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Ultime news di Salute, Sanità, Benessere e Medicina

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venerdì 27 aprile 2012

Sanita'. Perche' l' Italia non aderisce alla Rete europea contro frodi e corruzioni? L'Aduc lo chiede a Monti



Roma, 27 Aprile 2012. Perche' l'Italia non ha ancora aderito alla Rete europea contro le frodi e la corruzione nel settore sanitario? (1). E' una domanda che rivolgiamo al presidente del Consiglio, Mario Monti.
Che gli scandali nella sanita' siano all'ordine del giorno e', a tutti, evidente. La corruzione e le frodi non hanno effetto solo sulla finanza pubblica ma anche sulla salute dei cittadini perche' limitano l'accesso ai servizi o, comunque, inducono prestazioni inferiori o non appropriate. La Rete stima che circa il 6% della spesa sanitaria in Europa prenda la via della corruzione, il che significa che in Italia circa 6,5 miliardi di euro vengono sottratti alla salute di cittadini.
L'impegno del governo Monti ad aderire alla Rete ci sembra un passo importante e necessario per limitare, meglio annullare, il sistema di corruttela nel settore sanitario che assume aspetti particolarmente vergognosi trattandosi della salute dei cittadini.

(1) http://www.ehfcn.org/


Primo Mastrantoni, segretario Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

Pharmaxis.Bronchitol in Europa, approvata la commercializzazione

ELTVILLE, Germania, 27 Aprile 27, 2012 - L'azienda farmaceutica Pharmaxis (ASX: PXS) è lieta di annunciare di aver ottenuto dalla Commissione Europea l'autorizzazione all'immissione in commercio per Bronchitol. Con questa autorizzazione il nuovo trattamento per la fibrosi cistica (FC) viene reso disponibile per i pazienti con più di 18 anni come terapia aggiuntiva per il miglior standard di cura in 29 paesi europei.

Alan Robertson, CEO di Pharmaxis, ha affermato: "Si tratta di un evento molto significativo, ora tutti i pazienti affetti da FC in Europa saranno in grado di ricevere i dimostrati benefici clinici di Bronchitol."

I pazienti con FC in Germania e nel Regno Unito, dove c'è una più limitata richiesta di approvazione di prezzo e rimborso prima del lancio, saranno i primi a beneficiare di Bronchitol. Questi due paesi costituiscono da soli il 40% del valore del mercato europeo.

Bronchitol è stato sviluppato per contribuire a mantenere libere le vie respiratorie delle persone affette da fibrosi cistica, la malattia genetica più comune al mondo. In due ampi studi clinici di Fase 3, Bronchitol ha migliorato l'eliminazione del muco e la funzionalità polmonare e ha ridotto gli episodi infettivi, rispetto ai controlli, nei pazienti trattati per 6 mesi.

Il Dott. Robertson ha affermato: "Abbiamo realizzato uno sforzo notevole negli ultimi mesi con i team vendite impegnati e formati a tempo pieno su Bronchitol in Germania e nel Regno Unito".

"Con oggi, Pharmaxis ha ottenuto tre approvazioni nei più importanti mercati farmaceutici a livello mondiale: Aridol per il test della funzionalità polmonare in Europa e negli USA e ora Bronchitol in Europa e Australia. Questo è un grande successo non solo per l'azienda ma anche per i ricercatori e i pazienti di tutto il mondo che hanno preso parte ai programmi clinici", ha affermato il Dott. Robertson.

Informazioni su Pharmaxis

Pharmaxis (ACN 082 811 630) è un'azienda farmaceutica specializzata nella ricerca, sviluppo e commercializzazione di prodotti terapeutici per disturbi respiratori cronici. Aridol(R) prodotto da Pharmaxis per la valutazione dell'asma è disponibile in numerosi importanti mercati. La gamma di prodotti Pharmaxis in corso di sviluppo comprende: Bronchitol per la fibrosi cistica, la bronchiectasia e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), PXS25 per il trattamento della fibrosi polmonare idiopatica e ASM8 e PXS4159 per l'asma. Pharmaxis è quotata alla Borsa Valori australiana con il codice PXS. La sede centrale e gli stabilimenti di produzione approvati dalla TGA si trovano a Sydney.

Informazioni su Bronchitol

Bronchitol è stato sviluppato come ausilio nell'eliminazione del muco (un'importante fonte di infezioni polmonari), per migliorare la funzionalità polmonare e contrastare le riacutizzazioni nei pazienti con fibrosi cistica.

Bronchitol è una formulazione proprietaria del mannitolo, somministrato sotto forma di polvere secca tramite un comodo inalatore portatile. Bronchitol idrata i polmoni, aiuta a ripristinare la normale clearance polmonare e consente ai pazienti di espettorare più efficacemente il muco. Studi clinici hanno dimostrato che Bronchitol è un trattamento efficace per i pazienti con fibrosi cistica.

