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venerdì 31 maggio 2013

Tele-riabilitazione neurocognitiva: efficace per l'86% dei pazienti, il 79% migliora entro 6 mesi


Tele-riabilitazione: il futuro della riabilitazione post ictus cerebrale

Un metodo innovativo diretto da Valerio Sarmati che unisce le terapie neurocognitive e le nuove tecnologie, coinvolgendo attivamente i familiari del paziente

L'86% dei pazienti giudica efficace questo metodo, il 79% ha riscontrato miglioramenti entro i 6 mesi, il 91% dei familiari ritengono rilevante poter partecipare al recupero del proprio caro

Un metodo innovativo che potrebbe costituire un grande passo in avanti per i pazienti colpiti da ictus cerebrale. Si tratta della tele-riabilitazione neurocognitiva, un approccio messo a punto e diretto da Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale, basato sul metodo Perfetti al quale viene affiancata la formazione delle famiglie per la riabilitazione in casa e l'utilizzo di sistemi informatici.

Obiettivo della tele-riabilitazione è il recupero non solo fisico, ma anche neurologico del paziente, reso possibile grazie al coinvolgimento delle famiglie che, attraverso incontri di insegnamento in studio e materiale multimediale, vengono resi in grado di gestire direttamente in casa la riabilitazione del proprio familiare. Per accompagnare il paziente e la famiglia in questo percorso, Sarmati ha realizzato delle Video Guide Digitali differenziate in base al tipo di emiplegia (paralisi di
una metà parte del corpo). Ogni lezione è composta da un file teorico con le spiegazioni scritte ed illustrate degli esercizi e i video su youtube per vedere come eseguire i movimenti nel giusto modo. Inoltre, attraverso i social network e le video chat, i pazienti possono restare in continuo contatto con lo specialista, condividendo con lui i video degli esercizi svolti, per i quali lo specialista fornirà il proprio parere.

L'86% dei pazienti che seguono il metodo della tele-riabilitazione in famiglia ha riscontrato un aumento della sensibilità nella metà del copro colpita da ictus, una maggiore resistenza nel camminare e una diminuzione della spasticità. Il 79% ha riscontrato un miglioramento dell'equilibrio, mentre il 40% dei pazienti afasici ha notato un miglioramento nella parola. Inoltre, il 79% ha riscontrato questi miglioramenti entro i 6 mesi dall'inizio della terapia (di questi, il 40% addirittura entro i
3 mesi). Infine, oltre la metà dei familiari (56%) ha dichiarato di sentire meno il  senso di impotenza nei confronti della patologia e di aver acquisito maggiore fiducia nel recupero del proprio caro e oltre il 91% ritiene rilevante che un familiare possa partecipare al recupero del proprio familiare.

"Un ictus danneggia il cervello, non i muscoli, per questo è necessario intervenire con la riabilitazione neurocognitiva del Metodo Perfetti, mirando a ripristinare quelle funzioni cerebrali che permettono il movimento, e non limitandosi alle tradizionali terapie muscolari. - Ha commentato Valerio Sarmati. - La riabilitazione in famiglia, inoltre, garantisce una continuità della terapia che non potrebbe essere offerta né da un fisioterapista a domicilio, né in un centro specializzato.
Continuità, costanza ed assiduità sono le chiavi per poter ottenere un recupero significativo che consenta una maggiore autonomia di movimento e un recupero della parola e, quindi, una migliore qualità di vita. Questo approccio, inoltre, risulta fondamentale in quelle aree geografiche con una bassa offerta di servizi sanitari ed assistenziali, dove i pazienti sono costretti a percorrere decine di chilometri per effettuare le terapie o per un semplice controllo specialistico. Proprio in questi
giorni ho ricevuto un video dal figlio di un paziente che vive in un piccolo paese siciliano. Suo padre è stato colpito da una forma grave di ictus che aveva compromesso la maggior parte dei movimenti e gli aveva reso impossibile stare in piedi. In questo video, invece, il ragazzo mi mostrava come, dopo solo sette mesi dall'inizio della terapia con questo approccio, suo padre riuscisse a camminare appoggiandosi a lui."

Valerio Sarmati ha anche avviato un gruppo di aiuto ed autoaiuto su Facebook nel quale i pazienti ed i loro famigliari possono scambiare informazioni e supportarsi a vicenda. Nel gruppo vengono, inoltre, condivisi i video degli esercizi e dei progressi fatti, dando forza e speranza anche agli altri utenti.




Chi è Valerio Sarmati?
Attualmente proprietario e responsabile del Centro Fisioterapia Roma, Valerio Sarmati è esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti. Sarmati è stato il primo ad associare a questo metodo rivoluzionario l'approccio tecnologico della tele-riabilitazione in famiglia. Il dottor Sarmati è, inoltre, docente di  riabilitazione neuro traumatologica presso l'Università Sapienza di Roma. http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/

giovedì 30 maggio 2013

Fumo: lo psicoterapeuta ci spiega perché sia tanto difficile smettere in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco



GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO
Fumo: lo psicoterapeuta ci spiega perché sia tanto difficile smettere
"Occorre re-imparare a gestire le emozioni negative, che affogavamo nella sigaretta" spiega da ex fumatore lo psicoterapeuta Giovanni Porta


Smettere di fumare non è semplice: quando si accende una sigaretta dietro l'altra sembra addirittura impossibile liberarsi dal circolo vizioso che induce migliaia di persone a cercare nottetempo il più vicino distributore automatico perché, senza l'ultima boccata, è impensabile dormire. "Spesso affidiamo alla sigaretta una parte della gestione delle nostre emozioni - spiega Giovanni Porta, psicoterapeuta ed ex fumatore - La sigaretta diventa per il fumatore la risposta a molte problematiche. Stress lavorativo? Sigaretta. Litigio? Sigaretta. Ansia per il futuro? Sigaretta. Personalmente, credo che il punto più difficile nello smettere di fumare sia proprio re-imparare a gestire le proprie emozioni e i propri conseguenti comportamenti senza avere la "stampella" della sigaretta. Il fumo diviene una sorta di magica panacea che consente di sopportare meglio le difficoltà esistenziali. La sua assenza è temuta non solo per la temporanea difficoltà fisiologica che l'astinenza da nicotina comporta, ma anche e soprattutto per le attese conseguenze nefaste che un suo non-uso può generare. Questa evidente difficoltà a fare a meno del tabacco può avere anche delle conseguenze sull'autostima". Il fumo di sigaretta comporta due tipi di dipendenza. La dipendenza fisica, da nicotina, è quella più facile da vincere, in quanto si esaurisce nel giro di una settimana o poco più. Molto più difficile da affrontare è la dipendenza psicologica dalle sigarette, quella che ci fa dire non smetterò mai.
"Accendersi una sigaretta, per un tabagista, rappresenta un gesto che induce forte sollievo, tanto da far affermare a molte persone fumare mi piace. - continua Giovanni Porta - In realtà, non è affatto corretto parlare di piacere, per quanto riguarda il fumo: infatti, accendersi una sigaretta non fa sperimentare alcun piacere, ma solo diminuire la spiacevole sensazione di astinenza da nicotina. È lo stesso piacere che si prova quando, dopo essersi dati un pizzicotto, piano piano il dolore si riduce.
Un elemento che rende difficoltoso smettere di fumare è che spesso le persone usano le sigarette come oggetti di sublimazione e di contenimento emozionale. Molto frequente, ad esempio, sentire qualcuno affermare cose del tipo: sono troppo nervoso, ora mi accendo una sigaretta, quasi che il non farlo potrebbe lasciare spazio a delle incontrollate reazioni di nervosismo. In termini psicologici, questa persona sublima il suo nervosismo nella sigaretta. Chi decide di smettere di fumare si trova a dover gestire una certa dose di paura: che ne sarà di me, del mio equilibrio, delle mie relazioni, senza le sigarette?
I milioni di persone che sono riuscite a smettere dimostrano che tutte le terribili paure e ansie legate all'astinenza dal fumo sono del tutto infondate, anzi lasciano spazio a miglioramenti fisici e di salute che ampiamente ripagano l'iniziale sforzo. Questo affermano quanti hanno smesso, ma mentre si accende una sigaretta dietro l'altra la prospettiva non è certamente così rosea.
Come faccio a gestire le mie emozioni senza la sigaretta? In che cosa troverò conforto e riparo, se non nell'amata sigaretta?
Per smettere di fumare bisogna diventare più abili nella propria gestione emotiva. In altre parole, invece di "calmare" grazie al tabacco le emozioni di difficile gestione, bisogna imparare ad ascoltarle e confrontarcisi".
Facciamo un esempio: un fumatore arrabbiato che non vuole mostrare la propria rabbia può uscire dalla stanza con la scusa di dovere fumare e calmarsi piano piano boccata dopo boccata, ma che fa un ex fumatore arrabbiato? A questi non resterà che ascoltare la propria rabbia (cosa per nulla piacevole), capire da cosa si è generata, e decidere che farne. "In altre parole, - spiega Giovanni Porta) mentre le sigarette aiutano ad abbassare il livello di attivazione emotiva grazie al finto piacere dato dalla soddisfazione della dipendenza da nicotina, gestire le emozioni senza di esse è più complicato, in quanto le emozioni si presentano in tutta la loro intensità. L'unico modo per attenuare un livello emotivo poco piacevole è dare una prospettiva a quell'emozione, cioè decidere cosa fare in conseguenza di essa". Nell'esempio fatto in precedenza, capire le ragioni della mia rabbia e agire nella direzione della loro soluzione, magari confrontandomi con chi mi ha fatto arrabbiare e andando in fondo alla questione.
"Quasi tutte le persone che hanno smesso di fumare raccontano di aver migliorato la propria autostima, - conclude Giovanni Porta - in quanto sono riuscite a fare una cosa che ritenevano molto difficile. Credo che, in termini di autostima, anche uno stile maggiormente diretto nel gestire le proprie emozioni e i propri rapporti umani possa generare un notevole miglioramento della propria considerazione di sé. Essere più presenti, a se stessi e agli altri, invece di fuggire nel fumo..."


