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mercoledì 27 giugno 2012

Formaggi: la mozzarella e' grassa o magra?

Roma, 27 Giugno 2012. Con la stagione calda in arrivo molti pensano di mantenersi a dieta, onde evitare l'esposizione di eccessive rotondita' sulle spiagge. Ragionare di dieta e pensare ai formaggi e' tutt'uno, specialmente se siamo convinti che i formaggi siano dietetici. Vediamo di fare un po' di chiarezza. Puo' un formaggio magro diventare grasso? Formalmente si  perche' la normativa e' curiosa. Per legge infatti si calcola la percentuale di grasso sul formaggio secco, al quale e' stata sottratta l'acqua, e non sul prodotto venduto al consumatore. Se un formaggio ha una percentuale di acqua dell'80% e il grasso e' il 10% il formaggio e' magro, ma se togliamo l'acqua rimane un 20% di prodotto, del quale la meta' e' costituita da grasso, quindi quel formaggio per legge ha il 50% di lipidi, di conseguenza e' grasso.
 Insomma la mozzarella (di vacca) e' grassa o magra? Per fortuna le tabelle "legali" sono diverse da quelle "nutrizionali" e quindi possiamo riferirci alla realta' cioe' al prodotto che il consumatore acquista. La mozzarella e' tra i formaggi un prodotto  che potremmo definire mediamente grasso, perche' 100 grammi contengono il 59% di acqua, il 19% di proteine e il 19% di grassi. Quando ci nutriamo con mozzarella ingeriamo prevalentemente acqua.  Ecco perche' si puo' mangiare senza difficolta' un etto di mozzarella ma difficilmente si puo' banchettare con l'equivalente di parmigiano, il quale contiene il 31% acqua, il 29% di grassi, il 34% di proteine, il che lo rende particolarmente "nutriente".

 Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Riconoscere un ictus cerebrale

Come riconoscere un ictus cerebrale.
 
 Durante una grigliata Federica cade.
 Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere inciampata con le scarpe nuove.
 Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.
 Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.
 Il marito di Federica mi telefonò la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.
 Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Federica è deceduta.
 
 Federica ha avuto un'ictus cerebrale durante la grigliata.
 Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un 'ictus,
 Federica sarebbe ancora viva.
 
 La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.
 Basta 1 minuto per leggere il seguito:
 
 Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall'attacco si può facilmente porvi rimedio.
 Il trucco è riconoscere per tempo l'ictus!!!
 Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.
 Cosa che non è facile.
 
 Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un'ictus cerebrale:
 
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
 
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: oggi è una bella giornata) e non ce la farà;
 
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
 
* Chiedete alla persona di mostrarvi la lingua (se la lingua è gonfia o la muove solo lateralmente è un segno di allarme).
 Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.
 Descrivete i sintomi della persona per telefono.
 
 Un medico sostiene che se mandate questa è- mail  ad almeno 10 persone, si può essere certi che avremmo salvato la vita di
 Federica, ed eventualmente anche la nostra.
 
 Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura per il Globo, usiamo i collegamenti  per essere d'aiuto a noi ed agli altri.
 
 Sei d'accordo?

martedì 26 giugno 2012

Il grana padano abbassa la pressione?

Roma, 26 Giugno 2012. All'European Meeting on Hypertension 2012, in Gran Bretagna,  e' stata presentata la ricerca (1) di un gruppo italiano sugli effetti benefici che il grana padano avrebbe sulla pressione arteriosa. Responsabili sarebbero alcune sostanze contenute nel grana padano che avrebbero una azione inibitoria dell'enzima di conversione dell'angiotensina, che agisce  sulla pressione arteriosa. Gli autori hanno selezionato 29 soggetti in terapia antipertensiva che non assumevano farmaci ed hanno integrato la loro dieta con 30 g di grana padano per due mesi, senza alterare l'apporto calorico totale. Dopo il trattamento non si sono verificate variazioni nell'indice di massa corporea e nei valori del colesterolo totale e HDL, dei trigliceridi, della  glicemia, del sodio e potassio. I risultati raccolti sono comparabili a quelli dei farmaci e superiori a quelli ottenuti con la sola restrizione del sodio alimentare. I risultati migliori si sono ottenuti con i formaggi mediamente invecchiati (9-12 mesi) perché in quel periodo la concentrazione delle sostanze inibenti e' maggiore. Riguardo ai dubbi sull'eccessivo apporto di acidi grassi saturi e sodio col formaggio, gli autori fanno notare che questo tipo di formaggio non e' particolarmente ricco di grassi o di sodio, almeno in confronto con altri alimenti consumati: 30 g di grana padano contengono 128-129 mg di sodio e 6 g di grassi (4 g saturi, 2 g insaturi). L'effetto del grana padano non si somma a quello dei farmaci. Insomma, notizia confortante. L'idea di curarsi mangiando e gustando non ci dispiace.

(1) Crippa G et al. Dietary Integration with Grana Padano cheese
effectively reduces blood pressure in hypertensive patients. J
Hypertension 2012; 30 (e-Supplement A): e376.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

lunedì 25 giugno 2012

Farmaci. Serve piu' evidenza alle avvertenze di prescrizione nelle etichette



Roma, 25 Giugno 2012. Gli standard di etichettatura dei farmaci andrebbero riviste alla luce del fatto che le avvertenze su particolari prescrizioni, se presentate in colori non a contrasto sfuggono all'attenzione dei pazienti piu' anziani. Lo ha dimostrato una ricerca non particolarmente ampia, ma significativa, condotta presso la School of packaging nel Michigan. I ricercatori hanno arruolato una trentina di partecipanti meta' dei quali di eta' inferiore ai 20 anni e meta' oltre i 50 anni. E' stato chiesto loro di osservare diverse fiale e flaconi su ognuno dei quali era stata apposta, oltre all'ordinaria etichettatura a fondo bianco, un'avvertenza sulla prescrizione (prescription warning label) in diversi colori e con i testi stampati a contrasto. Poi e' stato chiesto loro di guardare un set di etichette e dire quali di queste erano presenti su farmaci osservati in precedenza, senza entrare nel merito dei contenuti. Ne e' emerso che i soggetti piu' anziani avevano meno probabilita' di ricordarle, a differenza di quelli piu' giovani che invece riuscivano a farlo. E non era una questione di buona memoria ma di attenzione: i ricercatori, infatti, studiando i tracciati dei movimenti degli occhi durante le osservazioni, hanno notato che lo sguardo degli anziani aveva meno probabilita' di posarsi sulle warning label, e, inoltre, tutti i partecipanti erano piu' concentrati sull'etichetta principale bianca, e non su quella di avvertenza.
Indicazione importante per stabilire dove apporre tali indicazioni: "La nostra prima raccomandazione" scrivono gli autori «potrebbe essere quella di spostare tutti gli avvertimenti su adesivi colorati dentro la principale etichetta bianca, che il 100% dei partecipanti ha letto".
Una sollecitazione in tal senso l'abbiamo fatta al ministro della Salute, Renato Balduzzi.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

