domenica 28 aprile 2013

Virus aviaria A(H7N9) in Cina. Nuovo caso nella provincia meridionale

 

Virus dell'influenza aviaria A(H7N9) in Cina. Nuovo caso nella provincia meridionale.

Il virus ha già provocato la morte di 23 persone

 

Ieri in Cina è stato denunciato un nuovo caso di influenza aviaria H7N9, dove il virus ha già provocato la morte di 23 persone. Si tratta di una donna di 64 anni che vive nella provincia meridionale dell' Hunan che ha sviluppato i sintomi dell'influenza quattro giorni dopo essere stata in contatto con dei polli. Le sue condizioni non sono gravi. Il primo caso al di fuori della Cina continentale è stato segnalato a Taiwan nei giorni scorsi. Il paziente ha sviluppato i sintomi dopo essere tornato da un viaggio in Cina.

L'esordio della malattia è stata tra il 19 febbraio e il 18 aprile 2013 in: Zhejiang (44), Shanghai (33), Jiangsu (24), Henan (4), Anhui (4), Pechino (1), Shandong (1) e Taiwan (1) mentre per quattordici pazienti è attualmente sconosciuta. Dal 31 marzo 2013, 112 casi di infezione umana con A(H7N9) virus dell'influenza aviaria sono stati segnalati dalle otto province in Cina orientale.

La maggior parte dei casi hanno sviluppato gravi malattie respiratorie. Ventitre pazienti sono deceduti (21%). L'età mediana è di 62 anni con un intervallo tra i 4 e i 91 anni; 33 di 112 pazienti sono di sesso femminili.

Le autorità sanitarie cinesi stanno rispondendo a questo evento di sanità pubblica di sorveglianza rafforzata, epidemiologica con indagini di laboratorio e analisi da richiedere. Il settore sanitario ha intensificato le indagini sulle possibili fonti e serbatoi del virus. Analisi genetiche degli isolati hanno mostrato cambiamenti che suggeriscono che il virus H7N9 possa avere una maggiore capacità di infettare specie di mammiferi, inclusi gli esseri umani, rispetto a molti altri virus dell'influenza aviaria. Patogenicità per gli esseri umani sembra essere alta e più alta è l'età più sembra essere un fattore di rischio per la malattia.

Lo scenario più probabile è che il virus dell'influenza A(H7N9) si è diffusa nelle popolazioni di volatili e occasionalmente infetta gli esseri umani che hanno stretto contatto con pollame o prodotti avicoli, ma questo dovrà essere convalidato come saranno disponibili ulteriori dati.

Al momento attuale non ci sono prove di trasmissione da uomo a uomo. Il numero approssimativo di 2 000 persone che hanno avuto contatti stretti con  i casi confermati sono stati moniyorati.

Un aumento dell'incidenza di casi sporadici e l'espansione della diffusione geografica in Cina e nei paesi vicini probabilmente sono attesi nelle prossime settimane. Non è possibile escludere singoli casi umani importati in Europa e i paesi devono prepararsi per la loro rilevazione e diagnosi. L'ECDC, il centro europeo per la prevenzione delle malattie e controllo, sta monitorando attentamente gli sviluppi riesaminando continuamente la situazione in collaborazione con l'OMS, Stati Uniti CDC, CDC Cina e altri partner.

L'Organizzazione mondiale della sanità evidenzia Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", ha definito il virus "uno dei più micidiali" scoperti fino ad oggi ma ha sottolineato che non ci sono indicazioni che si trasmetta direttamente da uomo a uomo, cosa che ne moltiplicherebbe la pericolosità.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

venerdì 26 aprile 2013

Multivitaminici: studio clinico del National Institute of Health americano a Pianeta Nutrizione & Integrazione di Parma

 

                                                                        

 

comunicato stampa

 

Uno studio del National Institute of Health americano sarà presentato a

"Pianeta Nutrizione & Integrazione"

I risultati di uno studio clinico sui benefici dell'integrazione con multivitamici saranno esposti da Howard Sesso dell'Harvard School of Public Health -  confermano il profilo di sicurezza e la qualità dell'integrazione multivitaminica - aprono nuovi scenari rispetto alla sua efficacia nella prevenzione di gravi patologie croniche particolarmente diffuse nella popolazione over 50 tra cui il cancro  -

La presentazione avverrà il 16 maggio 2013 in apertura in sessione plenaria

 

(Roma, 24 aprile 2013) – "Pianeta Nutrizione & Integrazione", in programma alle Fiere di Parma dal 16 al 18 maggio 2013, si aprirà con una sessione di attualità dedicata alle nuove evidenze scientifiche e cliniche sull'uso dei multivitaminici e multiminerali per la salute e la prevenzione di patologie croniche.

 

Il 16 maggio 2013 alle ore 9,15 il IV Forum Multidisciplinare sulla Sana Nutrizione aprirà i lavori con la presentazione del Physicians' Health Study II (PHS II),  il primo e unico trial clinico che ad oggi abbia raccolto evidenze circa i benefici e il profilo di sicurezza correlati all'assunzione quotidiana e prolungata di un integratore multivitaminico. Lo studio clinico indipendente PHS II, promosso dall'Istituto Nazionale di Sanità americano (National Institute of Health) sarà ampiamente illustrato dal professor Howard Sesso, dell'Harvard Medical School e Brigham and Women's Hospital di Boston, uno dei principali autori dello Studio.

