giovedì 31 gennaio 2013

Sicurezza alimentare: Bruxelles faccia più controlli nell'industria alimentare dell'est

Sicurezza alimentare: Bruxelles faccia più controlli nell'industria alimentare dell'est. I casi della Polonia sollevati in Slovacchia

 

Il mercato unico e senza frontiere nel quale circolano liberamente cittadini, prodotti e servizi é una bella conquista della civiltà europea, ma presenta anche delle criticità che le autorità e le

istituzioni europee che vigilano sulla sicurezza dei beni in particolare farmaci e alimentari e che quindi riguardano maggiormente la salute dei cittadini dovrebbero tentare di limitare al massimo per salvaguardare la sicurezza alimentare troppo spesso messa a dura prova da fatti che sovente diventano di cronaca.Questa volta, l'attenzione di Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" é puntata su beni alimentari polacchi messi all'indice dalla stampa della confinante Slovacchia. Non si tratta però di mero campanilismo, ma di fatti realmente accaduti tipo quello degli hamburger inglesi, prodotti per l'appunto in Polonia, che si è scoperto contenere fino al 20%

di carne equina all'insaputa degli ignari consumatori. Altri eventi che sono stati segnalati dalle autorità sanitarie e alimentari slovacche sono ancora più preoccupanti perché non sono classiche frodi alimentari come quella segnalata, ma riguardano concreto rischi per la salute se questi prodotti dovessero raggiungere mercati più ampi. Tra i fatti più eclatanti lo scandalo sollevato l'anno scorso di alcuni alimentari polacchi che contenevano sale industriale di solito cosparso sulle strade in inverno. In ultimo, la scorsa settimana sono state avviate indagini da parte delle autorità di sanità pubblica regionale sempre della Slovacchia nelle pasticcerie, alla ricerca di dolciumi importati dalla Polonia. In particolare, le ricerche sono state indirizzate su prodotti dolciari fabbricati dalla ditta Magnolia, che avrebbe utilizzato latte in polvere contenente addirittura veleno per topi.L'inchiesta non ha prodotto granché, però se si pensa che lo stesso rapporto dell'ufficio nazionale, ha rilevato che su oltre 1.780 snack bar, caffè e pasticcerie controllati, soltanto un caso ha mostrato di essere potenzialmente pericoloso. Si tratta di cuori di cialda Stilla Dolce trovati a Ziar nad Hronom (regione di Banska Bystrica). Nella circostanza anche se il prodotto non conteneva latte in polvere, è stato ovunque ritirato dal commercio.

 




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mercoledì 30 gennaio 2013

Pillole contraccettive: la Francia vieta la vendita della pillola Diane 35

L'Agenzia nazionale di sicurezza del farmaco (ANSM) ha annunciato oggi il divieto di vendita in Francia della pillola anticoncezionale e anti-acne Diane 35 perché accresce i rischi di trombosi e di embolia polmonare. In Italia sono circa 250'000 le donne che assumono il prodotto, fabbricato dalla Bayer.

La sospensione prenderà effetto fra tre mesi e riguarderà anche i farmaci generici corrispondenti.

Stando a quanto precisato dal direttore dell'agenzia, Dominique Maraninchi, il prodotto è stato autorizzato per il trattamento dell'acne, ma i medici la prescrivono come contraccettivo perchè arresta l'ovulazione. Negli ultimi 25 anni, quattro donne sono morte per trombosi causate dalla Diane-35, secondo l'agenzia.

In attesa della sospensione, le donne che prendono questa pillola non dovranno interrompere il trattamento, ha spiegato l'ANSM, ma dovranno consultare il loro medico. Alla luce di tale notizia, Giovanni D'Agata, fondatore dello  "Sportello dei Diritti", chiede all'Agenzia Italiana per il farmaco (AIFA) di fare altrettanto anche perché in Italia la pillola in questione é disponibile previa prescrizione sotto i marchi di Diane 35, Minerva e nella versione non di marca sotto il nome di Ciproterone acetato / Etinilestradiolo ed invita tutte le donne che la prendono a ricorrere sempre alla supervisione di un medico in caso di utilizzo.

 




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domenica 27 gennaio 2013

Pillole contraccettive: quattro morti a causa della pillola Diane 35 in Francia

Pillole contraccettive: quattro morti a causa della pillola Diane 35 in Francia. Dopo le autorità francesi, lo "Sportello dei Diritti" chiede indagini anche all'Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA)

 

Nell'attività informativa quotidiana a tutela della salute, Giovanni D'Agata, fondatore dello  "Sportello dei Diritti" riporta una notizia apparsa oggi sulla stampa francese secondo cui l'agenzia del farmaco  transalpina (ANSM) avrebbe confermato la morte di quattro donne "a causa di trombosi venosa associata all'uso di Diane ®-35" un tipo di pillola contraccettiva. Sospettate di essere all'origine di complicazioni mediche, quando sono prescritte senza alcuna precauzione, qualcuno ha azzardato a dire che le pillole di terza e quarta generazione possano essere anche fatali. L'agenzia del farmaco in data odierna ha confermato, in parte, quanto riportato ieri dal popolare quotidiano Le Figaro domenica. Sabato, infatti, il giornale parigino aveva riferito di sette decessi correlati al trattamento per l'acne con la stessa pillola dei laboratori Bayer normalmente utilizzata a partire dal 1987 per il controllo delle nascite.

L'ente francese ha anche detto che in relazione agli altri tre "casi citati, la causa della morte è legata a patologie sottostanti dei pazienti interessati", aggiungendo che sono in corso analisi specifiche per la revisione dei rischi e benefici di questo tipo di medicinale.