venerdì 22 giugno 2012

Frutta di stagione. Il cocomero e' una bibita. Per sceglierlo gratta e bussa

Roma, 22 Giugno 2012. Appartiene alla famiglia delle zucche ed forse il piu' caratteristico frutto di stagione. Parliamo del cocomero, noto fin dall'antichita', addirittura dal periodo preistorico. Sicuramente il cocomero era mangiato dagli egiziani piu' di 4000 anni fa. Ne parliamo perche' il caldo di questi giorni induce ad una maggiore perdita di acqua e sali minerali che devono essere reintegrati. Il cocomero, o anguria, e' praticamente una bibita, contiene, infatti, il 95% d'acqua e per questo in alcune regioni d'Europa e' conosciuto come melone d'acqua. Ha un buon contenuto di potassio (che si perde con il sudore) e il sapore dolce e' dovuto piu' che agli zuccheri a particolari sostanze aromatiche, il che rende il cocomero un eccellente prodotto per le diete dimagranti, anche perche' le stesse sostanze aromatiche danno un senso di sazieta'. Insomma mangiare una fetta di cocomero equivale e bere un bicchiere d'acqua. Occorre far attenzione ai semi perche' contengono glucosidi che hanno una forte azione purgante, non vanno, quindi, deglutiti interi e tanto meno masticati. Un buon cocomero si riconosce dalla buccia, di color verde scuro o con venature grigie, che alla percussione con le nocche delle dita deve dare un suono "sordo". Un metodo classico, che si usava tempo, fa era quello di assaggiarne un tassello, una prova concreta, insomma, oggi questo non e' piu' possibile ma si puo' ricorrere ad un altro espediente pragmatico: grattare la buccia con l'unghia, se viene via facilmente il cocomero e' maturo al punto giusto.

Primo Mastrantoni segretario dell'Aduc.
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

mercoledì 20 giugno 2012

Aumento della Gamma GT

L'alcolismo è una causa comune di un aumento della gamma GT.

L'alcolismo cronico è una causa frequente dell'aumento dei livelli della Gamma GT.
Ma un aumento dei livelli di gamma-GT non è sempre associato con l'alcolismo cronico.

Alcune malattie sono la causa dell'aumento della gamma-GT 

Alcune malattie influenzare l'attività di gamma-GT, compresi:
  • Danni al fegato (epatite, cirrosi ...) 
  • diabete 
  • Ipertrigliceridemia 
  • Ipertiroidismo 
  • Obesità
  • Insufficienza cardiaca 
Anche alcuni farmaci sono la causa dell'aumento della gamma-GT 

Farmaci come gli antidepressivi, i contraccettivi, gli antipiretici, gli anticonvulsivanti, gli ipnotici o gli ormoni steroidei modificano l'attività della gamma-GT.

Se si riscontra un'anomalia c'è bisogno di esami complementari

È spesso necessario eseguire un workup epatico globale inclusa la quantificazione delle transaminasi, della fosfatasi alcalina e di altri enzimi nel fegato, come la bilirubina.

martedì 19 giugno 2012

TAC. Rischio per i bambini

Roma, 19 Giugno 2012. L'utilizzo della tomografia computerizzata in dosi cumulative di 50 mGy puo' triplicare nei bambini il rischio di leucemia e intorno ai 60 mGy puo' aumentare di tre volte anche il rischio di tumori cerebrali. Lo si apprende da un recente articolo comparso su The Lancet, finanziato dal National Cancer Institute degli Stati Uniti e dal Department of  Health britannico (1).
 Il Gray (Gy) e' l'unita' di misura di cessione di energia ai tessuti. In genere si usa  usa il milli Gy (mGy). Un esame radiografico da', in media, circa 1 mGy, la TAC anche 6-8 mGy, un esame medico nucleare, in media, 4-5 mGy.
Nel sintetizzare e commentare i risultati delle analisi statistiche, gli autori ricordano che, trattandosi di neoplasie piuttosto rare, l'aumento di rischio relativo, per i bambini e gli adolescenti, sottoposti alle radiazioni da Tc non corrisponde a un rischio assoluto elevato. Tuttavia, concludono i ricercatori, anche se i benefici di questi esami superano i rischi complessivi, e' necessario fare il possibile per mantenere le radiazioni al livello piu' basso possibile e prendere in considerazione procedure alternative che non comportino l'assorbimento di radiazioni ionizzanti.
Insomma, cautela si impone, soprattutto nella richiesta che viene dai cittadini (sembra che farsi un Tac sia di moda) e anche nel sottoscrivere il consenso informato ad indagini mediche. Meglio essere ben informati sui potenziali rischi di taluni accertamenti diagnostici.

(1) http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(12)60815-0/abstract

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Postopo intervento prostata per tumore: una piccola rete salva la continenza


Dopo il cancro è crisi per migliaia di italiani affetti da incontinenza urinaria conseguenza indesiderata dell'asportazione radicale della prostata che si può ora risolvere con un' innovativa tecnica chirurgica mininvasiva  chiamata Advance .

"La nuova metodica" , spiega il dottor Maurizio Cremona, responsabile dell' Unità Operativa di Urologia presso l' Istituto Clinico Sant'Ambrogio di Milano e tra i primi urologi in Lombardia ad adottarla , "consente di recuperare la normale continenza con l'inserimento di una retina di polipropilene (particolare materiale biocompatibile) che riposiziona l'uretra, dislocata dall'intervento sulla prostata, nella sua sede anatomica naturale . Advance  che  si può effettuare in one day hospital ( ricovero di un giorno e una notte ) e in anestesia locale ( spinale )  è indicata per pazienti con incontinenza lieve - moderata e non trattati con radioterapia .I vantaggi rispetto agli interventi del passato invasivi, complessi e con scarsi risultati  sono l'efficacia dell'90%, la brevità (la retina viene posizionata in circa 30 - 40 minuti) e del  recupero con ritorno alle normali attività in brevissimo tempo - una settimana. Impiegata con successo negli States e in Europa su oltre 50 mila pazienti è disponibile oltre all' Istituto Clinico Sant' Ambrogio  di Milano  in altri centri ospedalieri italiani a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale - SSN-  e cioè gratis per il paziente. "L'incontinenza urinaria da sforzo dopo la prostatectomia"  precisa il dottor Cremona , calabrese di nascita,  vive a Busto Arsizio dove ha uno studio da 26 anni ,  "si manifesta a seguito  di un piccolo sforzo  come  tossire , sollevare una borsa  è molto frequente -  fino al 60% dei casi - e nella maggior parte dei casi si risolve o si riduce entro un anno dall'intervento .Tuttavia circa  il 10 % dei pazienti operati rimane incontinente. Nonostante la diffusione della patologia legata che con ansia, depressione e isolamento legati al  timore di non riuscire a controllare improvvise fughe di urine  incide pesantemente  sulla qualità della vita, i rapporti sociali l'intesa di coppia e la sessualità ,  l'incontinenza rimane  una  patologia   nascosta .  Solo  una minoranza -  circa  il 50 % -  vincendo  vergogna  e imbarazzo  si rivolge all'urologo mentre gli altri si rassegnano ai pannoloni.  Negli incontinenti è frequente, infatti, riscontrare un atteggiamento di rassegnazione dovuto all'errata  convinzione che dopo  aver subito l'asportazione di un tumore alla prostata perdere urina è quasi normale e inevitabile . Questo disturbo puo' invece essere risolto con successo, con la nuova tecnica chirurgica mininvasiva Advance  e nei centri di urologia  esperti in incontinenza urinaria sempre più diffusi in Italia".