 

"Il PHS II è il primo studio randomizzato controllato in cui un multivitamico completo e di qualità ha dimostrato, dopo 11 anni di utilizzo quotidiano da parte di medici volontari, di essere sicuro e di ridurre dell'8% l'incidenza del cancro – afferma il Prof. Michele Carruba, Presidente del Comitato Scientifico di Pianeta Nutrizione & Integrazione -  Questo importante risultato contribuisce a migliorare la conoscenza sull'integrazione e il ruolo della stessa".

 

Lo studio PHS II  è stato avviato nel 1997 e si è concluso nel 2011: per una durata di quasi 12 anni, nel corso dei quali è stata coinvolta una popolazione di 14.641 medici volontari, tutti di sesso maschile, con stili di vita sani e di età superiore ai 50 anni,che ha assunto quotidianamente un multivitaminico completo e di qualità o il placebo per tutta la durata del trial.

Si tratta di uno studio clinico gold standard, perché randomizzato, condotto in doppio cieco controllato verso placebo, ideato, scritto, condotto e pubblicato da enti di ricerca indipendenti e autorevoli quali il National Institute of Health statunitense,l'Harvard Medical School of Public Health e il Brigham & Women's Hospital di Boston. L'obiettivo, come si è detto, era di valutare per la prima volta, la qualità, la sicurezza e l'efficacia di multivitaminici nella prevenzione primaria di malattie croniche, quali cancro, patologie cardiovascolari, oftalmiche e neurogenerative cognitive.

 

Il multivitaminico assunto dai medici volontari, Centrum Silver in commercio in USA (in Italia il prodotto è chiamato Multicentrum Select 50+) è stato fornito da Pfizer Consumer Healthcare, insieme al placebo corrispondente, per l'intera durata dello studio.

Pfizer ha continuato a produrre la versione originale della formulazione del prodotto per tutta la durata dello studio anche se negli anni la formula si è aggiornata in funzione dei progressi della scienza della nutrizione. L'azienda non ha avuto alcun ruolo nello svolgimento deltrial.Le nuove prospettive aperte dallo Studio PHSII saranno ulteriormente approfondite e discusse nella Tavola Rotonda dal titolo "Nuove evidenze scientifiche e cliniche dell'uso dei multivitaminici e multiminerali per la salute e la prevenzione di patologie croniche. Ruolo dei vari operatori", con il coinvolgimento del dottor C. Cricelli, Presidente SIMG, in rappresentanza dei medici di medicina generale, del Senatore dottor A. Mandelli, Presidente Fofi, per i farmacisti e il professor F. Cognetti, Direttore del Dipartimento Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Regina Elena di Roma. 

 

Il programma di Pianeta Nutrizione & Integrazione è visibile collegandosi all'indirizzo web http://pianetanutrizione.akesios.net/ ed è in costante aggiornamento.

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lunedì 22 aprile 2013

Non sempre il Parkinson è tremore. Guida ai sintomi della malattia.

Riconoscerne i sintomi è lo strumento più efficace per combattere la malattia e la vera sfida è la diagnosi precoce.

 

Milano, 22 aprile 2013 Il Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale causata da una progressiva perdita di neuroni dopaminergici che si traduce nella comparsa di rigidità muscolare, lentezza nell'esecuzione dei movimenti volontari e tremore. Contrariamente a quanto si crede il tremore non è sempre presente e colpisce solo 1/3 dei malati, mentre il sintomo principale è rappresentato dalla bradicinesia. Quando i sintomi motori si palesano si stima che siano andati perduti circa il 40/50% dei neuroni e le abilità motorie e la qualità di vita del paziente possono già essere significativamente compromesse. La ricerca clinica punta oggi ad approfondire il significato dei così detti sintomi predittivi, "non-motori" perché sono precoci e possono anticipare anche di molti anni il palesarsi di quelli motori.

 

All'esordio della malattia essi si manifestano in modo asimmetrico, coinvolgendo maggiormente una parte del corpo, con una progressione tipicamente lenta. I sintomi non motori, definiti "precoci", possono come detto anticipare di anni la malattia oppure accompagnarne la presentazione "motoria" e rappresentano in questo caso piccoli campanelli d'allarme indispensabili per una diagnosi precoce. Inoltre hanno grande significato nelle fasi avanzate della malattia perché incidono in modo rilevante sulla vita delle persone e delle famiglie.

 

·         Dolore

Spesso il dolore è uno dei primi sintomi del Parkinson, in molti casi è localizzato alla spalla e si accompagna a un senso di intorpidimento del braccio.

Per circa la metà dei malati soffrire di Parkinson significa avvertire un marcato dolore. Nelle donne si può evidenziare in modo persistente al collo mentre in altri si presenta sotto forma di intorpidimento o formicolio.

·         Variazioni dell'umore

Vi sono una serie di cambiamenti di personalità correlati al Parkinson: manifestazione d'ansia in situazioni nuove, apatia, ritiro sociale e depressione. Si calcola che all'incirca un terzo dei malati soffra di distimia, ovvero della deflessione del tono dell'umore propria del parkinsoniano.

·         Perdita di gusto e olfatto

Diversi pazienti manifestano una ridotta capacità di avvertire odori e sapori. Circa il 25/30% dei pazienti presentano una perdita dell'olfatto prima del palesarsi della patologia.

