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lunedì 30 settembre 2013

GIORNATA INTERNAZIONALE ANZIANI


Domani  primo ottobre Giornata internazionale degli anziani

Ma in Italia  le loro condizioni peggiorano, appello dell'Auser alla politica che guardi meno sé stessa e dia risposte ai bisogni dei cittadini

 

Nel 1990 le Nazioni unite  sancivano in 18 articoli i  diritti delle persone anziane  a vivere una vita dignitosa: diritti all'indipendenza, alla partecipazione alla vita sociale e politica, alla cura, all'auto realizzazione, alla dignità e fissavano nel primo ottobre la giornata internazionale delle persone anziane.

Gli ultimi dati sulla condizione sociale ed economica degli anziani in Italia, ci raccontano di  una realtà di disagio e di solitudine per una fetta  sempre più consistente di cittadini over 65. Siamo il Paese europeo dove si vive più a lungo, ma di contro  la qualità della vita di chi è più in là con gli anni non sembra migliorare. 

L'Italia si appresta a celebrare il  primo ottobre in uno scenario politico, sociale ed economico estremamente preoccupante ed instabile, con una crisi che non si arresta e che ha colpito duramente fra i cittadini più fragili.

Auspichiamo che domani  non ci si limiti a celebrazioni ufficiali, pur importanti, ma si  cominci davvero a dare ascolto e voce  ai cittadini anziani, alle loro esigenze e bisogni. Che la politica la smetta di guardare solo se stessa e cominci a dare speranze concrete a questo Paese.

Epatite virale e consumo di frutti di bosco surgelati


Ministero della Salute

n. 199                                               30 settembre  2013

 

EPATITE VIRALE "A"  E CONSUMO DI FRUTTI DI BOSCO SURGELATI

AGGIORNAMENTI E RACCOMANDAZIONI DEL MINISTERO

 

Da gennaio 2013, si è assistito ad un importante incremento del numero dei casi umani di epatite A, rispetto a quello atteso nello stesso periodo degli anni precedenti, soprattutto nelle Regioni del centro-nord Italia.

Nonostante siano state adottate tutte le misure di prevenzione e controllo per questa epidemia di casi di epatite virale A, e si sia osservata negli ultimi mesi una tendenza alla diminuzione delle segnalazioni, recentemente sono stati notificati diversi nuovi casi in soggetti che hanno riferito il consumo di frutti di bosco misti surgelati non cotti.

Pertanto il Ministero della salute ribadisce alcune raccomandazioni per i consumatori e gli operatori del settore alimentare.

 

RACCOMANDAZIONI PER I CONSUMATORI

Si raccomanda di consumare i frutti di bosco surgelati solo ed esclusivamente previa cottura. Il virus dell'epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore. Per esempio, facendo bollire i frutti di bosco per almeno 2 minuti viene garantita la salubrità dell'alimento.

Si coglie l'occasione per rammentare che è bene consumare i frutti di bosco freschi ed ogni altra frutta o verdura cruda solo dopo un accurato lavaggio.

 

RACCOMANDAZIONI PER OPERATORI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI DEL SETTORE ALIMENTARE

Si devono utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus al fine di minimizzare il rischio di contaminazione crociata attraverso gli impianti, gli ambienti, le linee di produzione e gli strumenti. Il virus dell'epatite A è molto persistente nell'ambiente.

Si deve considerare, nelle procedure aziendali di gestione del rischio, basate sul sistema HACCP, il pericolo di virus quali HAV e Norovirus, così come batteri patogeni (es. Salmonella ed E.coli VTEC), tenendo conto delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per il campionamento e l'analisi.

Per chi impiega a livello di produzioni artigianali o di ristorazione frutti di bosco surgelati, ad esempio per frullati, preparazioni di frutta, guarnizioni di dolci, di yogurt o di gelati si raccomanda l'impiego solo previa cottura. Il trattamento termico sicuramente efficace è la bollitura dei frutti per almeno due minuti.

 


Ruolo terapeutico cellule staminali Parkinson

Ruolo terapeutico delle cellule staminali mesenchimali nel Parkinson:

una strada in salita

 

Milano, 30 settembre 2013 – Nel Parkinson la terapia farmacologica e quella chirurgica (DBS) hanno efficacia sintomatica prevalentemente sui sintomi motori. La terapia dopaminergica è stabile e senza effetti indesiderati nei primi anni di malattia mentre in fase avanzata la risposta clinica è fluttuante con associati movimenti anormali. Attualmente non esiste una cura in grado di bloccare il processo neurodegenerativo e di conseguenza anche l'evoluzione della malattia. Molte speranze sono affidate alle così dette terapie rigenerative cellulari (cell-based) con cellule staminali. Tra i diversi tipi di cellule staminali le più promettenti per la cura di patologie neurodegenerative, come il Parkinson, risultano essere quelle mesenchimali, derivate dal midollo osseo e in grado di produrre dopamina una volta impiantate nel cervello.

 

Diversi studi hanno dimostrato che la neuro infiammazione potrebbe giocare un ruolo importante nella patogenesi del Parkinson. In molti di essi si usa il lipopolisaccaride (LPS) per studiare come le cellule staminali mesenchimali abbiano un effetto protettivo sul sistema dopaminergico, attraverso meccanismi antinfiammatori. Le cellule staminali mesenchimali infatti presentano, fra le altre, la caratteristica di rispondere a segnali secreti da zone di lesione e di migrare selettivamente verso queste ultime, esercitando un'azione riparatrice, con un forte effetto neuro protettivo. Inoltre possono stimolare i progenitori neuronali residenti nel tessuto cerebrale a completare il processo di differenziamento cellulare, mediante la liberazione di fattori stimolanti. Per quanto le maggiori informazioni cliniche provengano da innesti di cellule mesencefaliche di origine embrionale, i risultati ottenuti in studi controllati non sono stati affatto soddisfacenti, sia per scarsa efficacia sia per importanti effetti collaterali come persistenti movimenti involontari.

I problemi che una terapia riparativa cellulare con mesenchimali è chiamata a risolvere, oltre a dimostrare completa sicurezza, onde evitare che le cellule staminali una volta impiantate si trasformino in cellule tumorali, sono almeno di tre tipi:

1) mostrare di sopravvivere ai processi biologici cellulari che causano la malattia;

2) mostrare un' azione riparativa anche indiretta sulle aree cerebrali la cui sofferenza causa i sintomi-non motori;

3) mostrare almeno pari efficacia sui sintomi motori rispetto alle terapie attualmente disponibili.

 

"Per questi motivi sostiene il Comitato medico scientifico Limpe e Dismov-Sin, promotore della Giornata Nazionale Parkinson possiamo al momento affidare la terapia con staminali mesenchimali agli studi pre-clinici sperando in risultati più consistenti per il futuro dei pazienti".

 

A questo proposito, una delle sezioni attorno a cui si sviluppano le Linee Guida sulla diagnosi e il trattamento del Parkinson, pubblicate da Limpe insieme all'Istituto Superiore di Sanità, è incentrata proprio sui quesiti relativi alle staminali. Un panel multidisciplinare e multiprofessionale, rappresentato da membri delle Società Scientifiche maggiormente coinvolte nella gestione della malattia, delle più importanti associazioni di familiari e pazienti e da esperti indipendenti, ha analizzato criticamente gli studi clinici con terapie riparative cellulari. Nella sintesi emerge che: "L'insieme delle prove documenta la minima qualità degli studi finora condotti. Le cellule o le molecole finora utilizzate nelle sperimentazioni umane sono molto eterogenee e denotano la necessità di condurre studi preclinici probabilmente più rigorosi prima del passaggio alla sperimentazione umana".