Informazioni sulla fibrosi cistica

Nei soggetti sani, il flusso costante di muco sulle superfici delle vie aeree nei polmoni aiuta a rimuovere i residui e i batteri. La FC è una malattia ereditaria provocata da un difetto genetico che altera il trasporto degli ioni attraverso la membrana epiteliale delle cellule. Ciò comporta una riduzione del liquido nei polmoni che normalmente inumidisce le ciglia sulle superfici delle vie aeree, riducendo quindi la clearance mucociliare. Il muco diventa quindi denso e appiccicoso, intasa i polmoni e limita gravemente il naturale processo di pulizia dell'aria. Inoltre aumenta il rischio che i batteri rimangano intrappolati in questo muco e si sviluppino delle infiammazioni, creando un ambiente polmonare non salubre, che potrebbe complicarsi fino a infezioni potenzialmente letali.

giovedì 26 aprile 2012

Allergie di Primavera scatta l' SOS. In Italia sono colpite 12 milioni di persone. Ecco i rimedi

26 aprile 2012 - Gli ultimi colpi di coda dell'inverno protrattosi sino a qualche giorno fa, per la gioia degli allergici, ha rallentato la diffusione di pollini nell'aria causa di occhi rossi, starnuti, tosse e pruriti. Ma chi soffre di allergia con i primi caldi e l'esplosione della primavera è consapevole che si tratta solo di un semplice rinvio, e ne inizia a subire gli effetti.

Secondo alcune statistiche sono 12 i milioni di italiani colpiti ogni anno da manifestazioni allergiche, con un aumento che negli ultimi dieci anni ha fatto registrare il passaggio dal 5 % al 30 % dell'intera popolazione residente, con particolare riferimento ai bambini. Si calcola, infatti, che avrebbero sofferto di almeno una reazione allergica più di un terzo dei ragazzi in età scolare.

Chi ne è colpito e cerca di curarsi sa che ad oggi è a disposizione una vasta gamma di farmaci di automedicazione che alleviano gli effetti e che possono essere suddivisi in due categorie: i decongestionanti e gli antistaminici. Ciascuno apporta dei benefici, ma come tutti i farmaci possono avere degli effetti collaterali più o meno rilevanti.

I primi agiscono stimolando il sistema nervoso simpatico, facendo contrarre i vasi sanguigni della mucosa, e così riducendo il gonfiore e quindi la secrezione di muco. La loro azione risulta essere sufficientemente rapida ed efficace anche nel caso in cui i sintomi siano già presenti in maniera fastidiosa.

A ciò fa da pendant che un utilizzo prolungato di circa 8 - 10 giorni, cosa molto probabile nel periodo di maggiore impollinazione, può causare la comparsa di una rinite da medicamenti e quindi addirittura un peggioramento della propria condizione, causando il cosiddetto fenomeno di "rimbalzo": quando si interrompe il loro utilizzo si può verificare una vasodilatazione che porta alla comparsa di un aumento di volume dei turbinati e dunque un impedimento della normale respirazione nasale.

Ma l'uso a lungo termine di preparati locali contenenti vasocostrittori, può anche provocare la comparsa di alterazioni della mucosa nasale, con effetti negativi duraturi (fino anche a parecchi mesi dopo la sospensione del trattamento).

Per non parlare poi di tutti quei soggetti che riescono a tollerarli e che per tali ragioni se li somministrano con frequenza ancor maggiore, innescando pericolosi circoli viziosi che non fanno altro che aggravare la rinite.

Per tali motivi, i decongestionanti per uso locale, come gocce e spray nasali, dovrebbero dunque essere assunti alla minima dose efficace. Gli allergologi raccomandano, dunque di limitarne l'impiego per periodi più brevi possibili e con la consapevolezza che gli effetti possono sentirsi anche a distanza di alcuni minuti dall'inalazione.

La seconda categoria, ovvero gli antistaminici invece, anche se non servono a curare direttamente l'allergia, come dice la parola stessa, bloccano gli effetti dell'istamina, al fine di dare sollievo in un tempo sufficientemente rapido. Quelli più utilizzati sono gli antistaminici topici.

Tra tutti la levocabastina, che si è dimostrato come un efficace antagonista selettivo del recettore H1 dell'istamina, con una lunga durata d'azione. I medicinali a base di questo principio sono stati sviluppati per essere inalati o utilizzati in gocce per gli occhi e hanno dimostrato di garantire un rapido effetto e un'ottima tollerabilità da parte dei pazienti con rinocongiuntivite allergica.

Va specificato che gli antistaminici risultano più efficace se somministrati prima della manifestazione dei sintomi anche se è provato che levocabastina sia in grado di ridurre in maniera significativa la severità della risposta all'esposizione all'allergene già dopo cinque minuti dalla sua somministrazione Se assunti con regolarità farmaci di tal tipo possono aumentare le loro potenzialità offrendo ai pazienti un effetto protettivo efficace contro gli allergeni.

La tollerabilità dimostrata di questi antistaminici ne consiglia l'impiego con regolarità anche nei soggetti più deboli e quindi anche nei bambini già a partire dai 3 anni di età. Inoltre, le nuove generazioni di medicinali hanno eliminato gli effetti collaterali più fastidiosi come la bocca secca, o la sonnolenza indotta, che quasi impediva di assumere antistaminici di giorno.

Quale è la scelta migliore per curare la propria allergia o per ridurre i fastidiosi effetti?