"Nell'Unità Operativa di Urologia dell'Istituto Clinico Sant'Ambrogio", conclude con orgoglio il dottor Maurizio Cremona ",  eseguiamo circa 4.000 prestazioni urologiche ambulatoriali l'anno, tra cui: visite, uretrocistoscopie, biopsie prostatiche, esami urodinamici,ecografie. Il numero degli interventi chirurgici è di circa 700 l'anno. I nostri pazienti arrivano principalmente da Milano e provincia,  Varese e provincia ; una buona percentuale è di provenienza extraregionale".

 

Per informazioni:

Ufficio Stampa

Md Health Consulting 

Antonella Marchitto   tel . 02 48015241

Franco  Di Liello       tel . 02 48015241  

 

Per informazioni : Dottor Maurizio Cremona Istituto Clinico Sant'Ambrogio Milano tel 02 33127011

Studio Busto Arsizio (VA) tel: 0331 321946



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Postato da Blogger su IL COMUNICATO STAMPA il 19/06/2012 alle 11:27:00 AM



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Redazione del CorrieredelWeb.it
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lunedì 18 giugno 2012

Ondate di calore, considerazioni e statistica

Le ondate di calore si verificano quando le temperature e l'umidità sono molto elevate per diversi giorni consecutivi, l'irraggiamento solare molto forte e i venti pressoché assenti. Un altro fattore molto importante che acuisce la gravità delle ondate di calore è la mancanza di temperature minime notturne tali da permettere al meccanismo termoregolatore del nostro organismo di riprenderci dall'affaticamento conseguente al caldo umido intenso delle ore diurne. Nel 2003, quando l'ondata di calore fu prolungata e l'impatto sulla popolazione davvero elevato, tale mancanza fu una delle cause principali dei malori e dei decessi.

In questi e nei prossimi giorni, in effetti ci sono tutte le condizioni per raggiungere in molte città il cosiddetto livello 2 (condizioni meteorologiche a rischio che possono avere effetti negativi sulla salute). Un'area di alta pressione di origine africana si sta spostando sul Mediterraneo, invadendo la nostra Penisola e le nostre isole, con venti deboli o moderati e da ultimo, ma non meno importante, l'irraggiamento è molto forte, come d'altra parte ci aspettiamo nei giorni a cavallo del solstizio d'estate. L'attuale ondata tuttavia non sembra raggiungere la stessa gravità del 2003 in termini di durata complessiva e le temperature notturne che portano sollievo al corpo umano sembrano più clementi.

Non sempre la prima importante ondata di calore arriva con il solstizio estivo: negli ultimi decenni abbiamo visto insorgere il fenomeno anche in periodi 'non sospetti' come fine aprile – inizio maggio, come pure estati di gran lunga più fresche (poche a dire il vero). La statistica nell'ultimo trentennio è infatti cambiata, almeno in parte, ed in particolare è cambiata la distribuzione nell'arco dell'anno, con ondate di calore precoci e tardive, a settembre, e più prolungate.

Uno studio effettuato dall'Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche aveva già evidenziato che nel decennio 1991-2000 il numero di giorni con ondate di calore in Italia è stato quasi pari alla somma dei giorni estremamente caldi verificatesi nel periodo 1951-1990.

Se è vero che non tutte le estati sono simili a quella del 2003, alla quale non fecero seguito estati altrettanto caldo-umide con notti 'tropicali' (l'ondata durò circa 60 giorni, suddivisi in tre periodi da inizio giugno fino a settembre), uno studio in corso presso Ibimet-Cnr mostra come, durante ciascuna estate dal 2000 in poi, si siano avute una o più ondate di calore, che per due anni consecutivi si sono verificate negli stessi giorni: 18-30 giugno 2006, che interessò soprattutto l'Europa occidentale, e 17-26 giugno 2007, sopratutto nel sud est europeo. In entrambi i casi, l'Italia venne interessata dall'ondata.

Insomma le statistiche per l'Italia confermano e rafforzano quanto evidenziato dall'ultimo rapporto dell'Ipcc-Intergovernmental panel on climate change sugli eventi estremi: 'Managing the risks of extreme events and disasters to advance climate change adaptation (Srex)'.

Tra i diversi servizi di allerta che sono stati realizzati, a livello regionale, da ricordare il sito http://www.biometeo.it/  prodotto dal Centro Interdipartimentale di Bioclimatologia dell'Università degli Studi di Firenze (CIBIC), con la collaborazione dell'Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze e del Consorzio LaMMA (Laboratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale) della Regione Toscana, impegnato dal 2005 nel Progetto MeteoSalute, finanziato dal Servizio Sanitario della Regione Toscana. A livello nazionale, sul sito del Ministero della salute vengono pubblicati i bollettini giornalieri del periodo 15 maggio – 15 settembre che indicano, per molte città italiane, il livello di allerta previsto per le ondate di calore: http://www.salute.gov.it/emergenzaCaldo/bollettinoGiornaliero.jsp

Sugli stessi siti vengono riportati i consigli per fronteggiare condizioni di caldo-umido estreme, come comportarsi e a chi rivolgersi in caso sia necessaria assistenza. Queste condizioni climatiche, infatti, possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione, specialmente per le categorie più deboli: persone anziane, bambini, persone già affette da patologie.