 

In termini di Sanità Pubblica attualmente non vi sono prove sufficienti per l'utilizzo delle staminali nella terapia del Parkinson né esiste trattamento con cellule staminali raccomandato per i pazienti affetti dalla patologia neurodegenerativa. Le Linee Guida offrono una chiara raccomandazione per la ricerca a garanzia dei pazienti: "I trattamenti a base di cellule staminali devono essere validati scientificamente in sperimentazioni cliniche controllate condotte in strutture riconosciute e da medici competenti secondo le regole in vigore definite dalle autorità competenti. I dati scientifici prodotti devono essere condivisi secondo le modalità tradizionali della comunità scientifica prima del passaggio alla pratica clinica corrente".

 

Questo e altri aspetti della patologia saranno approfonditi il 30 novembre prossimo, in occasione della V Giornata Nazionale Parkinson e nella Conferenza Stampa di presentazione prevista per il 19 novembre a Milano.

 

 


Nuove speranza di cura per l'Aids. Lettera aperta - Appello al Ministro della Salute e al direttore generale dell'Istituto Superiore di Sanità

Lettera aperta – Appello al Ministro della Salute e al direttore generale dell'Istituto Superiore di Sanità. Nuove speranza di cura per l'Aids: strategia promettente contro il virus Hiv. Servono i fondi per proseguire la ricerca promossa dall'equipe guidata dal dott. Andrea Savarino.

 

Alla cortese attenzione del Ministro della Salute e alla Direzione Generale dell'Istituto Superiore di Sanità:

 

Nella qualità di presidente e fondatore presidente e fondatore dell'associazione "Sportello dei Diritti", da anni impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini e anche degli ammalati, nonché per la promozione della ricerca scientifica in Italia, il sottoscritto Giovanni D'Agata, rivolge un appello per lo stanziamento dei fondi necessari alla ricerca in programma per il 2014 dall'equipe del dott. Andrea Savarino impegnata in un progetto per l'eradicazione del virus dell'HIV.

Sono 33 milioni nel mondo le persone che ad oggi fanno uso di antiretrovirali. Il loro sogno è lo stesso dei ricercatori coordinato da Andrea Savarino dell'Iss che hanno pubblicato la loro ricerca su Retrovirology, una cura che guarisca per sempre dalla malattia e che non li costringa per tutta la vita ad assumere tali farmaci prolungando un'esistenza che altrimenti sarebbe segnata.

La nuova terapia, somministrata ai macachi, era composta da due farmaci, l'auranofin, un composto a base di sali di oro già conosciuto, e, per la prima volta, la butioninasulfossimina, un agente chemiosensibilizzante (Bso). Il composto ha rimpiazzato le cellule malate con cellule sane mettendo in remissione il virus anche dopo la sospensione della malattia.

"Risulta evidente – ha osservato Iart Luca Shytaj, collaboratore di Savarino e primo autore dell'articolo pubblicato su Retrovirology – come una branca specifica del sistema immunitario venga stimolata dall'aggiunta di BSO al cocktail di farmaci e possa eventualmente mimare un'autovaccinazione contro il virus".

"Monitorando i macachi – ha affermato Savarino – ben presto abbiamo potuto constatare che le nuove cellule immuni respingevano con forza il virus, riportando così le scimmie in perfetta salute".

Il primo trial clinico è previsto per l'inizio del 2014. La scoperta sarà presentata dai ricercatori a Miami a dicembre, in occasione della "Hivpersistenceduringtherapy". I ricercatori stanno ora programmando l'inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014.

Per tali ragioni, Giovanni D'Agata, nella spiegata qualità, dopo aver ricevuto segnalazioni da parte di ammalati di AIDS, animati da una nuova speranza che possa dare nuova luce alle loro vite e tenuto conto che si tratta di uno studio tutto italiano di livello mondiale che potrebbe ridare lustro internazionale alla Nostra ricerca tutta, rivolge il più accorato appello al Ministro della Salute e alla Direzione Generale dell'Istituto Superiore di Sanità affinché non facciamo mancare con estrema urgenza i fondi necessari al fine del completamento dello straordinario progetto che tanta speranza potrebbe restituire a migliaia di ammalati in Italia e milioni nel mondo.

 


Nuovi farmaci per i tumori della pelle

Nuovi farmaci in grado di curare i tumori della pelle. É l'inizio di una nuova era?

 

Nuove speranze contro i tumori della pelle. Secondo alcuni studiosi, i pazienti potrebbero essere guariti dalla malattia con nuovi farmaci innovativi. Tanto che si é parlato dell'"inizio di una nuova era". Ricerche recenti hanno rilevato che pazienti gravemente ammalati avrebbero visto effetti sorprendenti dopo aver ricevuto un trattamento che potrebbe eventualmente essere utilizzato per combattere altre forme della malattia. É la prima volta che gli scienziati sono giunti così vicino a fornire un rimedio per il melanoma avanzato.  Lo sviluppo di questi trattamenti, per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" potrà portare speranza a migliaia di persone cui viene diagnosticato un cancro della pelle. Fino ad ora la prognosi per il melanoma avanzato risulta assai scarsa e molti pazienti muoiono entro pochi mesi dalla diagnosi. Il professor Peter Johnson, capo medico presso il Cancer Research della Gran Bretagna, ha dichiarato: "Siamo solo all'inizio di una nuova era di trattamenti contro il cancro utilizzando il sistema immunitario. "Questi farmaci che possono trasformare le difese dell'organismo contro un tumore stanno iniziando a dimostrare di essere una vera promessa per il melanoma ed altri tipi di cancro.  "É solo attraverso la ricerca che possiamo acquisire le conoscenze necessarie per sviluppare nuovi trattamenti per i malati di cancro." La nuova cura contiene due tipi di farmaci - l'ipilimumab (noto come IPI) e l'anti-PD1s, che abbatte le difese delle cellule tumorali e sono ancora in sperimentazione clinica. I medici possono effettivamente riattivare il sistema immunitario di un paziente, combinando i due medicinali. Durante il European Cancer Congress è stato affermato che uno su sei pazienti sono già salvati dal trattamento innovativo. Con la nuova combinazione di farmaci potrebbe significare che più della metà dei pazienti si potrebbero salvare dalla morte. Il professor Alexander Eggermont dell'Institut Gustave Roussy in Francia ha sottolineato in una recente intervista che: "il melanoma avanzato potrebbe diventare una malattia curabile, forse per più del 50 % dei pazienti entro 10 anni." Una previsione che se fosse stata effettuata solo cinque anni fa sarebbe stata bollata come fantascientifica. "Ma adesso sembra che stiamo riuscendo ad avere il controllo del melanoma avanzato da anni, in una parte sostanziale di pazienti." Il Melanoma avanzato è diagnosticato quando la malattia si è diffusa e non può più essere rimossa chirurgicamente. Sul sito del Cancer Research britannico, attualmente i pazienti sono avvertiti che questa forma di cancro della pelle "non può essere curata". Ed é affermato che: "I trattamenti disponibili possono ridurre il melanoma o fermare la crescita."