·         Disturbi del sonno

Circa il 40% di coloro che soffrono di parasonnie REM (disturbi comportamentali in sonno REM) possono sviluppare il Parkinson o forme simili di malattia anche molti anni più tardi. Si tratta di sogni agiti, durante i quali la persona parla, urla, ride, scalcia, può cadere dal letto e fare male a chi dorme accanto. Altri disturbi comuni sono rappresentati da insonnia, interruzioni del sonno notturno e sonnolenza diurna. La sindrome della gambe senza riposo è invece caratterizzata da un'intensa sensazione di fastidio con bisogno incessante di muovere gli arti inferiori dopo essersi coricati.

·         Difficoltà digestive, costipazione, problemi della vescica o del controllo della pressione arteriosa

Il Parkinson può influenzare il sistema nervoso vegetativo che regola l'attività dei muscoli lisci come quelli della vescica e delle viscere, rendendoli meno sensibili ed efficienti. Questo può comportare rallentamenti nell'intero processo digestivo, stipsi, difficoltà a urinare o anche incontinenza. Inoltre si possono riscontrare valori di pressione arteriosa elevati in posizione sdraiata che poi diventano molti bassi quando si assume la posizione eretta (ipotensione ortostatica).

·         Mancanza di espressione facciale

Si tende spesso a parlare di "faccia di pietra", "poker face" o "maschera di Parkinson" nelle forme più estreme, per indicare l'appiattimento del volto che perde la sua capacità di manifestare le emozioni.

·         Cambiamento della scrittura

Tipica manifestazione della bradicinesia, la scrittura diviene lenta e faticosa, più assottigliata e di difficile lettura.

·         Cambiamento nella voce

La voce può diventare flebile e monotona; ne risulta una marcata compromissione della capacità di comunicazione e delle possibilità di relazione.

·         Eccesso di sudorazione e seborrea

La termoregolazione corporea perde il suo equilibrio e le ghiandole sudoripare possono in alcuni pazienti causare intense sudorazioni, in altri le ghiandole sebacee della pelle secernono troppo e causano dermatiti al volto

 

Nella fase avanzata invece, quando la malattia è conclamata, si possono evidenziare anche:

·         Disfunzioni sessuali

La disfunzione erettile con compromissione dell'eiaculazione tocca il 79% dei maschi mentre la riduzione della libido coinvolge il 44% del genere femminile. I malati giovani presentano disturbi sessuali nel 30% dei casi, mentre nella popolazione sana di pari età la percentuale si abbassa sino al 3%.

·         Scialorrea

Il termine "scialorrea" identifica un'eccessiva produzione di saliva. Nei parkinsoniani non si tratta di produzione in eccesso ma di un sintomo legato alla riduzione dei movimenti automatici di deglutizione.

 

Uno studio a lungo termine noto come Honolulu – Asia Aging Study (HAAS) ha permesso di identificare alcuni comportamenti che precedono lo sviluppo del Parkinson. Eccessiva sonnolenza durante il giorno, perdita del senso dell'olfatto, stipsi e risposta lenta a una prova di reazione computerizzata, si sono rivelate come caratteristiche nei pazienti che hanno contratto la malattia in età avanzata. Un'indagine pubblicata dalla rivista Neurology ha poi raccontato come ricercatori abbiano chiesto a 159 pazienti cui era stato diagnosticato il Parkinson e a 99 persone non affette dalla malattia, se avessero sperimentato sintomi non motori tra cui problemi gastrointestinali, disturbi del sonno e disfunzioni sessuali. Lo studio rilevò che l'eccesso di salivazione era un problema per il 56% dei pazienti. La costipazione aveva colpito il 42% degli affetti dalla patologia e l'ansia era stata riportata dal 43% dei parkinsoniani.

 

La Giornata Nazionale Parkinson, del 30 novembre 2013, affronterà i sintomi più e meno noti della patologia. Il comitato organizzatore si assume da questa edizione il ruolo di attore che, oltre a curare, informa e forma la collettività su una patologia dagli "importanti" risvolti sociali anche e soprattutto alla luce dell'età avanzata della popolazione

domenica 21 aprile 2013

Per stare bene fai la dieta con i cibi 'detox'

Per stare bene fai la dieta con i cibi 'detox' tutti rigorosamente reperibili dall'ortolano.

Kimberly Snyder famosa nutrizionista che lavora per le star di Hollywood consiglia cibi detossinanti come carciofi, carote e piselli e sconsiglia le proteine animali

 

Che le verdure siano il miglior rimedio per mantenersi sani, giovani e in forma con una qualità di vita superiore non è una novità, ma eccone un'ulteriore conferma. É questa la tesi sostenuta dalla nutrizionista e esperta di bellezza Kimberly Snyder che con il suo libro, "The beaty detox" è in cima ai best sellers nelle classifiche segnalati dal New York Times. Secondo la studiosa, non è solo una dieta, bensì uno stile di vita in senso stretto, perchè il libro ruota attorno a una top 50 alla quale appartengono i cibi detossinanti tutti rigorosamente reperibili dall'ortolano. Per la ricercatrice il maggior consumo di energia dell'organismo avverrebbe proprio durante la digestione e questi cibi secondo l'autrice essendo facilmente digeribili evitano una digestione stressante e faticosa, mentre allo stesso tempo aiutano l'organismo a smaltire le tossine. Per non perdere forze e mantenere un aspetto al top, quindi, sarebbe necessario scegliere di mangiare proprio quegli alimenti detossinanti che la rendono più agevole. Tra questi ci sarebbero soprattutto alcune le verdure, come i carciofi, le carote, i piselli, la lattuga, i funghi e i cavolfiori, da consumare preferibilmente crudi e freschi. Al top della lista dei cibi detox anche l'avocado, le patate dolci e le banane. Da ridurre, invece, le proteine animali.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" con l'avvicinarsi dell'estate sono sicuramente consigli utili per dimagrire, mentre sono da condannare aspramente, a dire degli esperti, le diete "mono-alimento" che puntualmente tornano di moda, poiché incapaci di apportare benefici reali e a lungo termine.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