La cosa più preoccupante è l'esistenza di un legame di causa ed effetto. Le vittime avevano tra i

18 e i 42 anni e "L'agenzia ritiene che, per 4 di 7 casi, il farmaco è chiaramente quello in questione". Questa pillola ha la particolarità di essere usata sia come un contraccettivo, ma anche come un trattamento per l'acne. "Tra questi sette casi, la principale causa di morte di Diane 35 è legata ad eventi tromboembolici venosi. Sono stati evidenziati tre casi di morte per embolia (o sospetto di embolia  polmonare) e un caso di trombosi cerebrale " ha evidenziato il Le Figaro. La notizia ha fatto finire nuovamente sotto l'occhio del ciclone l'azienda farmaceutica tedesca Bayer, già sotto inchiesta per un'altra pillola, chiamata Merlin. L'ufficio del procuratore di Parigi aveva aperto un'inchiesta dopo la prima denuncia depositata nel mese di dicembre da Marion Larat, venticinquenne riconosciuta invalida al 65% a causa di un ictus. A seguito di questa denuncia, ne sono state depositate giovedì scorso altre 14  per casi analoghi presso il Tribunale di Bobigny anche se alcune associazioni a tutela delle vittime hanno affermato che sono pronti almeno altri esposti, ma hanno preso atto con soddisfazione che il governo francese attraverso l'agenzia di vigilanza sui farmaci abbia rilevato la gravità del problema ed avviato indagini ed analisi.

Alla luce di tale notizia, Giovanni D'Agata chiede all'Agenzia Italiana per il farmaco (AIFA) di fare altrettanto anche perché in Italia la pillola in questione é disponibile previa prescrizione sotto i marchi di Diane 35, Minerva e nella versione non di marca sotto il nome di Ciproterone acetato / Etinilestradiolo ed invita tutte le donne che la prendono a ricorrere sempre alla supervisione di un medico in caso di utilizzo.

 




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sabato 26 gennaio 2013

Allerta alimentare: cartoni per pizza al piombo segnalati dal sistema di allerta alimentare della Valle d'Aosta

Allerta alimentare: cartoni per pizza al piombo segnalati dal sistema di allerta alimentare della Valle d'Aosta. Si vigili sul territorio nazionale

 

Dopo che il sistema di allerta alimentare della Valle d'Aosta ha segnalato il ritiro dal mercato di due lotti di cartoni per pizza e calzone a causa di un rischio chimico, in particolare per la presenza di piombo torna in auge la questione della pericolosità delle confezioni e contenitori utilizzati per il trasporto di prodotti alimentari anche quelli più apprezzati e diffusi come la pizza.

Si stima, infatti, che quotidianamente nel Nostro Paese oltre 1,5 milioni di pizze vengono preparate e trasportate in confezioni di cartone, che a norma di legge devono essere prodotte a base di cellulosa vergine.

Sul tema, la nostra normativa è tra le più severe in Europa e vieta l'impiego di materiale riciclato e anche la presenza di scritte all'interno dei contenitori che trasportano questo tipo di alimenti.

La  necessità di  questo genere di precauzioni scaturisce dall'esigenza di evitare qualsiasi contaminazione di un alimento come la pizza che per natura è umido e ricco di grassi  e perciò in grado di estrarre dal cartone sostanze sgradite soprattutto quando viene inserita appena sfornata e quindi calda anche a 60/65°C  e per diversi minuti. Tutte condizioni ideali a favorire la migrazione. Nel cartone riciclato, infatti, non è raro trovare tracce di piombo, ftalati e altre sostanze tossiche.

Secondo quanto riferito dall'allerta in questione, entrambi i lotti sono in corso il ritiro o già ritirati dai punti vendita.

Alla luce di tale notizia, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" ritiene utile da parte delle autorità sanitarie ma anche dei NAS dei carabinieri, un'indagine a campione sul territorio al fine di verificare l'utilizzo corretto di cartoni di cellulosa vergine e non di materiale riciclato.

 




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venerdì 25 gennaio 2013

Anoressia: un errore di percezione del cervello ingrassa l'immagine di sé. Lo dice uno studio

 

Anoressia: un errore di percezione del cervello ingrassa l'immagine di sé. Lo dice uno studio

 

Uno studio di Boris Suchan dell'Institute of Cognitive Neuroscience della Ruhr-Universität di Bochum riportato sulla rivista scientifica Behavioural Brain Research, ha rivelato gli effetti delle aree cerebrali deputate alla percezione del corpo in soggetti anoressici.

Secondo i risultati della ricerca le persone anoressiche sono "ingannate" dallo specchio che le fa sembrare grasse anche se sono pelle e ossa. La causa scatenante è determinata dalle aree neurali deputate alla percezione del corpo che non funzionando bene nel loro cervello, non consente la connessione tra loro in modo adeguato e quindi la percezione di sé che risulta quando si specchiano distorta. A sostegno dello studio vi sono molte ricerche che hanno attestato che le persone con anoressia hanno difficoltà a riconoscere la magrezza del proprio corpo e, anche se sono scheletriche, si vedono grasse. Gli specialisti tedeschi sono arrivati a questo conclusione dopo avere voluto vedere se ciò dipendesse da un problema legato al funzionamento delle aree neurali implicate nella percezione del corpo. Per tali ragioni hanno studiato un campione di donne anoressiche e un gruppo di coetanee sane con la risonanza magnetica funzionale, notando nel cervello delle prime che le aree deputate alla percezione del corpo non comunicano a dovere tra di loro, come nel cervello delle donne sane. Questo errore di connessione potrebbe essere alla base dell'inganno allo specchio.

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", sta conducendo una campagna per cambiare il modo in cui vengono trattate le persone con disturbi alimentari. LL'anorexie touche 2 % des femmes.'anoressia colpisce il 2% delle donne. Questo rifiuto di alimentazione riflette un profondo disagio e può avere conseguenze drammatiche sulla salute.