 


Marina Baldi, CNR-Ibimet

giovedì 14 giugno 2012

Etichettatura alimenti, più protezione per bambini e celiaci


Andrea Zanoni (Eurodeputato IdV) plaude all'approvazione di una relazione che prevede norme più strette per l'etichettatura degli alimenti per bambini e persone con regimi dietetici particolari. "E poi via i pesticidi dai nostri piatti e da quelli delle persone più vulnerabili"

 

"Alimenti più sani per i bambini e per le persone che necessitano diete speciali". Lo dice Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, commentando positivamente l'approvazione da parte del Parlamento europeo oggi a Strasburgo della relazione "sugli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini e agli alimenti destinati a fini medici speciali". "E poi via i pesticidi dai nostri piatti, a cominciare dalle categorie più vulnerabili".

Il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza la relazione dell'Eurodeputata Frédérique Ries (belga, liberale) che chiede regole europee più severe sull'etichettatura del latte dei bambini e degli alimenti delle persone che seguono regimi alimentari speciali per proteggere i consumatori e offrire più chiarezza sui prodotti dell'industria alimentare. "Disomogeneità d'interpretazione e diversità di applicazione della direttiva negli Stati membri, oneri amministrativi, modifiche alla composizione e all'etichettatura e poca innovazione sono alcuni dei problemi che con il voto di oggi cerchiamo di risolvere", spiega Zanoni.

"Lattanti, bambini di età inferiore a tre anni e determinati pazienti che seguono un'alimentazione specifica, come le persone intolleranti al glutine, i celiaci, meritano un'attenzione particolare e un trattamento armonizzato nell'Unione europea – prosegue l'Eurodeputato, che proprio per una maggiore protezione delle persone celiache aveva proposto un apposito emendamento in commissione Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare. "Massima attenzione va prestata al latte materno. Via ad esempio le foto di bambini o altre immagini che idealizzino l'uso di prodotti con altro tipo di latte".

E poi i pesticidi. "No alla presenza di pesticidi negli alimenti destinati a gruppi più vulnerabili della popolazione", attacca Zanoni. "L'attuale regolamento comunitario sui pesticidi non basta. Bisogna costringere l'industria a garantire l'immissione sul mercato di prodotti per lattanti e bambini senza pesticidi o qualsiasi altro tipo di sostanza tossica". Per questo Zanoni sta cercando di attirare l'attenzione Ue sul rischio che queste sostanze costituiscono per tutti i prodotti agroalimentari in Europa. A questo proposito Zanoni parteciperà martedì 19 giugno a Bruxelles come relatore all'evento "Integrated Pest Management - the way forward to Sustainable Agricultural Production" organizzato da Pesticide Action Network, Iobc e Ibma sull'effetto dei pesticidi in agricoltura.

"Ancora oggi sono troppi i rischi che corriamo a tavola, soprattutto ai danni delle categorie più vulnerabili come i bambini – conclude l'Eurodeputato – L'Ue deve avere il coraggio di anteporre la nostra salute a tutti gli altri interessi dell'industria".

 

 

mercoledì 13 giugno 2012

Allarme tumori al pene e al testicolo: in aumento soprattutto tra i giovani

 La causa? Inquinamento e scarsa igiene oltre il fumo e l'alcool.

 

Secondo i più recenti rapporti dell'Associazione Nazionale dei Registri Tumori, i tumori urologici sono in aumento. Soprattutto colpiti i giovani dai tumori del testicolo e del pene, in crescita ad un tasso allarmante pari al 6% l'anno. Ogni anno vengono diagnosticati circa 4.000 nuovi casi di tumore del pene, soprattutto tra i giovani. La fascia di età sempre più numerosa è tra i 16 e i 24 anni quelli a i testicoli aumentano del 6% e quelli al pene registrano sempre più casi all'anno. La causa  è  l'inquinamento e la scarsa igiene anche se la mortalità è in diminuzione.

Altri fattori scatenanti sono l' accumulo di smegma e di altri agenti irritanti e della diffusione del virus del papilloma umano HPV, virus a trasmissione sessuale. Oltre a cause genetiche e prematurità di nascita, ancora una volta l'inquinamento atmosferico, l'alimentazione scorretta, il fumo e l'alcool, ma soprattutto, per il tumore del pene, la scarsa igiene. In Italia la frequenza nella popolazione maschile è di circa 3 casi l'anno per 100.000 persone, ma nella fascia di età compresa tra i 16 e 40 anni si superano i 6 casi ogni 100.000, con un costante aumento dei numeri di incidenza, soprattutto tra gli under 24. Sotto accusa,

Secondo, Giovanni D'Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti"è importante la prevenzione e l'autopalpazione, per arrivare ad una diagnosi precoce. Gli uomini devono dunque imparare a fare tenere sotto controllo dimensioni e aspetto dei testicoli, esaminandoli almeno una volta al mese con attenzione verso qualsiasi modifica dell'anatomia o della forma come le donne fanno l'autoesame del seno.

Lecce, 13 giugno 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA



Spirometria, confermato il fumo come fattore di rischio



Lo screening precoce sui giovani fumatori con ostruzione delle vie aeree permetterebbe di ridurre il rischio di sviluppare stadi più severi della malattia. È uno dei risultati di una ricerca di Cnr, Società europea di pneumologia e Fondazione europea del polmone per la sensibilizzazione sul tema. Lo studio è stato pubblicato su 'European Respiratory Journal'


10.395 persone hanno eseguito la spirometria e risposto a domande su genere ed età, abitudini di fumo e presenza di asma: i risultati hanno mostrato tassi di prevalenza di ostruzione delle vie aeree elevati e paragonabili a quelli riportati in studi scientifici svolti in altri Paesi (Polonia, Corea, America, Australia, Cina e Sud-Africa). Lo studio dell'Unità di epidemiologia ambientale polmonare (Epap) dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, in collaborazione con l'Istituto di biomedicina e immunologia molecolare (Ibim-Cnr) di Palermo, la Società europea di pneumologia (Ers) e la Fondazione europea del polmone (Elf), è stato pubblicato sul 'European Respiratory Journal'.

"Nelle piazze o nelle stazioni di Glasgow, Copenhagen, Monaco, Stoccolma, Berlino e Vienna, dove si sono svolti i congressi della Ers degli anni 2004-2009, i cittadini hanno potuto eseguire gratuitamente una spirometria per valutare lo stato di salute dei loro polmoni", spiega Sara Maio dell'Ifc-Cnr di Pisa. "I tassi di prevalenza di ostruzione delle vie aeree sono risultati elevati: dal 12,4 al 20,3%, e sono state confermate le associazioni con i più importanti fattori di rischio. In particolare, rischi di ostruzione di severità lieve maggiori del 90% nei soggetti con età superiore a 80 anni, del 140% nei fumatori e del 180% nei soggetti con diagnosi di asma. Tali associazioni sono confermate anche per l'ostruzione di severità più elevata".