sabato 20 aprile 2013

Aviaria: allerta in Europa

Aviaria: l'agenzia dell'UE per la prevenzione e controllo delle malattie non esclude che vi siano singoli casi umani importati in Europa. I paesi si devono preparare per la rilevazione e la diagnosi di tali casi. Screening delle persone negli aeroporti per evitare la diffusione geografica del virus

 

Pochissimi ne parlano, ma lo "Sportello dei Diritti" continua a diffondere i dati relativi alla pericolosa diffusione di un virus classificato come "H7N9" che anche il centro europeo per la prevenzione delle malattie e controllo (ECDC) sta tenendo sotto stretto monitoraggio.

Stavolta il campanello d'allarme è suonato per l'Europa. L'agenzia dell'UE non esclude che vi siano singoli casi umani importati in Europa e per tali  ragioni i paesi devono prepararsi per la relativa rilevazione e diagnosi. La criticità è che il nuovo virus è capace di infettare volatili e uomini in Europa. Avvenuto il 'salto' dai volatili all'uomo, quello che si teme e' adesso il passo successivo: la capacita' di trasmettersi da uomo a uomo. Per gli esperti dell' ECDC una volta acquisita la capacita' di trasmettersi da uomo a uomo, il virus H7N9 potrebbe espandersi rapidamente su una scala globale. Il virus variante dell'influenza aviaria fu identificato il 31 marzo 2013, quando le autorità sanitarie cinesi annunciarono che un virus classificato H7N9 aveva infettato tre pazienti. Da quella data, ottantasette 87 casi di infezione umana con l'influenza A(H7N9) sono stati segnalati in sei province in Cina orientale con una popolazione di circa 330 milioni. L'esordio della malattia è stata tra il 19 febbraio e il 14 aprile 2013 in: Shanghai (32), (21) Jiangsu, Zhejiang (27), Anhui (3), Henan (3) e Beijing (1). La data di esordio della malattia è attualmente sconosciuta per sedici pazienti. La maggior parte dei casi hanno sviluppato gravi malattie respiratorie. Sono diciassette i pazienti morti. L'età media è di 64 anni tra i 4 e gli 89 anni; 25 degli 82 pazienti sono di sesso femminile. Le autorità sanitarie cinesi stanno rispondendo a questo evento di sanità pubblica con una sorveglianza rafforzata, epidemiologica con continue indagini di laboratorio e analisi. Il settore sanitario ha intensificato le indagini sulle possibili fonti e serbatoi del virus. Le autorità hanno segnalato all'organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) che l'influenza aviaria A(H7N9) è stata rilevata nei campioni di piccioni, polli e anatre e in campioni ambientali dove vivono gli uccelli quali i mercati in Shanghai, Jiangsu, Anhui e Zhejiang. Le autorità hanno chiuso i mercati e abbattuti i volatili nelle zone colpite. Il Ministero cinese dell'agricoltura ha dichiarato che sono stati effettuati 47.801 test prelevando campioni di animali vivi nei mercati, negli allevamenti e nei macelli. Di questi, solo 39 campioni erano positivi al virus dell'influenza aviaria H7N9, di cui 38 sono stati a Shanghai, Anhui, e nelle Province di Zhejiang e Jiangsu. È stato identificato un esemplare di piccione selvatico positivo nel Jiangsu. L'origine e la modalità di trasmissione non sono stati ancora confermati. Lo scoppio è causato da un virus dell'influenza aviaria con bassa patogenicità per gli uccelli, quindi non causa morie. Analisi genetiche degli isolati hanno mostrato cambiamenti che suggeriscono che il virus H7N9 possa avere una maggiore capacità di infettare specie di mammiferi, inclusi gli esseri umani, rispetto a molti altri virus dell'influenza aviaria.

Patogenicità per gli esseri umani sembra essere alta e l'età avanzata sembra essere un fattore di rischio per la malattia. Lo scenario più probabile è che il virus dell'influenza A(H7N9) è che la diffusio




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Redazione del CorrieredelWeb.it


mercoledì 17 aprile 2013

Boom di malattie sessuali. Aumentano notevolmente i casi di infezione da clamidia

Boom di malattie sessuali. Aumentano notevolmente i casi di infezione da clamidia. Il gruppo più colpito è costituito da giovani donne tra i 15 ei 25 anni. Colpa spesso dell'imprudenza dei ragazzi, ancora poco attenti ai rapporti protetti. Le Malattie Sessualmente Trasmesse sono un'emergenza di cui si può e si deve parlare

 

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'infezione da Chlamydia trachomatis (Ct) è l'infezione batterica sessualmente trasmessa più comune tra le donne ed è in continua crescita. Con 54 milioni di nuovi casi l'anno in tutto il mondo in  alcune nazioni come la Gran Bretagna sono un vero e proprio serbatoio. Le donne appaiono più suscettibili degli uomini all'infezione da Ct per fattori anatomici (come per esempio la maggiore estensione dell'area genitale e l'ectopia ghiandolare) e sono maggiormente esposte alle sue complicanze perché nella donna l'infezione è più spesso asintomatica. In particolare, l'infezione da Ct è più diffusa tra le donne giovani (tra 15 e 25 anni), che più facilmente possono andare incontro a gravi complicanze, quali la malattia infiammatoria pelvica (Mip) e l'infertilità. Tuttavia, l'infezione non è limitata in particolare a un gruppo a rischio sia uomini che donne.