 

 


domenica 29 settembre 2013

Salute e benessere: il sedano apporta grandi benefici

Salute e benessere: la dieta col sedano può apportare grandi benefici.

Che una dieta sana ed equilibrata inizi con un maggiore apporto di verdure e frutta, è un fatto conclamato. E il sedano non fa eccezione, anzi. Sono tante, le star che consigliate dai propri dietisti, sono solite mangiare tale alimento che fornirebbe solo 2 calorie per stelo.

 

Il sedano è una pianta erbacea tipica delle zone mediterranee. Specie officinale già conosciuta dagli antichi greci, è uno degli alimenti esistenti con meno calorie. Proprio per questo gira un leggenda metropolitana secondo cui si spendono più calorie per digerirlo che non quelle assunte dallo stesso. In realtà è un ottimo alimento da integrare nella propria dieta.  Mentre in molti crediamo che esiste un solo tipo di sedano, in natura quello maggiormente conosciuto, è solo uno tra i diversi vegetali appartenenti alla stessa specie. Perché oltre al classico sedano a coste verde, vi è anche quello bianco. Ma esistono anche il sedano rapa e il sedano da foglie. Ma venendo ai benefici di questo ortaggio essi sono molteplici per il suo particolare contenuto di sostanze benefiche. Innanzitutto, dev'essere specificato che è ricco di antiossidanti, di vitamina A e C, di potassio, di ferro e di folati. Ma non solo. E poi tantissime fibre e acqua, che contribuiscono in modo significativo a depurare l'organismo. Ottimo per chi soffre di ritenzione idrica, è di grande aiuto anche nel prevenire la formazione di calcoli renali. Il suo contenuto di prebiotici tiene a bada i gonfiori. In ultimo il dato del palato: grazie alla sua croccantezza, dà soddisfazione fisica e psichica. C'è poi chi sostiene che aiuti a dormire meglio. Questo grazie alla presenza di vitamine, sali minerali e sostanze nutritive in esso contenuti. Unica pecca, chi soffre di allergie alimentari deve stare attento. Questo a causa di alcune proteine allergizzanti. Diverse le star di fama internazionale che hanno fatto "outing" elogiando le qualità e facendone elemento immancabile per la propria dieta. Rosie Huntington-Whiteley ne fa largo uso in forma liquida, come spremute e zuppe. La cantante Katy Perry esige gambi di sedano verde, lattuga e gamberetti in almeno uno dei suoi 5 mini pasti giornalieri. Questo, almeno, ogni volta che decide di perdere peso. Alcune voci sostengono che l'ereditiera Kim Kardashian ne facesse largo uso mentre era incinta, insieme a pompelmo e carote. Fan sfegatata del sedano è anche l'attrice Gwyneth Paltrow. Persino lo chef di Jennifer Aniston è convinto che la forma fisica dell'attrice sia dovuta al sedano. Ma riviste gossippare hanno esplicitato che tale alimento venga consumato anche da Charlize Theron, Denise Richards e Fergie e tanti altri.

É ovvio, spiega Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che il sedano non sia l'unico responsabile della forma fisica delle varie star, ma unito ad altri cibi è sicuramente un valido aiuto. Oltre ciò, va ricordato che è possibile consumare l'ortaggio in svariati modi. Ottimo crudo come snack, in insalata o accompagnato da formaggi freschi. Ma anche cotto in zuppe, risotti e altre pietanze. Insomma, una vera e propria pianta della salute.

 


Psoriasi: scoperta possibile causa

Ricercatori tedeschi hanno scoperto una possibile causa della psoriasi. Una molecola mancante provoca sintomi simili nei topi.

 

Psoriasi, un vero e proprio tormento per le "vittime". Spesso, per  questa diffusa malattia della pelle vi sono trattamenti efficaci - ma in moltissimi casi risulta non curabile. Ora però ci sarebbe una speranza: attraverso test sui topi, i ricercatori hanno identificato una possibile causa della malattia.

Nella sola Italia, 34.000 persone ogni anno si ammalano di psoriasi. Questa patologia è una delle più comuni malattie infiammatorie della pelle nel mondo occidentale. Gli esperti stanno ancora cercando la causa. E i ricercatori del Cancer Research Center tedesco (DKFZ) e Heidelberg University hanno ora scoperto che una molecola mancante nei topi causa sintomi simili come nella psoriasi. Nel loro studio, i ricercatori si sono concentrati sul "segnale Wnt". Questo gioca un ruolo importante durante lo sviluppo embrionale negli esseri umani e negli animali, ma anche nella crescita dei tumori. Ai topi utilizzati in questo studio mancava una certa proteina che aiutava normalmente le molecole "Wnt" a passare dalle cellule, e, per esempio, a portare alla produzione di

neurotrasmettitori, o guidare la crescita cellulare. Le nuove scoperte effettuate dai centri teutoivi permettono di comprendere la malattia. Inoltre, i ricercatori hanno osservato sintomi simil-psoriasiche nei topi. La pelle si infiamma, nuovi vasi sanguigni sorgono, le cellule della pelle proliferano e formano quell'odiosa malattia che conosciamo. La pelle dei topi contenevano meno cellule di un determinato tipo. Queste sono le cellule immunitarie speciali che normalmente combattono gli intrusi a prevenire l'infiammazione. Secondo i ricercatori fornisce nuove intuizioni, la capacità di comprendere i complessi processi delle malattie infiammatorie della pelle. Le persone colpite soffrono di pelle secca, sensibile e cadente. Predisposizione genetica, fattori ambientali e uno squilibrio nel sistema immunitario sono coinvolti in questa malattia assai complessa. La funzione della pelle come barriera naturale contro patogeni stimoli fisici, chimici e si perde gradualmente. Questo alla fine porta a infiammazioni, reazioni autoimmuni o infezioni croniche.Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", tale ricerca può accendere la speranza di

migliaia di cittadini colpiti da tale patologia che purtroppo sono nell'incertezza di cure non sempre definitive. É ovvio che sarà importante capire cosa accadrà quando i risultati dello studio verranno

estesi sull'uomo ma é necessario un incremento ed un'accelerazione delle indagini scientifiche per trovare una soluzione certa a questa diffusissima patologia.

 


ECDC: la riemersione della polio nell'UE può essere prevenuta

La recente rilevazione del virus polio tipo 1 (WPV1) in acque luride e in portatori asintomatici in Israele solleva nuovi interrogativi sul rischio potenziale di un ritorno e il ristabilimento del temibile WPV nei paesi UE/SEE.

In una nuova valutazione rapida del rischio, l'ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, conclude che attualmente non esiste la possibilità che il virus della poliomelite possa essere importato e ristabilito in UE/SEE. Tuttavia, sulla base delle limitate informazioni su sistemi di sorveglianza esistenti, c'è un rischio che la circolazione di poliovirus potrà restare inosservato se sarà introdotto.

Il più alto livello di rischio è rappresentato dalla vicinanza e dallo spostamento di gruppi di popolazioni o non vaccinate o sotto-vaccinate, rispetto a grandi popolazioni vaccinate con vaccino antipolio inattivato (IPV). Scarse condizioni di igiene possono anche svolgere un ruolo nel facilitare la diffusione dell'infezione.