Interessanti poi i valori di prevalenza di ostruzione lieve non trascurabili emersi nei soggetti con età inferiore ai 19 anni (12,7%) e di 40-49 anni (7.7%), "che indicano la necessità di iniziare gli screening di funzionalità polmonare ad età più precoci rispetto a quanto si credesse, specialmente in casi di asma bronchiale e fumatori", prosegue la ricercatrice, "così da ridurre il rischio di sviluppare gli stadi più severi di malattia attraverso l'interruzione del fumo e un appropriato trattamento".

"Organizzazione mondiale della sanità e Gard (Alleanza globale contro le malattie croniche respiratorie) stanno proponendo il modello dell'Elf-Ers Spirometry Tent per incrementare l'attenzione all'ostruzione delle vie aeree da parte di cittadini, mass media e politici", aggiunge Giovanni Viegi, già presidente Ers e direttore dell'Ibim-Cnr. "Ifc e Ibim del Cnr vi hanno contribuito grazie alle conoscenze e all'esperienza maturate negli anni con importanti studi epidemiologici italiani".

Lo studio europeo rientra nell'ambito di un impegno che ha prodotto un documento delle Nazioni Unite sulla prevenzione e sull'impatto delle malattie croniche non comunicabili (respiratorie, cardiovascolari, dismetaboliche e oncologiche), particolarmente nei Paesi in via di sviluppo, e di un documento del Consiglio dell'Unione Europea sulla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle malattie croniche respiratorie nei bambini. Per sensibilizzare sui problemi della salute respiratoria, in particolare i fattori di rischio correlati alle patologie polmonari croniche, quali fumo e inquinamento, nel mese di giugno, la Pneumologia italiana organizza il mese della spirometria, con incontri di formazione e interventi educazionali. Da ricordare infine l'iniziativa mondiale  World Spirometry Day, il 27 giugno in concomitanza con i Giochi Olimpici di Londra, e l'European Respiratory Day, il 28 giugno a Roma.

Roma, 13 giugno 2012

 


martedì 12 giugno 2012

Bibite energizzanti. Attenzione alle dosi

Roma, 12 Giugno 2012. L'Agenzia nazionale per la sicurezza sanitaria e alimentare (Anses) francese (1) mette in guardia contro l'abuso di consumo delle bibite energizzanti. Le bibite energizzanti contengono eccitanti e tonici (caffeina, guarana, ginseng e vitamine, ecc.) e, se consumati in dosi eccessive, possono provocare disturbi cardiaci o abbinate all'alcol possono diminuire la percezione del rischio. L'Anses ricorda che tali bibite sono riservate agli adulti, sono sconsigliate alle donne incinte e non sono adatte a persone che praticano una intensa attivita' sportiva. Da rilevare che le bibite energizzanti non sono le bibite "energetiche", quelle, cioe', che contengono sali minerali e vitamine.

(1) http://www.anses.fr/

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

lunedì 11 giugno 2012

Antibiotico azitromicina a rischio cardiaco



Farmaci. L'antibiotico azitromicina a rischio cardiaco

Roma, 11 Giugno 2012. L'antibiotico azitromicina puo' provocare scompensi cardiaci che possono portare alla morte. Durante  5 giorni di terapia con azitromicina, c'e' stato un piccolo aumento dei decessi cardiovascolari, che e' stato piu' pronunciato nei pazienti con un rischio di base di malattie cardiovascolari. La notizia e' riportata dal New England Journal of Medicine (GB) (1) e ripresa dalla FDA (Food and Drug Administration, USA) che sta approfondendo l'argomento. L'azitromicina e' un antibiotico di prescrizione che puo' essere utilizzato per il trattamento della bronchite, delle infezioni polmonari, dell'orecchio, della pelle, della gola e delle malattie sessualmente trasmissibili.
Il consiglio e' quello di sentire il proprio medico per valutare eventuali rischi.

(1) http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMoa1003833

Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

domenica 10 giugno 2012

Vaccino per curare il Parkinson?

Il nuovo preparato potrebbe essere somministrato ai pazienti entro quattro o cinque anni

 

Speranze dai test sul vaccino per i pazienti con il Parkinson. E' in fase di sperimentazione un vaccino terapeutico che potrebbe essere immesso sul mercato tra 4 o 5 anni. E se la sperimentazione andrà a buon fine, il trattamento terapeutico, non mitigherà solo i sintomi come avviene oggi, ma debellerà alla fonte questa malattia neurodegenerativa.

Infatti per la prima volta un vaccino è testato ad indurre una risposta immunitaria in modo da renderla incapace di causare la malattia. Nelle vittime del morbo di Parkinson, il cervello è danneggiato da una proteina anomala, "l'alfa sinucleina". E il suo accumulo è causa di sintomi come rigidità o tremori.

Oggi, alcuni trattamenti possono ridurre i sintomi, ma non risolvere il problema alla fonte. Con questo vaccino, i ricercatori sperano di affinare l'organismo dei pazienti in modo da renderli incapaci di causare la malattia. Questo stato di immunità che si produce con la vaccinazione fa sì che, quando il soggetto, nel corso della vita, viene a contatto con il microrganismo, le cellule-memoria lo riconoscono e sono in grado di dare un'attivazione più veloce e più potente dell'intero sistema immunitario, tale da impedire lo svilupparsi della malattia. Somministrando il vaccino, il sistema immunitario dell'organismo riconosce come estranee le tossine o i microrganismi anche se inattivati e produce anticorpi specifici e, in particolare, le cellule-memoria (linfociti che "memorizzano" le caratteristiche delle cellule estranee).

In buona sostanza  prendendo un piccolo frammento della proteina degenerata che ha scatenato la malattia, il medico iniettandola anche nella persona malata, innescherà una reazione con una risposta immunitaria. Questa produzione di anticorpi offrirà una protezione diffondendosi nel corpo compreso il cervello, attaccando la proteina contro la quale si sono sviluppate.

La forza di questo vaccino è di consentire al sistema immunitario di superare la malattia con gli anticorpi generati.

Per Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" vale la pena ricordare come  questa tecnica nota come immunoterapia è già stata testata con successo in vaccini contro la malattia dell'Alzheimer. La sua sperimentazione procede a passi da lumaca poichè l'introduzione del vaccino può avere, anche se raramente, effetti collaterali, di cui non si conoscono i rimedi. Ma se tutto andrà bene, la speranza di arrivare ad un vaccino preventivo contro il Parkinson non è più così lontana. I risultati della sperimentazione del nuovo preparato sono positivi, ma è necessario attendere ancora quattro o cinque anni per avere ulteriori conferme prima della commercializzazione.