 




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Yersinia. Un batterio poco conosciuto

Roma, 25 Gennaio 2013. Yersinia  e' un batterio poco conosciuto dai consumatori ma puo' provocare problemi gastrointestinali: e' infatti il terzo batterio, dopo Campylobacter e Salmonella, nella classifica di quelli che inducono infezioni nel nostro organismo.  I bambini, fino a tre anni, ne sono particolarmente colpiti perche' il sistema immunitario non e' ancora pienamente sviluppato. Il fattore di rischio piu' grande e' il consumo di carne di maiale cruda, in particolare salumi, ma il batterio puo' trasferirsi ad altri cibi direttamente dopo manipolazione o contaminazione degli strumenti di lavoro (coltelli, taglieri) o delle mani. La particolarita'  di questo batterio e' che riesce a moltiplicarsi anche alla temperatura di 4 gradi centigradi che e' quella del frigorifero. Per evitare problemi la soluzione e' quella di consumare carne cotta e di lavare bene mani e strumenti di lavoro.


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NAS nelle farmacie: ritiro dal commercio di tutti i lotti dei medicinali TRADAPTIVE, PELZONT e TREVACLYN

NAS nelle farmacie: ritiro dal commercio di tutti i lotti dei medicinali "TRADAPTIVE compresse a rilascio modificato", "PELZONT compresse a rilascio modificato", "TREVACLYN compresse a rilascio modificato"

 

I Carabinieri del Nas si sono presentati nei depositi farmaceutici e nelle farmacie di tutta Italia per verificare l'avvenuto ritiro dal mercato dei medicinali "TRADAPTIVE compresse a rilascio modificato", "PELZONT compresse a rilascio modificato", "TREVACLYN compresse a rilascio modificato" dopo che l'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, ne ha disposto il ritiro immediato dal mercato. Il divieto è stato disposto dopo l'allerta proveniente dall'Agenzia Inglese dei Medicinali in conseguenza al parere  del PRAC e del CHMP dell'Agenzia Europea dei Medicinali che ne ha sospeso l'autorizzazione all'immissione in commercio poiché i benefi non superano i rischi.

Infatti l'Agenzia Europea dei Medicinali aveva completato una revisione dei medicinali autorizzati con procedura centralizzata e nazionale, a seguito di preoccupazioni sulla modalità di conduzione di alcuni studi presentati come parte della domanda di autorizzazione al commercio. I risultati di questi studi non possono essere considerati attendibili, pertanto è stato chiesto al CHMP di valutare se i problemi identificati possano avere un impatto sul profilo beneficio-rischio di questo medicinale e di rilasciare un'opinione se mantenere, variare, sospendere o ritirare l'autorizzazione all'immissione in commercio in Europa.

TRADAPTIVE, PELZONT e TREVACLYN sono farmaci, utilizzati per trattare la dislipidemia e l'ipercolesterolemia prodotti e commercializzati da Merck Sharpe  Dohme Limited, che hanno mostrato un incremento dell'incidenza di eventi "avversi gravi, ma non fatali", senza un beneficio "statisticamente significativo".

Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", rilancia la raccomandazione dell'Aifa di non utilizzare il farmaco in attesa del ritiro definitivo mentre si raccomanda ai farmacisti di indirizzare ai medici curanti quei pazienti che hanno ricevuto nuove abituali prescrizioni di




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mercoledì 23 gennaio 2013

Stop alle placche di metallo. Le fratture saranno ridotte con la colla

La scienza medica va avanti anche per la cura delle fratture. Stop alle placche di metallo. Testato un particolare tipo di colla che fa saldare le ossa anche per le fratture più complesse come quelle di colonna vertebrale e cranio.

 

La scienza medica fa passi da gigante per alleviare le sofferenze e diminuire i tempi di cura dei pazienti. È anche per questo che Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" ritiene utile divulgare le scoperte che danno qualche speranza in più per la salute dei cittadini.

È di questi giorni la notizia secondo cui un'equipe di ricercatori del Royal Institute of Technology di Stoccolma avrebbero testato un particolare tipo di colla che agisce come un cerotto da applicare sulle fratture ossee più complesse, come quelle di schiena e cranio.

Nel prossimo futuro si potrà dire basta a perni e placche di metallo, anche perché la nuova colla ha la capacità di dissolversi nell'organismo dopo che le ossa si sono saldate.

Secondo quanto è dato sapere, sarebbero stati completati anche i test tossicologici sulla nuova sostanza che potrebbe diventare una terapia concreta, entro la fine di quest'anno.

 




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Un cane in casa aiuta a vivere meglio. La conferma da uno studio che fa bene alla salute dei bambini

Un cane in casa aiuta a vivere meglio. La conferma da uno studio che fa bene alla salute dei bambini

 

Che il cane fosse il miglior amico dell'uomo, ce lo insegnano i nostri padri, ma che facesse bene anche alla salute dei bambini tenerne uno in casa è un dato del quale ce ne accorgiamo anche empiricamente. Su quest'ultimo punto arriva però una conferma da una ricerca pubblicata sulla rivista americana Pediatric, da parte di un'equipe dell'Università di Kuopio (Finlandia) guidata dal pediatra Eija Bergroth.

In tal senso, il ricercatore finlandese è riuscito a dimostrare che la presenza di un cane in famiglia rafforza il sistema immunitario di un bambino, lo aiuta contro le malattie respiratorie e gli evita anche di far ricorso con frequenza agli antibiotici. Peraltro, un cane in casa proteggerebbe il bambino contro le allergie.

Lo studio si è basato sull'analisi di quattrocento famiglie con un bambino di un anno d'età.  Di queste, 200 avevano un cane e 200 no.

I bambini sono poi stati visitati per controllo una volta alla settimana al centro universitario.