In Italia, non sono disponibili dati sulla diffusione nazionale dell'infezione da Ct, perché questa non è una patologia a notifica obbligatoria. Tuttavia i dati del sistema di sorveglianza sentinella delle infezioni sessualmente trasmesse (Ist) basato su laboratori di microbiologia indicano una prevalenza di Ct pari al 2,3%. Più di un terzo (36,0%) delle donne positive a Ct non presentava sintomi genito-urinari al momento del prelievo del campione, quota che saliva al 56,0% tra le donne gravide. In particolare, la prevalenza di Ct è risultata significativamente più elevata nelle donne con due o più partner negli ultimi sei mesi (11,1%), nelle giovani (15-24 anni) (6,8%), in quelle che avevano utilizzato la pillola negli ultimi sei mesi (4,6%) e nelle straniere (2,8%). Tuttavia non è dato  stabilire il numero di casi non diagnosticati che potrebbero fare aumentare sensibilmente la percentuale degli infetti. A conferma le preoccupazioni dell'Associazione microbiologi clinici che ha segnalato il rischio nei prossimi anni della crescita  in maniera esponenziale del numero delle malattie sessuali. Nel nostro paese, comunque, le più diffuse sono i condilomi (33,0%),  mentre si registra un calo di gonorrea e sifilide.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", oggi, le Malattie Sessualmente Trasmesse sono un'emergenza di cui si può e si deve parlare. Molti sanno che esistono, ma pochi le conoscono davvero e forse non tutti sanno che sono malattie infettive causate da batteri, virus, funghi o parassiti. Fondamentale, è la prevenzione che si attua attraverso il rispetto di alcune norme igieniche e comportamentali mentre la diagnosi precoce resta l'unica soluzione per favorire la riuscita delle terapie.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

domenica 14 aprile 2013

Uno studio della BfR in Germania segnala la pericolosità per la salute degli energy drink e bevande dimagranti

Nuova tegola su energy drink e bevande dimagranti. Anche uno studio della BfR in Germania ne segnala la pericolosità per la salute

 

Lo "Sportello dei Diritti" lo ripete da tempo alla luce di numerose ricerche scientifiche effettuate da vari organismi nel mondo: bisognerebbe evitare l'uso degli energy drink o delle bevande dimagranti o comunque limitarne il consumo.

Questa volta sotto la lente d'ingrandimento rivela Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", sono quelli che contengono  una combinazione di sinefrina e caffeina che in virtù di un nuovo allarme lanciato da un'autorevole istituto scientifico potrebbero provocare seri problemi per la salute causando problemi cardiaci. In particolare, tale preoccupazione non arriva da uno studio qualsiasi, ma questa volta è il BfR, l'organismo scientifico tedesco per la sicurezza degli alimenti e la protezione dei consumatori a lanciarla.

La prima sostanza indicata, la sinefrina, è contenuta nell'arancia amara e, nonostante non sia stata mai provata la sua efficacia, viene utilizzata come componente per bevande o integratori dimagranti. In particolare, alcuni integratori sportivi e per la perdita di peso la contengono sotto forma di estratto di arancio amaro aggiunto.

Il Bfr, peraltro, è eloquente nello specificare che i prodotti contenenti sinefrina dovrebbero riportare delle avvertenze per la salute. Questo perché i soggetti che consumano le bevande contenenti questa sostanza durante o appena terminata l'attività fisica sono già sottoposti ad una più intensa attività cardiovascolare determinata dallo sforzo e la sinefrina  rischierebbe di aumentare ulteriormente la frequenza cardiaca, specialmente in coloro che sono in sovrappeso.

Ma è la combinazione tra sinefrina e caffeina che preoccupa l'istituto tedesco: l'effetto congiunto delle due sostanze potrebbe causare anche aritmia cardiaca e aumento della pressione sanguigna. Inoltre, sempre secondo lo studio del BfR anche gli altri principi attivi contenuti negli estratti di arancio amaro utilizzato per gli Energy drink possono a loro volta amplificare gli effetti della sostanza.

Le quantità di sinefrina variano enormemente da prodotto a prodotto, alcuni dei quali dovrebbero essere considerati pericolosi per la salute ai sensi del Reg. (CE) 178/2002 e addirittura ritirati dal commercio. Per gli esperti del BfR l'assunzione della sostanza tramite bevanda o integratore alimentare non dovrebbe superare i 6,7 mg. al giorno.

Una soglia che lo "Sportello dei Diritti" suggerisce di non oltrepassare anche in Italia, pur mancando un'analoga raccomandazione da parte delle nostre autorità sanitarie e di profilassi, anche perché lo stesso ente tedesco è arrivato a raccomandare la necessità di predisporre apposite avvertenze per la salute su tutti i prodotti contenenti combinazione di sinefrina e caffeina.