Pur da profano, Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", non ha alcun dubbio che tutto dipende molto dal singolo paziente. Ma spetta al proprio medico o al farmacista suggerire quale sia il farmaco o i farmaci giusti. È chiaro che se l'allergia si manifesta in maniera violenta e/o duratura è sempre conveniente rivolgersi quanto prima ad uno specialista allergologo.

                                                                                                                                                      

Giovanni D'AGATA

 




martedì 24 aprile 2012

Malattie causate da disturbi del sistema nervoso. In sperimentazione al San Raffaele di Milano il "casco magico" per curare Sclerosi Multipla, Alzheimer,Parkinson e conseguenze di "ictus"


Lo "Sportello dei Diritti", tra le sue molteplici attività è  impegnato da tempo a segnalare i progressi nella scienza medica che accendono le speranze per un futuro ed una vita migliore per gli ammalati.

A tal proposito, Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", evidenzia uno strumento in  fase di sperimentazione presso l'Ospedale San Raffaele di Milano, destinato alla cura di malattie causate da gravi disturbi del sistema nervoso quali sclerosi multipla, morbo di Parkinson, Alzheimer e conseguenze da "ictus", che per i risultati che sta dando è stato denominato "casco magico". Si tratta, infatti, solo in apparenza di un apparecchio simile esternamente al casco in uso ai parrucchieri ma la sua finalità è quella di agire direttamente sul cervello e quindi sul sistema nervoso.

Vi è da precisare che il sofisticato strumento in questione è frutto di anni ed anni di ricerca scientifica congiunta da parte del reparto di Neurologia presso l'Università Vita - Salute San Raffaele e dai ricercatori del Centro Weizmann di Tel Aviv, in Israele.

Per quanto concerne, in generale, le modalità di funzionamento dell'apparato, in sostanza si basa sull'emissione di onde elettromagnetiche, che non sono altro che impulsi invisibili a determinate frequenze emesse da speciali apparecchiature presenti all'interno del casco magico che agiscono in modo da penetrare in zone specificatamente individuate dell'encefalo a una profondità massima di sei centimetri.

Le onde elettromagnetiche a loro volta stimolano le cellule del cervello a riattivare le sinapsi mettendosi in comunicazione tra loro per poi mettere in azione il sistema nervoso, che attraverso impulsi elettrici stimola di conseguenza i muscoli fino a far muovere il corpo.

Chiaramente se una determinata patologia ha deteriorato una parte del sistema nervoso, l'impulso elettrico giunge ai muscoli in modo confuso e per tali ragioni l'ammalato ha difficoltà di movimento. A tal proposito interviene il "casco magico" che mette ordine agli impulsi stoppando quegli negativi e rafforzando quelli positivi che sono appresi con la fisioterapia, cui i pazienti affetti da questo genere di malattie sono abitualmente sottoposti.

La fase di sperimentazione avviata al San Raffaele, durerà almeno un altro anno, quando si potranno conoscere i primi risultati scientifici sugli esiti dei test, anche se il professor Giancarlo Comi, docente di Neurologia presso l'Università Vita-Salute San Raffaele e direttore della divisione di Neurologia e del servizio di Neurofisiologia dell'Ospedale San Raffaele di Milano, in una recente intervista ha evidenziato che in base ai dati in possesso la percentuale di benefici per i pazienti è pari al 45 %.

Per Giovanni D'Agata, si tratta di più di una speranza in più per i tanti pazienti, che si va a sommare ai progressi che riguardano la parte meno conosciuta del nostro corpo: il cervello.

Lecce, 24 aprile 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA


domenica 22 aprile 2012

Depressione adolescenziale. Dalla Nuova Zelanda un gioco al PC che funziona meglio della terapia

Depressione adolescenziale. Dalla Nuova Zelanda un gioco al PC che funziona meglio della terapia

Chi crede, che la depressione sia un fenomeno esclusivo dell'età adulta si sbaglia: la percentuale, infatti, dei giovani colpiti dal "male di vivere" è, purtroppo, compresa tra il 6 e l'8 %.

La cosa più seria, riguarda la difficoltà di cura non solo per la ritrosia dei genitori che quasi non accettano che i loro figli abbiano problemi di questo tipo, ma anche dagli intrinsechi impedimenti che si hanno nel curare i più giovani consistenti nel fatto che i ragazzi stessi sono restii a prestarsi ai consulti professionali.

Una ricerca neozelandese dell'Università di Auckland, pubblicata sul sito del British Medical Journal potrebbe essere però un'efficace soluzione per trattare gli adolescenti con disturbi depressivi. Lo strumento elaborato per Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", si può definire con un solo aggettivo: rivoluzionario. Si tratta, infatti, di un gioco per pc che secondo i ricercatori che l'hanno elaborato e provato sarebbe più utile della terapia individuale di uno psicologo per i giovani compresi tra i 12 ed i 19 anni d'età.

Si tratta, in apparenza di uno dei tanti giochi "fantasy" in 3D denominato Sparx che consiste in un software di auto-intervento, a detta degli stessi studiosi neozelandesi.

I giovani pazienti devono superare una serie di sfide per recuperare l'equilibrio in un mondo fantastico, dominato dagli Gnat (che è l'acronimo di Gloomy Negative Automatic Thoughts, ossia i pensieri pessimisti e negativi incontrollati). Sono stati, così realizzati, sette livelli di gioco, della durata di mezz'ora ognuno, da completare in un periodo che può variare da quattro a sette settimane: tra il primo modulo dal titolo "trovare la speranza" e l'ultimo, "riappacificarsi", i giovani devono imparare a gestire le proprie emozioni prima di poter riconoscere e sconfiggere gli Gnat.