Alle famiglie è stato fatto un semplice questionario all'inizio ed in particolare se il cane viveva in casa o in una cuccia in giardino ed il tempo trascorso dal bambino in compagnia dell'animale. Gli scienziati a seguito delle  visite settimanali ai bambini, hanno potuto verificare che quelli che vivevano con un cane facevano registrare un buon trenta per cento di infezioni virali e batteriche in meno alle vie respiratorie (tosse e raffreddore). Inoltre, che il mal d'orecchie era dimezzato e che quelli che ne soffrivano avevano bisogno per guarire di circa il 25% in meno di antibiotici e, infine, che i bambini che avevano un cane in casa guarivano in cinque giorni rispetto ai sette di quelli che non lo avevano.

Secondo il dottor Bergroth: tali dati sorprendenti sono in stretta correlazione con il fatto che il rapporto tra cane e bambino stimola le difese immunitarie di quest'ultimo. Il cane, infatti, accumula sul pelo microrganismi, batteri, virus che entrano a contatto con il bambino, ma senza causare malattie. Così il sistema immunitario impara a riconoscere i potenziali nemici e quindi è più allenato a far fronte alle aggressioni dei virus e dei batteri che, invece, aggrediscono l'uomo".

Per ciò che concerne il tempo di contatto necessario per ottenere questi effetti benefici, il dottor Bergroth lo quantifica in circa sei ore al giorno, precisando che per contatto non s'intende che i due, cane e bambino, debbano stare sempre "attaccati", ma solo che debbano vivere sotto lo stesso tetto. Le coccole dirette, i giochi, possono avvenire in tempi inferiori, ma, appunto, la presenza nella stessa stanza esige quella durata. Nella misura in cui il contatto è ridotto o più sporadico (presenza del cane in una cuccia fuori casa), è ridotto anche il beneficio.

Oltre a questi benefici è stato evidenziato un altro aspetto da non trascurare: le allergie. Sarebbero, infatti, meno soggetti tutti i bambini che vivono con un cane in casa. Ciò perché tutti quelli che vivono a contatto non solo hanno il sistema immunitario rafforzato, ma sarebbe




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Vitamine e sali minerali



Roma, 23 Gennaio 2013. Vitamine e minerali quanto sono necessari per rimanere in buona salute? Normalmente una dieta equilibrata contiene tutto cio' che le persone sane hanno bisogno. Gli integratori alimentari, in forma di pillole e compresse, di solito sono superflui. Una dose di vitamine e minerali troppo alta puo' causare danni alla salute. Con una dieta varia il corpo ottiene tutti i nutrienti di cui ha bisogno. "L'assunzione di integratori alimentari in maniera incontrollata puo' comportare rischi per la salute ", dice il  Prof. Dr. Andreas Hensel, Presidente dell'Istituto federale per la valutazione dei rischi tedesca (BfR). In questi giorni si sta svolgendo a Berlino la Settimana Verde Internazionale (1) e l'Istituto federale per la valutazione dei rischi si chiede se ha senso assumere integratori alimentari e quando questo rappresenta un rischio per la salute. Il problema e' sempre quello: abbiamo una alimentazione equilibrata?

(1) http://enrd.ec.europa.eu/en-rd-events-and-meetings/fairs-and-shows/it/green-week_it.cfm

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martedì 22 gennaio 2013

Sigarette elettroniche. Arriva la stretta della Commissione europea

Sigarette elettroniche. Arriva la stretta della Commissione europea per regolamentare la vendita di sigarette elettroniche. A causa della alta presenza di nicotina le "e-sigarette" dovranno essere autorizzate come farmaci?

 

Sta dilagando come una vera e propria moda in tutto il continente ed è giunta prepotentemente anche in Italia, quella delle sigarette elettroniche anche perché questi prodotti vengono messi in vendita senza alcuna particolare autorizzazione nonostante l'alto contenuto di nicotina presente nelle ricariche.

A rallentare i facili entusiasmi ci sta pensato la Commissione Europea che ha annunciato, come segnala il "Berliner Zeitung", un cambiamento di rotta, che Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", ritiene utile anche per meglio tutelare la salute dei consumatori europei che altrimenti sarebbero esposti ai rischi connessi all'eccessivo consumo di nicotina: le sigarette elettroniche potrebbero essere trattate in un futuro molto prossimo allo stesso modo delle terapie sostitutive della nicotina come cerotti alla nicotina, gomme o spray.

La bozza della nuova direttiva sui derivati del tabacco, prevederebbe, infatti, che i prodotti con aggiunta di nicotina avrebbero bisogno di una specifica autorizzazione come dei farmaci.

Queste nuove misure, a parere della Commissione, si applicherebbero a molti tra i prodotti attualmente disponibili sul mercato. Anche se l'istituzione europea ha specificato di non avere al  momento informazioni precise su tutti quelli attualmente disponibili sul mercato.

La sigaretta elettronica è un prodotto che contiene spesso, ma non per tutte quelle disponibili in commercio, nicotina liquida.

Sono milioni in Europa e tantissimi in Italia i consumatori che da abituali fumatori le hanno scoperte come alternativa alla sigaretta tradizionale. 

La nuova normativa proposta dalla Commissione UE individuerebbe dei limiti molto bassi fino ai quali i prodotti contenenti nicotina potrebbero essere venduti liberamente. Di conseguenza, una unità di consumo non potrà contenere più di due milligrammi di nicotina, e la concentrazione di nicotina nel liquido non deve superare il valore di quattro milligrammi per millilitro.

Al contrario, i prodotti attualmente disponibili, avrebbero una concentrazione molto più alta di nicotina.

