nutrizione ed Integrazione", nell'ambito di EXPO, i primi risultati del test della Piramide Alimentare di Curare la Salute 2015.

 

Milano, 29 Giugno 2015 – Siamo il Paese della Dieta Mediterranea e la maggioranza degli Italiani è assolutamente convinta di mangiare bene. Ma nei fatti, spesso non è così. "Nella dieta degli italiani sono presenti molti dolci e le donne ne mangiano di più rispetto agli uomini - spiega il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull'Obesità dell'Università degli Studi di Milano, firmatario della Nuova Piramide Alimentare INRAN 2009 e membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 - Questa è la fotografia delle nostre abitudini alimentari registrata dal Test della Piramide Alimentare della Campagna Curare la Salute 2015".
Nata con l'obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull'importanza di prendersi attivamente cura di sé, partendo dall'alimentazione e da uno stile di vita virtuoso, l'iniziativa è quest'anno alla sua seconda edizione e, nell'anno di Expo, lancia in rete la versione interattiva della Piramide Alimentare. Rispondendo alle domande proposte, il test genera una piramide personalizzata, evidenziando l'aderenza o lo scostamento tra la propria alimentazione e quanto indicato dalla Piramide Alimentare.

In occasione del VI Forum multidisciplinare "Pianeta Nutrizione ed Integrazione", che si è appena concluso a Milano, nell'ambito di EXPO, sono stati presentati i risultati dei primi tre mesi di rilevazione. 


Dei circa 2.400 italiani che hanno effettuato il test sul sito www.curarelasalute.com, il 45% dichiara di mangiare dolci in eccesso, percentuale che si alza fino al 48% nelle donne di tutte le età.  La dieta degli italiani risulta anche molto povera di cereali, l'82% dichiara di non mangiarne le 4 porzioni giornaliere raccomandate, e di pesce, il 62% dichiara di non consumarlo affatto.
Nonostante si registri un lieve miglioramento rispetto alla rilevazione del 2014 ("Test della salute" promosso nella prima edizione della Campagna per scoprire il livello di conoscenza e consapevolezza rispetto alla nutrizione), il consumo di frutta e verdura risulta inferiore rispetto alle dosi consigliate dall'OMS: il 73% mangia meno delle 4-5 porzioni giornaliere raccomandate, mentre nel 2014 era l'80%. Un trend, quindi, in miglioramento, ma ancora distante dalle quantità indicate come ottimali.

"Alla luce di questi risultati" sottolinea il Prof. Carruba "risulta fondamentale ricordare che un'alimentazione varia ed equilibrata e l'attività fisica svolta regolarmente sono alla base di una vita in salute. Come indicato dalla piramide alimentare, l'organismo ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare correttamente. Frutta e verdura a tavola ogni giorno sono, in particolare, fondamentali perché sono in assoluto i cibi più ricchi di vitamine e minerali, i cosiddetti "nutrienti essenziali", che l'organismo non è in grado di produrre autonomamente. Dove la sola alimentazione non basta, un aiuto può arrivare anche dall'integrazione: quella multivitaminica e multiminerale, anche secondo le più recenti evidenze scientifiche, ha dimostrato di essere sicura ed efficacie nel prevenire gravi patologie croniche*."

La Campagna Curare la salute 2015 non è stata sviluppata solo on-line ma coinvolge anche le farmacie; all'interno di quelle aderenti all'iniziativa sono disponibili materiali informativi (poster e leaflet) rivolti al pubblico e contenenti messaggi educazionali in tema di sana alimentazione. Cogliendo inoltre l'occasione di Expo 2015, è stata anche realizzata una versione in inglese dei materiali, destinata - nello specifico – alle farmacie del bacino lombardo, con l'obiettivo di diffondere il messaggio di una sana alimentazione, a partire dal modello mediterraneo, anche al pubblico internazionale in visita nel nostro Paese in occasione della manifestazione. 