Lecce, 10 giugno 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA




venerdì 8 giugno 2012

Aborto chirurgico

Fino a 15 settimane di gestazione, l'aspirazione a vuoto è il metodo più comune di aborto chirurgico indotto.

L'aspirazione manuale a vuoto consiste nel rimuovere il feto o l'embrione, la placenta e le membrane mediante aspirazione con una siringa manuale, mentre l'aspirazione a vuoto elettrica utilizza una pompa elettrica. Queste tecniche differiscono nel meccanismo utilizzate all'inizio della gravidanza per dilatare la cervice. L'aspirazione manuale, nota anche come "mini-aspirazione" e "estrazione mestruale", può essere usata in gravidanze molto precoci e non richiede la dilatazione della cervice. La dilatazione e raschiamento, il secondo metodo più comune di aborto chirurgico, è una procedura standard ginecologica eseguita per una serie di motivi, compreso l'esame del rivestimento uterino alla ricerca di una possibile malignità, l'indagine di sanguinamento anormale e l'aborto.

Curettage si riferisce alla pulizia delle pareti dell'utero con un curette. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda questa procedura, detta anche curettage tagliente, solo quando l'aspirazione manuale non è disponibile.

Dalla 15° settimana di gestazione fino a circa la 26°, altre tecniche possono essere utilizzate. Dilatazione ed evacuazioneè una tecnica che apre la cervice dell'utero e la svuota utilizzando strumenti chirurgici e di aspirazione.

Il parto prematuro può essere indotto con la prostaglandina, che può essere associata con un'iniezione di liquido amniotico con soluzioni ipertoniche saline contenenti urea. Dopo la 16° settimana di gestazione, l'aborto può anche essere indotto dalla decompressione cranica intrauterina, che richiede la decompressione chirurgica della testa del feto prima dell'evacuazione.
L'sterotomia è una procedura simile a un taglio cesareo e viene eseguita in anestesia generale. Si richiede un'incisione più piccola di un taglio cesareo e viene utilizzato durante le fasi successive della gravidanza.

Durante il primo trimestre le procedure possono essere generalmente eseguita in anestesia locale, mentre al secondo trimestrepossono richiedere la sedazione profonda o un'anestesia generale.

giovedì 7 giugno 2012

Veganicity ora disponibile in italia

Roma, 7 giugno 2012 -  Veganicity è un brand di integratori naturali che sta acquistando sempre più popolarità in Europa. Originario del Regno Unito questo marchio ha guadagnato la fiducia dei consumatori, vegetariani/ vegani ma non solo.
Si rivolge senz'altro maggiormente a un target di vegetariani o comunque a chi propende per una scelta alimentare più consapevole e sempre più attenta, oltre che alla salute, agli aspetti etici relativi all'impatto del cibo sull'ambiente e sugli animali. E' infatti garantito dalla Vegan Society.
Il range di prodotti varia dalle vitamine (in particolare B6, B12)  al calcio, ai minerali.
Veganicity in Italia è distribuita da Midzu italia (www.midzu.it è possibile ordinarla on line sia per i consumatori finali che per rivenditori)

Il Lactobacillus casei non protegge da microrganismi patogeni

Roma, 7 Giugno 2012. Non c'e' un rapporto di causa ed effetto tra  il consumo di Lactobacillus casei (DG CNCM I-1572) e la diminuzione di microrganismi patogeni gastro-intestinali. Queste le conclusioni dell'EFSA (Autorita' europea per la sicurezza alimentare). Lactobacillus casei e' un batterio presente nella flora intestinale e nella bocca. E' considerato un probiotico e utilizzato negli yogurt. Le indicazioni salutistiche relative al contrasto con batteri patogeni non trovano, quindi, riscontro nelle valutazioni dell'EFSA (1).

(1)http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/doc/2723.pdf

Primo Mastrantoni, segretario Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

mercoledì 6 giugno 2012

Pesce crudo e Anisakis. Attenzione alle infestazioni


Roma, 6 Giugno 2012. Va di moda mangiare il pesce crudo e... prendersi l'anisakidosi. E' un rischio concreto perche', in particolare durante il periodo caldo, si consuma di piu' il sushi e sashimi, pesce crudo, che in Giappone provoca decine di morti l'anno e che in Europa non provoca grandi danni perche' il pesce si consuma prevalentemente cotto.  L'Anisakis e' un verme di 1-3 cm, che puo' infestare praticamente tutti i pesci. Le specie più colpite sono l'aringa, lo sgombro, il tracuro, il melu', il pesce sciabola, il merluzzo, le acciughe, la sardina e le triglie. Il vermetto provoca dolori addominali, diarrea, nausea, vomito, perforazioni dell'intestino e dello stomaco. L'eviscerazione del pesce puo' scongiurare il pericolo ma se l'Anisakis migra verso la parete muscolare, nascondendosi, il rischio si fa concreto. La soluzione e' la cottura del pesce perche' l'anisakis non resiste a temperature superiori a 60 gradi. La legge prevede che i pesci consumati crudi devono essere lasciati nel congelatore per 24 ore a -20 gradi (1). La prescrizione vale anche per un piatto molto popolare: le alici marinate. Il succo di limone o l'aceto non bastano ad uccidere il parassita, occorre appunto la refrigerazione prolungata. Sarebbe interessante chiedere ai ristoratori se le alici, o comunque il pesce crudo, che ci servono hanno passato una giornata nel congelatore.

(1) http://www.ismea.it/flex/AppData/Redational/Normative/20020529000200082.pdf

Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

martedì 5 giugno 2012

Scuola e Dieta Med-Italiana: il bilancio

Incontri B2B con buyer, giornalisti e food blogger, migliaia di turisti

Scuola e Festival della Dieta Med-Italiana

 un bilancio che punta al positivo

Ad una settimana dal termine dei lavori, i giovani studenti del Costa

tirano le somme e pensano alle prossime iniziative

 

 

Lecce – E' passata una settimana dalla chiusura dei lavori del Festival della Dieta Med-Italiana, l'edizione zero di una ricca kermesse dedicata al regime alimentare e allo stile di vita più sano, equilibrato e sostenibile che ci sia, ed è tempo di bilanci. Un festival ideato e promosso dagli studenti della classe 3B dell'Istituto Costa di Lecce, sostenuto dalla Provincia di Lecce, dalla Camera di Commercio locale e dal Comune di Lecce, patrocinato dal Ministero dell'Agricoltura e da Puglia Promozione, e realizzato con la collaborazione fattiva dell'INRAN di Roma, della Regione Puglia, dell'ASL Lecce/SIAN, dei GAL "Terra d'Arneo" e "Capo di S. Maria di Leuca", di Cia, Coldiretti e Confindustria, e dell'Istituto Tecnico Agrario "Presta". 