 




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Farmaci. Gravi reazioni cutanee da Incivek quando viene assunto con altri farmaci

Roma, 22 Gennaio 2012. L' Incivek (Telaprevir) e' un farmaco per il trattamento dell'epatite C. Quando e' combinato con i farmaci peginterferone alfa e ribavirina puo' dar luogo a gravi reazioni cutanee. L'allarme viene dalla FDA americana che ha ricevuto segnalazioni in tal senso. L'Incivek e' commercializzato anche in Italia.
Se si assume Incivek con peginterferone alfa e ribavirina, e si hanno  uno dei seguenti segni o sintomi:
1.rash con o senza prurito;
2.eruzione cutanea grave, vesciche o ulcerazioni;
3.eruzione cutanea che non migliora dopo due o tre giorni;
4.eruzione cutanea che peggiora progressivamente;
5.febbre;
6.nausea.
occorre chiamare immediatamente il medico.


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lunedì 21 gennaio 2013

Dr.Mezzana: la ricetta per l'eterna giovinezza? Sex toys e spinaci

LA RICETTA PER L'ETERNA GIOVINEZZA: SEX TOYS E SPINACI
Dr. Paolo Mezzana: "Le verdure verdi e la produzione di estrogeni fondamentali per l'elasticità della cute"

Aumentata nell'ultimo anno in Italia del 27% la vendita di vibratori

Il successo di Hysteria, film sulla storia del vibratore, ha solo ufficializzato la mania: alle italiane "il giocattolo" piace; a riprova di questo anche l'ultimo sondaggio della Durex che  dichiara un aumento del 27% di vendite nell'ultimo anno.

Una giornalista inglese, in una recente intervista, ha chiesto a Lady Gaga quale fosse il segreto della sua bellezza. Orgasmi ("tanti orgasmi") e spinaci ha risposto la celebre cantante.

"La cantante ha ragione - ha dichiarato il Dr. Paolo Mezzana, medico specializzato in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica - Gli spinaci, come molte altre verdure dalle foglie verdi, sono ricchi di un antiossidante chiamato luteina. Non solo favoriscono la salute della vista ma, da recenti ricerche, gli spinaci si sono dimostrati un valido aiuto nella prevenzione delle rughe, favorendo l'idratazione e l'elasticità della pelle e prevenendo i danni causati dai radicali liberi. I benefici degli spinaci non si limitano qui. Le verdure a foglia verde, infatti, hanno anche il potere di ridurre le occhiaie per gli alti livelli di vitamine K e C che contengono.
Per quanto riguarda gli orgasmi - ha continuato il Dr. Mezzana - l'aumento della produzione di estrogeni aiutano a proteggere la matrice che dà sostegno ed elasticità alla nostra cute, come ha anche dimostrato recentemente un gruppo di scienziati dell'Istituto di Farmacologia dell'Università di Dusseldorf. Il gruppo, capeggiato dal Dr. K.Rock, ha dimostrato inoltre che questi ormoni proteggono la nostra cute dall'azione nociva dei raggi ultravioletti, il cosiddetto danno da
fotoinvecchiamento."

In un'altra intervista, sempre Lady Gaga dichiara di essere single e di far uso del vibratore per raggiungere l'orgasmo, "sono single, sono molto presa dal lavoro e mi sento sola. Ma sto bene. Io e il mio vibratore siamo molto felici."

"I vibratori usati sui genitali o internamente, stimolano zone molto innervate regalando sensazioni estremamente piacevoli che portano all'orgasmo. Il vibratore aiuta le donne a raggiungere più facilmente, più velocemente o con intensità maggiore l'orgasmo - dichiara ancora il Dr. Paolo Mezzana - Inoltre è provato che le donne che usano i toys, imparano molto riguardo a ciò che può dare loro piacere, e sono in grado di farlo capire al loro partner. Aumentando il numero di orgasmi, aumenta la
produzione di estrogeni quindi e se aggiungiamo il succo di spinaci abbiamo trovato una perfetta ricetta antiage per la pelle delle nostre pazienti.. Un po' di tempo fa ho dichiarato che fare l'amore fa bene alla pelle. Oggi mi sento di dire che se aggiungiamo anche questa tecnologia la terapia antiage diventa alla portata di tutte le donne, anche quelle che non hanno un partner abituale"  ha concluso il Dr. Paolo Mezzana.





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Farmaci. Xyrem e alcol: una miscela pericolosa

Roma, 21 Gennaio 2013. Lo Xyrem ((sodio oxibato) e' un farmaco per il trattamento della narcolessia, una malattia  caratterizzata da ipersonnia. Il soggetto, infatti, mediamente ogni paio di ore e' preso da impulso ad addormentarsi, puo' "sognare ad occhi aperti", al risveglio puo' sentirsi paralizzato.  Lo Xyrem e' commercializzato in Italia. La FDA americana ha lanciato l'allarme sull'uso di questo farmaco se preso in associazione con alcol o antidepressivi del sistema nervoso centrale (benzodiazepine, rilassanti muscolari, ecc.). In questo caso si possono avere gravi problemi respiratori, coma e morte. Il consiglio, ovvio, e' quello di non assumere Xyrem,  alcol e antidepressivi e, comunque, di consultare il proprio medico per eventuali variazioni della prescrizione.


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venerdì 18 gennaio 2013

Alimentazione: le patatine se fritte con extravergine sono anti-invecchiamento

Uno studio del dipartimento di Scienza degli alimenti della facoltà di Agraria dell'Università di Napoli ha preso in esame il ciclo di cottura di una normale friggitrice domestica mettendo fine a un lunga sfida tra i fornelli tra extravergine e semi. Secondo il Consorzio olivicolo italiano Unaprol che ha citato lo studio, le patatine fritte nell'olio extra vergine di oliva non fanno male, sono più digeribili di quelle cotte con altri oli alimentari e anche più ricche di sostanze antiossidanti che combattono l'invecchiamento. Infatti è stato documentato che da ogni 100 grammi di patatine fritte per 7-8 minuti alla temperatura di 180-200 gradi con olio extra vergine, è stato possibile estrarre e dosare tra i 3 e gli 8 mg di sostanze fenoliche antiossidanti.