GIOVANNI PORTA

Psicologo psicoterapeuta di orientamento gestaltico, è esperto di poesia e di teatro. Vive e lavora a Roma. Da anni realizza laboratori e percorsi in cui l'arte viene utilizzata con finalità terapeutiche. Laureato in Psicologia presso l'Università degli Studi di Padova, si è successivamente specializzato con un master in "Utilizzo di tecniche artistiche nella relazione d'aiuto", ha una specializzazione in Psicoterapia della Gestalt presso l'I.G.F. di Roma, ed una in "Teatro e Psichiatria". Riceve a Roma, in via Pisa 21, e a Pomezia (RM), in via Rimini 11/B, e a Busto Arsizio, suo terra d'origine. Per info: www.giovanniporta.it - giovanniporta74@gmail.com.

 

La sala operatoria del futuro: Barco sceglie gli switch Summit di Extreme Networks

Sala Operatoria del futuro: Barco sceglie gli switch Summit di Extreme Networks per la trasmissione di immagini ad alta risoluzione su reti IP

Milano, 30 maggio 2012 - Extreme Networks annuncia che Barco, azienda leader nel medical imaging, ha scelto gli switch Open Fabric Summit - compatibili con il protocollo AVB (Audio Video Broadcasting) - per supportare il trasferimento di immagini ad alta risoluzione, nell'ambito delle soluzioni mediche di tipo mission critical Nexxis, per la visualizzazione sugli schermi negli ospedali e nelle sale operatorie.

Barco è un'azienda leader nello sviluppo di soluzioni di visualizzazione per una vasta gamma di mercati professionali: sale di controllo, difesa & aerospaziale, cinema digitale, salute, media e intrattenimento, simulazione e realtà virtuale.

Le soluzioni Ethernet Open Fabric di Extreme Networks offrono una connettività 10/40GbE flessibile e a bassa latenza che permette di migliorare la qualità del servizio ai pazienti nei migliori ospedali negli Stati Uniti e in Europa. La soluzione Barco Nexxis per le sale operatorie è basata su tecnologie digitali e di rete IP, per cui consente la gestione avanzata di immagini ad alta risoluzione, in un ambiente sempre più complesso con un controllo centralizzato. Gli switch di rete da 10GB Extreme Networks sono la dorsale del sistema della sala operatoria digitale, e assicurano la distribuzione di dati, audio e video con una latenza prossima a zero sia all'interno che all'esterno della sala operatoria.

La soluzione integrata per la sala operatoria Barco Nexxis è molto diversa dagli altri sistemi dello stesso tipo, per la centralità della rete IP. Nelle altre soluzioni di integrazione delle sale operatorie, i sistemi audio video collegano unità come le cineprese endoscopiche, i computer, gli scanner e gli schermi chirurgici, mentre Nexxis utilizza una rete IP a banda larga da 10Gbps per integrare tutti i sistemi chirurgici. Un unico switch Extreme Networks da 10GbE può essere utilizzato per gestire più sale operatorie, e permette di monitorare e risolvere i problemi tecnici senza dover entrare all'interno della sala operatoria.

"Extreme Networks è la scelta giusta per le nostre soluzioni per le sale operatorie digitali perché ha caratteristiche avanzate di bassa latenza, velocità e affidabilità, e opzioni di servizio", afferma Johan Stockman, VP Strategic Marketing Surgical Imaging di Barco. "Avevamo bisogno di uno switch per infrastruttura Ethernet di nuova generazione, in grado di rispondere immediatamente alle nostre esigenze, in cui la disponibilità, l'accuratezza e la qualità delle immagini costituiscono la norma".

"Siamo orgogliosi della relazione con Barco, perché l'integrazione degli switch Open Fabric - che rappresentano lo stato dell'arte - all'interno della loro offerta è il tassello che permette di affrontare le sfide più complesse con una soluzione semplice ed efficiente sotto il profilo dei costi, che si traduce in una vantaggio per gli utenti, che in questo caso sono gli ammalati", afferma Eileen Brooker, VP Global Alliances di Extreme Networks.

Barco
Barco è un'azienda globale di tecnologia che progetta e produce soluzioni per la visualizzazione per molti mercati: sale di controllo, aerospaziale e difesa, cinema digitale, salute, media e intrattenimento, simulazione e realtà virtuale. In questi settori, Barco offre prodotti di imaging user-friendly che ottimizzano la produttività e l'efficienza. Le sue soluzioni innovative hardware e software integrano tutti gli aspetti della catena produttiva, dall'acquisizione ed elaborazione delle immagini alla visualizzazione e gestione. Barco ha sedi in oltre 90 Paesi, con circa 3.900 dipendenti, e un fatturato di 1,156 miliardi di euro nel 2012.

Extreme Networks è leader nelle tecnologie Ethernet ad alte prestazioni, e offre soluzioni scalabili per il networking capaci di risolvere brillantemente i complessi problemi di connettività che affrontano oggi aziende e service provider, dalla gestione dell'utente wireless, sino ai server nei data center. Utilizzando tecnologie come lo switching Ethernet 100 Gigabit, Defined Networking (SDN) con OpenFlow e OpenStack, sino alla Quality of Service e alla sicurezza integrata, Extreme Networks fornisce una infrastruttura Ethernet ottimizzata per virtualizzazione, cloud networking e mobilità. Basata a Santa Clara, in California, Extreme Networks vanta più di 6.000 clienti in oltre 50 paesi. Per maggiori informazioni, visitare il sito: http://www.extremenetworks.com
Extreme Networks, il logo Extreme Networks, ExtremeXOS e BlackDiamond sono marchi o marchi registrati di Extreme Networks, Inc. negli Stati Uniti e/o in altri Paesi. Tutti gli altri marchi e nomi di prodotto sono proprietà delle rispettive aziende.

Disabilità e carceri: sono più di 200 i detenuti portatori di handicap in Italia

La situazione delle carceri italiani è costantemente sotto la lente d'ingrandimento dello "Sportello dei Diritti", da anni impegnato anche per un miglioramento delle condizioni della popolazione carceraria e per la tutela dei diritti di chi si trova a scontare una pena o è in attesa di giudizio, troppo spesso in condizioni disumane e sicuramente non all'altezza di un Paese che assume di essere "civile". Questa volta siamo costretti a segnalare chi tra gli ultimi e forse ancora più ultimo, ci si conceda questa licenza, se siamo a parlare degli oltre 200 detenuti disabili presenti negli istituti penitenziari italiani secondo una recente ricerca condotta dalla ricercatrice Catia Ferrieri per l'Università degli studi di Perugia nell'ambito del "POR UMBRIA FSE 2007-2013" dall'eloquente titolo "Carcere e disabilità: analisi di una realtà complessa" che è bene divulgare per non far cadere nel dimenticatoio un ulteriore problematica che riguarda i nostri istituti di detenzione (il documento integrale è scaricabile all'indirizzo http://sanitapenitenziaria.org/documenti/419/download ).