Tali prodotti, infatti, dovrebbero essere sconsigliati per le persone affette da ipertensione, che sono in sovrappeso o che soffrono di patologie cardiovascolari, ma anche per le donne in gravidanza o in fase di allattamento.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


sabato 13 aprile 2013

Virus della nuova influenza aviaria si diffonde a Pechino

Virus della nuova influenza aviaria si diffonde a Pechino. Primo caso al di fuori della Cina orientale. Per lo Sportello dei Diritti evitare la diffusione geografica con uno screening delle persone negli aeroporti per fermare il virus

Una bambina di sette anni è il primo caso confermato di Pechino di un nuovo ceppo del virus dell'influenza aviaria che ha ucciso sino ad oggi 11 persone e infettato altre 37 in Cina orientale.

L'Health Bureau di Pechino ha riferito che la ragazza, i cui genitori sono nel commercio del pollame vivo, è stata ricoverata in un ospedale giovedi con sintomi di febbre, mal di gola, tosse e mal di testa,. Oggi, dopo le analisi di controllo è stata confermata che è stata infettata con il virus H7N9. La ragazza è stata ricoverata in un ospedale ed è in condizioni stabili.

Il caso nella capitale della Cina è il primo confermato al di fuori della Cina orientale, dove il virus è stato identificato a fine marzo, costringendo ad una massiccia macellazione del pollame vivo e a divieti relativi al commercio di pollame in diverse città, tra cui il centro finanziario di Shanghai.

A  Shanghai, centro dell'epidemia, sono stati diagnosticati 21 casi, tra cui sette decessi. Una persona è stata dimessa dopo la guarigione.

Il virus variante dell'influenza aviaria fu identificato il 31 marzo 2013, quando le autorità sanitarie cinesi annunciarono che un virus classificato H7N9 aveva infettato tre pazienti.

A partire dal 12 aprile 2013, quaranta casi di infezione umana con l'influenza A(H7N9) sono stati segnalati in quattro province in Cina orientale (20 a Shanghai, 12 nel Jiangsu, sei in Zhejiang e due in Anhui) dal 31 marzo 2013, dall'esordio della malattia tra il 19 febbraio e il 5 aprile 2013. La data di esordio della malattia è attualmente sconosciuta per tre pazienti. Undici pazienti sono morti, 27 rappresentano casi gravi mentre tre sono casi lievi. Le condizioni dei pazienti gravemente ammalati, sono in una condizione stabile. L'età media è di 65 anni con un intervallo tra 4 a 87 anni; 12 di loro sono femmine.

Nessuna correlazione epidemiologica tra i casi è stata identificata fino ad oggi. Più di 700 persone che sono state strettamente in contatto con gli infettati sono monitorati costantemente. Ci sono segnalazioni di un potenziale piccolo contagio in famiglia della malattia intorno al primo caso, ma questo non è stato confermato dai dati di laboratorio. Nel Jiangsu, l'inchiesta è in corso per quanto riguarda un contatto di un precedente caso confermato che ha i sintomi della malattia.

L'origine di queste infezioni e la modalità di trasmissione sono ancora da stabilire. Questa è la prima volta che le infezioni umane con virus di influenza A(H7N9) sono stata identificate.

Le autorità sanitarie cinesi stanno rispondendo a questo allarme di sanità pubblica con una sorveglianza rafforzata, epidemiologica e con indagini di laboratorio e analisi. Il settore sanitario ha intensificato le indagini sulle possibili fonti e serbatoi del virus.

L'autorità ha riferito all'organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) che A(H7N9) è stato rilevato nei campioni di carne dei piccioni e polli e nei campioni ambientali in tre mercati di Shanghai. Questi mercati sono stati chiusi e il pollame vivo è stato abbattuto. Il virus è stato rilevato anche in 14 campioni positivi in cinque mercati dove erano comercializzati uccelli vivi in Anhui, Jiangsu e Zhejiang. Nessun vaccino è attualmente disponibile per questo sottotipo di virus influenzale. I risultati preliminari suggeriscono che il virus è sensibile agli inibitori della neuraminidasi (oseltamivir e zanamivir).In questo momento non c'è alcun segnale di trasmissione da uomo a uomo in corso e non c'è ulteriore diffusione geografica. Altri sporadici casi dovrebbero essere ancora segnalati. Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", lo screening negli aeroporti è la migliore soluzione per fermare la diffusione dell' influenza aviaria anche se è ancora troppo presto per confermare la vera dimensione del problema. Un eventuale rischio di diffusione della malattia in Europa è considerato basso, anche se non è possibile escludere singoli casi provenienti dalla Cina.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


giovedì 11 aprile 2013

Farmaco per aritmia cardiaca puo' aumentare il rischio cancro. Lo dice uno studio

Salute: farmaco per aritmia cardiaca puo' aumentare il rischio cancro. Lo dice uno studio

 

Una notizia certamente non positiva per i consumatori di tutta l'area UE che riguarda la sicurezza dei farmaci.

Amiodarone, un farmaco molto comune utilizzato contro l'aritmia cardiaca, aumenterebbe il rischio di cancro, soprattutto negli uomini così come in tutti i pazienti trattati con alte dosi. Lo dice uno studio pubblicato nell'ultima edizione della rivista scientifica americana Cancer.