Il presidente di Unaprol, Massimo Gargano ha dichiarato che "L'olio extra vergine di qualità resiste alle elevate temperature meglio di altri oli alimentari per il basso contenuto di componenti polinsaturi e per la presenza di antiossidanti, anche dopo diverse ore di frittura continua.Peccato che di patate fritte con l'olio extra vergine di oliva, ve ne siano ancora così poche in commercio".

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" questo è possibile perché durante la frittura l'olio extra vergine rilascia parte degli antiossidanti più idrosolubili (idrossitirosolo), arricchendo i cibi fritti di questi benefici componenti naturali.

 




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Il vino riduce il rischio del diabete 2 e quello autoimmune, ma solo nei maschi


Roma, 18 Gennaio 2013. L'alcol puo' essere molto dannoso per l'organismo ma, per quanto riguarda il rischio di diabete (sia quello di tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi di diabete,  sia la forma autoimmune), sembra avere un effetto protettivo. Lo conferma uno studio effettuato sugli abitanti, di eta' pari o superiore a 20 anni, del Nord-Trøndelag, una regione della Svezia, e pubblicato su Diabetic medicine da Bahareh Rasouli del Dipartimento di epidemiologia del Karolinska Institutet di Stoccolma. Studi precedenti avevano gia' dimostrato che un consumo moderato di alcol si associa a una riduzione del rischio relativo di diabete di tipo 2 del 30-40%. L'effetto protettivo riguarderebbe i maschi e non le femmine.  E' il vino a mostrare gli effetti piu' benefici. In altri studi, e' stato dimostrato che  il consumo di alcol e' correlato inversamente con la progressione di altri disordini autoimmuni, quali l'artrite reumatoide ed il lupus eritematoso.


(1) http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22612671?dopt=AbstractPlus

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giovedì 17 gennaio 2013

Malattie killer trasmesse da pesci tropicali

 

Più il mondo globalizzato più è facile che si diffondano malattie da ogni parte del pianeta che utilizzano i vettori più impensabili. Basti pensare che uno studio dell'Oregon State University è giunto a una conclusione sorprendente: anche i nostri acquari che fanno bella mostra di pesci tropicali possono essere pericolosissimi perché c'è il rischio di contrarre malattie killer da alcune specie importate.

Se si tengono i pesci tropicali negli acquari, secondo la ricerca, si può essere a rischio di infezioni batteriche e malattie persino mortali anche perché secondo l'indagine molti tipi di batteri e virus che sono trasportati in essi sono sorprendentemente resistenti agli antibiotici.

Ciò significa che i pesci importati da luoghi esotici stanno portando con loro anche le infezioni batteriche che non possono essere trattate e possono così diffondersi tra gli esseri umani.

Gli antibiotici sono, infatti, usati comunemente per molti pesci che sono importati per fermare eventuali infezioni batteriche ed evitare di sviluppare malattie a causa dello stress cui sono sottoposti per i viaggi lunghissimi che effettuano sino ad arrivare ai nostri acquari.

Tra i batteri più a rischio vi sono: lo Pseudomonas che può causare danni al tessuto polmonare e condurre alla polmonite, mentre se contamina una ferita aperta può anche portare a shock settico e lo Staphylococcus che può infettare i follicoli dei capelli e causa di altre infezioni della pelle tra cui l'impetigine che, come è noto, è estremamente contagiosa. Se il batterio contamina il cibo può provocare crisi diarroiche.

Lo studio, pubblicato in Canada ha individuato 32 pesci d'acqua dolce di varie specie che sono stati testati per la resistenza a nove diversi farmaci. I pesci in questione vengono dalla Colombia, Singapore e in Florida.

Anche se lo studio sostiene che il passaggio di malattie tra i pesci e gli esseri umani è raro, le persone che possiedono o lavorano a contatto di pesci tropicali e quelli che hanno uno scarso sistema immunitario sono i soggetti più a rischio.

Per evitare i rischi di contagio anche alla luce delle risultanze di tale studio, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" raccomanda la massima attenzione nell'acquisto di pesci tropicali cercando di comprare solo pesci sani ed evitando la pulizia di serbatoi e acquari con tagli aperti o piaghe sulla pelle.

È evidente, peraltro, che se un pesce risulta ammalato dev'essere immediatamente rimosso.

Si dovrebbero anche mettere in quarantena tutti i nuovi pesci in una vasca separata per almeno 30 giorni.

Inoltre, è buon uso lavare sempre le mani quando si entra a contatto con i pesci e l'acqua dei serbatoi e non utilizzare mai antibiotici a meno che non vi sia stata la prescrizione di un veterinario.




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Redazione del CorrieredelWeb.it

Sclerosi multipla riabilitazione





 Sclerosi multipla, un nuovo metodo di riabilitazione

La riabilitazione computerizzata aiuta a recuperare le abilità cognitive nei pazienti con sclerosi multipla. A mettere a punto un nuovo protocollo, l'Istituto di scienze neurologiche del Cnr.  Lo studio è stato pubblicato su Neurorehabilitation and neural repair

 

Disturbi motori accompagnati da deficit dell'attenzione e della memoria. Sono i sintomi più comuni del 40-60% dei pazienti affetti da sclerosi multipla (sm), una patologia infiammatorio-degenerativa del sistema nervoso centrale a decorso cronico che colpisce circa 3 milioni di giovani adulti nel mondo, di cui 58.500 solo in Italia, ovvero 1 ogni 1026 abitanti. Per ritardare questo  declino, i ricercatori del laboratorio di Neuroimmagini dell'Istituto di scienze neurologiche del Consiglio nazionale delle ricerche (Isn-Cnr) di Catanzaro hanno sviluppato un nuovo metodo di riabilitazione computerizzata in grado di migliorare i deficit dell'attenzione. Lo studio è stato pubblicato su Neurorehabilitation and neural repair.