Lo studio in questione ha preso in esame solo 84 dei 210 casi "ufficiali" in collaborazione con l'ufficio Detenuti e Trattamento del provveditorato regionale dell'Amministrazione Penitenziaria. Tale numero è dovuto al fatto che su un totale di 416 istituti penitenziari italiani, solo 14 hanno risposto al questionario, inviato a tutti gli assessorati regionali alla sanità delle regioni a statuto ordinario e, previa autorizzazione del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, ai direttori delle case circondariali e di reclusione nelle regioni a statuto speciale.

L'indagine si è basata, quindi, sugli 84 detenuti di cui si sono ricevuti i questionari ed ha riguardato sia la presa in carico da parte delle Asl di competenza, sia la compatibilità delle sezioni e reparti detentivi che ospitano detenuti disabili con le norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche. La carenza di risposte da parte di alcune istituzioni delle varie regioni ha fornito solo dati parziali, ed in particolari quelli rivenienti dalle 10 regioni che hanno risposto al questionario: in particolare Umbria, Piemonte, Liguria, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Valle d'Aosta, Lombardia e Veneto. I dati in questione sono aggiornati a luglio 2012. Per brevità mettiamo in evidenza solo i principali.

Per ciò che concerne le presenze, la regione (tra quelle che hanno risposto) con il maggior numero di detenuti disabili è la Liguria, con 44 presenze tra la casa circondariale di Genova (40) e quella di Sanremo (4). A seguire la Calabria - con 19 presenze tra Castrovillari e Reggio Calabria e la Campania, con 7 detenuti disabili.

Quanto alle differenze per sesso, età, stato civile, il 79,3% dei detenuti disabili è di sesso maschile. Il 35,7% ha un età compresa tra i 40-50 anni, il 20,2% tra i 50-60 anni, il 15,4% tra i 30 e i 40, il 5,9% ha più di 70 anni. Il 40,4% è celibe, mentre il 41,6% è coniugato, il 7,1% è separato o divorziato. Circa la metà dei detenuti disabili ha figli

Anche altre differenze sono state prese in considerazione e tra queste la cittadinanza, l'istruzione, e la formazione. I detenuti disabili sono in gran parte italiani (92,8%), circa la metà ha un diploma di scuola media inferiore, il 21,4% ha la licenza elementare, il 14,2% è diplomato alla scuola superiore, il 7,14% è laureato. Il 61,9% non ha seguito corsi di formazione né prima dell'ingresso nell'istituto penitenziario, né durante l'attuale detenzione.

Per ciò che riguarda la tipologia di detenzione e di reparto: il 51,1% dei detenuti disabili presi in considerazione è sottoposto ad esecuzione penale, mentre il 27,3% è in custodia cautelare. Per il 19% il dato risulta addirittura sconosciuto. Quasi la metà, in particolare il 47,6% è attualmente assegnato a reparti ordinari, a fronte del 14,2% assegnati a reparti specifici.

Un elemento importante da evidenziare è anche la tipologia di disabilità: il 79,7% dei detenuti è affetto da una disabilità fisica, mentre l'11,9% ha una disabilità sia fisica che psichica. Anche in questo caso, per il 3,5% il dato non è conosciuto. Il 19% dei soggetti ha una disabilità legata a una patologia immunitaria, il17,8% è affetto da problemi legati all'apparato cardiocircolatorio, il 17,8%, ha una disabilità legata all'apparato nervoso centrale.

Uno spazio da porre all'attenzione riguarda gli aspetti delle indennità e del lavoro. Circa il 50% dei detenuti usufruisce attualmente di una indennità di disabilità erogata dall'Inps o da altri enti, mentre il 38% non ne usufruisce. Pochissimi, ossia solo il 96,4%, non è inserito in una attività all'interno del carcere. Da segnalare come esempio isolato e positivo è quello della Casa Circondariale di Reggio Calabria, dove i detenuti disabili sono inseriti nell'attività di lavanderia e di lavoro all'esterno dell'istituto.

Quando si parla di handicap e disabilità non bisogna mai accantonare l'aspetto dell'accessibilità. La ricerca in questo senso evidenzia che il 55,9% dei detenuti disabili è ospitato in sezioni o reparti detentivi con ridotte barriere architettoniche, mentre il 44% in reparti o sezioni aventi barriere architettoniche. Il 42,8% dei detenuti disabili monitorati utilizza ausili per la deambulazione, mentre il 57,1% non ne utilizza. Tra gli ausili, prevalgono la sedia a ruote (16,6%) e i bastoni canadesi (11,9%).

Un ultimo dato su cui riflettere riguarda le pene espiate e le pene residue. La pena residua più lunga è di 28 anni, mentre la più breve è di 8 giorni a fronte di una media 1527,78 giorni ossia a 4 anni, 2 mesi e 7 giorni. La pena espiata più lunga è di 19 anni, la più breve è di 16 giorni, mentre la media del tempo in cui il soggetto è in stato detentivo è di 1057,41 giorni, ossia 3 anni e 57 giorni.

Alla luce di tali dati, Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", rileva la complessità della situazione invitando i familiari dei detenuti disabili o tutti quelli che hanno conosciuto esperienze simili a segnalarle all'associazione specie per tutti quei casi che hanno riguardato circostanze che sono ritenute come lesive dei propri o altrui diritti.

 



martedì 28 maggio 2013

Reishi: il fungo della longevità.

 Elogio del "Reishi" il fungo della longevità. Utilizzato come afrodisiaco per uomo e donna, è anche apprezzato per alleviare gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia o per favorire la guarigione delle ferite; è inoltre efficace come disintossicante, ma viene anche impiegato nella cura del cancro ed è comunemente usato per numerosi disturbi, quali allergie, angina pectoris, stati di panico e depressione, artrite, asma, ipertensione, bronchite cronica, diabete, ulcera, reumatismi, insonnia, acne, ecc...

Direttamente dalla natura arrivano alcune risposte alla domanda di salute che spesso vengono confortate anche dagli studi della medicina. Esistono, infatti, piante che utilizzate nelle cucine o nelle tradizioni mediche di alcuni paesi anche da migliaia di anni, possono apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello della ricerca scientifica.

Questa volta, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti, vuol parlare dei benefici ed usi di una pianta, utilizzata come medicina, Reishi che è il nome Orientale del frutto di un fungo basidiomicete, il Ganoderma Lucidum appartenente alla famiglia delle Polyporaceae. E' noto da millenni in Oriente per le sue straordinarie proprietà curative, ma solo di recente è apparso in Occidente ed è ora di facile reperibilità anche in Italia sotto forma di integratore alimentare. Esistono varie specie di Ganoderma, ma la più utilizzata è la varietà lucidum di un intenso colore rosso e da un intenso sapore amaro. Conosciuto nella tradizione popolare orientale come "l'erba divina dell'immortalità, in grado di aumentare lo stato generale di salute e il benessere fisico. I numerosi studi scientifici effettuati su questo fungo, lo configurano attualmente come sostanza alimentare dalle comprovate caratteristiche benefiche e protettive nei confronti della salute sia fisica, che psicologica dell'individuo. il Ganoderma è impiegato per il trattamento di più di 20 patologie, che vanno dall'emicrania, ipertensione, artrite, nefrite, diabete, ipercolesterolemia, allergie, a importanti problemi cardiovascolari, neurodegenerativi e cancro. Inoltre recenti studi scientifici hanno dimostrato che le sostanze contenute nel Reishi agiscono direttamente sul sistema immunitario e ne rafforzano le difese, rendendolo più resistente agli attacchi dannosi. Questo spiega molti degli effetti che, per tradizione, sono stati attribuiti al fungo, non ultimo quello di favorire la longevità. Utilizzato come afrodisiaco per uomo e donna, è anche apprezzato per alleviare gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia o per favorire la guarigione delle ferite; è inoltre efficace come disintossicante, ma viene anche impiegato nella cura del cancro ed è comunemente usato per numerosi disturbi, quali allergie, angina pectoris, stati di panico e depressione, artrite, asma, ipertensione, bronchite cronica, diabete, ulcera, reumatismi, insonnia, acne, ecc...

Le numerose proprietà farmacologiche del Ganoderma sono dovute a composti organici quali aminoacidi, triterpeni, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi, vitamine e minerali. Più precisamente contiene calcio, ferro e fosforo, vitamine C, D, B, incluso l'acido pantotenico, che è essenziale per la funzione nervosa.