I livelli di copertura di vaccinazione in UE possono essere considerati soddisfacenti e possono spiegare l'assenza di circolazione del WPV nella Nostra macroregione finora. 

Tuttavia, ci sono anche sacche di popolazione che sono non vaccinati o sotto-vaccinati che sono a maggiore rischio di infezione e malattia.

Si stima che 12 milioni di persone nell'UE sotto l'età di 29 anni non sono stati vaccinati o hanno completato il calendario di vaccinazione raccomandata nazionale contro la polio.

I gruppi non vaccinati devono essere identificati con azioni mirate per aumentare la copertura della vaccinazione in queste popolazioni e devono essere effettuate con urgenza.

La valutazione dell'ECDC ha rilevato che se il WPV è riuscito a riemergere in Israele, con un sistema sanitario paragonabile a gran parte della copertura di vaccinazione UE e polio, allora dobbiamo accettare che c'è il rischio che potrebbe riemergere in UE/SEE.

Il modo per evitare che questo accada non è facile, ma è noto: prevenire; rilevare; rispondere. Ulteriori sforzi devono essere fatti per avere almeno una media nazionale del tasso di copertura del 90% vaccinazione e i non vaccinati e i sotto vaccinati devono essere identificati e mirati.

I sistemi di sorveglianza devono essere a posto e lavorare bene per rilevare virus polio immediatamente. E infine, gli Stati membri devono avere piani di intervento nazionale in atto in caso di epidemia.

Che poi è ciò che hanno fatto le autorità di sanità pubblica israeliana per prevenire la diffusione del poliovirus, come ha correttamente rilevato il direttore dell'ECDC, dottor Marc Sprenger.

Valutazione del rischio

Nel caso in cui il WPV venga reintrodotto possono essere adottate le seguenti conclusioni:

• I soggetti con OPV è molto improbabile che si infettino e che successivamente sviluppino la malattia;

• C'è un rischio moderato che quelli con un solo vaccino IPV siano infettati con il virus della poliomielite e un basso rischio di sviluppare la malattia;

• Individui non vaccinati o sotto-vaccinati sono ad alto rischio di infezione da poliovirus e sono a rischio moderato di sviluppare la malattia

Gli esseri umani sono l'unico vettore per il virus della polio, così i viaggi tra paesi UE/SEE e paesi in cui circola il WPV potranno determinare in gran parte il rischio che il virus sia importati nella UE/SEE. L'Europa è stata continuamente a rischio dopo che fu dichiarata libera dalla polio nel 2002, in conseguenza dei significativi flussi di popolazione da e per i sei paesi con focolai di polio segnalati e Israele.

Gli ultimi dati dell'apparato di sorveglianza suggeriscono che non c'è stata alcuna circolazione di WPV o virus polio vaccino-derivato nella regione europea dell'OMS nel 2012, confermando il suo status di libero dalla polio, come determinato dalla certificazione regionale della Commissione europea per la eradicazione della poliomielite (RCC).

Tuttavia, per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" alla luce di quanto sostenuto dalla massima istituzione europea in tema di prevenzione e controllo delle malattie e dei focolai nei paesi limitrofi, i sistemi di sorveglianza devono essere rafforzati negli Stati membri per consentire il rilevamento tempestivo del temibile virus della polio.

 


"K2" o "Spice" cannabis sintetica

L'industria delle droghe non conosce soste ed ha fantasia da vendere.

Questa volta Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" segnala l'ultima delle pericolose trovate al fine di consentire preventivamente gli adeguati interventi delle autorità di pubblica sicurezza.

Si tratta di una nuova cannabis sintetica denominata "K2" o "Spice" (spezia), utilizzata mediante un preparato da spruzzare a base di erbe naturali e sostanze chimiche al fine di provocare effetti simili a quelli della cannabis. La notizia arriva dal Nord America ed in particolare dal Canada dove si sta monitorando la situazione per verificare la diffusione di tale tipo di droga sintetica.

Secondo l'Agenzia per la Salute del Canada, le droghe sintetiche sono una vasta gamma di sostanze utilizzate in ambito ricreazionale a causa dei loro effetti psicoattivi.

Nel mese di maggio e luglio, lo stesso ente ha messo in guardia la popolazione contro il consumo di droghe sintetiche. L'agenzia federale ha ripetuto anche che queste sostanze possono causare mal di testa, confusione, cambiamenti di umore, nausea, ansia, allucinazioni, convulsioni, episodi psicotici, dipendenza e anche la morte.

La diffusione che riescono ad avere questo tipo di sostanze psicotrope è determinata dalla relativa facilità di commercializzazione che spesso le fa sfuggire ai controlli delle polizie di frontiera e alle autorità di pubblica sicurezza anche perché il mercato produce sempre nuovi "prodotti".

L'ultima trovata della cannabis sintetica, se non adeguatamente prevenuta anche in Italia ed in Europa potrebbe trovare ampia diffusione specie fra il pubblico dei più giovani incuriositi dal provare nuove sostanze.

Per tali ragioni, lo "Sportello dei Diritti" nell'ottica di prevenzione in cui si è sempre posta l'associazione, si rivolge alle autorità nazionali ed europee al fine di evitare che questa nuova droga si diffonda anche tra la nostra popolazione.

 


sabato 28 settembre 2013

SALUTE: COLDIRETTI, CHIAREZZA SU ORIGINE FRUTTI DI BOSCO CONTAMINATI DA EPATITE

Occorre fare al piu' presto chiarezza sulla provenienza dei frutti di bosco congelati che sono risultati contaminati dal virus dell'epatite A e che hanno già portato alla richiesta di sette rogatorie in Polonia, Ucraina, Bulgaria e Canada dai quali provenivano i frutti risultati positivi al virus.

E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare l'annuncio di un nuovo caso di frutti di bosco congelati contaminati dall'epatite che sembra essere stato scoperto  su una confezione commercializzata dal marchio La Valle degli Orti per conto di Buitoni di proprietà della multinazionale Nestle. Di fronte ad una escalation di allarmi alimentari provenienti dall'estero è necessario – chiede la Coldiretti - rendere obbligatorio al piu' presto l'indicazione di origine sulle etichette di tutti gli alimenti a cominciare dalla frutta trasformata.

L'importante lavoro di accertamento effettuato dal corpo forestale incaricato degli accertamenti dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha consentito - sottolinea la Coldiretti - di togliere dal mercato prodotti potenzialmente pericolosi per la salute. Una azione decisiva dopo che nel 2013 – conclude la Coldiretti - si è registrata una impennata di casi di epatite segnalati dal Ministero della Salute.

Sicurezza cibo: boom intossicazioni alimentari

Sicurezza del cibo: inquietante boom di intossicazioni alimentari. I casi di intossicazione sono cinque volte più numerosi che nel 2010. Italia seconda in Europa per intossicazioni alimentari.

 

Ogni anno in Italia vengono acclarati ben 23.000 casi di salmonellosi, pari a 41,3 ogni 100.000 abitanti. E il Nostro Paese secondo le statistiche europee occuperebbe il secondo posto nella classifica del numero di intossicazioni alimentari registrate.