"Uno degli obiettivi principali nella gestione clinica dei pazienti con sm è il ritardo clinico cognitivo", afferma Antonio Cerasa, ricercatore dell'Isn-Cnr di Catanzaro. "Per ottenerlo esistono due vie: la riabilitazione cognitiva e il trattamento farmacologico a cui però spesso i pazienti non possono essere sottoposti in quanto sufficiente solo a ridurre l'infiammazione a livello cerebrale".

Il nuovo protocollo di riabilitazione stabilito con la ricerca "intende recuperare le funzioni neuropsicologiche alterate dalla patologia cerebrale e quindi a migliorare l'attenzione", spiega Cerasa, "una specifica funzione cognitiva che regola l'attività dei processi mentali, filtrando e organizzando le informazioni provenienti dall'ambiente allo scopo di emettere una risposta adeguata". La letteratura scientifica ha evidenziato come il cervello umano, grazie alla sua innata plasticità, sia in grado di modificare la propria microstruttura e funzionalità, qualora venga sottoposto a un nuovo apprendimento.

"Grazie alla risonanza magnetica funzionale, che permette di 'fotografare' l'attività del cervello in tempo reale", prosegue il ricercatore. "Abbiamo messo a confronto un gruppo sperimentale di pazienti sottoposti a riabilitazione cognitiva con un gruppo di controllo sottoposto al trattamento placebo. Dopo due mesi il gruppo sperimentale mostrava un miglioramento nelle funzioni attentive e, in risonanza magnetica, un aumento di attività cerebrale in specifiche regioni. La speranza è che i risultati di questa ricerca possano rivoluzionare i paradigmi classi






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Andrea Pietrarota
Cavaliere al merito della Repubblica
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martedì 15 gennaio 2013

Sedativi e insonnia. Zolpidem: attenzione agli effetti collaterali

Roma, 15 Gennaio 2013. Molte persone insonni assumono sedativi per dormire, il che puo' lasciare qualche strascico la mattina seguente. La Food and Drug Administration (FDA) americana, infatti, preso atto del problema, avverte i consumatori che alcuni  farmaci usati per trattare l'insonnia potrebbe renderli, la mattina dopo,  meno pronti a svolgere attivita' per le quali occorre essere vigili, tra le quali guidare l'auto. Il rimedio preso in considerazione e' lo Zolpidem, farmaco ipnotico simile alle benzodiazepine, che viene usato per il trattamento a breve dell'insonnia. La FDA informa che le donne sono particolarmente vulnerabili perche' Zolpidem viene eliminato dal loro corpo piu' lentamente rispetto agli uomini e il consiglio e' quello di diminuire la dose da assumere. Lo Zolpidem e' distribuito anche in Italia.
La raccomandazione, che ci sentiamo di suggerire, e' quella di rivolgersi al proprio medico quando si avvertono i sintomi che sono stati descritti  per  valutare se basta diminuire le dosi o e' necessario  interrompere il trattamento farmacologico.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori





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Redazione del CorrieredelWeb.it


martedì 8 gennaio 2013

Allarme Listeria in Europa per il formaggio francese commercializzato in 12 Paesi

Allarme Listeria in Europa per il formaggio francese commercializzato in 12 Paesi. In Italia nei magazzini Carrefour il prodotto è stato ritirato dagli scaffali

Batteri di tipo Listeria sono stati riscontrati in un formaggio "briques de Jussac" prodotto in Francia  per cui il 28 dicembre 2012 il Ministero delle politiche agricole francese ha diramato un'allerta alimentare  per la presenza di Listeria monocytogenes. Il formaggio è stato venduto in diverse catene di supermercati  dal 31  ottobre al 26 dicembre 2012. La lista comprende nomi come: Auchan, Carrefour, Leclerc, Metro. Il formaggio è stato esportato in 12 Paesi compresa l'Italia (Andorra, Austria, Belgio, Francia Germania, Libano, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Vietnam); il numero dell'articolo è 2125.063.000 e la data di scadenza è fissata al 9 gennaio, 12 gennaio o 23 gennaio. I batteri di tipo Listeria possono causare sintomi simili a quelli di un'influenza: febbre, mal di testa e nausea.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" poiché non e' facile individuare la presenza del batterio negli alimenti dato che il cibo non risulta essere alterato ne' nell'aspetto ne' nel sapore invita a non consumare il formaggio e a restituirlo presso i punti vendita per il rimborso. Nel frattempo i cittadini che dovessero avvertire sintomi di malessere dopo aver mangiato il formaggio in questione, in particolare le donne incinte e le persone con deficienze immunitarie, consultino immediatamente un medico.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


giovedì 3 gennaio 2013

Qualche chilo in più non fa male. Lo dice uno studio

Buone notizie per tutti coloro che hanno accumulato qualche chilo in più durante le feste: i chili in eccesso non sono nocivi.

Infatti secondo i risultati di uno studio pubblicato dal Journal of American Medical Association in questi giorni, qualche chilo di troppo non è dannoso per la salute ma anzi chi è in leggero sovrappeso sarebbe più al riparo da morte prematura.