 Le principali attività farmacologiche:

  •  Aumento delle resistenze specifiche dell'organismo. con proprietà simili al ginseng. L'adenosina contenuta nel Ganoderma  spiega il suo impiego nella medicina orientale, per calmare la tensione nervosa. L'adenosina rilascia la muscolatura scheletrica, ha un effetto sedativo sul sistema nervoso centrale, ed è un azione antagonista sulla attività stimolante della caffeina, riduce la stanchezza, il calo di energia, lo stress, l'ansia, l'insonnia.

 • anti-infiammatorio preventivo di malattie neurodegenerative e cardiovascolari, Il componente responsabile di questa proprietà è stato isolato ed identificato, come un analogo dell'idrocortisone, che non possiede però gli effetti collaterali, caratteristici degli antifiammatori steroidei, e non-steroidei importante poiché l'infiammazione è coinvolta nello sviluppo di serie patologie neurodegenerative tipiche dell'età senile, come il morbo di Alzheimer. L'impiego del Ganoderma è visto nella prospettiva di mitigare gli effetti di questa malattia devastante, non solo per le proprietà antiinfiammatorie, ma anche per la capacità del Ganoderma di agire positivamente sullo stato di benessere degli individui anziani. aumentando l'energia vitale, la facoltà di pensiero e previene la perdita di memoria. L'attività antinfiammatoria di Reishi è stata valutata anche nell'ambito di altre patologie che vedono lo stato infiammatorio concausa della loro insorgenza: le malattie cardiovascolari.

 • antiipertensivo la pressione arteriosa si riduce con meccanismo ACE – inibitore. La circolazione delle coronarie, cerebrale e di tutto l'organismo migliora, il cuore fatica meno.

 • migliora l'ossigenazione  del sangue il Ganoderma  contiene un' elevata concentrazione di germanio, elemento di grande importanza che migliora l'ossigenazione del sangue .

 • antitrombotico. La valutazione della capacità inibitoria dell'aggregazione piastrinica dell'estratto di Ganoderma, ha condotto all'isolamento e identificazione degli agenti responsabili, derivati dell'adenosina e della guanosina.

 •  ipoglicemico e colesterolo. L'estratto di Ganoderma è risultato efficace nella riduzione dei livelli di glucosio nel sangue, dopo solo due mesi di trattamento. L'attività ipoglicemica è dovuta ad un aumento dei livelli di insulina nel plasma, e ad un accelerato metabolismo del glucosio, sia a livello dei tessuti periferici che del fegato.

Il colesterolo tende ad abbassarsi e rientrare nei parametri normali

 • aumento difese immunitarie e antitumorale. I composti contenuti in Reishi sono stati classificati come potenziatori delle difese , poiché possiedono proprietà immuno-stimolanti. In virtù della capacità di potenziamento delle difese fisiologiche, questo fungo viene attualmente valutato come agente carcinostatico, su base immunomodulatoria, senza peraltro possedere gli effetti collaterali indesiderati degli antitumorali tradizionali.

L'effetto antitumorale è mediato dal rilascio di citochine da parte di di macrofagi e linfociti T attivati.

 

 

Negli ultimi anni si stanno moltiplicando gli studi sulle proprietà antitumorali di Reishi. Le indicazioni per la supplementazione del Ganoderma di nella terapia antitumorale è finalizzato a ridurre gli effetti collaterali della chemio e radio-terapia; al prolungamento della sopravvivenza e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti; alla riduzione dei rischi di metastasi; alla prevenzione dell'incidenza e delle recidive della malattia. Queste proprietà sono dovute all'azione di varie sostanze in esso contenute:

a) Triterpenoidi citotossici quali gli acidi ganoderici

b) Polisaccaridi ad attività antitumorale e i loro complessi proteici;

c) Derivati del germanio. il Ganoderma contiene un elevata concentrazione di germanio, importante elemento al quale è riconosciuta l'attività antitumorale attraverso la stimolazione dell'interferone, ed inoltre il germanio è in grado di ridurre il dolore che accompagna gli stadi terminali della malattia cancerosa.

d) Fibre alimentari. L'elevato numero di fibre alimentari contenuto nel fungo è costituito da β-glucano, sostanze chitiniche, eteropolisaccaridi, che possiedono un attività carcinostatica sia su base farmacologica che fisiologica, poiché sono in grado di

prevenire l'assorbimento e di favorire l'eventuale escrezione di sostanze carcinogeniche.

 • epatoprotettore difende efficacemente il fegato sia con transaminasi alte, sia un po' intossicato, o anche grasso (steatosi epatica). Studi clinici su pazienti affetti da epatiti virali A e B hanno documentato miglioramenti incoraggianti.

 • stitichezza viene migliorata notevolmente grazie all'effetto antinfiammatorio sull'intestino, alle fibre ed all'azione di nutrimento e sviluppo dei fermenti lattici e di eliminazione dei batteri nocivi.

ALTRE APPLICAZIONI :

In cosmesi le donne orientali utilizzano Reishi per la bellezza della pelle.

I benefici osservati sono probabilmente sostenuti dall'effetto potenziante sul sistema ormonale. Inoltre Reishi è contenuto in brevetti giapponesi finalizzati al trattamento dell'alopecia, e della perdita dei capelli.

E' un integratore alimentare che agisce favorevolmente sulla capacità di conservare il livello delle difese immunitarie.

Le proprietà

Le proprietà del ganoderma lucidum reishi, che può essere assunto per via orale, sotto forma di capsule o inserito nel caffè, sono diverse. Possiede un'attività antinfiammatoria, perché contiene un componente riconosciuto come analogo all'idrocortisone e che non dà gli stessi effetti collaterali tipici degli antinfiammatori steroidei. In questo modo si può agire sul nostro stato di benessere, rendendo più ridotte le manifestazioni sintomatologiche di alcune malattie tipiche dell'età senile, come il morbo di Alzheimer.

Il fungo aiuta nel mantenere attivo il pensiero e nella prevenzione della perdita di memoria. Inoltre svolge un'attività antitrombotica, impedendo l'aggregazione delle piastrine nei vasi sanguigni. L'estratto è utile per la sua funzione antiipertensiva.

E' stato dimostrato che riesce a ridurre i livelli di glucosio nel sangue, aumentando l'insulina e stimolando il metabolismo del glucosio nel fegato. Allo stesso tempo, conosciute sono le sue proprietà di protezione proprio nei confronti di questo organo, riducendo le transaminasi.

Favorisce la circolazione del sangue, anche nei vasi capillari e svolge un'attività immunostimolante a livello cellulare. A questo proposito, è in grado di potenziare i meccanismi di difesa del corpo e allo stesso tempo di abbassare la risposta immunitaria, se ci sono casi di iperattività dello stesso sistema immunitario.

Riesce a contrastare la febbre, l'influenza e le bronchiti, elimina la stanchezza e i cali di energia e agisce sul sistema nervoso, esercitando un'azione energetica e contemporaneamente rilassante.

Gli effetti collaterali

Non sono segnalati particolari effetti collaterali del ganoderma lucidum reishi. Si tratta, infatti, di un prodotto non tossico, che può essere consumato anche per un lungo periodo di tempo. Soltanto alcuni individui particolarmente sensibili possono avvertire alcuni sintomi, come lievi disturbi digestivi, vertigini, eruzioni cutanee e dolore alle ossa, soprattutto nel periodo iniziale dell'assunzione. Si tratta comunque di fenomeni di breve durata e che possono essere ridotti mediante l'assunzione di vitamina C.

 


Giornata Mondiale contro la sclerosi multipla. Domani, anche in rete



Sono 68.000 le persone con SM in Italia, 600 mila in Europa e circa 3 milioni  nel mondo: un nuovo caso ogni 4 ore. Il picco di esordio della malattia è tra i 20 e i 40 anni.

Domani si celebrerà il World MS Day, la Giornata Mondiale della sclerosi multipla promossa dalla Federazione Internazionale della Sclerosi Multipla insieme alle Associazioni di SM nel mondo e per l'Italia dall'AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla. What's your motto? È la campagna scelta dalla Federazione Internazionale a cui l'Italia aderisce insieme ad altri 40 Paesi del mondo.

Sei ragazzi con SM hanno condiviso il loro motto su identità, relazioni e futuro in un video. Domani anche la rete celebrerà con AISM la Giornata Mondiale contro la sclerosi multipla condividendo il video What's your motto? -  online su Aism.it, su Altratv.tv e sulle web tv, blog, videoblog e media digitali del network - affinché tutti possano comprendere cosa significa vivere con la SM, quali sono le difficoltà, i traumi, le speranze e i sogni.
A questo link il comunicato stampa con maggiori informazioni. 