I sette principali patogeni che si ritrovano nei prodotti di origine animale (Campylobacter jejunì, Clostridium perfrigens, E. coli 0157:H7, Listeria monocytogenes, Salmonella, Staphylococcus aureus, Toxoplasma gondii) sono responsabili annualmente da 3,3 fino a 12,3 milioni di casi di intossicazioni alimentari, con 3.900 decessi ed un costo stimato da 6,5 a 34 miliardi di dollari (spese sanitarie + mancata produttività lavorativa del malato) nel mondo.

Tali cifre dimostrano che l'incidenza delle malattie trasmesse da alimenti è in costante ascesa in tutti i paesi industrializzati. Tale pericolosa tendenza è ascrivibile in gran parte alle modifiche dello stile di vita e delle scelte alimentari di noi consumatori.

Le mutate abitudini lavorative (e di studio) hanno indotto un aumento del numero dei pasti consumati fuori casa, che negli Stati Uniti sono ritenuti responsabili dell'80% degli episodi delle intossicazioni segnalati.

Questo fenomeno ha condizionato anche un incremento del numero dei punti di ristoro (bar, chioschi) in aggiunta ai ristoranti e alle mense preesistenti, con le conseguenti difficoltà ad effettuare un efficace controllo sanitario. La ridotta disponibilità di tempo nelle famiglie, dove spesso lavora anche la madre, ha ridotto drasticamente la propensione alla preparazione del cibo casalingo, con una progressiva perdita di competenze specifiche nella confezione e conservazione degli alimenti e un ricorso sempre più frequente all'acquisto di pasti pronti, che richiedono particolari cautele (consumo immediato o immediata refrigerazione). Inoltre l'assenza di entrambi i genitori da casa costringe sempre più spesso i minori (i cui genitori non posseggono più l'esperienza per fornire una sufficiente dote di nozioni pratiche) a preparare essi stessi il pasto, con modalità non sempre igienicamente corrette (i.e. inadeguato riscaldamento, contaminazione di cibi cotti con cibi crudi). Anche le nuove preferenze alimentari dei consumatori possono giocare un ruolo non secondario. La ricerca di gusti nuovi (per esempio i frutti «esotici») e la perdita della nozione di stagionalità di frutta e verdura comportano l'importazione di questi prodotti da paesi lontani, con la concreta possibilità di trasporto anche degli agenti infettivi non usuali o "autoctoni". Va segnalato poi il diffondersi nella popolazione di regimi dietetici volti alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, che prevedono l'uso di vegetali crudi e potenzialmente infetti.

L'incremento dei casi di intossicazione alimentare è anche dovuto all'estendersi della fascia di soggetti a rischio (anziani, bambini, ìmmunodepressi) ed a fattori che concernono le diverse fasi di produzione (per esempio i metodi intensivi di allevamento del pollame) e lavorazione degli alimenti: a tal proposito un problema di rilievo può essere costituito dalla bassa specializzazione del personale addetto alla confezione degli alimenti e del suo rapido turn­over, che non consente di ottenere una corretta formazione igienico-sanitaria. Infine, permane purtroppo in gran parte della popolazione una scarsa propensione al rispetto delle più elementari norme igieniche per la prevenzione delle malattie a trasmissione oro-fecale. Basti pensare che in un recente studio dell'American Society for Microbiology è emerso che il 21,3 % del campione studiato (6.330 adulti) non si lavavano le mani dopo aver usufruito dei servizi igienici.

Le intossicazioni alimentari rappresentano anche nel 2013 la principale causa di MTA (malattie trasmesse dagli alimenti) (58%), seguite dagli avvelenamenti da funghi (27%), dall'intossicazioni da istamina (7%) e da tossina botulinica (7%).

Gli agenti causali maggiormente rappresentati, dopo le tossine fungine, sono risultati: Salmonella spp., Stafilococcus aureus, Istamina e Cl. Botulinum.  Gli alimenti identificati come sospetti nello sviluppo dei focolai di tossinfezione alimentare sono stati i prodotti della pesca (24%) e i prodotti carnei (19%) con dati congrui alle analisi condotte su matrice alimentare che evidenziano le positività maggiori per i due alimenti sopra-citati.

 

Incongruente risulta invece il dato relativo agli alimenti a base di uova, identificati come sospetti nel 13% delle indagini epidemiologiche in corso di MTA e raramente riscontrati positivi per patogeni nei controlli routinari sulle matrici alimentari (0/27). Tra l'altro anche alla luce dei risultati delle tipizzazioni di Salmonella spp. che confermano il trend di una prevalenza di S. typhimurium e della nuova variante monofasica 4,5,12:i e della quasi scomparsa di S. enteritidis, è possibile che le indagini epidemiologiche siano influenzate da pregiudizi radicati tra i sanitari che hanno il primo contatto con il paziente e che vedono la Salmonella collegata al consumo di uova.

Le matrici di origine vegetali sono identificate come sospette nel 6% delle MTA, contro un 0.5% di positività nelle indagini su matrici alimentari (1/190).

Nella maggior parte dei casi gli episodi di MTA si verificano presso l'abitazione privata (52%) o nella ristorazione pubblica (33%) dove spesso i fattori comportamentali (scorretto mantenimento della temperatura e contaminazione crociata) sono frequentemente identificati come fattori causali. Per Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti" al di là del necessario e obbligatorio rispetto delle normative e delle regole da parte dell'industria alimentare, è indubbio che una adeguata informazione/formazione indirizzata ai consumatori o agli operatori di alcune tipologie di attività a maggiore rischio determini una più consapevole assunzione di comportamenti corretti ed una migliore gestione dei rischi legati alla manipolazione di alimenti.

Occorre quindi ripetere sino allo stress che per proteggere la propria salute, bisogna rispettare delle buone pratiche di acquisto, conservazione e preparazione dei cibi tenendo presente che anche le scatolette o altri tipi di conserve a base di latte, pesce o carne, una volta aperte, devono essere tenute in frigorifero e consumate nel più breve termine e comunque entro 3 giorni dal primo consumo.  

 


Allerta alimentare: Auchan lancia l'avviso on line sul suo sito che Parmalat ritira lo yogurt KYR alla fragola in vasetto di vetro

Richiamato lo yogurt alla fragola Parmalat della linea KYR in vasetto di vetro, per la possibile presenza di corpi estranei. Lo yogurt ritirato in Sicilia è il KYR gusto fragola, confezione da 2 vasetti in vetro ciascuna da 125 grammi, scadenza 04/10/2013. Nessun problema per gli altri vasetti. Il ritiro riguarda esclusivamente i lotti venduti in Sicilia. L'allerta è stata ripresa anche dal sito della catena di supermercati Auchan che ha rilanciato la notizia in rete e avvisato i clienti attraverso dei cartelli nei punti vendita. Parmalat invita a non consumarlo e a contattare il numero verde (800 848 020) messo a disposizione.

L'allerta riguarda, rileva Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti"  solo questo tipo di yogurt in vasetto di vetro. Tutti gli altri prodotti Parmalat presenti sugli scaffali si possono consumare tranquillamente.  Non è dato sapere quali altre catene di supermercati sono interessate  in quanto purtroppo Parmalat non ha voluto diffondere la lista dei supermercati che hanno venduto i vasetti di yogurt.

