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martedì 31 luglio 2012

Un passo avanti per restituire la vista nei bambini ciechi

Un passo avanti per restituire la vista nei bambini ciechi. Gli scienziati hanno scoperto un nuovo gene responsabile di una rara forma ereditaria di cecità nel neonato, che apre la porta a potenziali trattamenti.


Secondo il Dr. Robert Koenekoop, professore alla McGill University questa è probabilmente una delle più importanti scoperte nel campo delle neuroscienze e cecità negli ultimi 15 anni Lo studio è stato pubblicato sul British journal Nature Genetics.
Soprannominato NMNAT1 il nuovo gene identificato da un team di scienziati internazionali, in particolare dai ricercatori del Massachusetts Eye and Ear Infirmary, del Children's Hospital of Philadelphia e della Loyola University Chicago, è presente in ogni cellula del corpo umano. Aiuta anche rallentare la degenerazione dei neuroni e prevenire l'insorgenza di malattie come il morbo di Alzheimer o di Parkinson.
Mutazioni di un nuovo gene 'elusivo' possono far perdere la vista a neonati causando l'amaurosi congenita di Leber. Il difetto del DNA è stato individuato.
Questo tipo di amaurosi è una malattia genetica rara causata da almeno 17 geni mutati (tra cui l'RPE65, responsabile del 5-10 per cento dei casi). A questa famiglia 'malata' si è aggiunto ora un nuovo 'componente': è il gene NMNAT1, le cui mutazioni sono dannose per la retina. I sintomi dell'amaurosi congenita di Leber si manifestano in genere sin dalla nascita.
Negli ultimi anni la ricerca ha dato, almeno in alcuni casi, dei buoni frutti grazie alla terapia genica. Infatti per alcune forme di questa amaurosi congenita (imputabili al gene mutato dell'RPE65) si è riusciti a restituire la vista ad alcuni bambini iniettando sotto alla retina il gene sano.
La forma di cecità prodotta da NMNAT1, o amaurosi congenita di Leber (LCA), si manifesta alla nascita o durante i primi mesi di vita, e colpisce circa un bambino su 80.000.
Fino ad oggi, i ricercatori hanno scoperto 18 geni che causano circa il 75% dei casi LCA, ma vi è ancora alcuna cura per questa particolare forma di cecità.
Secondo Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" con questa nuova scoperta, un trattamento per LCA e anche per altre malattie neurodegenerative, tuttavia, è ora a portata di mano. Il medico ritiene che la somministrazione di nicotinamide adenina dinucleotide (NAD), un coenzima fondamentale NMNAT1 prodotta dal gene, potrebbe contribuire a ridare la vista ad alcuni neonati.
Lecce, 31 luglio 2012   

Giovanni D'Agata                                                                                                                                                                                       

sabato 28 luglio 2012

Epatite virale. Seconda giornata mondiale per la lotta

Oggi la seconda giornata mondiale per la lotta all’epatite virale. Un milione di morti l'anno. I fattori eterogenei come le tossicodipendenze, i rapporti occasionali non protetti, l’utilizzo di materiali non sterilizzati sia in ambiente sanitario, sia durante l’esecuzione di piercing e tatuaggi, rimangono fattori determinanti nell’insorgenza di nuovi casi tra la popolazione.
Oggi, 28 luglio, si celebra la seconda giornata mondiale di sensibilizzazione promossa dalla World Hepatitis Alliance con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla diffusione della malattia. Questo è fondamentalmente il messaggio lanciato dall’OMS, che ha stimato che 2 milardi di persone, che equivalgono a circa un terzo della popolazione mondiale, siano venute in contatto con uno degli agenti patogeni responsabili dell’infezione.
L’epatite è una malattia infettiva di origine virale che colpisce il fegato.
In particolare, ricorda Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, i tipi di epatite sono cinque (A, B, C, D, E), ma i ceppi più pericolosi sono l’epatite B e la C, poiché spesso asintomatiche: per questo una grande percentuale di persone affette non sanno di esserlo e se ne accorgono solo decenni dopo il contagio, quando la malattia è diventata ormai cronica. In più, questi due virus sono la causa principale di cirrosi epatica e cancro al fegato.
A seconda del tipo di epatite il contagio è diverso: la B, la C e la D si contraggono venendo a contatto con il sangue infetto di un altro paziente, e nel caso delle prime due anche tramite sesso non protetto, mentre la D può infettare solo le persone già affette da epatite B; la A e la E sono invece causate tipicamente da cibo o acqua infetti, e di solito associate a una scarsa igiene sia personale che dell’ambiente.
Vaccini efficaci sono disponibili per tutti i ceppi, tranne che per l’epatite C.
In Italia l’epatite B cronica che, colpisce sette volte più dell'Aids, ha contagiato circa 700mila persone ma risulta bassa la percentuale di quelle in terapia: molte di più potrebbero trarre benefici da trattamenti efficaci per arrestare l’evoluzione della malattia
Nel 2010 sempre nel nostro paese il sistema informativo della Seieva (Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta) che, dal 1984, svolge attività di sorveglianza e prevenzione delle epatiti virali acute ha registrato come sempre un’incidenza delle epatiti fortemente dipendenti dal ceppo:
- epatite A: 1,1 per 100.000 abitanti
- epatite B: 0,9 per 100.000 abitanti
- epatite C: 0,2 per 100.000 abitanti
- epatite Delta: 0,12 per 1.000.000 di abitanti
- infine, per quanto riguarda l’epatite E, il sistema Seieva ne notifica i casi acuti solo dal 2007 e, nei tre anni sino al 2010, ne ha rilevati 60, soprattutto nelle fasce di età 25-54 anni e 35-54, di sesso maschile e soprattutto tra la popolazione straniera (provenienti in particolare da Bangladesh, India, Pakistan e Marocco).
Inoltre, i dati epidemiologici disponibili indicano che l’epatite A, ma in particolar modo le epatiti B, C e Delta, mostrano un’incidenza in calo, mentre l’epatite E si sta configurando come una malattia emergente di cui aumentano i casi autoctoni (non legati ai viaggi in aree endemiche).
Negli ultimi 25 anni i progressi più importanti nella lotta sono stati resi possibili dall’introduzione di alcune pratiche sanitarie in grado di ridurre il rischio di contagio tra pazienti (come l’utilizzo di materiale monouso nei setting ospedalieri e l’introduzione degli screening del sangue) e dall’introduzione della vaccinazione anti-epatite B grazie alla quale oggi è potenzialmente protetta tutta la popolazione italiana da 0 a 31 anni; questo ha permesso di osservare una riduzione di incidenza soprattutto nella fascia di età 15-24 anni.
Lecce, 28 luglio 2012                                                                                                                                                                                            
                                                                                                  Giovanni D’AGATA

mercoledì 25 luglio 2012

Nuovo arrivato in casa Listerine: Smart Rinse è il nuovo colluttorio per bambini

L’igiene dentale rappresenta una delle prime forme di prevenzione che può essere insegnata ad un bambino. Gli adulti, infatti, con i loro comportamenti e le loro abitudini rivestono un ruolo determinante per la salute dentale dei propri figli. Oltre all’utilizzo dei normali presidi dentali, un ottimo ausilio allo spazzolino e al filo interdentale è rappresentato dall’utilizzo di un apposito colluttorio per bambini, un collutorio privo di alcol e con principi attivi che rimineralizzano lo smalto ed aiutano a pulire a fondo il cavo orale.