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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 26 maggio 2013

Sicurezza dei farmaci: oltre un milione di confezioni di aspirina sequestrate a Le Havre in Francia

Sicurezza dei farmaci: oltre un milione di confezioni di aspirina sequestrate a Le Havre in Francia

 

Da tempo lo "Sportello dei Diritti" nella sua attività quotidiana in difesa dei consumatori anche contro le contraffazioni, ha segnalato per mezzo del suo presidente e fondatore Giovanni D'Agata l'aumento vertiginoso della commercializzazione in Europa di un'infinità di tipi di prodotti tra cui sembra occupare un posto sempre più rilevante nel mercato delle falsificazione quello dei farmaci. Sono molteplici, infatti, i sequestri in tutta Europa, in particolare nei centri nevralgici dei traffici doganali, di quantità sempre crescenti di medicinali provenienti dai mercati asiatici con ciò evidenziandosi che è in costante aumento la massa di questa merce contraffatta che riesce ad entrare illegalmente nel Mercato Unico nonostante si tratti di prodotti che hanno diretta contiguità con la salute dei cittadini. Ma la notizia che arriva dalla Francia e che non è stata ancora diffusa in Italia riguarda un fatto sconvolgente perché tratta direttamente uno dei farmaci più comuni e diffusi: l'aspirina.

Nel caso in questione si parla, infatti, del "più grande sequestro di farmaci contraffatti di sempre in Francia e l'Unione europea", lo ha detto il Ministro dell'Economia francese commentando la notizia secondo cui circa 1,2 milioni di confezioni di aspirina contraffatte provenienti dalla Cina sono state sequestrate a metà maggio alla dogana di Le Havre.

I farmaci sequestrati il 17 maggio scorso avevano viaggiato nascosti in un carico di tè dalla Cina. Uno degli aspetti più eclatanti, sempre secondo il ministero, è che nessun principio attivo dell'aspirina è stato rilevato sui campioni, anche perché la polvere contenuta nei sacchi pare sia essenzialmente composta da glucosio.

Le confezioni, secondo quanto diffuso ufficialmente dal ministero "dovevano essere consegnati ad una società spagnola situata nelle Isole Baleari, che presenta tutti gli aspetti di una società-schermo, e probabilmente erano destinati alla vendita nella Penisola Iberica, Francia meridionale e Africa francofona ".

Ovviamente i Ministri dell'Economia, Pierre Moscovici, Commercio estero, Nicole Bricq e Bilancio, Bernard Cazeneuve hanno espresso le loro congratulazioni agli investigatori per la gestione delle operazioni doganali a Le Havre, evidenziando che "Questo sequestro illustra il ruolo delle dogane nella lotta contro i grandi traffici internazionali e il proprio controllo sul territorio e di tutela della salute dei cittadini".

Il precedente record tra i sequestri di tale tipo era già stato compiuto nel mese di ottobre 2011, sempre nel porto di Le Havre. La polizia doganale transalpina aveva intercettato alcune decine di tonnellate di farmaci contraffatti in due container provenienti dall'Asia. Questi farmaci includevano anti-infiammatori muscolari, gocce per le orecchie, integratori vitaminici o soluzioni contro la caduta dei capelli.

Il monito dello "Sportello dei Diritti" è rivolto alle autorità doganali affinché, ovviamente, intensifichino i controlli della merce proveniente in Europa, m




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Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 25 maggio 2013

Il barbecue è due volte più sporco della toilette

Un barbecue è due volte più sporco della toilette. Da una ricerca inglese emerge che la popolazione di germi si annida soprattutto sulla griglia

 

L'arrivo delle belle giornate con la stagione primaverile ed estiva favoriscono il desiderio di passare qualche giornata all'aria aperta e pranzare fuori, in maniera informale, organizzando un pic nic con la famiglia o gli amici.

Ma sorpresa: il water non è  il posto della casa più a rischio per l'igiene. Uno studio britannico avverte gli appassionati di salsicce e carne alla griglia che la popolazioni di germi, fra cui batteri fecali comel'E. coli e lo Staphylococcus aureus, è presente in massicce quantità su altri oggetti casalinghi come il barbecue.

I dati dello studio sono piuttosto impressionanti. Mentre il numero medio di microbi per centimetro quadrato in un water è pari a 759.000, il dato esplode sul barbecue con 1,7 milioni! Un aumento che ammonta al 124% in più di batteri .

Secondo i ricercatori su questi oggetti si accumulano scarti di prodotti a base di carne e visceri di animali, culla per batteri d'origine fecale come l'E. coli  e la salmonella. Sempre secondo il sondaggio, gli inglesi puliscono la loro griglia del barbecue solo due volte l'anno. Questa è probabilmente una parte della risposta ...

E in Italia, sono più puliti?

Per Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti" i barbecue per i motivi sopra esposti dallo studio hanno in realtà elevati livelli di contaminazione per cui sono un   pericolo per l'igiene. La sicurezza degli alimenti somministrati non può prescindere dal rispetto di precise norme igieniche. Un cibo manipolato in modo scorretto o esposto ad inquinamenti di vario tipo può infatti provocare seri danni a chi lo consuma. Le cosiddette malattie a trasmissione oro-fecale, come la salmonellosi, il tifo, le dissenterie, sono infatti provocate dalla ingestione di microbi che a loro volta provengono dalle feci di uomini e/o animali. La contaminazione dei cibi da cattiva igiene dell'alimentarista, può venire da materie prime, da attrezzature, da contatto tra cibi crudi e cibi cotti, da cibo ottenuto da fonti incerte. Pertanto si raccomanda agli addetti alla  preparazione dei prodotti alimentari di mettere in atto norme di comportamento che possono contribuire a rafforzare la prevenzione e la sicurezza per tutti i cittadini.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

giovedì 23 maggio 2013

Studio dentistico Lombardo a Verona. Per la salute della tua bocca


Andare dal dentista per sottoporti alle visite di controllo dovrebbe essere un’abitudine consolidata. Fino a pochi anni fa ci si sedeva sulla poltrona di uno studio odontoiatrico quando già si aveva un problema serio da curare. Oggi, grazie anche ad un’informazione più attenta ed a campagne per la prevenzione messe in atto già nelle scuole primarie, si tende a dare molta importanza anche alla prevenzione.
Nonostante questo però sono ancora molti gli italiani che sottovalutano l’importanza delle visite di controllo che potrebbero diagnosticare in tempo delle patologie specifiche e arginare interventi di natura più invasiva.
Lo Studio Dentistico Associato Lombardo di Verona mette a disposizione uno staff preparato ed un’esperienza decennale nella cura della bocca.Vediamo di preciso quali tipologie di cure si possono trovare presso lo studio Lombardo.
Lo studio è specializzato nella cura dei problemi riguardanti la parodontologia: una delle malattie più serie che può colpire la salute dei nostri denti. Il Dott. Lombardo è specialista anche in impianti dentali in titanio ed in protesi dentistiche.
Ampio spazio è dedicato anche all’estetica del sorriso, perché una bocca sana è anche una bocca bella dal punto di vista estetico.  Ecco perché i pazienti dello Studio dentistico Lombardo si sottopongono con fiducia alle cure medico-dentistiche sicuri di trovare sempre uno staff preparato ed attento ad ogni singola esigenza.



Farmaco contro l'anemia, il Rienso, ritirato dal mercato svizzero


Farmaco contro l'anemia, il Rienso, ritirato dal mercato svizzero dopo quattro casi di ipersensibilità tra cui un decesso

 

Nella quotidiana attività informativa sulla tutela dei diritti dei cittadini e tra questi il diritto alla salute, lo "Sportello dei Diritti" provvede a divulgare al pubblico, fra l'altro, ogni informazione utile in relazione all'utilizzo di farmaci, eventualmente segnalando le procedure messe in campo dagli istituti di controllo, anche stranieri, quando vengono riscontrate anomalie o rischi ed inoltre a tutelare le vittime nelle sedi opportune.

L'ultima notizia in questione riguarda quanto deciso dall'istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic che in data di ieri ha ordinato al colosso farmaceutico giapponese Takeda il ritiro dal mercato elvetico in via preventiva ed immediata del farmaco contro l'anemia commercializzato con il nome di Rienso, dopo l'approvazione della Commissione europea nel giugno del 2012. In particolare, tale preparato viene prescritto agli adulti anemici che generalmente soffrono di una patologia renale cronica.

A far decidere per questa misura drastica sono stati quattro casi di reazione d'ipersensibilità al prodotto riscontrati nelle scorse tre-quattro settimane, di cui uno addirittura letale.