 
"Curare la Salute", patrocinata da Federfarma, FOFI, SIMG, ADI e Padiglione Italia EXPO 2015, annovera tra i componenti del suo comitato scientifico, la Dott.ssa Annarosa Racca, Presidente di Federfarma, il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull'Obesità dell'Università degli Studi di Milano, il Dott. Luigi Canciani, Responsabile Nazionale Area Prevenzione ed Educazione alla salute SIMG, il Dott. Francesco Carlo Gamaleri, Consiglio Direttivo Ordine dei Farmacisti delle Province di Milano, Lodi e Monza e Brianza e il Dott. Lucio Lucchin, Direttore Struttura Complessa di Dietetica e Nutrizione

venerdì 26 giugno 2015

Arriva il glutine digeribile

Ricercatori dell’Isa-Cnr e Ibp-Cnr hanno dimostrato che il piccolo farro contiene un glutine più digeribile rispetto al grano tenero e potrebbe essere adatto per soggetti sensibili a questa sostanza. Lo studio è pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research e apre nuove prospettive di prevenzione della celiachia

Il grano monococco, ossia il Triticum monocccum, anche noto come piccolo farro, pur essendo un cereale che contiene glutine, cioè la sostanza proteica che in soggetti geneticamente predisposti scatena allergie e intolleranze, potrebbe essere un alimento adatto a prevenire la celiachia. Sembra una contraddizione, si tratta invece della conclusione a cui è giunto un team di ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche coordinati da Gianfranco Mamone dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa-Cnr) di Avellino e da Carmen Gianfrani dell’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr) di Napoli con un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research.
“Il monococco, le cui origini risalgono a diecimila anni fa, è un frumento con un genoma più semplice rispetto agli altri cereali e ha costituito la base della dieta delle popolazioni agricole per migliaia di anni, sostituito poi in gran parte dal grano tenero e duro, più produttivi e di facile trebbiatura”, spiega Mamone. “Con il nostro studio abbiamo scoperto che varietà antiche di questo cereale contengono un glutine più fragile e dunque più digeribile e meno tossico rispetto al grano tenero (Triticum aestivum). La riproduzione in vitro del processo di digestione gastrointestinale, seguita dall’analisi proteomica e dalla valutazione della tossicità immunologica su biopsie intestinali e cellule linfocitarie prelevate da soggetti celiaci, ha dimostrato che la parte proteica del glutine, dannosa per i celiaci, è in gran parte distrutta durante il processo di digestione del grano monococco, contrariamente a quanto succede per il glutine del grano tenero”.

Una notizia positiva dunque, solo però in termini di prevenzione. “Seppur notevolmente meno dannoso, il monococco non è comunque idoneo per pazienti che hanno già manifestato la celiachia”, puntualizza Gianfrani. “Invece, potrebbe avere effetti benefici sullo sviluppo della malattia in soggetti ad alto rischio di celiachia. Infatti, dal momento che esiste una stretta correlazione tra la quantità di glutine assunta e la soglia per scatenare la reazione infiammatoria avversa, un’azione preventiva potrebbe essere quella di utilizzare grani con minor contenuto di glutine. Pertanto un grano come il monococco che contiene un glutine più digeribile, e dunque meno nocivo, potrebbe essere un valido strumento per la prevenzione di questa patologia”.

A beneficiare di un dieta a base di piccolo farro sarebbero, secondo i ricercatori, anche i soggetti con sensibilità al glutine. “Oggi sappiamo che gli alimenti a base di grano monococco sono ben tollerati anche da chi soffre di questo disturbo alimentare, che ha caratteristiche diverse dalla celiachia. Quindi, il prossimo passo della ricerca sarà eseguire gli esperimenti direttamente sui soggetti intolleranti per avere la conferma della minore tossicità del monococco e riportare sulla nostra tavola un grano antico”, concludono i ricercatori.