Il nuovo strumento è stato testato su 187 ragazzi di età compresa tra 12 e 19 anni con depressione moderata, per confrontarlo con la terapia psicologica individuale, attraverso un trial randomizzato in 24 diversi istituti sanitari del paese dell'Oceania. Tutti i giovani pazienti sono stati osservati per un periodo di tre mesi e i miglioramenti sono stati registrati in entrambi i casi secondo le normali scale usate in ambito psichiatrico, che valutano sia i sintomi depressivi che la qualità della vita.

Assai rilevanti, per non dire sorprendenti sarebbero stati i risultati ottenuti: non solo Sparx era efficace tanto quanto l'approccio standard per ridurre i sintomi di depressione e ansia, ma una porzione significativamente più alta degli utenti trattati con il gioco risultava a fine trattamento essere completamente guarita, rispetto al gruppo di controllo. Tra quelli che avevano superato almeno quattro dei livelli di Sparx erano infatti quasi la metà, il 44%, quelli guariti alla fine del trial, contro il 26% di quelli trattati con l'approccio standard.

Gli stessi ricercatori, sono stati soddisfatti dagli esiti ed hanno rilevato che: "Il programma potrebbe essere dunque una risorsa efficace per curare gli adolescenti con disturbi depressivi. Sparx potrebbe diventare un'alternativa molto economica ed accessibile per i più giovani che hanno questo tipo di problemi".

Un'idea innovativa, per Giovanni D'Agata, per la quale auspica possa partire una più ampia sperimentazione anche nel resto del globo al fine di verificarne l'efficacia per risolvere un grave problema che coinvolge milioni di giovani in tutto il mondo e che spesso viene sottovalutato all'interno delle nostre famiglie.

Lecce, 22 aprile 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA

 




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Redazione del CorrieredelWeb.it
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Alimentazione e salute: sono state rinvenute tracce di sostanze chimiche nel corpo delle persone che hanno consumato cibo venduto in plastica

Alimentazione e salute: sono state rinvenute tracce di sostanze chimiche nel
corpo delle persone che hanno consumato cibo venduto in plastica. Ma negli
ultimi anni si sta tornando alle buone prassi alimentari di una volta come
il riutilizzo dei contenitori in vetro

Una ricerca apparsa sulla rivista Environmental Health Perspectives, ha
rivelato che sono state rinvenute tracce di sostanze chimiche nel corpo
delle persone che hanno consumato cibo venduto in contenitori di plastica.

Altre indagini scientifiche hanno dimostrato che gli ftalati utilizzati per
aumentare la flessibilità, la longevità e la trasparenza della plastica sono
stati rinvenuti negli alimenti a seguito del contatto con attrezzature
alimentari, guanti dei confezionatori, inchiostri di etichette o addirittura
delle plastiche utilizzate dagli agricoltori.

È da tempo che i governi hanno consapevolezza di questo fenomeno. Tuttavia,
la Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale americana che si
occupa della vigilanza sulla sicurezza di alimenti e farmaci, considera tali
prodotti come "additivi alimentari indiretti" e ne ha approvati più di 3000
dal 1958.

In realtà, negli USA la FDA cui spetta il giudizio sulla nocività o meno dei
prodotti sulla base delle analisi effettuate ha ritenuto che gli effetti del
contatto con le materie plastiche sia assolutamente innocuo e le quantità
non sarebbero suscettibili di causare alcun danno alla salute. Tant'è che se
le quantità trovate corrispondono a cifre molto basse non viene eseguito
alcun test aggiuntivo.

Alla luce di tali osservazioni, Giovanni D'Agata, componente del
Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei
Valori e fondatore dello "Sportello dei
<http://www.sportellodeidiritti.org/> Diritti", pur precisando che non vi
sia prova di possibili effetti collaterali dall'ingestione di prodotti
alimentari contenuti in materiali plastici, fa presente che negli ultimi
anni si sta assistendo al ritorno delle buone prassi alimentari di una
volta, come l'acquisto di alimenti confezionati in materiali riutilizzabili
a partire dal latte nelle bottiglie di vetro e molto altro, che
garantiscono, al contrario la massima sicurezza alimentare specie per i
cittadini più esposti ed in particolare i più piccoli.

Lecce, 22 aprile 2012


Giovanni D'AGATA

venerdì 20 aprile 2012

Sansepolcro-Meyer: luce sul diabete


 

Sansepolcro-Meyer: staffetta per accendere una luce sul diabete

Il Centro Regionale Diabetologia e l'Associazione Toscana Bambini con Diabete invitano tutti all'evento che domenica alle ore 16 arriverà nella Hall Serra del Meyer

 

 

Firenze - "Camminiamo insieme per la glicemia, per il cuore e per lo spirito". E' il titolo dell'evento organizzato dall'AOU Meyer, dall'Associazione Toscana Bambini con Diabete (ATBGD) con il patrocinio del Comune di Firenze, che domenica 22 aprile avrà come approdo l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Si tratta infatti di una staffetta di podisti PdPiani, con e senza diabete, che domani partirà dalla Cattedrale di Sansepolcro alla volta di Arezzo e da qui a Firenze, per giungere il 22 aprile alle ore 16 nella Hall Serra del Meyer, dove si celebrerà la Santa Messa.