 

Fare un bilancio, si sa, significa redigere le negatività e le positività, le pecche e gli obiettivi raggiunti e, a questo proposito, gli studenti leccesi preferiscono lasciare agli altri l'immancabile e nutrita carrellata di critiche e manchevolezze (già iniziate da tempo, a dire il vero) ed esprimere invece in chiaro qualcuno dei punti messi a segno e dei risultati positivi conseguiti.

 

Intanto va detto che il Festival della Dieta Med-Italiana si è svolto a Lecce dal 24 al 27 maggio scorso e che:

-         grazie alla collaborazione della Camera di Commercio di Lecce, in persona del presidente Alfredo Prete, e della Camera di Commercio Italo-Orientale, giovedì 24 maggio alcune tra le migliori aziende locali del settore agroalimentare hanno incontrato importanti buyer operativi sui mercati nazionali ed internazionali e hanno dato vita a nuovi e prestigiosi rapporti commerciali;

-         sono giunti in città gruppi di giornalisti, food bloggers e delegazioni, arrivati dal resto d'Italia, dalla Germania, dalla Russia, dall'Argentina, dall'Inghilterra e dalla Svizzera per scoprire, conoscere, apprezzare (…e augurabilmente pubblicare) i prodotti locali di stagione e la cucina di tradizione ad essi ispirata;

-         gli alberghi di Lecce e molti b&b hanno registrato il tutto esaurito per l'arrivo di turisti, in gruppi e singoli, giunti dal resto d'Italia e da quasi tutti i paesi europei appositamente attratti dal programma del Festival;

-         gli esperti dell'INRAN di Roma (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) hanno potuto incontrare studenti di diverse età e trasmettere loro informazioni e consigli sull'importanza di una corretta alimentazione;

-         i responsabili del SIAN dell'ASL Lecce, attraverso un'apposita postazione attrezzata, hanno incontrato le famiglie dei visitatori ed i loro figli per effettuare controlli in loco e fornire utili consigli su come correggere eventuali errori nutrizionali e comportamentali;

-         le migliori aziende agricole del territorio, di produzione e di trasformazione, attraverso gli spazi espositivi nella centralissima piazza Sant'Oronzo e attraverso i mercatini di Campagna Amica, hanno potuto offrire a migliaia e migliaia di visitatori informazioni, dimostrazioni e degustazioni relative a tutti i loro prodotti naturali e a km zero;

-         Coldiretti Lecce ha organizzato un importantissimo incontro sul delicato tema del rapporto tra agricoltura e artigianato ed i giovani, con la prestigiosa presenza del presidente nazionale di Coldiretti Giovani Vittorio Sangiorgio;

-         presso gli spazi espositivi allestiti da CIA Lecce, il pubblico visitante ha potuto incontrare e conoscere alcune tra le migliori Masserie didattiche del territorio ed i "Custodi" della tradizione rurale locale, anziani che hanno scritto con il proprio sudore e con i propri calli la storia dell'agricoltura salentina;

-         le scuole di cucina e le Masserie più prestigiose del territorio hanno organizzato mini corsi di cucina della tradizione salentina e mediterranea;

-         è stato presentato in anteprima il particolarissimo "PanSorriso", il dolce salutare per antonomasia, realizzato da Giovanni Venneri con olio Adamo e miele al posto di burro e zucchero e tanti altri ingredienti naturali, sani e a km zero;

-         ha avuto luogo il secondo importante passo concreto verso il "Protocollo dei Due Mari" tra il Comune di Vibo Valentia ed il Comune di Lecce;

-         è stato assegnato alla First Lady Usa Michelle Obama l'albero d'ulivo ultramillenario "La Regina" e la notizia è stata letta da oltre 13 milioni di persone in tutto il mondo;

-         è giunta una medaglia di merito da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il prestigioso Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;

-         …..tutto nasce in una scuola superiore, da un gruppo di 20 studenti ed i loro docenti.

 

Gli studenti leccesi sentono la necessità, oltre al piacere, di ringraziare Francesco Pacella (assessore alle risorse agricole della Provincia di Lecce), per essere una gran bella persona prima ancora di un ottimo amministratore, Antonio Gabellone (presidente della Provincia di Lecce) per la cortesissima attenzione e disponibilità, Dario Stefàno (assessore alle politiche agricole della Regione Puglia) per la disponibilità dimostrata, Alfredo Prete (presidente della Camera di Commercio di Lecce) per la fattiva collaborazione, S.E. Giuliana Perrotta (Prefetto di Lecce) per il prestigioso appoggio, Paolo Perrone e Massimo Alfarano (sindaco e assessore uscente del Comune di Lecce) per la gentilissima considerazione. Se non fossero così tanti, meriterebbero i ringraziamenti personali anche tutti i responsabili delle istituzioni e delle aziende sinora menzionati, senza la loro fattiva e preziosa collaborazione l'evento non sarebbe stato il "Festival della Dieta Med-Italiana".

 

Progetti futuri? Tanti.

Considerando che il Festival non è altro che uno degli strumenti attraverso i quali gli studenti del Costa intendono portare avanti il progetto complessivo conosciuto con il nome "Dieta Med-Italiana", sono in programma un altro grande evento per questo autunno e una miriade di piccole e grandi iniziative durante tutto l'anno atte a far comprendere e a promuovere l'importanza della dieta mediterranea italiana, oltre naturalmente all'organizzazione nella primavera del 2013 dell'edizione n. 1 del Festival.

 

Alcuni riferimenti utili:

Festival della Dieta Med-Italiana: www.dietameditaliana.it/festival

Pagina dell'Ulivo di Michelle Obama (con collegamenti a stampa estera):

www.dietameditaliana.it/festival/michelleobama.html

 


CIECHI, PARTE PROGETTO ASSISTENZA IPAB S. ALESSIO-INPDAP



        

        


Sono 74 gli utenti non vedenti coinvolti nell'iniziativa:


12 residenti in provincia di Frosinone; 15 in provincia di Latina; 6 in provincia di Viterbo,

3 in provincia di Rieti e 38 a Roma e in Provincia

 


Al via il progetto di assistenza domiciliare per ciechi dell'Ipab S. Alessio "A domicilio… e non solo", finanziato nell'ambito del bando "Home Care Premium" dall'Inpdap e realizzato in partnership con l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.


A presentarlo questa mattina il Commissario del S. Alessio Donato Robilotta, l'Assessore alla Politiche Sociali della Regione Lazio, Aldo Forte, il Presidente del Municipio XII Andrea Catarci e Anna Maria Di Gianvito, Direttore regionale dell'Inpdap.


Gli utenti non vedenti assistiti dal progetto "A domicilio… e non solo", sono in tutto 74: 12 residenti in provincia di Frosinone; 15 in provincia di Latina; 6 in provincia di Viterbo, 3 in provincia di Rieti e 38 a Roma e in Provincia.