Listerine ha messo a punto un nuovo colluttorio per bambini dai 6 anni in su, Listerine Smart Rinse che aiuta proprio ad assolvere questa funzione. Listerine Smart Rinse contiene una combinazione di ingredienti che si comportano come una calamita, attirando le particelle di cibo e germi che possono essere tralasciati dall’azione meccanica dello spazzolino. A base di fluoruro di sodio, Smart Rinse riduce le carie del 40% rispetto al solo utilizzo dello spazzolino, combatte i batteri, causa di disturbi gengivali, raggiunge ogni angolo della bocca, comprese gengive e lingua, e oltre ad essere senza alcol è anche senza zucchero, una delle cause principali delle carie infantili.

Il colluttorio per bambini di Listerine è nella variante ai frutti rossi ed acquistabile nel flacone da 500 ml. Listerine Smart Rinse va utilizzato due volte al giorno, dopo i pasti principali e nei primi periodi di utilizzo è consigliabile che un genitore controlli il lavaggio dei denti del proprio figlio. La presenza di un genitore è necessaria affinché si istruisca il bambino sui movimenti corretti da effettuare durante la pulizia per far si che il colluttorio venga utilizzato in modo corretto e per prevenire eventuali rischi di ingerimento. Maggiori informazioni sui prodotti e sui collutori per bambini di Listerine sono reperibili sul sito ufficiale dell’azienda all’indirizzo www.listerine.it .

lunedì 23 luglio 2012

Tumore al seno: scienziati australiani hanno scoperto processo per fermarne diffusione

Usando campioni di tessuto da pazienti di cancro al seno e con esperimenti su topi di laboratorio, scienziati australiani hanno osservato che un gene chiamato IRF7 è disattivato nelle pazienti il cui cancro si diffonde in altre parti del corpo. Il gene IRF7 controlla la produzione dell'interferone, un tipo importante di proteina immunitaria che combatte i virus e i batteri, oltre alle cellule tumorali.

Lo studio che Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" evidenzia ha identificato la maniera in cui le cellule del cancro al seno disattivano il segnale che ordina al sistema immunitario di combatterle. La scoperta, secondo i ricercatori del Peter MacCallum Cancer Centre e del Monash Institute of Medical Research, offre la chiave per impedire che il tumore si diffonda fino alle ossa.

Gli studiosi hanno anche sperimentato due maniere di ripristinare la risposta immunitaria per aiutare le pazienti a combattere il cancro al seno, ma saranno necessarie ulteriori sperimentazioni prima che nuove terapie possano diventare trattamenti di routine, ammette Parker.

Neutralizzando il sistema immunitario, le cellule cancerose si 'nascondono' nel flusso sanguigno e si diffondono attraverso il corpo.

Lecce, 23 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 



sabato 21 luglio 2012

Sanita' allarme Ocse: troppe differenze tra ricchi e poveri

L'Ocse lancia l'allarme con un documento inequivocabile: troppe differenze sociali tra ricchi e poveri nell'accesso alle sanità. I più abbienti si curano di più e meglio nel mondo e la sanità non è uguale per tutti. Le prestazioni mediche devono essere accessibili a tutti indipendentemente dalla situazione patrimoniale o reddito, dalla cittadinanza o dall'etnia. In Italia, con la mannaia dei tagli alla spesa pubblica si rischia di regredire e di acuire le differenziazioni sociali

 

Il recentissimo documento dell'Ocse dal titolo "Income-Related Inequalities in Health Service Utilisation in 19 Oecd Countries" (trad. "Le disuguaglianze legate al reddito del Servizio sanitario in 19 paesi OCSE") sui livelli di disuguaglianza nelle prestazioni assistenziali mediche in 19 diversi Paesi dell'area OCSE è eloquente sul grado di differenziazione sociale tra classi in alcuni stati ma è anche un campanello d'allarme su ciò che sta accadendo in Italia alla luce della mannaia dei tagli alla spesa pubblica che va a colpire settori, quale quello della Salute con il seguente rischio di acuire drammaticamente le divergenze sociali in virtù del diverso livello di ricchezza, segnando così un pericoloso spartiacque tra ricchi e poveri.

A rappresentare questa forte preoccupazione è Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" che ritiene utile riportare sinteticamente quanto contenuto nel report dell'organismo internazionale per cercare di porre rimedio alla scure dell'attuale governo onde evitare tagli indiscriminati e quindi lo smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale e quindi del nostro welfare.

Anche perché dall'indagine dell'Ocse emerge in maniera evidente che uno dei fondamentali soluzioni alla diseguaglianza sociale è l'esistenza di un vero Servizio Sanitario Nazionale.  Possibilmente pubblico e accessibile a tutti i cittadini indipendentemente dal sesso, dall'etnia e dal reddito.

Il report mette sotto la lente d'ingrandimento le differenze di accesso alle cure in virtù del reddito di 19 Paesi appartenenti all'Ocse (Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Nuova Zelanda, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti). Non è stata analizzata l'Italia, mentre i dati sono quelli forniti sino al 2009. Secondo l'indagine sono solo tre gli stati che non incorrono in discriminazioni: Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovenia. Mentre le maggiori divergenze si verificano nell'accesso alle cure specialistiche e negli screening oncologici.

Ma il dato più eloquente è che in tutto il globo i cittadini che hanno redditi più bassi vanno meno dal dottore.

L'analisi ha riguardato sia i consulti con i medici di medicina generale che con gli specialisti, con particolare attenzione ai dentisti e al ramo oncologico, ed in tal senso agli screening per carcinoma alla mammella e cancro alla cervice uterina. Le conclusioni sono allarmanti, non tanto per ciò che riguarda i medici di famiglia, quanto per le visite specialistiche: le iniquità connesse al reddito sono particolarmente rilevanti in diversi paesi, e tra questi spiccano Francia e Spagna.

È ovvio, peraltro, che il ricorso minore ad alcuni servizi nella sanità può riverberarsi su uno stato di salute peggiore. Per tali ragioni, evidenziano gli analisti, misurare i tassi di accesso alle strutture sanitarie – che siano di base o specialistiche – e valutare i dati in base al reddito può essere il punto di partenza per capire quali sistemi sanitari funzionano e quali meno. E dunque quali popolazioni hanno migliori possibilità di rimanere in salute o di essere "curate bene" se si ammalano e quali meno.

Dev'essere precisato che l'Organizzazione internazionale già dal 2004 ha avviato questo tipo di rilevazioni evidenziando sin da subito una marcata disuguaglianza tra "ricchi" e "poveri" nell'accesso e nelle modalità di cura. Disparità che risultano essere rimaste sostanzialmente stabili fino ai giorni nostri o quasi sicuramente aggravate dalla crisi economica anche in ragione dei notevoli e generalizzati tagli alle casse della sanità pubblica.

Dei 19 paesi studiati, quasi tutti hanno raggiunto una copertura universale o quasi universale (ma comunque adeguata, secondo l'Ocse) per i servizi medici di base.

Per valutare l'importante questione dell'accesso ai servizi sanitari, l'Ocse ha individuato come parametro quello della cosiddetta equità orizzontale, principio per cui una persona che ha bisogno di una prestazione medica vi deve poter accedere a prescindere dal reddito percepito, dalla cittadinanza o dall'etnia.