Roma, 26 giugno 2015

giovedì 25 giugno 2015

Endometriosi. Lorenzin: “Tante le azioni intraprese dal Ministero per questa patologia capace di alterare in maniera profonda la qualità di vita di chi ne soffre”


Ministero della Salute

"Sono molto vicina a tutte le donne che ogni giorno devono confrontarsi con una malattia come l'endometriosi che solo in Italia colpisce circa tre milioni di donne e che è causa del 30-40% dei casi di infertilità femminile. Una malattia con un impatto personale e sociale alto, sia in termini di riduzione della qualità della vita di coloro che ne sono colpite, sia in termini di costi diretti e indiretti.

Sin dall'inizio del mio mandato alla Salute ho prestato grande attenzione a questa patologia che ho posto al centro dell'agenda dedicata alla salute della donna anche nel corso del semestre di presidenza italiana dell'UE. Nel 2014 ho inoltre vincolato 15 milioni di euro per consentire alle Regioni di sviluppare specifici progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita e di salute delle donne affette da questa malattia attraverso l'implementazione di percorsi diagnostico­ assistenziali e di supporto. Al fine poi di migliorare la conoscenza epidemiologica sull'endometriosi, sui relativi accertamenti diagnostici e sui trattamenti terapeutici adottati, il Ministero ha previsto l'istituzione di un Registro nazionale che si avvarrà di Registri e Osservatori regionali sulla patologia, già realizzati in alcune Regioni.

Inoltre, in considerazione delle profonde ripercussioni cui vanno incontro le pazienti nelle forme cliniche più gravi e diffuse abbiamo riconosciuto il diritto ad usufruire in regime di esenzione  di alcune prestazioni specialistiche di controllo nell'ambito di percorsi di follow-up. Pertanto, all'interno dell'aggiornamento complessivo dei Livelli essenziali di assistenza (LEA), previsti dal Patto per la Salute 2014-2016, è stato proposto l'inserimento della endometriosi nell'elenco delle patologie croniche ed invalidanti per gli stadi clinici III e IV della classificazione ASRM.

Tanto è stato fatto dal ministero della Salute ora auspico che si risolvano al più presto i problemi di valutazione della compatibilità finanziaria dell'aggiornamento dei nuovi Lea da parte del ministero dell'Economia e delle Regioni".

 


mercoledì 24 giugno 2015

Ministero della Salute: l'allarme vaiolo è del tutto infondato


Ministero della Salute

DESTITUITE DI FONDAMENTO NOTIZIE SU PRESUNTI CASI DI VAIOLO

 

In merito alle notizie circa l'esistenza di casi di vaiolo tra gli immigrati, la Direzione prevenzione del Ministero della Salute precisa che sono prive di qualsiasi fondamento e, tra l'altro, introducono pericolosi elementi di instabilità e procurato allarme.

Il vaiolo è una malattia eradicata, con l'ultimo caso registrato nel 1977.

La sorveglianza sanitaria messa in atto dagli uffici di confine del Ministero della Salute e la rete di sorveglianza per le malattie trasmissibili che il Ministero stesso gestisce in collegamento con le Amministrazioni Regionali, con l'Unione Europea e con l'Organizzazione Mondiale della Sanità  garantiscono trasparenza, autorevolezza a tempestiva generazione e diffusione dell'informazione.

Utilizzare in maniera maldestra fotografie di casi di varicella o di patologie superficiali di interesse dermatologico, trattate con farmaci di base estremamente semplici, viola, tra l'altro, anche il diritto alla privacy dei pazienti, indipendentemente dalla loro nazionalità.