A  far scattare l'allarme è stato il sistema di vigilanza noto con il nome "Vigilance" che a seguito di un confronto fra il numero di fiale distribuite finora in Svizzera - circa 1000 – e la frequenza degli annunci, ha rilevato come il rapporto rappresenti un multiplo della frequenza osservata a livello internazionale.

Vi è da precisare, che dopo tale comparazione la Swissmedic ha ordinato immediatamente all'azienda interessata il ritiro dell'unico lotto commercializzato in Svizzera, unico paese ove cui sarebbe stato venduto. La contiguità della Svizzera all'Italia ed il gran numero di transfrontalieri che quotidianamente si spostano al di là del confine italiano, spingono Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti" ad invitare tutti i nostri connazionali ad evitare di utilizzare tale farmaco eventualmente già acquistato nel paese elvetico ed ad utilizzare prodotti alternativi sinché non saranno chiariti i problemi connessi.

In effetti, il Rienso è un medicinale da iniettare che deve essere somministrato solo da medici, ma se qualcuno dovesse essere entrato in possesso dovrebbe evitarne la fruizione. Anche perché reazioni di ipersensibilità al prodotto erano effetti collaterali indesiderati noti e citati nelle informazioni specialistiche, ma un così alto numero di casi rispetto alla quantità commercializzata ha spinto la stessa Takeda e l'Amag, suo partner americano con sede nel Massachussetts, ad avviare un'inchiesta sul lotto in questione.

Risale al 2010, l'affidamento della commercializzazione del prodotto da parte del gruppo americano a Takeda, fuori dagli Stati Uniti ove veniva venduto con il nome di Feraheme.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

mercoledì 22 maggio 2013

‘Noi centriamo’, al via la campagna contro la sclerosi multipla


'Noi centriamo', al via la campagna contro la sclerosi multipla

I pazienti potranno interagire su Twitter. Testimonial il tenore Marco Valeri

twitter@SpotandWeb

Giovane, per lo piu' donna, si informa sul web sulla malattia, anche se il neurologo resta il punto di riferimento. E' il ritratto del paziente con sclerosi multipla, 65mila persone in Italia e oltre 10mila in Lombardia, che emerge da una ricerca di Stethos Italia presentata oggi a Roma per il via alla campagna 'Noi Centriamo' di Novartis.

novartisCondotta su oltre 200 pazienti, la ricerca evidenzia che la persona affetta dalla malattia e' un giovane adulto al momento della diagnosi (eta' media 33 anni), ha un buon rapporto con la tecnologia (il 77,5% usa il pc), si informa regolarmente, soprattutto sul web (il 75%) su tutti gli aspetti della malattia.

Quasi il 60%, poi, gestisce autonomamente la terapia, circa il 94% tra chi e' in trattamento con nuove terapie orali.

Sta di fatto che la campagna coinvolgera' in tutta Italia 24 Centri per la Sclerosi Multipla. Testimonial il tenore, e paziente, Marco Valeri.

In Lombardia hanno aderito i Centri Sclerosi Multipla di Milano (Ospedale San Raffaele, Policlinico e Fondazione Don Gnocchi), Como (AO Sant'Anna e Ospedale Valduce), Gallarate (AO Sant'Antonio Abate) e Pavia (Istituto Neurologico C. Mondino), che promuoveranno tra ottobre e dicembre incontri su novita' terapeutiche e qualita' di vita.

I pazienti saranno protagonisti della discussione anche attraverso Twitter. "Negli ultimi vent'anni – spiega Giancarlo Comi, professore di Neurologia all'Universita' Vita-Salute del San Raffaele di Milano e presidente della Societa' Italiana di Neurologia – molte cose sono cambiate sul fronte delle terapie. I nuovi farmaci sono meglio tollerati ed enormemente maneggevoli grazie alla monosomministrazione quotidiana per bocca".


Tele-riabilitazione neurocognitiva: efficace per l'86% dei pazienti, il 79% migliora entro 6 mesi

Tele-riabilitazione: il futuro della riabilitazione post ictus cerebrale
Un metodo innovativo diretto dal Dottor Sarmati che unisce le terapie neurocognitive e le nuove tecnologie, coinvolgendo attivamente i familiari del paziente

L'86% dei pazienti giudica efficace questo metodo, il 79% ha riscontrato miglioramenti entro i 6 mesi, il 91% dei familiari ritengono rilevante poter partecipare al recupero del proprio caro


Un metodo innovativo che potrebbe costituire un grande passo in avanti per i pazienti colpiti da ictus cerebrale. Si tratta della tele-riabilitazione neurocognitiva, un approccio messo a punto e diretto dal dottor Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale, basato sul metodo Perfetti al quale viene affiancata la formazione delle famiglie per la riabilitazione in casa e l'utilizzo di sistemi informatici.

Obiettivo della tele-riabilitazione è il recupero non solo fisico, ma anche neurologico del paziente, reso possibile grazie al coinvolgimento delle famiglie che, attraverso incontri di insegnamento in studio e materiale multimediale, vengono resi in grado di gestire direttamente in casa la riabilitazione del proprio familiare. Per accompagnare il paziente e la famiglia in questo percorso, il dottor Sarmati ha realizzato delle Video Guide Digitali differenziate in base al tipo di emiplegia
(paralisi di una metà parte del corpo). Ogni lezione è composta da un file teorico con le spiegazioni scritte ed illustrate degli esercizi e i video su youtube per vedere come eseguire i movimenti nel giusto modo. Inoltre, attraverso i social network e le video chat, i pazienti possono restare in continuo contatto con lo specialista, condividendo con lui i video degli esercizi svolti, per i quali lo specialista fornirà il proprio parere.

L'86% dei pazienti che seguono il metodo della tele-riabilitazione in famiglia ha riscontrato un aumento della sensibilità nella metà del copro colpita da ictus, una maggiore resistenza nel camminare e una diminuzione della spasticità. Il 79% ha riscontrato un miglioramento dell'equilibrio, mentre il 40% dei pazienti afasici ha notato un miglioramento nella parola. Inoltre, il 79% ha riscontrato questi miglioramenti entro i 6 mesi dall'inizio della terapia (di questi, il 40% addirittura entro i
3 mesi). Infine, oltre la metà dei familiari (56%) ha dichiarato di sentire meno il  senso di impotenza nei confronti della patologia e di aver acquisito maggiore fiducia nel recupero del proprio caro e oltre il 91% ritiene rilevante che un familiare possa partecipare al recupero del proprio familiare.

"Un ictus danneggia il cervello, non i muscoli, per questo è necessario intervenire con la riabilitazione neurocognitiva del Metodo Perfetti, mirando a ripristinare quelle funzioni cerebrali che permettono il movimento, e non limitandosi alle tradizionali terapie muscolari. - Ha commentato il dottor Sarmati. - La riabilitazione in famiglia, inoltre, garantisce una continuità della terapia che non potrebbe essere offerta né da un fisioterapista a domicilio, né in un centro specializzato.
Continuità, costanza ed assiduità sono le chiavi per poter ottenere un recupero significativo che consenta una maggiore autonomia di movimento e un recupero della parola e, quindi, una migliore qualità di vita. Questo approccio, inoltre, risulta fondamentale in quelle aree geografiche con una bassa offerta di servizi sanitari ed assistenziali, dove i pazienti sono costretti a percorrere decine di chilometri per effettuare le terapie o per un semplice controllo specialistico. Proprio in questi
giorni ho ricevuto un video dal figlio di un paziente che vive in un piccolo paese siciliano. Suo padre è stato colpito da una forma grave di ictus che aveva compromesso la maggior parte dei movimenti e gli aveva reso impossibile stare in piedi. In questo video, invece, il ragazzo mi mostrava come, dopo solo sette mesi dall'inizio della terapia con questo approccio, suo padre riuscisse a
camminare appoggiandosi a lui."

Il dottor Sarmati ha anche avviato un gruppo di aiuto ed autoaiuto su Facebook nel quale i pazienti ed i loro famigliari possono scambiare informazioni e supportarsi a vicenda. Nel gruppo vengono, inoltre, condivisi i video degli esercizi e dei progressi fatti, dando forza e speranza anche agli altri utenti.

E' possibile richiedere il report con i grafici della rilevazione.