 


RIFORMA DEL WELFARE NELLA REGIONE LAZIO


Le Associazioni, Movimenti, Gruppi e Cittadini che hanno aderito all'iniziativa esposta in questa nota, avendo esaminato con attenzione la Proposta di Legge Regionale che disciplinerà il nuovo welfare nel Lazio, propongono le seguenti considerazioni:

1 – Il primo elemento evidenziato dalla Proposta di Legge in discussione è la messa in mora del diritto di scelta di persone con disabilità e famiglie mentre è evidente che la norma mira a riportare come figure centrali di riferimento Terzo Settore e affini. Il testo ripropone lo schema che ha ridotto in stato di prigionia centinaia di migliaia di famiglie in tutta Italia, trasformando l'assistenza domiciliare in una torta politica da consegnare all'esercito ben strutturato del Terzo Settore, un fatto grave che rispinge indietro i soggetti fruitori dei servizi. Le famiglie e le persone con disabilità, in questo contesto, possono tornare proprietari di loro stessi solo quando non si è assistiti. Questo schema è in palese conflitto con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, divenuta Legge del nostro Paese – e che quindi chiunque deve rispettare, primi fra tutti le Istituzioni pubbliche - nel 2009, dove si afferma chiaramente in più passaggi, come al centro del Welfare ci debbano essere le PERSONE, libere di autodeterminarsi, e non altri soggetti che dell'assistenza hanno fatto un business milionario trasformando quello che dovrebbe essere un sostegno in un campo di prigionia per tanti. Nell'impianto della Poposta di Legge ci si richiama inoltre, e continuamente, alla professionalità presunta che tali organismi declamano tuttavia ci preme ricordare che, ferma restando la validità di taluni operatori, la realtà dimostra che un buon numero di essi non ha alcuna qualifica e che spesso questi alimentano, nelle case delle persone con disabilità, ulteriori ragioni di conflitto, che sfuggono a controlli orari e che non sono mai stati perseguiti da parte dell'amministrazione pubblica, o quanto meno richiamati, nemmeno quando hanno rifiutato di assistere utenti perchè "scomodi". Tutto questo determina un nostro deciso, primo NO, ad un impianto di questo tipo, che viene spacciato per innovativo ma che in realtà non è altro che il modello degli anni '80-'90 rivisitato più sotto l'aspetto dell'estetica comunicativa che non della sostanza.

2- E' fonte di enorme preoccupazione degli enti scriventi il fatto che questa Proposta di Legge offra anche alle fondazioni una fetta del business. Riteniamo che questa apertura confermi ulteriormente quanto esposto nel punto precedente, ossia un tentativo palese di chiudere con la stagione dei diritti, consegnando a fondazioni private la co-gestione del denaro pubblico e lasciando a questa enorme galassia l'opportunità, nei fatti, di stabilire le necessità assistenziali di ciascun soggetto assistito.

3- La Proposta di Legge interviene su una materia che negli anni ha visto spendersi molte associazioni di disabili. Ci riferiamo in particolar modo ai L.E.A., e anche noi siamo sempre stati dell'idea che garantire a tutti un livello di assistenza minimo sia un obiettivo importante. Tuttavia nella Proposta di Legge questi non sono affatto determinati in modo chiaro, un'occasione persa che a nostro giudizio porterà a dare poco e niente a tutti, prescindendo dalle condizioni del singolo soggetto assistito. In particolare pensiamo alle persone con gravi o gravissime disabilità di fatto tagliate fuori dal recente ripristino del fondo della non autosufficienza, sempre più spesso massicciamente destinato solamente ad una specifica patologia. Se l'inversione di tendenza esposta nella proposta di Legge significherà mandare in onda le risorse regionali disponibili sotto forma di LEA e distribuite a pioggia, essendo queste largamente insufficienti - i dati sono incontrovertibili – in breve tempo verranno prosciugate le risorse e nessuno spazio di disponibilità economica costante potrà essere garantito a coloro che non possono farne a meno, i più gravi!

Conclusioni: questo impianto a nostro giudizio sembra scritto per rimettere in moto una potente macchina del consenso, consegnando ad essa una valanga di milioni di euro sulla pelle delle persone con disabilità e delle loro famiglie. A testimonianza di ciò sottolineiamo come le linee guida siano state volutamente rese note nel cuore del mese di Agosto, periodo di notoria scarsa attenzione, mentre il 12 settembre avveniva la trionfale presentazione del Presidente Zingaretti e il 3 Ottobre è già prevista la data fissata per l'approvazione della proposta di legge In Giunta Regionale, con una enigmatica rapidità mai verificatasi prima da parte dell'istituzione Regione Lazio. Non è così peregrino affermare che nessuno spazio di dibattito democratico vero sia stato concesso alle persone con disabilità e alle loro famiglie mentre la mail messa a disposizione dei cittadini per le eventuali osservazioni, sembra somigliare ad uno strumento di propaganda di comunicazione unilaterale e senza controllo, piuttosto che all'avvio di un vero dibattito democratico tra cittadinanza ed Ente Regione.

Gli enti scriventi chiedono pertanto un incontro urgentissimo, prima del 3 Ottobre p.v., con il Presidente Zingaretti e l'Assessore Visini. E' un nostro diritto democratico, soprattutto perché coinvolti in un bagaglio di esperienza diretta arricchente per qualsiasi Amministrazione veramente attenta e rivolta ai veri bisogni del Cittadino, esporre nel dettaglio le ragioni di un NO convinto a questo impianto e la proposta di modifiche che riportino i disabili e le loro famiglie al centro di un VERO nuovo welfare.

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Tutti i singoli Cittadini, le Organizzazioni, le Associazioni e i Gruppi che sono coinvolti nelle importanti decisioni che la Regione Lazio sta per prendere sulla loro pelle, potranno aderire compilando il modulo disponibile a questo indirizzo https://docs.google.com/forms/d/1xB0KSz6krc59Zi2pUfH_jIUZp51UbzNKPAxobPO5FVI/viewform

Questa la Proposta di Legge, per valutare cosa realmente sta accadendo. E' facile notare la contraddizione tra articoli dedicati ai preamboli e agli intenti dichiarati nella Proposta rispetto agli articoli che determineranno praticamente l'applicazione della Legge.
https://www.facebook.com/groups/411909242204681/doc/580862128642724/

venerdì 27 settembre 2013

La campagna Unaproa all’“International Six Days of Enduro” di Olbia


La campagna Unaproa all'"International Six Days of Enduro" di Olbia



DAL 30 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE FRUTTA E VERDURA PROTAGONISTE DELL'OLIMPIADE DELLA MOTO

 

 

Continua la campagna nazionale per il consumo di ortofrutta "Nutritevi dei colori della vita", promossa da Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio) con il cofinanziamento dell'Unione Europea e dello Stato Italiano (Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).

 

Dopo la partecipazione estiva al Giffoni Film Festival e alla Festa dei Colori di Caprarola, i "cinque colori del benessere" incontrano nuovamente lo sport in occasione dell'ISDE 2013 - "International Six Days of Enduro" la Sei Giorni di Enduro, detta anche l'Olimpiade della moto, in programma ad Olbia dal 30 settembre al 5 ottobre.

Un evento unico che assegna ogni anno il titolo di Campione del Mondo di Enduro a squadre Nazionali e che quest'anno, in occasione della centesima edizione, si svolgerà proprio in Italia.