 

lunedì 22 giugno 2015

CLIMA: DA SURRISCALDAMENTO 1 MLD DANNI DA NUOVE MALATTIE

IN ITALIA I DIECI ANNI PIU' CALDI DELLA STORIA DOPO IL DUEMILA

Non solo nuovi problemi per la salute umana, ma ammontano a circa un miliardo di euro i danni alle coltivazioni Made in Italy provocati dall'invasioni di parassiti "alieni" provenienti da altri continenti che a causa dell'intensificarsi degli scambi commerciali sono arrivati in Italia dove hanno trovato un habitat favorevole a causa dei cambiamenti climatici, dalla Drosophila suzukii alla Aetina Tumida, dalla Tristeza alla Xylella. 

E' quanto emerge da uno studio della Coldiretti in occasione degli "Stati Generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio" ai quali interviene il presidente Roberto Moncalvo. Sotto attacco - sottolinea la Coldiretti - ci sono tutte le principali coltivazioni del Made in Italy dall'olivo al castagno, dal pomodoro agli agrumi, dalla frutta al miele che hanno subito pesanti ridimensionamenti produttivi. "Un positivo passo in avanti è arrivato dal via libera della camera al decreto legge agricoltura che il provvedimento fa rientrare alcune fitopatie tra gli eventi per i quali puo' essere dichiarato lo stato di calamità ai sensi delle norme sul fondo di solidarietà nazionale con misure di sostegno in favore degli imprenditori agricoli colpiti", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare però "l'importanza di agire nella prevenzione con la ricerca e il contrasto ai cambiamenti climatici promuovendo modelli di produzione consumo piu' sostenibili".

Se la Xylella fastidiosa che sta facendo strage di ulivi nel Salento è proveniente dal Costa Rica, le castagne hanno invece già pagato un conto salatissimo con la produzione che è scesa al minimo storico pari ad appena 1/3 di quella di 10 anni fa per colpa - precisa la Coldiretti - del cinipide galligeno del castagno, il Dryocosmus kuriphilus, proveniente dalla Cina che provoca nella pianta la formazione di galle, cioè ingrossamenti delle gemme di varie forme e dimensioni contro il quale è stata avviata una capillare guerra biologica attraverso lo sviluppo e accurata diffusione dell'insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale, anche se ci vorrà molto tempo per ottenere un adeguato contenimento. 

La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, di agrumi e mille fiori - sostiene la Coldiretti - è quasi dimezzata nel 2014 anche per l'arrivo in Italia dell'insetto killer delle api che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l'alveare. Si tratta del coleottero Aethina Tumida della famiglia dei Nititulidi che aveva già invaso il Nord America alla fine degli anni '90 provocando ingenti danni, diretti ed indiretti, poiché a seguito del venir meno delle api sul territorio, si prevedono conseguenze anche per gli agricoltori per la carenza d'impollinazione delle colture agrarie. 

E se gli agrumi della Sicilia sono stati gravemente attaccati dalla Tristeza (Citrus Tristeza Virus) che ha indebolito oltre il 30 per cento delle coltivazioni, centinaia di migliaia di piante di kiwi del Lazio e Piemonte sono state letteralmente sterminate dalla batteriosi del kiwi (Pseudomonas syringae pv. Actinidiae), mentre melo e pero in Emilia- continua la Coldiretti - sono stati colpiti dal colpo di fuoco batterico (Erwinia amylovora). Ma c'è anche il punteruolo rosso Rhynchophorus ferrugineus originario dell'Asia che ha fatto strage di decine di migliaia di palme dopo essere comparso in Italia per la prima volta nel 2004 e da allora si è dimostrato un vero flagello che ha interessato il verde pubblico e privato in Sicilia, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Abruzzo e Molise. 

E danni incalcolabili sta anche facendo la Drosophila Suzukii il moscerino killer molto difficile da sconfiggere che ha attaccato ciliegie, mirtilli e uva soprattutto in Veneto. Siamo di fronte - sostiene la Coldiretti - ai drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si manifestano con una tendenza al surriscaldamento che si è accentuata negli ultima anni ma anche con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi ed anche l'aumento dell'incidenza di infezioni fungine e dello sviluppo di insetti che colpiscono l'agricoltura. La conferma della tendenza al surriscaldamento anche in Italia viene dal fatto che i 10 anni più caldi dal 1880 ad oggi, ben nove sono successivi al 2000. 