Secondo la ricerca, guidata da Vincent Yi-Fong Su del Taipei Veterans General Hospital di Taiwan le persone che assumono alte dosi di amiodarone, che in commercio si trova con i nomi di Nexterone o Cordarone, hanno il doppio di possibilita' di ammalarsi di cancro rispetto a coloro che assumono una dose bassa dello stesso principio attivo. Il numero e' particolarmente alto fra coloro che hanno assunto l'amiodarone quotidianamente e in alte dosi nel primo anno. Gli scienziati hanno studiato i casi di 6.418 persone che hanno preso il farmaco per almeno due anni e mezzo fra il 1997 e il 2008: fra queste, 280 hanno sviluppato un cancro che non era stato diagnosticato in precedenza. Gli autori della ricerca non hanno comunque ritenuto di raccomandare uno stop alle prescrizioni, aggiungendo che la questione necessita ulteriori studi di approfondimento.

Inoltre la somministrazione orale di amiodarone determina effetti collaterali in circa il 75% dei pazienti e determina l'interruzione precoce del trattamento nel 7-18% dei pazienti. Fra gli effetti più importanti si annoverano tossicità polmonare, esacerbazione dell'aritmia e danno epatico. L'incidenza degli effetti collaterali tende ad aumentare dopo i primi 6 mesi di terapia, per mantenere poi un trend più costante dopo il primo anno.

Negli studi clinici controllati e non controllati, gli effetti collaterali più importanti associati al trattamento con amiodarone somministrato per via parenterale sono stati: ipotensione, asistole/arresto cardiaco/dissociazione elettromeccanica, shock cardiogeno, insufficienza cardiaca congestizia, bradicardia ed incremento delle transaminasi epatiche. Circa il 9% dei pazienti hanno interrotto il trattamento con amiodarone a causa degli effetti avversi (1,6% per ipotensione; 1,2% per asistole/arresto cardiaco/dissociazione elettromeccanica; 1,5% per shock cardiogeno).

È evidente per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che si tratta di informazioni importanti in fase di scelta del farmaco da  utilizzare, in particolare se c'è un'alternativa più sicura.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Allerta per un misterioso virus killer che sta preoccupando la Germania


I sintomi: una specie di influenza e una polmonite che fanno pensare a un "virus mutato"

 

In questi giorni una patologia misteriosa sta generando preoccupazione in Germania. Secondo quanto riportato da alcuni media in marzo due persone sono morte nei pressi di Amburgo dopo essersi ammalate mentre per altre cinque si sospetta il contagio. Per i medici si tratta di un rebus: un poliziotto di 49 anni è deceduto nella clinica universitaria di Amburgo-Eppendorf, per una patologia che avrebbe colpito tutti gli organi. Un secondo agente, di 38 anni, che non avrebbe avuto contatti professionali col primo, sarebbe a rischio anche se presenta gli stessi sintomi, una specie di influenza e una polmonite.

Nelle ultime ore anche un'insegnante è morta nello stesso ospedale, dopo un collasso generale degli organi mentre sono sette i pazienti contagiati complessivamente. Secondo un portavoce istituzionale citato dallo Schleswig-Hollsteinische Zeitungsverlag i sintomi sono quelli di una influenza che fanno pensare a un "virus mutato"

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", anche se le istituzioni non hanno fatto scattare alcuna allerta. è ancora troppo presto per confermare la vera dimensione del problema.




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Redazione del CorrieredelWeb.it


martedì 2 aprile 2013

Dr.Sarmati: aumenta l'incidenza dell'ictus tra i giovani e raggiunge il 19%



Aumenta l'incidenza dell'ictus tra i giovani. Tra le cause, oltre alla predisposizione genetica, lo stress, il fumo e uno stile di vita sedentario.
In Italia 913.000 persone sono state colpite da ictus e sono sopravvissuti, di questi il 19% ha meno di 45 anni.

Dott. Valerio Sarmati: "Una vera emergenza, occorre un impegno forte sia nella prevenzione sia per una riabilitazione seria, che possa permettere a queste persone un significativo recupero."


Ictus, una patologia che si manifesta all'improvviso colpendo l'encefalo, privandolo momentaneamente dell'afflusso di sangue. Fino a non molto tempo fa si tendeva a credere che si trattasse di una malattia che colpiva principalmente gli over 70, ma gli ultimi dati dimostrano un aumento dell'incidenza tra i giovani con meno di 45 anni.  Negli ultimi 20 anni la percentuale è salita dal 13% al 19%. A causare questo incremento sono dei fattori ambientali: stress, fumo, sedentarietà, obesità, abuso
di alcolici o di droghe sono tutti fattori che aumentano notevolmente la possibilità che si verifichi la patologia.

"Negli ultimi anni ho riscontrato un abbassamento dell'età media dei miei pazienti, un trend che, purtroppo, è stato confermato anche da ricerche svolte sull'intero territorio nazionale. - Spiega il dottor Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale. - Questo incremento può essere causato da uno stile di vita sbagliato che va ad incidere su una già presente predisposizione genetica del soggetto. Anche incidenti stradali in auto o moto che esponga l'individuo alla
possibilità di traumi cranici possono costituire un ulteriore fattore di rischio. L'ictus si verifica, infatti, quando viene ridotto l'afflusso di sangue a una parte del cervello, l'encefalo, privando il tessuto di nutrimento e di ossigeno."