 

I bambini, le loro famiglie e gli operatori del Centro Regionale Diabetologia accompagneranno i podisti nell'ultimo tratto fino all'arrivo al Meyer dove avverrà il clou della manifestazione: oltre all'accensione delle candele da parte del tedoforo, avverrà il rito liturgico con la benedizione dei partecipanti.

 

La manifestazione si inserisce nelle iniziative promosse a favore della diagnosi precoce del diabete e di una corretta conoscenza di questa patologia da non demonizzare. L'accensione della fiaccola sarà un momento di forte significato: con essa le famiglie e gli operatori sanitari vogliono infatti lanciare il messaggio di "fare luce sul diabete".

 

Seguirà la consegna dell'assegno simbolico di quanto raccolto dalla comunità biturgese a favore del Centro Regionale Diabetologia del Meyer.

 

I giornalisti, i fotografi e gli operatori sono invitati.

 



giovedì 19 aprile 2012

Epilessia: Neurology, risultati studio pilota Eisai sulla sperimentazione di perampanel

Eisai Europe Limited: La rivista Neurology(R) pubblica i risultati dello studio pilota di Eisai sulla sperimentazione di perampanel nel trattamento dell'epilessia



HATFIELD, Inghilterra, 19 Aprile 18, 2012 - Il presente comunicato stampa è destinato esclusivamente ai media europei. Le richieste per l'autorizzazione all'immissione in commercio di perampanel sono attualmente in corso di revisione da parte della Food and Drug Administration statunitense e dall'Agenzia europea per i medicinali.

Lo sviluppo del perampanel rinforza la missione hhc (human health care) di Eisai, l'impegno dell'azienda nella scoperta di soluzioni innovative per la prevenzione delle malattie, nella cura e nella salute e il benessere delle persone a livello mondiale. Eisai è impegnata nell'area terapeutica dell'epilessia e a rispondere alle esigenze mediche non soddisfatte dei pazienti e dei loro familiari.

Note per gli editori

Informazioni sul perampanelAttualmente Eisai sta sviluppando il perampanel per il possibile trattamento aggiuntivo delle crisi epilettiche parziali in pazienti affetti da epilessia. Il perampanel è un antagonista non competitivo dei recettori del glutammato di tipo AMPA (acido ?-amino-3-idrossi-5-metil-4-isossazolpropionico) con effetti anticonvulsivi dimostrati in studi di fase II e III. I recettori AMPA, ampiamente presenti in quasi tutti i neuroni eccitatori, trasmettono i segnali stimolati dal glutammato, un neurotrasmettitore eccitatorio presente nel cervello; si ritiene che questi recettori partecipino allo sviluppo di alcune malattie del sistema nervoso centrale caratterizzate da un'eccessiva neuroeccitazione, inclusi l'epilessia, i disordini neurodegenerativi, i disordini motori, il dolore e i disordini psichiatrici. Se verrà approvato, il perampanel sarà il primo prodotto di questa classe di farmaci.

Lo studio 306 è il primo studio di fase III del programma di studi clinici EXPLORE (EXamining Perampanel Observations from Research Experience) condotto per valutare l'efficacia e la sicurezza del perampanel (2, 4 e 8 mg/die) in aggiunta alla terapia concomitante con 1-3 FAE in pazienti con crisi epilettiche parziali incontrollate. Nello studio 706 pazienti sono stati randomizzati e hanno ricevuto il farmaco dello studio (623 pazienti hanno completato lo studio). Gli endpoint primari comprendevano la variazione percentuale mediana nella frequenza delle crisi e un tasso di responder del 50%. Nel corso di questo studio in doppio cieco controllato con placebo, i pazienti con crisi epilettiche persistenti in terapia con 1-3 FAE hanno ricevuto in modo casuale il perampanel 2, 4 e 8 mg/die o il placebo dopo una fase basale di 6 settimane. La dose di perampanel è stata aumentata di 2 mg/die ogni settimana ed è stata mantenuta alla dose finale per 13 settimane. Nella fase in doppio cieco è stata eseguita l'analisi della covarianza su tutti i pazienti trattati utilizzando tutti i dati sulle crisi epilettiche (registrati nei diari giornalieri).

Informazioni sull'epilessia

L'epilessia è caratterizzata da un scarica anomala di impulsi delle cellule nervose nel cervello che causa la comparsa di crisi epilettiche. A seconda del tipo, le crisi possono essere limitate a una parte del corpo o possono essere generalizzate e coinvolgere l'intero corpo.

I pazienti possono anche provare sensazioni anomale, alterazioni del comportamento o della coscienza. L'epilessia è un disordine neurologico con molte possibili cause. Spesso la causa dell'epilessia è sconosciuta. Qualsiasi elemento di disturbo del normale schema dell' attività neuronale, dalla malattia al danno celebrale e ai tumori, può causare la comparsa di crisi epilettiche.