Dopo il 2014 che è stato l'anno piu' caldo da quando ono iniziati i rilevamenti - conclude la Coldiretti - c'è il 2003 (+1.37°C), 2007 (+1.33), 2012 (+1.31), 2001 (+1.29), poi il 1994 (+1.11), 2009 (+1.01), 2011 (+0.98), 2000 (+0.92), 2008 (+0.89) secondo l'Isac Cnr.


SALUTE: COLDIRETTI, RECORD SEQUESTRI PANE DA 65,6 MLN NEL 2014

Con la crisi aumentano le frodi a tavola con sequestri di farina pane e pasta adulterati o contraffatti che hanno raggiunto il valore record di 65,6 milioni di euro nel 2014. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell'attività svolta dai carabinieri dei Nas nel 2014, in riferimento all'operazione dei Carabinieri di Napoli conclusasi con 63 persone denunciate, circa 3,5 tonnellate di pane sequestrate e multe per oltre 100 mila euro. Con la crisi - sottolinea la Coldiretti - aumentano i rischi di frodi che riguardano anche i prodotti piu' comuni della tavola con il pane clandestino che alimenta un fiorente business molto pericoloso per la salute. ll consiglio della Coldiretti è quello di rivolgersi a rivenditori autorizzati, meglio ancora se in grado di garantire l'origine della farina. l prezzo medio del pane - conclude la Coldiretti - a Napoli raggiunge il minimo tra le grandi città con un valore di 1,90 euro al chilo che pari a circa la metà di quello di Bologna dove si spende 3,98 euro al chilo, mostrando pero' una incredibile variabilità tra le diverse città.



Aegate nominata fornitore ufficiale di servizi per l'autenticazione di farmaci in Europa

Milano, 22 giugno 2015 - Aegate, azienda leader nell'autenticazione dei farmaci, è stata nominata dall'Organizzazione Europea di Verifica dei Medicinali (EMVO- European Medicines Verification Organisation) come fornitore ufficiale di servizi avanzati per l'autenticazione dei farmaci in ogni Paese europeo.

 

Il servizio di Aegate garantirà un sistema nazionale "end-to-end" per l'autenticazione dei farmaci al punto di dispensazione, assicurando così la massima sicurezza del paziente fino all'ultimo punto della filiera farmaceutica.

 

Entro tre anni la Direttiva Europea sui medicinali contraffatti sarà legge e tutte le farmacie in Europa dovranno adeguarsi attivando un software di autenticazione che soddisfi i requisiti legislativi. Con 7 anni di esperienza nel settore, in diversi Paesi europei, Aegate è nella posizione ideale per guidare questa attività.

Aegate è lieta di lavorare al fianco della EMVO e delle Agenzie Regolatorie locali nella lotta ai medicinali contraffatti.

 

"Siamo soddisfatti di essere stati nominati fornitori ufficiali dei servizi avanzati per l'autenticazione dei farmaci in Europa" ha dichiarato Mark de Simone, CEO di Aegate. "Si tratta di una tappa importante nella lotta contro i medicinali falsificati in tutta Europa. Siamo pronti ad impegnarci e a lavorare al fianco degli stakeholder locali nella fornitura di questi servizi".