Ed  i risultati evidenziano le differenze tra paese e paese e quindi non è semplice fare una stima unitaria dei dati, poiché le stesse percentuali di accesso al servizio sanitario variano molto.

Ad esempio, risultano essere i francesi i più "medicalizzati": il 91% si è sottoposto ad almeno una visita medica nell'ultimo anno, rispetto a solo il 68% degli statunitensi. Nonostante ciò, anche in queste differenze è possibile rilevare le ineguaglianze sociali in ogni nazione: queste sono più lampanti negli Usa, dove i cittadini più ricchi hanno visto in media almeno una volta il medico negli ultimi 15 mesi, mentre i più poveri hanno fatto in media una sola visita in 22 mesi; meno evidenti, ma comunque presenti in Francia, dove gli abbienti vedono il dottore quasi precisamente una volta l'anno, mentre più indigenti una volta ogni 14 mesi.

I paesi in le disuguaglianze sono state più sono state marcate sono Polonia, Stati Uniti, Finlandia e Spagna. A differenza di Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Slovenia dove, almeno fino al 2009, gli abitanti hanno ricevuto lo stesso trattamento sanitario a prescindere dal reddito.

Ma è l'accesso alle cure specialistiche che fornisce i dati più rilevanti in tema di divergenze sociali.

Se, infatti, si leggono i dati riguardanti solo per le visite di medicina generale – per intenderci quelle che in Italia includerebbero la visita dal medico di famiglia – le iniquità spariscono in tutti i paesi considerati e, anzi, addirittura in sei nazioni su 19 (Danimarca, Belgio, Austria, Francia, Nuova Zelanda e Canada) l'accesso è maggiore per il 20% di pazienti che hanno in assoluto i redditi più bassi.

Se al contrario si prendono in considerazione le visite specialistiche la situazione è completamente ribaltata: le disuguaglianze tra cittadini più e meno abbienti in ragione dell'accesso a tali tipi di cure sono in generale a favore dei cittadini più abbienti sia nel caso della  probabilità di vedere uno specialista, sia nella cadenza in cui questo accade.

Agli ultimi due posti vi sono Francia e Spagna (in quest'ultima, in particolare se si guarda al solo settore privato) mentre ancora una volta gli unici tre stari senza sostanziali diseguaglianze sono Gran Bretagna Slovenia e Repubblica Ceca. Mentre risultano essere molte di più le nazioni in cui le disparità risultano essere rilevanti: infatti, oltre a Francia e Spagna, di questa classifica negativa fanno parte anche Polonia, Canada, Ungheria, Svizzera, Estonia e Finlandia. Mentre non è stato possibile analizzare i dati di Austria, Germania, Irlanda e Stati Uniti.

In egual modo anche l'accesso alle visite odontoiatriche registra notevoli divergenze tra cittadini. Nei 19 paesi dell'indagine è stato evidenziato che le persone a più alto reddito hanno un accesso più frequente a questo tipo di cure, con le iniquità maggiori in Ungheria, Polonia, Spagna e Stati Uniti.

In ultimo, l'Ocse ha analizzato i dati rivenienti dagli screening oncologici, ed in particolare quelli per il carcinoma alla mammella e il cancro alla cervice uterina.

Anche in questo caso, le variazioni  di accesso ai controlli, oltre ad essere registrate per tutti i paesi in base al reddito, variano moltissimo da paese a paese, a prescindere dal salario. Ma le divergenze in virtù del reddito sono più rilevanti nei paesi in cui non esiste un programma di prevenzione a livello nazionale.

Infatti, specie negli ultimi periodi, sono marcate le differenze in merito alla frequenza degli screening tra paese e paese. In particolare, ad esempio, negli ultimi due anni rispetto alla rilevazione sono state sottoposte a controlli per cancro al seno l'85% delle donne spagnole, così come negli ultimi 3 anni le donne statunitensi sono state sottoposte a screening per il tumore al collo dell'utero per l'85%. Gli stessi dati, per altre donne sono pessimi: in particolare preoccupa la situazione irlandese ed estone (in quest'ultimo caso i dati corrispondenti sono rispettivamente del 36% e 30%).

Lecce, 21 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it

venerdì 20 luglio 2012

Societa' della salute e Comune di Pisa. Sciopero della fame interrotto: Obiettivo raggiunto

Pisa, 20 luglio 2012 –  Gianfranco Mannini, delegato Aduc per Pisa,  con la sua azione di dialogo ha raggiunto il doppio  obbiettivo di far mettere all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale (giovedì 29/7)  la questione della legittimità della Società della salute. e di essere chiamato dalla  2°  commissione permanente (sociale), convocata per il 30 luglio per  decidere sulla legittimità della imposizione di un ticket sui pasti nei Centri  diurni Socio-riabilitativi.
In merito alla minaccia di querela avanzata dall'assessora Ciccone,  il Rappresentante di ADUC e Caregiver dichiara:
L'Italia, una volta cantata dai poeti come Paese di santi e navigatori, oggi è "canzonata"  nelle trasmissioni comiche come Paese di querelati e querelanti. Basta alzare la mano nel segno scaramantico che nobilitava la figura di un nostro pittoresco presidente della Repubblica (le corna di G.Leone a Pisa) per provocare le più imprevedibili reazioni, fino al ricorso a Mamma giustizia. Si sa i  "Signori de Palazzo" per una verità sgradita sparano querele. E' noto che, nella  mia quarantennale attività di tutela dei più   deboli, sono stato  "sparato" (sempre) a salve decine di volte
Il querelante che è sempre un politico, non sapendo difendere la sua immagine con  comportamenti esemplari, delega a sua difesa lo spauracchio della querela.
Si sa anche che, l'assessora Ciccone,  persona  stimabilissima e  competente  in ambito scolastico, in materia di Diritto si vede, invece,  costretta  ad affidarsi e fidarsi di altri ed esporsi, poi,  a critiche e figuracce….sulla questione della Società della Salute, ribadisco che la sentenza della Corte Costituzionale è relativa al ricorso della Regione Toscana in merito, proprio, alla legittimità della Società stessa quale Consorzio di funzioni e non di Servizi come affermato da essa. Infatti,  la SdS nasce con la dichiarata "funzione" di coordinare i servizi socio sanitari essenziali che  ASL e  Comuni devono erogare obbligatoriamente a favore dei disabili in condizione di gravità . Anche secondo la Corte dei Conti del Piemonte (parere n. 28/11)  i  Consorzi tipo la Società della salute "non potranno che rientrare nell'ambito di applicazione della Legge 191/09 e, di conseguenza, essere destinati alla  soppressione."
Nel merito del ticket a forfait (4 Euro al giorno uguale per tutti),  sui pasti erogati nei centri diurni socio-riabilitativi, la posizione della Ciccone, oltre ad essere in contrasto con la legge regionale 66/08 la quale prevede che, l'eventuale compartecipazione al pasto deve essere proporzionale al valore ISEE  del disabile  (per il  90% di essi è pari a zero!?), a noi pare anche  frutto  di un atteggiamento arrogante e pressappochista, inconcepibile  in un soggetto che "occupa" una carica pubblica.