Informazioni su Eisai Europa nel campo dell'epilessia

Eisai si è impegnata nello sviluppare e nel fornire nuovi trattamenti efficaci per migliorare la qualità di vita dei pazienti con epilessia. Lo sviluppo di FAE rappresenta un'area strategica per Eisai nel mercato Europeo.

Eisai dispone attualmente in Europa di tre farmaci autorizzati alla commercializzazione:

- Zonegran(R) (zonisamide) come terapia aggiuntiva nel trattamento di pazienti adulti con crisi parziali, con o senza generalizzazione secondaria.
- Zebinix(R) (eslicarbazepina acetato) come terapia aggiuntiva nel trattamento di pazienti adulti con crisi parziali, con o senza generalizzazione secondaria.
- Inovelon(R) (rufinamide) come terapia aggiuntiva nel trattamento di crisi epilettiche associate alla sindrome di Lennox-Gastaut in pazienti di età pari o superiore a 4 anni.

Informazioni su Eisai

Eisai è una delle case farmaceutiche leader a livello mondiale nella Ricerca e Sviluppo (R&S) e ha come missione aziendale quella di "dare priorità ai pazienti e alle famiglie e aumentare i benefici per la salute" che Eisai stessa definisce come "human health care" (hhc). Eisai ha recentemente ampliato la sede di Hatfield nel Regno Unito, che ora supporta le attività in continua crescita delle aree Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA).

Eisai si concentra nelle sue attività di R&S in tre aree chiave:

- Neuroscienze: Alzheimer, sclerosi multipla, dolore europatico, epilessia, depressione
- Oncologia: terapie antitumorali, regressione del tumore, estirpazione del tumore, anticorpi e terapie di supporto per il cancro, sollievo dal dolore e dalla nausea
- Reazioni immunologiche/vascolari: sindrome coronarica acuta, malattia aterotrombotica, sepsi grave, artrite reumatoide, psoriasi, morbo di Crohn

Con attività negli Stati Uniti, in Asia, in Europa e nel mercato nazionale giapponese, Eisai impiega oltre 11.000 dipendenti in tutto il mondo. In Europa, Eisai è impegnata in operazioni di vendita e marketing in oltre 20 mercati, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svizzera, Svezia, Irlanda, Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Portogallo, Islanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi e Belgio.

Per ulteriori informazioni visitare il sito web http://www.eisai.com

1. Krauss GM. Serratosa JM, Villanueva V et al. Randomized Phase III study 306: adjunctive perampanel for refractory partial-onset seizures. Neurology 2012: Please visit: http://www.neurology.org/

2. Pugliatti M et al. Estimating the cost of epilepsy in Europe: A review with economic modeling. Epilepsia 2007: 48(12) 2224 ? 2233.

3. Epilepsy in the WHO European Region: Fostering Epilepsy Care in Europe http://www.ibe-epilepsy.org/downloads/EURO%20Report%20160510.pdf [Accessed 10 April 2012]

mercoledì 18 aprile 2012

Sign Against Stroke: La patologia cardiaca sottovalutata provoca un aumento del 500% del rischio di ictus e unisce le associazioni di medici e di pazienti

Sign Against Stroke:
La patologia cardiaca sottovalutata provoca un aumento del 500% del rischio di ictus e unisce le associazioni di medici  e di pazienti



DUBAI, 18 Aprile 2012 - La Carta Globale del Paziente dà il via ad un'azione per affrontare il tema degli ictus evitabili causati dalla fibrillazione atriale World Congress of Cardiology 2012, World Heart Federation 18 aprile 2012 - La carta globale del Paziente con Fibrillazione Atriale, sostenuto dalle società scientifiche e associazioni di pazienti internazionali, è stato lanciato oggi nell'ambito del World Congress of Cardiology 2012 promosso dalla World Heart Federation.In un appello mondiale senza pari, la Carta del Paziente e la campagna che lo sostiene Sign Against Stroke in Atrial Fibrillation (firma contro l'ictus da fibrillazione atriale), affronta questa crescente emergenza cardio-cerebro vascolare della sanità pubblica, anche se poco riconosciuta.

La Carta mette a disposizione strategie e soluzioni in grado di evitare la morte o la disabilità per milioni di europei a causa di ictus derivanti da fibrillazione atriale, una patologia che non viene diagnostica e curata a sufficienza e che rappresenta un potenziale rischio di morte.Soltanto in Europa, sono oltre sei milioni le persone che soffrono di fibrillazione atriale; si tratta di un'aritmia cardiaca ed è uno dei maggiori fattori di rischio responsabili di ictus, un evento che può provocare disabilità o  portare alla morte. La fibrillazione atriale  è caratterizzata da un ritmo cardiaco irregolare, con battiti spesso troppo veloci o troppo lenti, con conseguenti accumuli di sangue e formazione di coaguli che possono raggiungere il cervello e provocare  ictus gravi, spesso letali.