 

Aegate™

Con una storia documentata di circa 3 miliardi di farmaci controllati, con un tasso medio di 200.000 transazioni all'ora in 15.000 punti di erogazione, Aegate è il principale leader di mercato nel settore dell'autenticazione dei farmaci. I servizi Reach, Assure e Protect di Aegate soddisfano tutti gli stakeholders. Supportata a livello internazionale da produttori di farmaci e farmacisti, Aegate è un'azienda europea con sedi in tutta Europa. La missione dell'azienda è proteggere i pazienti da medicinali scaduti, falsificati, o richiamati. Aegate si avvale di un sistema altamente sicuro, in tempo reale, per verificare l'autenticità delle medicine. Il sistema opera senza soluzione di continuità dal produttore alla farmacia, e soddisfa pienamente i requisiti della legislazione europea per i medicinali falsificati. La rete Aegate supporta inoltre servizi di messaggistica che forniscono informazioni aggiuntive per il farmacista nel punto di erogazione, come la consulenza sulla regolamentazione o su tematiche legate alla sicurezza dei farmaci, l'educazione del paziente o le informazioni sull'aderenza alle terapie.

Cnr: l’intestino umano ormai si è adattato a inquinanti e antibiotici

Uno studio pubblicato su Current Biology al quale ha partecipato anche l'Itb-Cnr di Segrate (Mi) ha confrontato le nostre popolazioni intestinali con quelle degli Hadza, ultimi cacciatori-raccoglitori. Scoprendo come i microrganismi intestinali siano in grado di supplire alle carenze alimentari, ci proteggano dai derivati del petrolio ma rendano inefficaci gli antibiotici

 

I batteri intestinali svolgono un ruolo essenziale, poiché forniscono all'uomo la flessibilità metabolica necessaria per adattarsi a diversi regimi alimentari e strategie di sussistenza; e si sono rivelati un fattore chiave nell'evoluzione. A confermarlo una ricerca pubblicata su Current Biology (Cell Press) che ha confrontato il genoma delle specie batteriche che popolano l'intestino negli Hadza, una delle ultime popolazioni di cacciatori-raccoglitori rimaste, con quello di italiani residenti a Bologna. È anche grazie ai nostri microrganismi intestinali che abbiamo potuto trasformarci da cacciatori-raccoglitori, quali eravamo nel Paleolitico, ad agricoltori nel Neolitico, fino alle società moderne nelle quali siamo giunti a poter degradare prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio, ma anche ad accentuare la resistenza del nostro organismo agli antibiotici.


"Lo studio dimostra come i microrganismi intestinali svolgano un processo fondamentale all'equilibrio energetico necessario per la nostra salute", spiega Clarissa Consolandi dell'Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Segrate (Mi). "Quando gli amminoacidi essenziali sono carenti nella dieta, ad esempio, sono proprio loro a fornirceli. In particolare, i batteri intestinali degli Hadza sono specializzati nella formazione di amminoacidi aromatici presenti in cibi quali uova e latte, di cui la loro alimentazione è povera; quelli degli italiani sono invece specializzati nella biosintesi di amminoacidi ramificati di cui sono ricchi soia e riso integrale, carenti nei nostri pasti. La ricerca dimostra poi come i microrganismi intestinali si specializzino nella degradazione dei carboidrati: polisaccaridi complessi di origine vegetale, come quelli presenti in bacche e piante ricche di fibre, per gli Hadza; zuccheri semplici e raffinati contenuti nel pane e nella pasta per gli italiani".


Lo studio - frutto di una collaborazione tra Itb-Cnr, Università di Bologna, Max Planck Institute (Germania) e Università del Nevada (Usa) - ha portato anche a un'altra scoperta: "I batteri intestinali degli italiani sono deputati alla degradazione e detossificazione di composti 'xenobiotici', cioè sostanze estranee all'organismo che possono causare effetti nocivi per la salute, quali il naftalene, ottenuto dalla raffinazione del petrolio, i benzoati, comuni conservanti alimentari, e gli xileni", continua la ricercatrice. "Questa è ovviamente una risposta adattativa delle popolazioni urbane all'esposizione ripetuta a tali xenobiotici, che consente di ridurre il rischio per la salute".   