Aduc - Pisa
Via Delle Eriche, 38 PISA

martedì 17 luglio 2012

Listerine presenta Smart Rinse, un nuovo colluttorio al fluoro per bambini

Una corretta igiene orale rappresenta non solo un atto di igiene personale ma anche di salvaguardia della propria salute. Una buona pratica sarebbe quella di insegnare ai propri figli, sin da piccoli, una corretta igiene orale, mostrando loro come spazzolare i denti per rimuovere efficacemente la placca, e come usare determinati prodotti come il colluttorio. È utile, inoltre, intensificare le cure verso i 6 anni di età, quando il bambino inizia la permuta dei denti e diventa più sensibile alle carie.

La ricerca ha messo a punto dei colluttori specifici per l’uso dei bambini, che non contengono né alcol né zuccheri, principali cause di carie dentali. Listerine, leader nella produzione di prodotti per la cura dei denti, ha presentato Listerine Smart Rinse, un nuovo colluttorio al fluoro per bambini dai 6 anni in su.

Listerine Smart Rinse attira, con un effetto calamita, i residui di cibo e i germi che non sono stati portati via dall’azione meccanica dello spazzolino, colorandoli. In questo modo il bambino, può vedere le prove dell’efficacia nel lavandino. Listerine Smart Rinse è un colluttorio al fluoro che rafforza i denti e riduce del 40% la formazione delle carie rispetto al solo utilizzo dello spazzolino, combatte i batteri causa di disturbi gengivali, e permette di raggiungere ogni parte della bocca, comprese gengive e lingua.

Il metodo d’utilizzo è molto semplice: basta sciacquare per circa 60 secondi, due volte al giorno, dopo i pasti principali e dopo aver già utilizzato lo spazzolino. La presenza dei genitori è sempre raccomandata: al bambino deve essere mostrato l’utilizzo di prodotti nuovi ed è sempre bene presenziare all’impiego del colluttorio per evitare che la sostanza, anche in piccole parti, venga ingerita. Il colluttorio al fluoro di Listerine è disponibile nelle farmacie e nella grande distribuzione nella versione da 500 ml e nella sola variante di gusto ai frutti rossi. Maggiori informazioni sui prodotti e collutori al fluoro di Listerine sono reperibili sul sito ufficiale dell’azienda all’indirizzo www.listerine.it .

Biberon e borracce a rischio Bisfenolo A

Salute: biberon e borracce utilizzate dagli sportivi a rischio Bisfenolo A

 

Lo "Sportello dei Diritti" ha da tempo avviato un'attività informativa sui rischi dei prodotti plastici che contengono il Bisfenolo A, meglio conosciuto come BPA, che è un composto organico da tempo sul banco degli imputati delle sostanze a rischio per la probabili correlazioni in numerose malattie dello sviluppo sessuale maschile nel feto, e nel calo di fertilità nell'uomo adulto, in quanto altererebbe l'attività dell'apparato endocrino, attivando i recettori degli ormoni specie in dosaggi elevati.

Come è noto, il BPA è una molecola utilizzata in associazione con altri tipi di composti per produrre plastiche e resine. Tra queste, spicca su tutte il policarbonato, una plastica assai comune rigida e trasparente impiegata in particolare per la produzione di ogni genere di contenitore ad uso alimentare come le bottiglie per le bevande, i biberon, le stoviglie di plastica. Tracce della sostanza sono presenti anche nelle resine epossidiche in uso per produrre pellicole e rivestimenti protettivi per le lattine.

L'allarme destato nella comunità scientifica sui rischi del BPA derivano dal fatto che lo stesso sia in grado di migrare, anche se in quantità infinitesimali, nei cibi e nelle bevande conservati nei materiali che lo contengono. Tant'è che l'UE con la direttiva 2011/8/UE, già dal marzo 2011 ha vietato la produzione e dal 1 giugno dello stesso anno la messa in commercio dei biberon che contengono BPA, mentre alcuni paesi stanno valutando la messa al bando di tutti i prodotti per alimenti composti con la materia in questione.

Uno di questi stati è la Svezia che potrebbe essere il primo paese al mondo ad eliminare completamente il BPA dal packaging degli alimenti.

Dal punto di vista scientifico, la migrazione di BPA è stata dimostrata soprattutto per quei materiali che entrano in contatto con gli alimenti come il policarbonato e i rivestimenti interni a base di resine epossidiche in imballaggi metallici per conserve alimentari e bevande così come confermato dalla Chemical Agency (KEMI) e dal National Food Administration (SLV).

Basti pensare che anche le borracce utilizzate dagli sportivi non sono esenti dalla presenza del Bisfenolo A, tant'è che alcuni produttori di borracce per marcare la differenza con gli altri hanno già lanciato, per i loro prodotto, lo slogan "Bpa free", specificando sui loro cataloghi che "gli elementi che compongono la borraccia sono completamente privi di Bpa (Bisfenolo A)".

Tra le altre ricerche che dovrebbero indurre l'abbandono dell'utilizzo del BPA nell'industria delle confezioni alimentariThis article appears on FDA's Consumer Updates19 page, which features the latest on all FDA-regulated products, Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" segnala quella di un team cinese che avrebbe scoperto che il composto è in diretta correlazione con la possibilità di favorire negli uomini oltre i quarant'anni, lo sviluppo del grasso addominale.

Lecce, 17 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA



Sole e melanoma

Roma, 17 Luglio 2012. Esporsi al sole. Una scelta tipica di questa stagione. Come lucertole e nelle ore piu' calde. Esporsi troppo al sole  significa rischio di tumori della pelle e il melanoma, un tumore maligno della pelle, puo' svilupparsi proprio per eccessiva esposizione solare.
I raggi solari sono in parte composti da raggi ultravioletti (UV), classificati in due famiglie: UVA e UVB. L'infiammazione della pelle (scottatura solare) e il conseguente arrossamento della pelle (eritema) sono causati principalmente dai raggi UVB. Sebbene i raggi UVB costituiscano il principale fattore di rischio di cancro, non va trascurato il rischio rappresentato dai raggi UVA.
I raggi UVA causano inoltre un invecchiamento prematuro della pelle.
Le ricerche indicano anche che un'eccessiva esposizione ai raggi UVB e ai raggi UVA influisce sul sistema immunitario del corpo. In Italia la stima dei melanomi, e dei decessi ad essi attribuiti, si aggira attorno a 7.000 casi l'anno. Non vogliamo fare terrorismo psicologico ma una esposizione moderata e l'uso di creme solari possono evitare conseguenze spiacevoli.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

sabato 14 luglio 2012

Diabete: attenzione a a creme e smalti e prodotti di bellezza che contengono ftalati

Salute e diabete: i  prodotti di bellezza che contengono ftalati aumentano il rischio di diabete nelle donne. Attenzione a creme e smalti. 

 

Le sostanze chimiche nei prodotti di bellezza e cura personale quelle che contengono ftalati, sostanze chimiche endocrino-distruttive oggetto di controversie ormai da anni perché sospettate di provocare danni all'apparato riproduttore, al fegato e ai reni, possono aumentare il rischio di diabete nelle donne.

Da oggi c'è una sicurezza in più: uno studio del Brigham and Women's Hospital, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspectives, dimostra un'associazione tra l'aumentata presenza di ftalati nell'organismo e un rischio accresciuto di sviluppo di diabete nelle donne.

I ricercatori hanno trovato che elevate concentrazioni di sostanze chimiche chiamate ftalati nei corpi delle donne sono associati con una maggiore probabilità a sviluppare il diabete. I ftalati sono prodotti chimici comunemente utilizzati in prodotti come saponi, nail polish, spray per capelli, profumi e creme idratanti ma anche in adesivi, componenti elettronici o giocattoli..