 

"Mangiare frutta e verdura gioca un ruolo vincente e fondamentale nell'alimentazione di chi fa sport a tutti i livelli – ricorda Ambrogio De Ponti, presidente di Unaproa – e la nostra partecipazione al centenario dell'ISDE, che quest'anno si celebra in Italia, vuole proprio sottolineare l'attenzione del nostro comparto verso il pubblico giovanile e sportivo. E' bene ricordare sempre che frutta e verdura sono essenziali per il nostro benessere. Di qui il nostro consiglio di consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e di verdura ciascuna di diverso colore".

 

Appuntamento da non perdere, per tutti i partecipanti, è quello con "l'ora del benessere" in programma nel corso di tutti e sei i giorni dalle 17.00 alle 18.00 presso l'area paddock dell'evento.

All'interno dello stand Unaproa verrà infatti distribuita ai partecipanti una coloratissima merenda a base di frutta e verdura insieme a dei gadget targati "Nutritevi dei colori della vita".

 

Frutta e verdura saranno presenti anche nell'alimentazione dei piloti delle 139 squadre nazionali partecipanti al torneo: ogni giorno infatti verranno consegnati agli atleti dei cesti di ortofrutta per la loro alimentazione pre e post gara.

All'interno di "Casa Azzurri", l'area dedicata alla Nazionale Italiana e ai suoi piloti, sarà inoltre sempre presente un corner con il materiale informativo sulla campagna Nutritevi dei colori della vita".

 

 

 

www.nutritevideicoloridellavita.com

Unaproa s.c.a.r.l. - Via XX Settembre 4 - 00187 Roma | Telefono 06.424521 - Fax 06.47822822



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Redazione del CorrieredelWeb.it


Alimenti e inquinanti. Una settimana di allerta

Roma, 27 Settembre 2013. Non e' proprio una settimana felice per i prodotti alimentari.  Il Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi ci comunica un quadro non proprio rassicurante.  Batteri fecali in carne di cervo proveniente dall'Austria e in carne bovina argentina, salmonella nei pistacchi e solfiti in albicocche secche provenienti dalla Turchia.  Meno male che questi prodotti non sono in commercio perche' respinti alle frontiere.

Rimane sempre il dubbio sugli alimenti che, per motivi statistici non possono, essere controllati (non si possono fare analisi a tutti gli alimenti nelle varie forme merceologiche). Per non destare allarme possiamo dire che i livelli di igiene degli alimenti che circolano nella UE sono tranquillizzanti per i consumatori. Con le debite eccezioni.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Caffeina dannosa per gli adolescenti?

La "caffeina" sarebbe dannosa per gli adolescenti. Uno studio svizzero dice che la sostanza rallenterebbe il processo di maturazione del cervello

 

Bere caffè sin da piccoli farebbe male. Perché secondo uno studio svizzero da parte di un'equipe di ricercatori di Zurigo, il consumo di caffeina fra i bambini e gli adolescenti rallenterebbe il processo di maturazione del cervello.

La ragione di tale tesi sarebbe riposta nel fatto che la sostanza -  presente fra l'altro in grande quantità anche nelle bibite energetiche o all'inglese "energy drink" molto apprezzate dai più giovani - riduce le fasi di sonno profondo, momento in cui vi è il maggiore sviluppo cerebrale.

Lo studio effettuato su topi da laboratorio avrebbe verificato che quelli cui è stata somministrata caffeina rispetto agli altri a cui è stata data solo dell'acqua, sarebbero più "timidi e prudenti" quando solitamente si distinguono per la loro curiosità.

Pur non entrando troppo nel merito dell'esito della ricerca, per Giovanni D'Agata, presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", rileva come la stessa confermi comunque ciò che empiricamente un po' tutti conoscevamo: ossia che il consumo di caffeina tra i giovani, specie in eccesso, dev'essere in ogni caso evitato. 

 


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giovedì 26 settembre 2013

DDL Malattie Rare, On. Binetti: Calendarizzare il Disegno di legge

UN DDL PER LE MALATTIE RARE: ON. BINETTI AI POLITICI, "CALENDARIZZATE LA PROPOSTA DI LEGGE"

 

"Confermo l'interesse per un tema così urgente e alle istituzioni dico: basta aspettare". Parole chiare e concise quelle pronunciate nel corso del convegno romano dall'esponente della Camera, che ha chiesto l'approvazione del Disegno di legge sulle malattie rare.

 

Si è svolto ieri a Roma, presso la Camera dei Deputati di Palazzo Marini, il convegno "siamo rari… ma tanti": un DDL per il diritto alla salute dei malati rari, organizzato dall'Associazione "Giuseppe Dossetti: i Valori, Sviluppo e Tutela dei Diritti" (www.dossetti.it). Scopo del presente incontro è stato quello di sensibilizzare il mondo politico affinché sia discusso e approvato il Disegno di legge sulle malattie rare presentato alla Camera e al Senato.

 

A dibattere su un tema tanto urgente si sono riuniti attorno a un tavolo, tra gli altri, S.E. Monsignor Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari, l'Onorevole Pierpaolo Vargiu, presidente della XII Commissione Affari Sociali, l'Onorevole Paola Binetti, membro della XII Commissione Affari Sociali e il Professor Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

Ad aprire il convegno è stata la Senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, presidente dell'Associazione G. Dossetti, la quale ha sottolineato l'urgenza dell'approvazione del Disegno di legge, ribadendo che "all'interno dell'elenco allegato al D.M. sono riportate soltanto 6 tipologie di malattie per le quali è prevista l'esenzione sanitaria, a fronte delle 600 finora riconosciute dalla comunità scientifica, anche da qui nasce l'esigenza di un'integrazione. Tale lista – ha concluso la Fumagalli Carulli - avrebbe dovuto essere aggiornata a cadenza triennale ma, incredibilmente, da 12 anni non ha subito modifiche".

"Esiste una grave disparità di trattamento sanitario da regione a regione - ha spiegato il professor Bruno Dallapiccola, presidente del comitato scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù -. Occorre armonizzare il metodo di cura e assistenza a livello nazionale, perché è assurdo avere 21 modi diversi di agire a livello sanitario". Il professor Dallapiccola, di concerto con ospiti presenti, ha più volte ribadito il ruolo chiave che la ricerca scientifica può giocare al tavolo delle malattie rare, e ha ripreso una frase pronunciata dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: "Ogni dollaro che abbiamo investito ne ha fatto tornare 140 nel sistema produttivo".

La Santa Sede, nella persona di S. E. Monsignor Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari, ha testimoniato l'impegno costante del Vaticano in difesa dei più deboli e dei malati: "Il diritto alla salute e la possibilità di accesso alle cure non deve mai venire meno - ha sottolineato il Monsignore -. Alle industrie farmaceutiche chiedo di non far valere il profitto economico sulla considerazione dei valori umani. La Santa Sede è da anni in prima linea nel richiedere che le logiche del profitto non mettano mai in pericolo la vita".

 

L'On. Paola Binetti, prima firmataria della Proposta di legge presentata alla Camera, ha sollecitato la classe politica a prendere in considerazione il documento: "Il DDL - ha spiegato - è stato ideato assieme all'Associazione G. Dossetti e a tante altre Onlus che si occupano di malattie rare. Si tratta di un documento importante, che spero sia calendarizzato e approvato al più presto. E' impensabile che i pazienti debbano farsi carico di spese mediche e farmacologiche - ha continuato l'Onorevole Binetti -. Queste persone hanno estremo bisogno di diagnosi veloci, linee guida accurate e modelli terapeutici efficaci. Da parte mia confermo l'interesse, l'impegno e la passione nei riguardi di un tema così urgente, e ai politici dico: basta aspettare".