In un appello globale, le associazioni di pazienti e società scientifiche di tutto il mondo chiedono al pubblico, ai professionisti della salute e ai decisori politici di promuovere azioni in grado di evitare ictus gravi e devastanti correlati alla fibrillazione atriale. La popolazione viene incoraggiata a mostrare il proprio supporto sottoscrivendo la Carta e visitando il sito web della campagna http://www.signagainststroke.com."Un numero troppo elevato di vite viene distrutto perché le persone non scoprono in tempo di essere affette da fibrillazione atriale, se non dopo essere state colpite da un ictus," ha dichiarato Mellanie True Hills, fondatrice e CEO di StopAfib.org. "Dobbiamo garantire alle persone che le diagnosi siano fatte prima e che le cure siano tempestive ed efficaci per gestire la fibrillazione atriale e per evitare gli ictus. Stiamo chiedendo alle persone di tutto il mondo di visitare il nostro sito web e di sottoscrivere la Carta per far crescere la consapevolezza di questa condizione potenzialmente mortale e debilitante, in grado di distruggere le vite."La fibrillazione atriale non ha limiti geografici, di sesso o socioeconomici ed è responsabile del 20% di tutti gli ictus provocati da coaguli del sangue.

La Carta del Paziente sottolinea la necessità di agire immediatamente"Ogni 12 secondi, una persona nel mondo viene colpita da un ictus correlato alla fibrillazione atriale," ha dichiarato Trudie Lobban MBE, Fondatrice e Trustee della Arrhythmia Alliance, nonché Co-Fondatrice e CEO della Atrial Fibrillation Association. "Tuttavia, a differenza della pressione alta o del diabete, molte persone non hanno mai sentito parlare di fibrillazione atriale. Si tratta di una condizione che aumenta il rischio di ictus del 500%; nonostante ciò, ricorrendo a diagnosi precoci e ad anticoagulanti appropriati,  la maggior parte degli ictus correlati alla fibrillazione atriale può essere evitata."Di importanza cruciale appare il fatto che gli ictus correlati alla fibrillazione atriale sono più gravi di quelli derivanti da altre cause. Ciò significa che le persone colpite da un ictus correlato alla fibrillazione atriale hanno minori probabilità di fare ritorno alle loro case e avranno maggiore necessità di assistenza da parte dei familiari o delle case di cura. Tuttavia, grazie a una maggiore attenzione a educazione, diagnosi e cura, è possibile ridurre l'impatto di questi ictus sugli individui, sul sistema sanitario e sulla società.

Gli ictus correlati alla fibrillazione atriale possono essere prevenuti ... quindi preveniamoliLa campagna Sign Against Strokein Atrial Fibrillation, mira a raccogliere firme da tutto il mondo a sostengo della Carta globale del Paziente con fibrillazione atriale e dei suoi "cinque consigli fondamentali:""Bayer HealthCare sostiene con orgoglio questa campagna," ha commentato il Dr. Flemming Ornskov, di  Bayer HealthCare Pharmaceuticals. "Migliorare i risultati sui pazienti è estremamente importante. Tuttavia, è necessario che tutti lavorino insieme, pazienti, personale sanitario, decisori politici, organizzazioni non istituzionali e industria. Non è possibile conseguire questo risultato da soli."Informazioni sulla Carta Globale del Paziente e sulla campagna Sign Against Stroke La Carta globale del Paziente è stata sviluppata da un Comitato di organizzazioni che comprendono AntiCoagulation Europe, Arrhythmia Alliance, Atrial Fibrillation Association, Irish Heart Foundation, StopAfib.org  e Stroke Alliance for Europe, in collaborazione con le associazioni di pazienti tutto il mondo.

La Carta globale del Paziente è stata ideata per portare un'unica voce nel mondo per migliorare la cura delle persone affette da fibrillazione atriale e la prevenzione di coloro che sono a rischio di ictus ad essa correlati. Contiene consigli su azioni fondamentali che i decisori politici, i professionisti della salute,  i payers e i governi nazionali possono implementare per salvare molte vite, ridurre l'impatto della malattia e gli ingenti costi ad esso associati. La campagna Sign Against Stroke mira ad aumentare la consapevolezza della fibrillazione atriale e della necessità di prevenire ictus correlati ad essa incoraggiando tutti gli stakeholder interessati, compresa la popolazione , a visitare il sito http://www.signagainststroke.com e supportare la campagna con la sottoscrizione della Carta globale del paziente con fibrillazione atriale. L'obiettivo di Sign Against Stroke è raccogliere 1,7 milioni di firme a sostegno della Carta, una per ognuno dei nonni, delle madri, dei padri, degli zii e delle zie che in base alle stime ogni anno vanno incontro alla morte o a disabilità per ictus causati da fibrillazione atriale. Bayer HealthCare supporta con orgoglio la Carta globale del Paziente e la campagna Sign Against Stroke




lunedì 16 aprile 2012

Infezioni da Escherichia Coli: come sapere se il Cibo è contaminato?

Nessun vaccino o farmaco è in grado di proteggere da un'infezione da Escherichia coli, anche se i ricercatori stanno studiando vaccini potenziali. Per ridurre la probabilità di essere esposti all'E. coli, evita i cibi a rischio e fai attenzione alle contaminazioni.