"In caso di pazienti giovani, la tempestività dei soccorsi e una corretta e constante riabilitazione post ictus acquisiscono un'importanza ancora maggiore. - continua Sarmati. - Solitamente, il 20% dei soggetti non riesce a sopravvivere e decede nel giro di un mese. Il restante 80% presenta difficoltà motorie e cognitive. Si tratta quindi anche di una emergenza assistenziale, perchè queste persone in grande parte potrebbero recuperare e vivere una vita quasi normale. Ma il tipo di assistenza
pubblica che viene fornita non sempre risponde alle loro necessità. Per dare ai pazienti una possibilità di recupero non solo fisico, ma anche cognitivo, che si traduce, quindi in maggiore autonomia e in una migliore qualità di vita, occorre costruire un percorso nuovo, che da un lato miri alla riabilitazione delle funzioni celebrali e non solo di quelle fisiche, dall'altro coinvolga in modo attivo la famiglia, che può davvero fare la differenza. Questo approccio consiste nell'informare i
familiari del paziente dei suoi reali problemi e bisogni, insegnando loro le giuste modalità di esecuzione non solo degli esercizi più efficaci per il recupero neurologico, ma anche come coinvolgere e stimolare le funzioni cerebrali, il reale problema in seguito ad un ictus."

Il dottor Sarmati è stato tra i primi in Italia ad abbracciare questo metodo, innovativo non solo nella forma, ma anche negli strumenti, mettendo a disposizione delle famiglie e dei malati strumenti multimediali che affiancano ed integrano l'assistenza diretta e di persona. Sul sito web dedicato al metodo (http://www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it) è possibile trovare informazioni sulla malattie, le cause e le conseguenze, ma anche consigli pratici per sostenere chi è stato colpito da ictus
e aiutarlo nel recupero di alcune funzionalità. Valerio Sarmati ha anche avviato diversi gruppi di aiuto ed autoaiuto su Facebook, per coinvolgere le famiglie, permettere loro di scambiare informazioni e non sentirsi "sole" nella loro battaglia.






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lunedì 1 aprile 2013

Nel liquido e nell'aerosol delle sigarette elettroniche sono presenti particelle di metallo e di silicati ed anche nanoparticelle

Nel liquido e nell'aerosol delle sigarette elettroniche sono presenti particelle di metallo e di silicati ed anche nanoparticelle

 

Un articolo pubblicato su PlosOne.org una rivista edita dalla Public Library of Science che riprendere diversi studi giunge ad alcune conclusioni che dovrebbero incentivare le istituzioni europee, ma anche quelle dei singoli stati nazionali ad accelerare il percorso di regolamentazione della vendita delle sigarette elettroniche. A sostenerlo Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che ancora una volta mette sotto la lente d'ingrandimento quella che è una vera e propria moda esplosa da qualche mese anche in Italia, ma che come abbiamo più volte detto, si diffonde a macchia d'olio nella più totale libertà di commercializzazione e pressoché senza regole. Almeno sino ad oggi e salvo l'emissione di quella normativa europea che ancora è in fase di istruzione mentre milioni di europei già ne fanno uso quotidiano senza conoscere le reali conseguenze e se vi siano potenziali pericoli per la salute.

Ed allora, è per tali ragioni che riteniamo utile riportare, in sintesi, le puntigliose indagini effettuate da laboratori indipendenti su questi nuovi marchingegni dell'effimero piacere.

I contenuti del cartomizzatore e l'aerosol sono stati analizzati mediante microscopia ottica ed elettronica, prove di citotossicità, microanalisi a raggi X, conteggio delle particelle e spettrometria di emissione ottica induttivamente accoppiato con plasma.

Ed i risultati sono stati i seguenti.

Il filamento, un filo di nichel-cromo, è stato accoppiato ad un filo di rame più spesso, rivestito di argento. Il rivestimento d'argento talvolta manca. Quattro collegamenti con saldatura a stagno connettono tra essi i fili e accoppiano il filo di rame/argento al tubo dell'aria e al boccaglio.

Tutti i cartomizzatori hanno tracce di uso prima del confezionamento (macchie di bruciato sulle fibre e movimento elettroforetico del liquido nelle fibre). Le fibre in due cartomizzatori avevano depositi verdi che contenevano rame. La centrifugazione delle fibre ha prodotto pellet grandi contenenti stagno. Particelle di stagno e baffi di stagno sono stati identificati nel liquido della cartuccia e nelle fibre esterne. Il liquido del cartomizzatore con particelle di stagno è risultato citotossico nel test eseguito con fibroblasti polmonari umani. L'aerosol conteneva particelle > 1 micron, di stagno, argento, ferro, nichel, alluminio e silicato e nanoparticelle (<100 nm) di stagno, cromo e nichel. Le concentrazioni di nove su undici elementi nell'aerosol della sigaretta elettronica erano superiori o uguali alle concentrazioni corrispondenti nel fumo delle sigarette tradizionali. Molti degli elementi individuati nell'aerosol delle sigarette elettroniche sono noti causare malattie e pericolo per l'apparato respiratorio.

Queste, quindi, in estrema sintesi le conclusioni: la presenza di particelle di metalli e di silicati nell'aerosol del cartomizzatore dimostra la necessità di un migliore controllo della qualità nella progettazione e nella fabbricazione delle sigarette elettroniche e ulteriori studi sull'impatto dell'aerosol delle sigarette elettroniche sulla salute degli utilizzatori (fumatori) e di coloro che respirano questo aerosol passivamente.

 




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