Gli esperti per lo studio, hanno usato l'indice di massa corporea (Imc), ossia il parametro che si calcola dal rapporto tra peso e altezza moltiplicata per se stessa, per valutare il sovrappeso di una persona. Dall'osservazione dei dati, è emerso che una condizione di sovrappeso è associata a un rischio di morte inferiore del 6 per cento rispetto al rischio di morte di un individuo di peso normale mentre un obeso ha un rischio complessivo di almeno il 18 per cento in più di una persona di peso normale. I vantaggi riguardano soprattutto chi ha più di 60 anni e le persone che soffrono di malattie croniche. Il motivo non è chiaro: emerge da indagini nel mondo che hanno coinvolto 3 milioni di persone. In conclusione chi ha accumulato qualche chilo di troppo in questo periodo non deve quindi sentirsi in colpa ma nemmeno questo deve essere un alibi per ingrassare ulteriormente.

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" se infatti superare leggermente il peso forma fa bene, l'obesità è invece dannosa e accorcia sensibilmente l'esistenza aumentando drasticamente il rischio di morte. La ricerca non vuole essere un pretesto per ingozzarsi di cibi ipercalorici.

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Arriva la ricetta medica targata UE


 

Arriva la ricetta medica targata UE. I pazienti cronici potranno utilizzare la prescrizione redatta nel proprio paese che  sarà valida negli altri stati membri. Utile anche per chi è affetto da malattie rare: potrà acquistare i farmaci anche negli altri paesi con la stessa ricetta

 

Una novità a garanzia dei pazienti che viaggiano in Europa arriva dalla Commissione Europea in tema di prescrizioni mediche valevoli su tutto il territorio UE la direttiva 2012/52. A rivelarlo è Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti", che precisa che l'importante provvedimento è stato approvato il 20 dicembre scorso, ed introduce regole comuni per identificare i medici, i pazienti e i prodotti prescritti.

La nuova normativa UE servirà a creare un elenco minimo di elementi mediante i quali al paziente che si sposta al di fuori dei propri confini nazionali possa essere riconosciuta la ricetta. Per mezzo di tali informazioni essenziali, infatti, le farmacie potranno verificare l'autenticità la prescrizione medica.

Il Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei consumatori ha ricordato che "L'anno scorso, la Commissione ha adottato una legislazione sui diritti dei pazienti per l'assistenza sanitaria transfrontaliera. L'adozione odierna di un codice di condotta per le prescrizioni transfrontaliere è un ulteriore passo essenziale per il raggiungimento dell'obiettivo principale di questa normativa: garantire che il diritto dei pazienti di accesso alle cure di buona qualità nei confini dell'Unione europea diventi una realtà. Ed ha precisato che "queste regole aiuteranno sicuramente i pazienti che viaggiano in un altro Stato membro ad ottenere le medicine di cui hanno bisogno nel Paese in cui si trovano".

Se il numero di prescrizioni transfrontaliere rappresenta lo 0,02%-0,04% di tutte le prescrizioni dell'eurozona per un totale di 2,3 milioni all'anno nel settore, al contrario dev'essere evidenziato come ha precisato una nota della Commissione che "per gruppi specifici di pazienti il riconoscimento delle prescrizioni transfrontaliere farà una differenza importante". In tali categorie rientrano i malati affetti da patologie croniche, che in questo modo avranno la garanzia di poter viaggiare senza temere di rimanere sprovvisti di farmaci o coloro che sono affetti dalle cosiddette malattie rare, e che così saranno agevolati nel poter reperire farmaci al di là dei propri confini nazionali.

La direttiva dovrà essere adottata entro il 25 ottobre 2013 dai Paesi Membri, ed in particolare ha stabilito che dovranno divenire uniformi i dati che permettono di identificare facilmente il paziente, il medico prescrittore e il prodotto prescritto che potranno essere sia farmaci che dispositivi medici. Per ciò che concerne i dettagli, i farmaci dovranno essere indicati attraverso la denominazione generica (salvo per quelli biologici), in modo da consentire una più semplice e corretta identificazione dei prodotti venduti nell'area unica sotto diverse denominazioni commerciali nonché dei prodotti posti in vendita solo in alcuni Stati Membri.

D'altro canto, la normativa non prevede nessuna limitazione per ciò che riguarda la forma, l'a




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Redazione del CorrieredelWeb.it


Ecco i questionari sulle lenti a contatto online: la campagna di Assottica entra nel vivo

assottica
La campagna educazionale “Lenti a contatto: qui si… informa” è entrata nel vivo. Sono infatti ben 800 i centri ottici che hanno aderito all’iniziativa e hanno ricevuto il materiale per rilevare i dubbi e le barriere sulle lenti a contatto e fornire le corrette informazioni.

“Siamo molto contenti di questo primo risultato e della partecipazione dei punti vendita di tutto il territorio nazionale. In Italia sono 2.5 milioni le persone che portano lenti a contatto – afferma Nicoletta Losi, Presidente di Assottica Gruppo Contattologia – ma ancora molti nutrono perplessità sul fatto che le lenti a contatto possano essere uno dei mezzi di correzione visiva efficaci per rispondere a esigenze di sicurezza, praticità e libertà. Questa campagna ci permetterà di avere un quadro completo sul rapporto degli Italiani con le lenti a contatto e di diffondere una corretta cultura sul loro utilizzo in sicurezza”.

I questionari sulle lenti a contatto online andranno inviati alla segreteria organizzativa entro e non oltre il 28 febbraio 2013, inviandoli via fax all’attenzione di Vox (02.58324305) o spedirli in busta chiusa presso Vox, Via Castelbarco, 5 - 20136 Milano. I dati raccolti sulla popolazione con problemi di vista verranno elaborati e presentati in occasione del Convegno Assottica 2013, e messi a disposizione degli addetti ai lavori e delle Istituzioni.

La campagna “Lenti a Contatto: qui si… informa” è promossa grazie al contributo non condizionato delle aziende associate: Alcon Ciba Vision, Bausch + Lomb, CooperVision, Johnson&Johnson Vision Care,  Sauflon, Schalcon. Ulteriori informazioni sul questionario delle lenti a contatto online sono reperibili al sito ufficiale www.assottica.it.

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