In questo studio, i ricercatori hanno analizzato concentrazioni di ftalati nelle urine di 2.350 donne che partecipavano alla Health and Nutrition Examination Survey, un programma di indagini sulla salute di adulti e bambini pianificato dal governo Usa. Analizzando le urine di queste donne, hanno trovato che quelle che presentavano maggiori quantità di ftalati avevano anche più probabilità di essere affette da diabete.Nello specifico le donne che avevano in assoluto la maggiore concentrazione di mono-benzyl phthalate e mono-isobutyl phthalate avevano quasi il doppio delle probabilità di essere diabetiche, rispetto a quelle con la percentuale minore di queste sostanze nell'organismo. Invece, le donne che avevano un livello più alto della media di mono-(3-carboxypropyl) phthalate avevano il 60% di probabilità in più di avere la malattia. Analogamente, chi aveva livelli anche moderatamente più alti della media di mono-n-butyl phthalate e di di-2-ethylhexyl phthalate presentavano il 70% di possibilità in più delle altre.

La spiegazione di questa associazione potrebbe essere nel fatto che gli ftalati si leghino alle cellule del corpo che si occupano di regolare il metabolismo del glucosio e dei grassi. Poiché si legano con i naturali recettori delle cellule, potrebbero alterarne la funzione.

Lo studio, pubblicato online il 13 luglio sulla rivista Environmental Health Perspectives, è stato condotto da Tamarra James-Todd, una ricercatrice della divisione della salute delle donne presso la Brigham e Hospital di Boston.

This article appears on FDA's Consumer Updates19 page, which features the latest on all FDA-regulated products.Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" questo è un primo passo importante per scovare finalmente la reale connessione tra queste sostanze e il diabete. Sappiamo infatti che oltre ad essere presenti nei prodotti di cura del viso e della pelle, gli ftalati si trovano anche in alcuni tipi di strumenti clinici o medicazioni usate per trattare proprio il diabete e questo può spiegare in parte perché ne troviamo livelli più alti nelle donne diabetiche. Già noti per i possibili danni a l sistema riproduttivo, al fegato e ai reni, i ftalati vengono di nuovo messi sotto accusa dallo studio statunitense che ha evidenziato che potrebbero creare problemi anche al controllo del glucosio. In alcuni casi si è infatti registrato un raddoppio dei livelli nell'organismo. Per tali  ragioni lo "Sportello dei Diritti" invita il Ministero della Salute ad avviare un'inchiesta per verificare se l'uso dei ftalati contenuto nei prodotti di bellezza e per la cura personale può aumentare il rischio di diabete nelle donne.

Lecce, 14 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

Pediatri FDA: no alla protezione solare sui bambini

Caldo, sole e bambini: i pediatri della Food and Drug Administration (FDA) sconsigliano di mettere la protezione solare sui bambini così come di esporli ai raggi solari specie nelle ore più calde. Lo "Sportello dei Diritti", inoltre, raccomanda ai genitori di non lasciare mai i bambini soli  in macchina: è alto il rischio del colpo di calore

 

I bambini non dovrebbero mai procurarsi scottature, perché la protezione naturale della pelle dai raggi UV si sviluppa soltanto nel corso dei primi anni di vita.

Sulla delicatissima cute dei bebè è meglio comunque non applicare creme solari secondo Hari Cheryl Sachs, pediatra presso la Food and Drug Administration (FDA), - che come è noto è l'agenzia federale americana che si occupa della vigilanza sulla sicurezza dei farmaci e del cibo -  in quanto l'esposizione di un bambino alle sostanze chimiche delle creme solari è molto più rischiosa poiché aumenterebbe le probabilità di reazione allergica o infiammazione.

Per superare tali inconvenienti arrivano alcuni consigli per la migliore protezione dall'irraggiamento solare a partire da due regole fondamentali: basta vestirli adeguatamente e soprattutto farli stare all'ombra, perché ogni scottatura subita in tenera età aumenta il rischio di ammalarsi di tumore alla pelle più in là negli anni. Le scottature gravi possono addirittura mettere a repentaglio la vita dei più piccoli e devono essere immediatamente curate da un medico.

I lattanti sono particolarmente a rischio. Essendo esposti ai raggi UV praticamente senza alcuna protezione naturale, non bisogna mai lasciarli direttamente al sole. In poco tempo si procurerebbero una scottatura e i loro occhi potrebbero essere irrimediabilmente danneggiati.

Dopo aver compiuto i 2 anni, i bambini possono cominciare ad esporsi un po' al sole se adeguatamente protetti. Comunque, anche con un'adeguata protezione solare i bambini non devono mai rimanere troppo a lungo al sole. E l'irraggiamento solare più intenso, tra le 11 e le 15, per loro va evitato assolutamente: per esporli al sole all'aperto meglio prediligere la mattina o il tardo pomeriggio. A partire da un'intensità di radiazione solare media i bambini devono venire protetti adeguatamente: con vestiti, cappello a falda larga e occhiali da sole dotati di filtro UV. I bambini dovrebbero giocare prevalentemente all'ombra, in particolare nella fascia oraria tra le 11 e le 15, quando le radiazioni ultraviolette sono più forti.

I loro vestiti dovrebbero essere fatti di un tessuto a trama fitta e mai risultare aderenti al corpo. Inoltre è opportuno far sì che le spalle dei bambini siano coperte anche durante il bagno in acqua, con una maglietta o un vestito-costume intero da spiaggia. Attenzione: anche sotto l'ombrellone le radiazioni UV possono comunque risultare forti. È dunque necessario adottare una protezione supplementare con un adeguato abbigliamento, crema solare e occhiali da sole.

This article appears on FDA's Consumer Updates19 page, which features the latest on all FDA-regulated products.Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" il caldo estivo presenta altre sfide per i bambini. I piccoli neonati, infatti, non sudano come noi poiché non hanno ancora pienamente sviluppato il sistema integrato di riscaldamento e raffreddamento corporeo.So you want to make sure your baby doesn't get overheated. Inoltre, con il caldo, i bambini sono a maggior rischio di disidratazione. To make sure they're adequately hydrated, offer them their usual feeding of breast milk or formula, says Sachs. Per assicurarsi che siano adeguatamente idratati, bisogna fornirgli la loro alimentazione abituale di latte materno o artificiale. Il contenuto di acqua in entrambi li aiuterà a tenerli ben idratati. A small of amount water in between these feedings is also okay.Una piccola quantità di acqua tra queste poppate è anche salutare.

Per tali ragioni, lo "Sportello dei Diritti"  raccomanda ai genitori di non lasciare mai i bambini soli  in macchina: è alto il rischio di morte per ipertermia (colpo di calore) che può verificarsi in soli 20 minuti e la morte può avvenire entro circa 2 ore. Quando fa molto caldo i neonati ed i bambini piccoli (per la loro ridotta superficie corporea) sono esposti più degli adulti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e alla disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio,respiratorio e neurologico che possono portare a tragiche conseguenze che per ovvie ragioni devono essere prevenute.