Questa mattina sono stati consegnati, inoltre, gli attestati di frequenza ai 29 operatori che hanno frequentato il corso per assistenti domiciliari e che presteranno servizio nel progetto.


"Il Centro S. Alessio rappresenta un'eccellenza per l'assistenza alle persone cieche e ipovedenti e il finanziamento ottenuto dall'Inpdap, ne è la prova", ha dichiarato il Commissario Donato Robilotta. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, questa iniziativa rappresenta un valido sostegno per tante famiglie in difficoltà e dimostra come le istituzioni siano attente alle problematiche dei cittadini", ha concluso Robilotta.


Oltre all'assistenza domiciliare il progetto prevede anche altre iniziative come i laboratori teatrali, musicali e manuali a cui parteciperanno 18 utenti, la residenzialità temporanea di sollievo per 9 ragazzi ciechi e il Centro Estivo Integrato a cui prenderanno parte 15 bambini.

 



Roma, 5 giugno 2012


lunedì 4 giugno 2012

Cefalea. Innnovativo spray inalatore per combatterla

Cefalea. In vendita in Italia il prossimo anno un innovativo spray inalatore per combatterla. Sono circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa.

 

Nel corso dell'evento del V Congresso Nazionale della Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee (Anircef) che si è svolto la scorsa settimana a Napoli è stato presentato in anteprima per l'Italia un inalatore orale alla didroergotamina. Lo spray preso per bocca invece che dal naso, presentato da Alan Rapoport presidente dell'Interantional Headache Society della UCLA University di Los Angeles, risolve i problemi epatici legati ai trattamenti precedentemente usati e sarà disponibile nel nostro paese dall'anno prossimo. Una sostanza usata ormai da anni nel trattamento della cefalea cronica quotidiana negli Stati Uniti. La sostanza aveva fino ad oggi dato problemi di effetti collaterali a livello epatico e per questo non era ancora arrivata in Italia. La nuova via di somministrazione studiata da Rapoport, sembra finalmente aver superato questo problema, restituendo ai medici un'arma di grande efficacia e offrendo al contempo una comoda modalità di impiego domiciliare da parte dei pazienti. Dal punto dei vista della rapidità d'azione, l'insufflatore buccale ha un effetto solo leggermente inferiore a quello ultrarapido dell'iniezione, ma presenta un mantenimento dell'azione di pari durata, mantenendo il paziente protetto per un tempo equivalente, con l'ulteriore nota positiva che si elimina il fastidio dell'iniezione e il rischio di problemi al fegato. Per Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti" la cefalea è considerata dal sistema sanitario nazionale una patologia minore, tanto da non risultare nei livelli essenziali di assistenza (Lea), e tanto che non esiste un Drg, un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale, che lo identifichi. Invece le stime più recenti dimostrano come siano circa 12 milioni i nostri concittadini che soffrono di mal di testa, di cui sei sono affetti da emicrania, ma sono oltre il 90% delle persone ad aver avuto un attacco di cefalea almeno una volta nella vita.

Lecce, 4 giugno 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA



domenica 3 giugno 2012

E-Book omaggio: Linee guida sana alimentazione Italiana (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione).



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venerdì 1 giugno 2012

Equivita: autorizzazione in Italia del pesticida glufosinate


  Autorizzazione In Italia al pesticida GLUFOSINATE, pesticida della "lista nera"

(classificato T-tossico)

 rilasciata per 5 anni dal Ministero "della Salute"

Le pressioni della Commissione europea per l'autorizzazione in Europa delle colture transgeniche si concentrano, a partire dal 2008, in modo particolare su due varietà di mais: il Bt11 della Syngenta e il Bt 1507 della Pioneer. Entrambi sono resi tossici per l'insetto predatore del mais, la piralide, ma appartengono anche alla più diffusa categoria di piante transgeniche: quelle rese resistenti all'erbicida - in questo caso il glufosinate – il cui consumo viene, coltivandoli, fortemente incrementato (l'aumento è in media di 4 volte rispetto alle colture tradizionali)

Succede che nello stesso periodo la Commissione, allertata dai cittadini per l'impressionante crescita di tumori, disturbi neurodegenerativi, endocrini e altri, elabora infine, nel 2009, un Regolamento europeo sui pesticidi (del 13.1.09) per limitarne l'uso. Un regolamento che, come REACH, viene molto edulcorato dalle pressioni delle lobby chimico-farmaceutiche. Tuttavia nel regolamento vi è una lista delle sostanze più dannose, che saranno vietate del tutto: parte includendo un centinaio di sostanze, ma viene ridotta alle 22 più tossiche, considerate cancerogene o interferenti endocrine. Tra queste figura il glufosinate.

Appena si rende conto di questa incongruenza, il Comitato Scientifico EQUIVITA telefona a Bruxelles per parlare con uno degli esperti che forniscono il supporto tecnico ai parlamentari. Sentita la nostra osservazione - come può essere che la Commissione da un lato promuova i due mais resistenti al glufosinate e dall'altro vieti tale pesticida? - il tecnico risponde, dopo una breve pausa di stupore: "Toh, non ci avevo pensato. Vi richiamerò" Richiama il giorno dopo per dire "Tutto bene! L'autorizzazione per il glufosinate scade nel 2017. C'è quanto tempo si vuole per piantare Bt11 e Bt1507 !
Non troviamo parole per replicare …

Dalla notizia oggi uscita su "L'informatore agrario" risulta che in Italia il Ministro della Salute ha recepito in pieno il pensiero della Commissione: un veleno non è tale se non dopo la scadenza della sua autorizzazione. Egli ha di conseguenza revocato la sospensione cautelativa della vendita di glufosinate per autorizzare, con decreto del 27.4,2012, un prodotto fitosanitario al glufosinate ammonio "per vite e fruttiferi". Risulta che tale prodotto è già autorizzato in vari altri Stati europei e che, in definitiva, l'Italia si sta solo "uniformando"…

Peccato che nessuno sull'"Informatore agrario" spieghi la ragione per cui l'autorizzazione appena rilasciata scada il 30.9.2017 !

Per chi volesse conoscerla, la ragione è la seguente:

A partire dal 1.10.2017 il GLUFOSINATE sarà bandito quale prodotto di elevata tossicità, pericoloso per la salute.

Il Comitato Scientifico EQUIVITA esprime il suo sdegno nel constatare che il Ministero chiamato "della salute" anteponga alla nostra salute e a quella dei nostri discendenti i profitti e gli interessi commerciali di qualche azienda chimica.


Comitato Scientifico EQUIVITA
Sito internet: www.equivita.it



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