La ricerca si è concentrata inoltre sull'incremento della resistenza agli antibiotici a cui si assiste negli ultimi decenni nei paesi occidentali, a seguito del loro uso massivo in ambito farmaceutico e negli allevamenti. "Comparando i geni microbici che conferiscono tale resistenza negli italiani e negli Hadza, una delle rare popolazioni contemporanee ancora non esposta a tali sostanze", conclude Consolandi, "è stato possibile valutare come l'utilizzo degli antibiotici nei paesi occidentalizzati stia favorendo, oltre alla formazione di specifici geni nei batteri intestinali, anche un incremento della loro mobilità da microrganismo a microrganismo, particolare che accentua la resistenza dell'organismo, rendendo sempre più difficile realizzare antibiotici efficaci".

General Electric Healthcare. Nasce nuovo network europeo di patologia digitale

NASCE UN NUOVO NETWORK EUROPEO DI PATOLOGIA DIGITALE PER TRASFORMARE LA DIAGNOSTICA DEL CANCRO E ALTRE MALATTIE

-          I laboratori diagnostici di Labco implementeranno un innovativo sistema di patologia digitale che consentirà ai patologi di esaminare i tessuti biologici in alta risoluzione direttamente sugli schermi dei loro computer, da qualsiasi postazione con accesso alla rete
-           In precedenza i patologi avrebbero dovuto esaminare le diapositive fisiche al microscopio e poi inviarle per posta ai colleghi per un secondo parere, con il rischio di ritardi o di danni alle immagini


MILANO, 22 GIUGNO – Rendere più rapida e precisa la diagnostica oncologica e quella legata ad altre gravi malattie. È questo l'obiettivo di Labco Quality Diagnostics, leader europeo nel campo dei servizi per laboratori di anatomia patologica, che implementerà un sistema di patologia digitale, soluzione sviluppata da Omnyx LLC, una joint venture di General Electric Healthcare e UPMC (University of Pittsburgh Medical Center). Il sistema permetterà ai patologi di condurre le loro analisi diagnostiche in modo più efficiente, visualizzando le immagini dei campioni biologici esaminati non solo in formato digitale, ma anche in alta risoluzione, direttamente sui monitor del proprio computer da qualsiasi luogo dotato di una connessione internet.

In precedenza, i patologi avrebbero dovuto valutare le diapositive fisiche al microscopio e poi – eventualmente – inviarle ai colleghi per posta per avere un secondo parere prima di formulare un referto definitivo. Oltre a rendere la collaborazione più difficile, questo processo potrebbe generare ritardi e ulteriori imprevisti, come la perdita o il danneggiamento delle diapositive, condizioni in grado di portare a rallentamenti nella prescrizione del corso di cura più appropriato per i pazienti.

José Antonio López García Asenjo, direttore di Anatomia patologica presso Labco Quality Diagnostics, ha spiegato: "Con questa collaborazione, Labco guida la trasformazione dell'anatomia patologica in Europa. Stiamo superando le limitazioni dei metodi tradizionali di analisi dei campioni, puntando a offrire una diagnosi più affidabile, veloce e accurata. In definitiva, crediamo che la collaborazione tra Labco e GE Healthcare possa apportare un miglioramento significativo alla qualità e alla sicurezza della diagnostica nell'ambito dell'anatomia patologica".

Il ruolo della patologia digitale in oncologia

Circa il 95%[i] dei processi di trattamento sanitario si basano sull' anatomia patologica, dalla diagnosi iniziale della malattia fino alla valutazione di come il paziente risponde al trattamento e al suo monitoraggio continuo. Nella diagnosi di cancro è compito del patologo quello di classificare il tipo di tumore e lo stato di avanzamento della malattia, in modo che l'oncologo possa definire il trattamento più appropriato. Nello specifico, la classificazione di un cancro può determinare se il paziente necessiti di un intervento di chirurgia radicale o un trattamento farmacologico.