Lecce, 14 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 


giovedì 12 luglio 2012

Cancro prostata: la cura da una pianta velenosa del Gargano diffusa nella nostra macchia mediterranea

 

Una pianta velenosa del Gargano diffusa nella nostra macchia mediterranea, capace di uccidere i cammelli, cura il cancro alla prostata. Il principio attivo può essere utilizzato per dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico in solo un mese. Lo rileva uno studio americano pubblicato su  Science Translational Medicine. 

 

Buone notizie per gli ammalati di tumore alla prostrata. Una pianta può dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico addirittura in un solo un mese. Lo rileva  uno studio  condotto dal Johns Hopkins Kimmel Cancer Center e pubblicata su Science Translational Medicine condotto  insieme ai colleghi dell'Università del Wisconsin e del Texas-San Antonio. La pianta  è' la Thapsia garganica o anche firrastrina comune, finora nota perché contenente una sostanza in grado di uccidere gli animali che provavano a mangiarla. Un'erbacea primitiva del Gargano, appunto: piuttosto velenosa, tanto che nell'antica Grecia era nota per essere tossica, così come nei paesi arabi, dover era conosciuta come la "carota della morte" capace di uccidere i cammelli che la mangiavano.

Un test ha evidenziato che lo stesso principio attivo può essere utilizzato per dimezzare le dimensioni del carcinoma prostatico in solo un mese.

In particolare è un particolare composto presente all'interno della pianta ad essere stato utilizzato per creare un nuovo farmaco (siglato G202): si tratta della tapsigargina, inibitore degli enzimi della classe ATPasi, e che usato come principio attivo può ridurre il carcinoma prostatico in media del 50% in 30 giorni. L'esperimento è consistito nel disassemblare la tapsigargina e modificandola chimicamente in modo da poter essere usata contro le cellule malate, in questo modo il principio attivo può essere iniettato e può viaggiare nel flusso sanguigno senza danneggiare i vasi e i tessuti sani. Quando G202 arriva al sito del tumore, una proteina rilasciata da questo sgancia la sicura e così il farmaco è libero di agire sia sul cancro stesso che sui vasi sanguigni che lo servono

Per Giovanni D'Agata, fondatore dello "Sportello dei Diritti" l'importante scoperta vuol dire surclassare molti dei farmaci oggi usati contro la patologia. In questo modo il farmaco, sarebbe efficace anche su modelli animali di tumori umani come quello al seno, ai reni, alla vescica.

In più per le sue caratteristiche di azione, il farmaco sembrerebbe immune allo sviluppo di resistenza.

Giovanni D'AGATA

Lecce, 12 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

 



mercoledì 11 luglio 2012

Protesi mammarie: da domani vietate per le minorenni

Entra in vigore il 12 luglio la legge che prevede pesanti sanzioni pecuniarie per i medici inosservanti e sospensione dall'Albo. Istituiti i registri nazionali e regionali. Il divieto non vale in caso di malformazioni congenite

 Entrerà in vigore domani la legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 27 giugno per "Istituzione del registro nazionale e dei registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonché divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori ".

Il provvedimento vieta l'impianto di protesi mammaria a soli fini estetici sulle minorenni. L'inosservanza del divieto da parte degli operatori sanitari che provvedono all'esecuzione dell'impianto è punita con il pagamento di una somma pari a 20.000 euro o con la sospensione dalla professione per tre mesi.. Inoltre la legge nell'ambito della chirurgia plastica istituisce il registro nazionale e i registri regionali degli impianti protesici mammari effettuati in Italia, sia ricostruttiva che estetica. I registri sono istituiti per consentire il monitoraggio clinico delle persone impiantate e il monitoraggio epidemiologico a scopo di studio e ricerca scientifica e di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria. Il divieto non si applica nei casi di gravi malformazioni congenite certificate da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale o da una struttura sanitaria pubblica. Inoltre i registri raccolgono i dati relativi agli impianti protesici, con particolare riguardo alle informazioni concernenti la tipologia e durata degli impianti, il materiale di riempimento utilizzato e l' etichettatura del prodotto, gli effetti collaterali ad essi connessi nonchè l'incidenza dei tumori mammari e delle malattie autoimmuni.

Finalmente le grida d'allarme e le richieste d'intervento  pervenute allo "Sportello dei Diritti" da parte delle vittime e degli  operatori del settore (onesti e professionali) ha sortito i suo effetti. Lo scandalo internazionale sulle protesi mammarie difettose era stato portato all'attenzione dei media dal presidente dell'associazione Giovanni D'Agata dopo l'indagine penale avviata sulla società francese Poly Implant Prothèse meglio nota come PIP insieme al deputato pugliese di IDV, Pierfelice Zazzera che era intervenuto con un interrogazione parlamentare ad hoc indirizzata al Ministro della Salute e del Governo denunciando la delicata vicenda.

Lecce, 11 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 





XVII Seminario Internazionale di Medicina Omeopatica.


 



CEMON e ALMA

 

In collaborazione con

 

SCUOLA SUPERIORE INTERNAZIONALE DI MEDICINA VETERINARIA OMEOPATICA

"DOTT. RITA ZANCHI" - CORTONA (AR)

 

organizzano

 

XVII Seminario Internazionale di Medicina Omeopatica

 

FLIGHT "il VOLO"

 

I rimedi e i gruppi di rimedi che si esprimono attraverso sensazioni, sogni e immagini, con "il volo"


In Ricordo del dr. FRANCO DEL FRANCIA padre dell'Omeopatia Veterinaria Italiana


Lingue: Inglese / Italiano

 

 

Relatori

Roger Morrison - Nancy Herrick - Jonathan Shore

 

27- 30 Settembre 2012

 

Sede del Seminario

Centro Convegni Sant'Agostino

Cortona (AR) - Tuscany

 

Informazioni ed iscrizioni:

Segreteria Organizzativa e Didattica:

Ce.M.O.N. s.r.l.

MIRIA RIVAROLA

Tel. +39 320 7232183 - Fax +39 081 3617808 www.cemon.eu - m.rivarola@cemon.eu


Prenotazioni alberghiere:

CORTONA SVILUPPO S.R.L.

+39 0575 630158



lunedì 9 luglio 2012

Loghi e prodotti biologici. Confusione per i consumatori



Roma, 9 Luglio 2012. Da pochi giorni e' diventato operativo il logo comunitario dei prodotti biologici (1). Questo logo sarà obbligatorio su tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti negli Stati membri dell'Unione e rispondenti agli standard prescritti. Il logo restera' invece facoltativo per i prodotti biologici non confezionati e per quelli importati. Continueranno ad essere ammessi, insieme al marchio UE, altri loghi nazionali, regionali o privati.
Inizia la confusione per il consumatore. Perche' quelli non confezionati non possono avere il logo? Tra l'altro sono proprio quelli a maggior rischio di falsificazione. Una cassetta di mele biologiche perche' non deve avere il logo sulla cassetta? Cosi' il furbo commerciante dichiarera' verbalmente che le mele sono biologiche mentre l'onesto apporra' il logo. Come riconoscere un prodotto biologico importato? Quale simbolo adotta l'Ecuador? E l'India? Il consumatore dovra' informarsi su tutti i loghi biologici del resto del mondo? Ci mettiamo anche che i singoli stati Ue, o le regioni, o le province, o i privati potranno adottare un proprio logo.
Grande confusione sotto il cielo. A danno del consumatore.