 

Riallacciandosi all'appello lanciato da Paola Binetti, l'Onorevole Pierpaolo Vargiu ha posto l'accento su un tema cruciale, quello economico: "Il problema da affrontare è: dove troviamo i fondi per attuare il progetto delineato nel DDL? La mia idea - ha proposto Vargiu- è quella di dare un taglio allo spreco di risorse presente nel Sistema Sanitario Nazionale, e veicolare il denaro ricavato sui progetti realmente importanti, proprio come questo".

 

 


Test su deodoranti per ambienti - tra inquinanti ed allegreni - meglio aprire le finestre

 

I diffusori per ambienti rendono l'aria peggiore, con preoccupanti effetti sulla salute. Altroconsumo ha messo alla prova diffusori, e candele per verificare se e quali sostanze nocive contengano: trovati inquinanti e allergeni.

Per il test i prodotti sono stati inseriti in una camera stagna; utilizzando specifici strumenti, sono state misurate le emissioni indesiderate.

 

Dimenticate ondate di freschezza inebriante, la realtà è che possono rendere l'aria di casa peggiore, con preoccupanti effetti sulla salute per le categorie più a rischio, come bambini, allergici e asmatici. Incensi, oli, candele e diffusori sono sostanze naturali o di sintesi, che, soprattutto quando vengono bruciate, emettono inquinanti che si concentrano tra le mura domestiche.

 

Il modo migliore per rinnovare davvero l'aria? Banale ed economico: aprire le finestre per 5-10 minuti è la soluzione migliore per eliminare gli odori, invece che coprirli con fragranze aromatiche.

 

Tra sostanze inquinanti e allergeni

I deodoranti per ambiente emettono una quantità elevata di sostanze inquinanti e una gran quantità di allergeni.

 

Gli inquinanti rilevati

  • COV
    I Composti organici volatili includono una moltitudine di sostanze, sia naturali sia di sintesi; si propagano facilmente e spesso sono concentrati negli ambienti chiusi. Provocano soprattutto irritazione e allergia.
  • PM2,5
    Le polveri sottili, note per il loro legame con il traffico automobilistico, sono presenti anche in casa se si scelgono deodoranti a combustione (candele e incensi): rappresentano
    un rischio per polmoni e cuore.
  • Formaldeide e benzene
    Annoverate tra i cancerogeni, sono emesse in particolare da incensi e oli, ma anche dalle candele.
  • Allergeni
    Tanti e comunissimi, a rischio i soggetti sensibili.
  • Irritanti
    L'acetaldeide è presente negli oli e negli incensi.

 

La richiesta formale di Altroconsumo alle istituzioni nazionali ed europee – DG SANCO e Commissari competenti: Industria; Ambiente; Consumatori – è di avere finalmente una normativa chiara sulle informazioni e avvertenze in etichetta in modo da informare in modo esaustivo i consumatori su eventuali effetti allergenici e irritanti e sulle corrette modalità di utilizzo di questi prodotti.

 

 


Scoperta l’ereditarietà del sistema immunitario


Il numero di cellule del sistema immune ha anche una base genetica. Lo studio dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr sulla popolazione sarda, pubblicato su Cell, ha identificato ben 23 varianti genetiche associate alle patologie autoimmuni, dischiudendo importanti scenari terapeutici

 

Il sistema immunitario è un complesso network di cellule, tessuti e organi che lavorano insieme per combattere gli agenti patogeni. Il numero delle cellule immuni è particolarmente importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per il nostro stato di salute, ma non era chiaro se esso dipendesse semplicemente dalla reazione rispetto alle infezioni o se fosse anche soggetto a fattori genetici. Il gruppo di ricerca guidato da Francesco Cucca, direttore dell'Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Irgb-Cnr) di Cagliari e professore di Genetica medica presso l'Università di Sassari, ha evidenziato come anche la genetica gioca un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli circolanti di cellule del sistema immunitario. La ricerca 'Genetic variants regulating immune cell levels in health and disease' è stata pubblicata su Cell con oltre 30 autori italiani quali primi e ultimi firmatari, a poche settimane di distanza da un'altra pubblicazione dello stesso gruppo su Science.

"Obiettivo dello studio è capire se e in che misura le cellule circolanti del sistema immune siano ereditate per linea famigliare e quali geni siano eventualmente implicati", afferma Serena Sanna, ricercatrice dell'Irgb-Cnr che ha coordinato le analisi statistiche. "I risultati del lavoro hanno dimostrato che i livelli delle cellule hanno una forte base ereditaria e, ad avvalorare questa tesi, sono stati identificati numerosi siti del genoma umano coinvolti in tale regolazione genetica".

Il team di ricercatori ha analizzato il ruolo dei geni nella regolazione dei livelli di circa 100 differenti tipi cellulari attraverso uno studio di associazione condotto in un totale di 2.870 individui provenienti da quattro paesi della Sardegna e appartenenti al progetto ProgeNIA/SardiNIA, che studia le basi genetiche di oltre 800 parametri di rilevanza biomedica. In questo studio inoltre il profilo genetico individuale è stato esaminato a un livello di risoluzione senza precedenti, grazie al sequenziamento dell'intero genoma di molti individui inclusi nello studio.

"La ricerca coniuga per la prima volta due aree di indagine separate: l'analisi cito-fluorimetrica per l'esame dettagliato dei livelli delle cellule del sistema immune e il profilo genetico degli individui esaminati, chiarendo così importanti aspetti della regolazione genetica dei livelli delle cellule del sistema immunitario", spiega Valeria Orrù, ricercatrice dell'Irgb-Cnr.

"Sono state identificate 23 varianti genetiche indipendenti associate a particolari cellule immunitarie, in maggior parte nuove, sebbene alcune fossero già state proposte in altri studi ma senza una solida significatività statistica", aggiunge Maristella Steri, statistico presso l'Irgb-Cnr. I ricercatori hanno poi confrontato i risultati ottenuti con i dati presenti in database pubblici scoprendo che in alcuni casi questi geni erano già associati a celiachia e malattie autoimmuni come colite ulcerosa, diabete di tipo I, sclerosi multipla, artrite reumatoide. "Individuare i geni che influenzano le cellule del sistema immunitario e il rischio di insorgenza di patologie autoimmuni è il primo passo per intraprendere studi funzionali mirati alla caratterizzazione dei complessi meccanismi che regolano il sistema", sottolinea Edoardo Fiorillo, ricercatore dell'Irgb-Cnr.

Studi precedenti dello stesso Istituto, nell'ambito del progetto ProgeNIA/SardiNIA, hanno identificato geni associati ad altezza, glicemia, colesterolo, lipidi ematici e parametri ematologici come l'emoglobina fetale. "Uno dei punti di forza della nostra ricerca è la popolazione oggetto dello studio", conclude Francesco Cucca. "I sardi rappresentano una popolazione ideale per gli studi di genetica, con risultati che spesso hanno una valenza più generale per il resto dell'umanità: in questo caso, capire come la genetica regoli il sistema immunitario e l'autoimmunità ci avvicina allo sviluppo di terapie nuove e più efficaci per il trattamento di patologie autoimmuni".

 

Roma, 26 settembre 2013

 



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