Chi è Valerio Sarmati?
Attualmente proprietario e responsabile del Centro Fisioterapia Roma, il dottor Valerio Sarmati è esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale secondo il metodo Perfetti. Il dottor Sarmati è stato il primo ad associare a questo metodo rivoluzionario l'approccio tecnologico della tele-riabilitazione in famiglia. Il dottor Sarmati è, inoltre, docente di Riabilitazione neuro traumatologica presso l'Università Sapienza di Roma. http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it/

Malattia professionale da "mouse".Risarcito dall'Inail impiegato per i danni al braccio per l'uso ripetitivo del mouse

Malattia professionale da "mouse". Risarcito dall'Inail  impiegato  per i danni al braccio per l'uso ripetitivo del mouse. La «sindrome pronatoria» da "overuse" accertata a carico del lavoratore con incidenza invalidante al 15 per cento come una vera tecnopatia

 

Riconosciuta come malattia professionale la tecnopatia da mouse. Decorsi i termini  per  il ricorso in Cassazione con conseguente passaggio in giudicato della sentenza della Corte d'appello dell'Aquila che riconosce all'impiegato l'indennizzo Inail per la malattia professionale riportata a causa dell'uso ripetitivo della periferica collegata al personal computer della sua postazione. L'impiegato deve dunque ottenere dall'istituto previdenziale la prestazione di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 38/2000 laddove la patologia lamentata per l'overuse del mouse mostra un'incidenza invalidante al 15 per cento. Il diritto in questione  era già stato sancito dalla sentenza 990/12, del tribunale di Pescara.

Secondo la decisione si può ritenere connessa al servizio la patologia che ha colpito l'impiegato della banca costretto a smanettare tutti i giorni davanti al monitor del computer aziendale. E infatti la tecnopatia è una malattia professionale che può essere contratta anche a seguito dell'utilizzo di uno strumento in maniera lenta e protratta nel tempo. La CTU in primo grado ha stabilito che tale malattia è stata determinata da «fattori morbigeni» cui l'impiegato bancario è stato esposto nell'esercizio della sua abituale attività lavorativa.

Per Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", si tratta di una prima importante decisione in cui si riconosce la tecnopatia come malattia invalidante che scaturisce dall'uso massivo e ripetitivo di strumenti tecnologici. Insomma anche i moderni "Fantozzi" possono essere tutelati.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

Fitwalking: il programma per dimagrire e tonificare


 benessere

Benessere e Salute
  22 Maggio

Fitwalking: per dimagrire e Tonificare
fitwalking
Il fitwalking è l'arte del camminare.

Scopri come e dove praticarlo e quali sono i benefici di questa tipologia di allenamento.


[FITWALKING: IL PROGRAMMA PER DIMAGRIRE E TONIFICARE]
Colesterolo alto? ecco la Dieta da seguire...
colesterolo
Chi ha il colesterolo alto deve fare molta attenzione a ciò che mangia e deve seguire alcuni accorgimenti per ridurre o tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue.

[COSA MANGIARE, COSA EVITARE]
pancia-piatta

probiotici
6 Abitudini salutari che potrebbero farti male
abitudini
Quante sono le abitudini, più o meno forzate, in nome della salute?

Davvero tante, peccato che alcune non fanno poi così bene.

[SCOPRI 6 ABITUDINI CHE POTREBBERO FARTI MALE]
LEIVILLAGE : Festival di Cannes 2013: Look e Film in Concorso
cannes-moda
Anche quest'anno la Croisette ospiterà dal 15 al 26 maggio il Festival del cinema di Cannes, giunto ormai alla 66esima edizione.

[GUARDA IL LOOK DELLE CELEB]




Milano. Nuovo studio di odontoiatria: visita di controllo e pulizia a 40 euro






STUDIO DI ODONTOIATRIA
Visita e pulizia dei denti a 40 euro
Il CMA – Centro Medico Ambrosiano è da sempre attento alla salute e al benessere dei suoi pazienti, a 360 gradi. Presso lo studio di odontoiatria del CMA è possibile effettuare la prima visita di controllo gratuita ed il trattamento di ablazione del tartaro (pulizia denti) a soli 40 €.
Data l'importanza della cura dentale e dell'igiene orale, il DENTISTA del CMA è a disposizione per:
o Ablazione del tartaro
o Chirurgia orale
o Endodonzia
o Implantologia
o Odontoiatria conservativa (cura ed eliminazione carie)
o Odontoiatria estetica (sbiancamento dentale)
o Protesi fissa e mobile
o Radiologia
o Visita odontoiatrica
Per informazioni o prenotazioni tel. 02/315112.
CMA – Centro Medico Ambrosiano
Via E. Biondi 1, 20154 Milano

lunedì 20 maggio 2013

Virus ed epidemie. L'OMS avverte ufficialmente che il coronavirus potrebbe essere trasmesso da persona a persona

L'OMS avverte ufficialmente che il coronavirus potrebbe essere trasmesso da persona a persona

 

L'11 maggio scorso l'associazione "Sportello dei Diritti", per prima in Italia segnalava la preoccupazione delle autorità sanitarie europee tra cui l'ECDC ("Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie") circa i rischi connessi alla diffusione di una possibile epidemia di un pericoloso virus, il coronavirus, che dopo un primo focolaio in Arabia Saudita avrebbe segnato alcuni casi confermati anche in Europa in particolare in Francia, Regno Unito e Germania mentre altri sospetti sempre in Francia.

I Coronavirus sono una grande famiglia di virus che causano una vasta gamma di malattie umane, che vanno dal raffreddore alla SARS. Il particolare ceppo isolato nei casi in questione, appartiene a un nuovo tipo di coronavirus (nCoV) che è stato rilevato per la prima volta a metà del 2012 e che non era mai stato identificato negli esseri umani o negli animali.

Proprio ieri, però, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una chiara valutazione circa l'epidemia di coronavirus in Arabia Saudita, ammettendo per la prima volta, le preoccupazioni per un virus che può essere trasmesso da persona a persona, almeno in misura limitata.

Il parere della organizzazione internazionale non è altro che un invito ad avviare un'indagine urgente al fine di scovare la fonte del virus e determinare come esso contagi le persone.

Questa nuova inquietante valutazione della situazione è emersa anche a seguito di una nuova analisi del rischio pubblicata venerdì scorso dall'ECDC.

L'autorità europea ha messo in guardia tutti gli ospedali in Europa, al fine di ricercare e segnalare tempestivamente eventuali casi di coronavirus.

Gli avvertimenti sono coincisi con l'Assemblea Mondiale della Sanità, l'assemblea generale annuale dell'OMS dove s'incontrano tutte le autorità sanitarie del mondo che ogni anno si riuniscono a Ginevra. L'incontro di otto giorni inizia lunedì.

Fino ad oggi, ricorda Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", sono stati confermati 41 casi di coronavirus. Di questi, 20 sono stati letali.

Il virus è stato individuato in Arabia Saudita, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Germania, Regno Unito e Francia mentre nessuno, fortunatamente è risultato contagiato in Italia.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Virus ed epidemie. L'OMS avverte ufficialmente che il coronavirus potrebbe essere trasmesso da persona a persona

L'11 maggio scorso l'associazione "Sportello dei Diritti", per prima in Italia segnalava la preoccupazione delle autorità sanitarie europee tra cui l'ECDC ("Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie") circa i rischi connessi alla diffusione di una possibile epidemia di un pericoloso virus, il coronavirus, che dopo un primo focolaio in Arabia Saudita avrebbe segnato alcuni casi confermati anche in Europa in particolare in Francia, Regno Unito e Germania mentre altri sospetti sempre in Francia.

I Coronavirus sono una grande famiglia di virus che causano una vasta gamma di malattie umane, che vanno dal raffreddore alla SARS. Il particolare ceppo isolato nei casi in questione, appartiene a un nuovo tipo di coronavirus (nCoV) che è stato rilevato per la prima volta a metà del 2012 e che non era mai stato identificato negli esseri umani o negli animali.

Proprio ieri, però, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato una chiara valutazione circa l'epidemia di coronavirus in Arabia Saudita, ammettendo per la prima volta, le preoccupazioni per un virus che può essere trasmesso da persona a persona, almeno in misura limitata.

Il parere della organizzazione internazionale non è altro che un invito ad avviare un'indagine urgente al fine di scovare la fonte del virus e determinare come esso contagi le persone.

Questa nuova inquietante valutazione della situazione è emersa anche a seguito di una nuova analisi del rischio pubblicata venerdì scorso dall'ECDC.

L'autorità europea ha messo in guardia tutti gli ospedali in Europa, al fine di ricercare e segnalare tempestivamente eventuali casi di coronavirus.

Gli avvertimenti sono coincisi con l'Assemblea Mondiale della Sanità, l'assemblea generale annuale dell'OMS dove s'incontrano tutte le autorità sanitarie del mondo che ogni anno si riuniscono a Ginevra. L'incontro di otto giorni inizia lunedì.