(1) http://ec.europa.eu/agriculture/organic/eu-policy/logo_it
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

domenica 8 luglio 2012

Ossicodone: stop FDA alla produzione e distribuzione di alcuni farmaci

Stop dalla FDA Food and Drug Administration alla produzione e alla distribuzione di alcuni farmaci non approvati contenenti ossicodone. Mentre in Italia è allarme. Usati per delle reali esigenze farmaceutiche, gli antidolorifici oppiacei vengono assunti sempre di più al posto degli stupefacenti classici come cannabis o cocaina

La US Food and Drug Administration ha diffuso oggi una nota con la quale impone alle aziende farmaceutiche di cessare la produzione e la distribuzione di alcuni farmaci non approvati contenenti ossicodone.

L'azione della FDA riguarda le società che producono e distribuiscono farmaci approvati con singolo ingrediente, a rilascio immediato di ossicodone in forme di dosaggio orali, tra cui compresse, capsule e soluzioni orali. Questi prodotti sono stati valutati dalla FDA per la sicurezza, l'efficacia, la qualità di fabbricazione, o un'etichettatura adeguata, comprese le informazioni e le avvertenze di dosaggio, e non potranno essere legalmente commercializzati negli Stati Uniti.

L'ossicodone è un oppioide agonista con potenza elevata appartenente al gruppo dei fenantreni. Fu sviluppato nel 1916 in Germania, come uno dei diversi nuovi semi-sintetici oppioidi nel tentativo di migliorare quelli già esistenti: morfina, diacetilmorfina (eroina) e codeina. L'ossicodone è un analgesico oppiaceo, una classe di farmaci antidolorifici potenti. L'etichettatura e l'utilizzo improprio di ossicodone può portare ad overdose e alla morte. La FDA riconosce che i farmaci oppioidi sono associati ad abuso di farmaci, abuso e dipendenza, che hanno determinato un aumento delle lesioni e dei decessi negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni.

E in Italia? Usati per delle reali esigenze farmaceutiche, gli antidolorifici  oppiacei vengono assunti sempre di più al posto degli stupefacenti classici come cannabis o cocaina. Non malati terminali quindi, ma in ultima istanza sarebbero giovani ragazzi gli utenti finali di tali pillole che vengono usate per lo sballo del sabato sera, con tutti i rischi che potete ben immaginare.

Quindi anche in Italia ci sarebbe un'abuso di farmaci oppiacei  secondo la dr.ssa Milena Dondi e della dr.ssa Roberta Mazza dello Studio Lab, operanti da diversi anni nel settore delle Analisi e Consulenze per le Aziende, che insieme hanno fatto una scoperta sconcertante. Dall'analisi di circa 400 ciocche di capelli provenienti da giovani di tutta Italia, spesso inviate al laboratorio da genitori preoccupati, è emerso casualmente, dall'esame di routine sugli oppiacei, che  in alcuni campioni di capelli presentavano alcuni valori fuori dalla norma che avevano insospettito i ricercatori. E' emersa la presenza di farmaci a base di potenti analgesici oppiacei.

Inoltre, nell'ultima relazione della Direzione antidroga della Polizia italiana, viene fatto riferimento alla forte possibilità che anche in Italia si stia diffondendo la cosiddetta "cheese heroin", una miscela di eroina caramellata messicana e di antidolorifici da banco che sono vietati in Italia, ma che possono essere acquistati con estrema facilità tramite Internet.

Per Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", non solo, su internet oltre che acquistare facilmente questi antidolorifici che dovrebbero essere usati per curare il dolore in patologie croniche od oncologiche, ma anche nei forum i giovani si scambiano informazioni con tanto di testimonianze sul cosiddetto effetto "sballo" con tutti i consigli utili per l'acquisto. Dagli Stati Uniti all'Italia il traffico senza controllo dei farmaci analgesici sta aprendo un nuovo scenario su una nuova generazione di tossicodipendenti che attraverso  internet oppure a causa dell'assenza di una qualsiasi attività di monitoraggio delle ricette mediche, riesce a procurarsi farmaci potenzialmente letali riuscendo ad aggirare l'ostacolo nell'anonimato e a basso costo, annunciando nei prossimi anni grandi rivoluzioni sia nel traffico della droga che nella sanità.

Per tali  ragioni vogliamo sapere se il Governo italiano intenda bloccare come è avvenuto per gli Stati Uniti la distribuzione e vendita di  tali prodotti farmaceutici e se abbia già avviato un'inchiesta per verificare se l'uso di antidolorifici oppiacei stia prendendo piede in Italia soprattutto tra i giovani che acquistano questi farmaci sul web.

Lecce, 8 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 




sabato 7 luglio 2012

Salute e lavoro: quali sono i lavori più sani e nocivi per la salute? La speciale graduatoria

 

Forse una volta, tanti anni fa, ormai, si poteva scegliere che lavoro fare, perché lavoro ce n'era. Oggi, con tassi di disoccupazione, specie quella giovanile arrivati ai massimi storici specie in Italia, come di recente confermato anche dall'Istat, la scelta diventa sempre più ardua e spesso ci tocca fare, se lo troviamo un lavoro, qualcosa che ci piace poco o per nulla.

Come al solito, ci pensano gli americani a dirci quali sono i lavori più sani e quali più nocivi con una speciale classifica pubblicata da poco sul "The Huffington Post" ed è basata su pochi semplici parametri.

Il lavoro più salutare? Quello in cui c'è un buon rapporto con i colleghi, si usa la creatività e ha l'orario di lavoro flessibile. Al contrario quelli infausti per la salute sono le categorie più a rischio, quelle con un alto tasso di infortuni e pressione lavorativa, ovvero stress. In pratica non più solo riconoscimenti e stipendi alti, ma per scegliere una professione diventa importante anche la soddisfazione mentale e fisica che se ne potrebbe ricavare.

La classifica dei lavori più salutari:

1.Istruttore fitness e personal trainer

2. Maestro di yoga

3. Coreografo

4. Ingegnere di software

5. Fiorista

6. Assicuratore

7. Dentista, igienista dentale, tecnico di laboratorio, dietologi

8. Impiegato pubblico

9. Assistente amministrativo

10. Artigiano in piccole società

 

E quella dei più nefasti per la salute:

1. Pompiere, poliziotto

2. Impiegato

3. Lavoratore edile

4. Avvocato

5. Infermiere

6. Cameriere, commesso

7. Militare

8. Autista

9. Free-lance

10. Executive Manager

 

Secondo Giovanni D'Agata presidente e fondatore dello "Sportello dei Diritti", se si potesse realmente scegliere, rimanere in un ambiente familiare, economicamente soddisfacente e senza troppe pretese sembrerebbe la ricetta giusta per trovare un lavoro sano, anche se sapersi accontentare e prendersi meno sul serio restano gli ingredienti principali per ottenere un elisir di lunga vita anche su un posto di lavoro "difficile".

Lecce, 7 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 




Spending review. Ospedali: ecco i tagli regione per regione

Scongiurata, per il momento la chiusura per i piccoli ospedali ma conferma del taglio di quasi 27 mila letti dei posti letto per portarli ad un rapporto del 3,7 per mille abitanti. La rete ospedaliera italiana sarà comunque soggetta ad una massiccia razionalizzaione della sua dotazione di posti letto. La spending review approvata ieri prevede infatti che entro l'anno le Regioni debbano adeguare la dotazione di posti letto nei loro ospedali a due nuovi parametri: 3,7 posti letto per mille (oggi l'indice è fissato al 4 per mille ma quello reale è del 4,2) e il tasso di ospedalizzazione (per i ricoveri ordinari e in day hospital) al 160 per mille, contro il 180 per mille attuale. Le Regioni avranno tempo fino a fine anno per dare corso a questi nuovi indici, riducendo la propria dotazione di letti in eccesso e provvedendo altresì a politiche di riduzione dei ricoveri. I tagli, inoltre, dovranno essere fatti chiudendo intere unità operative complesse e non a pioggia tra i vari reparti.