L'Amministratore delegato di Omnyx, Mamar Gelaye, ha commentato: "Nonostante ricoprano un ruolo fondamentale nell'analisi del cancro e di altre malattie, molti patologi lavorano ancora in un mondo analogico, con vetrini e fascicoli. Il cancro è una malattia eterogenea e complessa, ma attualmente i patologi hanno a disposizione più risorse digitali nelle loro case che in un laboratorio clinico. Eppure, oggi i software sono fondamentali per condividere informazioni e buone pratiche nei team dedicati alla cura del cancro. Con l'implementazione del sistema di patologia digitale sviluppato da Omnyx, Labco potrà cambiare questo paradigma".

La digitalizzazione della patologia apre inoltre alla possibilità di un'analisi assistita dal computer. Ad esempio, questa innovazione consentirebbe all'industria del settore di progettare algoritmi informatici per facilitare molte analisi quantitative e qualitative ora effettuate a occhio, come la classificazione del tumore.

L'hub centrale della nuova rete di patologia digitale avrà sede nei laboratori Labco a Madrid. Inizialmente il network coinvolgerà circa 50 patologi in Spagna e 15 nel Regno Unito, ognuno dei quali altamente specializzato nel proprio campo clinico. L'intenzione è quella di estendere la rete a più laboratori presenti in tutta Europa, con l'obiettivo di arrivare a collegare i patologi del network paneuropeo di Labco, che eroga servizi a oltre 25 milioni di pazienti ogni anno in Spagna, Regno Unito, Francia, Belgio, Portogallo, Svizzera e Italia.



[i] NHS England National Pathology Programme Digital First: Clinical Transformation through Pathology Innovation page 6, http://www.england.nhs.uk/wp-content/uploads/2014/02/pathol-dig-first.pdf

venerdì 19 giugno 2015

Yoga Day in Campidoglio. Domenica 21 giugno alle ore 19

 

BENESSERE. DOMENICA ALLE 19 'YOGA DAY' IN PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO


Una sessione di Yoga in piazza del Campidoglio, per celebrare il primo International Yoga Day, istituito lo scorso dicembre da una specifica dichiarazione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ma anche un grande appuntamento collettivo all'insegna del benessere, per salutare il solstizio d'estate.

È l'evento organizzato da YogaFestival, in collaborazione con l'assessorato a Scuola, Sport, Politiche Giovanili e Partecipazione di Roma Capitale e con il patrocinio dell'ambasciata dell'India, per domenica 21 giugno alle ore 19. L'incontro, condotto da Antonio Nuzzo, tra le figure di spicco dello Yoga nella capitale e in Italia, radunerà in una seduta libera praticanti di Yoga e simpatizzanti, insieme nella giornata più lunga dell'anno.

"Per il 21 giugno abbiamo scelto di celebrare la giornata dello Yoga in una delle piazze più belle del mondo, un'opportunità unica in una cornice meravigliosa", ha detto l'assessore a Scuola, Sport, Politiche Giovanili e Partecipazione Paolo Masini.

"Proseguiamo così  un percorso avviato da tempo in città con l'obiettivo di unire spiritualità, benessere e qualità della vita", ha spiegato l'assessore. Lo Yoga Day sarà accompagnato da un'analoga iniziativa a Milano.

Per maggiori informazioni: www.yogafestival.it.

giovedì 18 giugno 2015

Michele: continuo a credere nella ricerca


Una cura per chi come me lotta conto la distrofia di Duchenne


Da quando avevo sei anni ho capito che la mia vita sarebbe stata una lotta contro la distrofia muscolare di Duchenne, una malattia che colpisce i muscoli. Oggi ho 30 anni e questo è già un traguardo. Nonostante le difficoltà, non ho mai smesso di credere nella ricerca. Me lo hanno insegnato i miei genitori a non arrendermi.
Perché grazie al sostegno fondamentale di tanti italiani, la Fondazione Telethon sta costruendo una speranza concreta per persone con una malattia genetica.
Aiutaci anche tu! Grazie,

Michele

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