Fino ad oggi, ricorda Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", sono stati confermati 41 casi di coronavirus. Di questi, 20 sono stati letali.

Il virus è stato individuato in Arabia Saudita, Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Germania, Regno Unito e Francia mentre nessuno, fortunatamente è risultato contagiato in Italia.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

sabato 18 maggio 2013

Sicurezza dei farmaci. La UE raccomanda la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam

Sicurezza dei farmaci. Gli organismi di vigilanza farmacologica UE raccomandano la sospensione dei medicinali contenenti il miorilassante Tetrazepam.

 

Nell'attività a tutela della salute Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", informa che il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) dell'EMA (European Medicines Agency) ha concluso che, a seguito di segnalazioni di reazioni cutanee rare ma gravi e talvolta pericolose per la vita, i benefici di medicinali contenenti Tetrazepam non superano più i rischi. Questi farmaci devono essere quindi sospesi in tutta l'Unione europea ( UE ).La raccomandazione del PRAC è stata notificata al Gruppo di Coordinamento per il Mutuo Riconoscimento e le Procedure Decentrate – Medicinali ad uso Umano (CMDH), cui spetterà la posizione definitiva.A seguito di segnalazioni di gravi reazioni cutanee in Francia, l'Agenzia nazionale francese per la sicurezza della salute e dei prodotti medicinali (ASNM) ha condotto una revisione dei dati su tutti gli effetti collaterali di questi medicinali, in particolare sulle reazioni cutanee, registrati nella banca dati del sistema di farmacovigilanza nazionale francese.

La revisione ha dimostrato che gli effetti indesiderati a carico della cute si sono verificati a un tasso più elevato rispetto ad altre benzodiazepine (farmaci della stessa classe del Tetrazepam). Inoltre, alcune reazioni cutanee riportate sono state molto gravi, includendo casi di sindrome di Stevens-Johnson (SJS), necrolisi epidermica tossica (TEN), eritema multiforme e eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS).Data la gravità delle reazioni cutanee riportate, l'Agenzia dei medicinali francese ha chiesto al PRAC di rivedere con urgenza l'uso di medicinali contenenti Tetrazepam in tutte le indicazioni.Il PRAC ha valutato tutti i dati disponibili sul rischio di reazioni cutanee con Tetrazepam sulla base dei dati post-marketing in Europa e la letteratura pubblicata. Anche i soggetti interessati (operatori sanitari, pazienti e pubblico in generale) sono stati invitati a presentare informazioni rilevanti ai fini della valutazione.Il PRAC ha concluso che Tetrazepam è associato a un rischio basso di reazioni cutanee gravi, ma maggiore rispetto ad altre benzodiazepine.Il Comitato ha inoltre osservato che, alla luce dei rischi identificati, i dati disponibili sulla sua efficacia non erano sufficienti al fine di sostenerne l'uso nelle indicazioni autorizzate: il trattamento di contratture muscolari dolorose (come mal di schiena e dolore al collo) e la spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli). Il PRAC ha considerato che non sono state identificate misure per ridurre sufficientemente il rischio di gravi reazioni cutanee con i medicinali contenenti Tetrazepam date le incertezze sui benefici. Pertanto, il Comitato ha concluso che il rapporto beneficio-rischio di questi medicinali è negativo, e ha raccomandato che le autorizzazioni all'immissione in commercio siano sospese in tutta l'Unione Europea.Il Tetrazepam appartiene alla classe delle benzodiazepine; è assunto per via orale per il trattamento di contratture muscolari dolorose (accorciamento sostenuto di tessuto muscolare) e spasticità (eccessiva rigidità dei muscoli).I medicinali contenenti Tetrazepam sono stati approvati a partire dal 1960 tramite procedure nazionali in diversi Stati membri dell'UE (Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Romania, Slovacchia e Spagna), e sono disponibili su prescrizione sotto vari nomi commerciali come Myolastan e come farmaci generici.Le benzodiazepine agiscono legandosi a determinati recettori nel cervello, aumentando così l'attività di una sostanza chiamata Acido gamma-ammino butirrico (GABA). Il GABA diminuisce l'eccitabilità di molte cellule cerebrali. Aumentando l'attività del GABA, le benzodiazepine hanno un effetto calmante sulle varie funzioni del cervello. In particolare, Tetrazepam è utilizzato per i suoi effetti miorilassanti. 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


domenica 12 maggio 2013

Attenzione alle punture di zecche

Attenzione alle punture di zecche: malattia di Lyme o borreliosi allarme giustificato? Comunque sempre meglio la prevenzione in campagna, nei boschi ma anche in spiaggia

 

Scampagnate, gite nei boschi e spiagge che iniziano ad essere frequentate, così entra nel vivo anche questa primavera che sta già facendo spazio ad un anticipo d'estate, interrotta solo da qualche acquazzone rinfrescante. Ma più si trascorre tempo all'aria aperta in campagna, nei prati, nei boschi o anche nelle spiagge e più aumentano i rischi di essere punti da qualche antipatico insetto. Non solo vespe e zanzare, con quest'ultime che iniziano ad infestare gli ambienti aperti ma mano che si prolungano i caldi e l'umidità dell'aria aumenta, ma si aggiungono i rischi connessi alle punture di un insetto assai fastidioso per non dire pericoloso: la temibile zecca.

Questo particolare parassita che si attacca al pelo dei nostri "fidi", ma che non esita a pungere qualsiasi animale a sangue caldo e quindi l'uomo, infatti, è portatore della Borrelia, un batterio responsabile di un'infezione assai diffusa ma poco conosciuta, chiamata malattia di Lyme, o borreliosi. Basti pensare che nel solo 2010 negli Stati Uniti questa infezione é stata identificata in 22mila americani con una diffusione così rapida, che é stata paragonata all'Aids.

In Italia, anche se pochi ne parlano, la borreliosi è la più diffusa e rilevante infezione trasmessa da vettore: è seconda solo alla malaria tra le malattie il cui contagio avviene tramite un vettore artropode e nel periodo 1992-1998 ha infettato circa mille persone. In regioni come la zona del Carso, il Trentino e la Liguria è addirittura considerata come una malattia endemica.

Lungi dal voler destare alcun tipo di  allarme e volendo ricordare come la prevenzione sia sempre la miglior medicina, ricordiamo solamente che la malattia di Lyme colpisce la pelle, le articolazioni, gli organi interni e il sistema nervoso. I primi sintomi possono avere un carattere intermittente. Generalmente si presentano in estate e cominciano con una macchia rossa sulla pelle che si espande rapidamente, nella maggior parte dei casi sul dorso, poi nei casi più gravi e quando c'é scarsa informazione e una diagnosi troppo tardiva, possono svilupparsi disturbi più gravi anche di carattere neurologico come meningiti, mialgie, miocardite, linfocitoma cutaneo.

Inoltre, tale patologia si manifesta con disturbi muscolo-scheletrici, problemi alla cute e all'apparato cardiovascolare, disturbi del sonno e del sistema nervoso centrale e periferico.

Come già specificato, la borreliosi una volta tempestivamente diagnosticata, viene curata con una terapia antibiotica specifica, al fine di non consentire una cronicizzazione della malattia e gli effetti negativi indicati. È  ovvio, rileva Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti" che il modo più efficace per limitare l'infezione e le possibili conseguenze è quello di educare chi frequenta le aree endemiche per limitare il più possibile la puntura delle zecche: quando si frequentano aree boschive e prati bisogna usare vestiti chiari, che consentono una migliore individuazione di tali parassiti, e piuttosto spessi con calzature serrate alle caviglie e maniche lunghe chiuse ai polsi. Dovrebbe essere prassi di chiunque, dopo la scampagnata, effettuare un'attenta osservazione sui vestiti e sulle aree cutanee esposte, così da consentire la rimozione precoce di eventuali insetti, utilizzando una pinzetta, la quale non deve schiacciare la zecca, ma afferrarla nel punto in cui inserisce l'apparato boccale nella cute; la ferita dev'essere ovviamente disinfettata immediatamente. Il rischio di trasmissione di agenti infettivi, infatti, è tanto minore quanto più breve è la permanenza del parassita nella cute.

In ultimo, anche sulle spiagge sono stati segnalati casi di punture di zecche e conseguenti contagi, sia per la diffusissima prassi di portare i cani in spiaggia che per la presenza di randagi che in alcune località balneari si spostano indisturbati. È ovvio che un tuffo in mare può limitare i rischi di punture, ma un controllo della propria pelle dopo una giornata a mare non fa mai male.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

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