Il taglio dei posti letto Regione per Regione, le nostre stime sui dati 2009.

Nel dettaglio ecco ciò che potrebbe accadere nelle singole Regioni, confrontando la dotazione ospedaliera presente nel 2009, quando la dotazione media era appunto di circa 4,2 x mille abitanti, con quella che ne deriverebbe applicando a tutti il 3,7 x mille. Il taglio, come detto, dovrebbe essere di circa 26.700 posti letto, ovvero in media una riduzione del 10,6% rispetto al 2009.

In testa alla classifica delle Regioni che dovranno tagliare più letti c'è il Molise, che rispetto al 2009 vedrà ridursi la dotazione del 33,2%. Insomma, un posto letto su tre sarà tagliato. Riduzione drastica anche nella Pa di Trento dove il calo sarà del 20,9%, mentre sul terzo gradino di questa speciale graduatoria troviamo poi il Lazio, che a fronte dei 26.473 posti del 2009 dovrà passare a 21.196. Più di 5.000 letti in meno, ovvero una riduzione del 19,9%. Tagli ingenti anche per l'Emilia Romagna (-3.500 letti per una riduzione del 17,8%), per la Sardegna (-16,8%) e per la Liguria (-16,1% rispetto al 2009). Ma in questo scenario di tagli ci sarà anche qualche regione che beneficerà invece di un aumento (seppur minimo) della dotazione di letti. Stiamo parlando della Campania vedrà il suo numero di posti letti crescere rispetto al 2009 del 3,3%. Stesso discorso varrà anche per l'Umbria, dove l'aumento della dotazione sarà del 3%. Lievissimo incremento (+0,7%) anche per la Basilicata.

Secondo Giovanni D'Agata fondatore dello "Sportello dei Diritti" le stime indicano un taglio complessivo di 26.700 letti rispetto alla dotazione di letti del 2009, quando il rapporto posti letto abitante risultava essere di 4,2 per mille. La riduzione da operare è quindi di 0,5 punti ed equivarrebbe ad un taglio di 26.700 letti, con una nuova dotazione complessiva, in linea con il nuovo parametro del 3,7 per mille, di circa 224 mila posti letto negli ospedali pubblici e accreditati a fronte dei 251 mila presenti sempre nel 2009.

Lecce, 7 luglio 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 


mercoledì 4 luglio 2012

E..state sani con la Dieta Med-Italiana

 

I ragazzi di Rep. Salentina non si fermano, neanche d'estate

E..state sani con la Dieta Med-Italiana

Olio, grano e insalate mediterranee

Piccoli e grandi eventi in cui sono protagonisti gli elementi base della

Dieta Mediterranea nostrana, olio Evo, grano duro e insalata Grika

 

 

Neanche il caldo torrido di "Caronte" e neppure quello di "Lucifero" riusciranno a fermare il lavoro degli studenti del Costa di Lecce che li vede impegnati nella promozione a 360 gradi della Dieta Med-Italiana. In questo mese di luglio i ragazzi della Rep. Salentina hanno infatti selezionato ben cinque eventi degni di essere promozionati e diffusi per via della loro stretta e profonda correlazione con i dettami e le linee guida dello stile di vita più sano e buono che ci sia.

 

Si parte da "lu ranu" (il grano) e l'insalata Grika, due elementi chiave della dieta mediterranea italiana che saranno protagonisti in questo fine settimana (6, 7 e 8 luglio) rispettivamente a Merine e a Martignano (nel Salento), Nel primo caso, la piccola frazione di Merine ospiterà la 20esima edizione di una splendida kermesse che offrirà ai visitatori la possibilità di degustare e apprezzare alcuni dei piatti più antichi e tradizionali di questa terra, tra cui la pasta casereccia fatta in casa, lu "ranu stampatu", le "fave nette e cecore reste", le "frise ncapunate" e così via. Mentre nel secondo caso i riflettori a Martignano sono puntati sugli elementi basi che concorrono alla famosa insalata grika, ossia i pomodori da insalata, le "minunceddhe" (cetrioli locali), i peperoni, le cipolle bianche, il peperoncino piccante, la rucola selvatica, le olive nere alla "capasa", i capperi, l'origano ed il cacio ricotta, il tutto condito con olio d'oliva extravergine, più mediterraneo di così!

 

Sempre in questo fine settimana avrà luogo sabato 7 luglio nella splendida cornice del Castello Aragonese di Castro il convegno "Tesori del Mediterraneo" incentrato sull'incontro a tavola tra il grano "Senatore Cappelli" e le olive autoctone del Salento "Cellina di Nardò" e "Ogliarola salentina". Relatore ospite dell'incontro è Giorgio Mori, capo panel ed esperto della tecnologia in olivicoltura.

 

Nel fine settimana successivo, e precisamente da sabato 14 a lunedì 16 luglio, nel comune di Novoli avrà luogo, nell'ambito dei festeggiamenti in onore della Madonna del Pane, l'evento "Il Forno in Piazza". Una ricca manifestazione che ha in programma un convegno/tavola rotonda sul grano "Senatore Cappelli", delle prove dimostrative della produzione dal vivo dell'intero ciclo di trasformazione del grano e della produzione del pane e dell'olio, con l'installazione in piazza di un molino e di un frantoio mobile, l'esposizione e degustazione sia di prodotti da forno (pane, pizza, puccia…) preparati al momento che di altri prodotti tipici a km zero.

 

Infine, ma sicuramente non meno importante, dal 19 al 21 luglio la città bella di Gallipoli ospiterà la 3° edizione di "Strade Golose" che, oltre ad essere una gustosissima vetrina del buon cibo, del bere bene e delle produzioni locali enogastronomiche ed agroalimentari locali, quest'anno è anche espressione della cooperazione transnazionale tra il Salento e l'Epiro, entrambe realtà del bacino Euro-Mediterraneo che si fondono e si intrecciano realizzando infinite arti ed espressioni. Questa edizione 2012 è arricchita inoltre dai laboratori di cucina sotto le stelle e concorsi culinari, da seminari tematici e tavole rotonde con esperti e giornalisti di settore, da educational tour e navigazioni marine golose, il tutto per scoprire il territorio, il mare e tutte le sue infinite bellezze. 

 

Alcuni riferimenti utili:

Sagra te lu Ranu: www.sagrateluranu.eu

Sagra dell'Insalata Grika: www.facebook.com/events/315895335166450

Tesori del Mediterraneo: centrostudiagronomi.blogspot.it/2012/07/tavola-rotonda-di-castro-sabato-7.html

Il Forno in Piazza: www.comune.novoli.le.it

Strade Golose: www.stradegolose.it

 


 

Dieta Med-Italiana Med-Italian Diet

Un'Italia da tripla A: agricoltura, alimentazione, ambiente

Lecce - P.tta De Sanctis, 10 - Tel. 0832/306014




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