Escherichia Coli
Alimenti a Rischio

  • Evita gli hamburger poco cotti. La carne, specialmente se grigliata, deve diventare marrone prima di potersi dire completamente cotta: utilizza quindi un termometro per assicurarti che la carne venga riscaldata ad almeno 71° nel punto più spesso.
  • Bevi latte e succhi di frutta pastorizzato. I succhi in scatola o in bottiglia conservati a temperatura ambiente è probabile che sia già pastorizzati, anche se l'etichetta non lo dice.
  • Lava accuratamente gli alimenti crudi. Anche se il lavaggio di prodotti non necessariamente assicura l'eliminazione di tutti batteri di Escherichia coli - soprattutto nelle verdure a foglia verde che forniscono ai batteri molti punti per attaccarsi – un attento risciacquo può rimuovere lo sporco e ridurre la quantità di batteri che possono rimanere aggrappati al prodotto.

Evita la contaminazione incrociata

  • Lava gli utensili. Usa acqua calda e sapone per lavare coltelli, pani di lavoro e taglieri, prima e dopo il contatto con i prodotti freschi o carne cruda.
  • Tieni i cibi crudi separati. Questo include l'utilizzo di taglieri separati per la carne cruda e per alimenti come frutta e verdura. Non mettere mai gli hamburger già cotti sulla stessa piastra che hai utilizzato per dar loro la forma.
  • Lavati le mani dopo aver preparato o mangiato del cibo, dopo aver usato il bagno o dopo aver cambiato un pannolino. Assicurati che anche i bambini si lavino le mani prima di mangiare, dopo aver usato il bagno e dopo il contatto con gli animali.

Come sapere se il cibo è contaminato?

Non si può capire se un cibo è contaminato da E. coli dall'aspetto, dall'odore o dal sapore. Sebbene la maggior parte dei tipi di Escherichia coli siano batteri innocui, alcuni ceppi, come E. coli O157: H7, può causare gravi malattie a trasmissione alimentare. Per proteggersi dall'Escherichia coli e da altre malattie di origine alimentare, rispetta le seguenti linee guida per la sicurezza alimentare:

  • Sciacqua accuratamente il cibo prima di ingerirlo o cucinarlo; strofina bene gli alimenti che hanno una superficie irregolare.
  • Lava le mani, gli utensili e le superfici della cucina con acqua calda e sapone prima e dopo la preparazione del cibo.
  • Tieni i cibi crudi, in modo particolare le carni, separati da quelli pronti per il consumo.
  • Cuoci il cibo accuratamente. Bistecche di manzo, maiale, agnello e vitello, braciole e arrosti devono essere cotti a una temperatura interna minima di 145 gradi Fahrenheit (63 gradi Celsius).
  • Refrigera o congela i cibi deperibili tempestivamente.
  • Evita succhi di frutta e prodotti caseari non pastorizzati.
  • Non bere l'acqua proveniente da laghi o corsi d'acqua.

Genomic Vision lancia nuovo test diagnostico innovativo per la Distrofia Facio-Scapolo-Omerale (FSHD)

Genomic Vision lancia nuovo test diagnostico innovativo
per la Distrofia Facio-Scapolo-Omerale (FSHD)




PARIGI, 16 Aprile 16, 2012 - Genomic Vision, azienda leader nel settore delle biotecnologie per i test diagnostici genetici che utilizzano l'innovativa tecnologia del molecular combing del DNA, ha annunciato l'introduzione sul mercato del suo primo test volto a diagnosticare la seconda forma di distrofia più diffusa, la distrofia facio-scapolo-omerale (FSHD), una patologia neuromuscolare che colpisce nel mondo da una persona su 10.000 a una persona su 20.000.

Il programma clinico per il test del combing per la FSHD è stato sviluppato in collaborazione con il dipartimento di genetica medica guidato dal prof. Nicolas Lévy, presso l'ospedale La Timone (Marsiglia, Francia), e con la Université de la Méditerranée, e anche grazie al sostegno finanziario elargito dall'Associazione francese contro le miopatie (AFM).

"In termini di salute pubblica, questo test trasformerà il processo diagnostico di questa malattia. Esso riveste un grande valore per gli specialisti, i pazienti e i loro familiari, in quantofornisce lorouna diagnosi estremamente affidabile per questa grave patologia, laddove le attuali metodiche non consentono sempre di formulare una diagnosi chiara," afferma soddisfatto il dott. Aaron Bensimon, fondatore e direttore generale di Genomic Vision.

La piattaforma diagnostica per la distrofia FSH è stata trasferita al dipartimento di genetica medica dell'ospedale La Timone per essere soggetta a un utilizzo di routine. Ogni anno saranno coinvolti tra i 300 e i 500 pazienti.

"Genomic Vision ha raggiunto una pietra miliare nel suo percorso di sviluppo con il lancio di questo primo test, realizzato grazie alla innovativa tecnologia delmolecular combing e al sostegno dei nostri partner. Questo successo iniziale conferma anche la validità del nostro approccio scientifico e commerciale, basato su una stretta collaborazione con i clinici che entrano direttamente in contatto con la malattia negli ospedali e con i centri di ricerca, e sulla successiva consegna della nostra piattaforma tecnologica nelle loro mani," sottolinea il direttore generale di Genomic Vision.

Oltre che presso l'ospedale La Timone di Marsiglia, il test della FSHD in questo periodo è in via di sperimentazione in modalità beta anche in Germania, nel dipartimento guidato dal prof. Clemens Muller-Reible, all'interno dell'istituto di genetica umana del Centro di Biologia dell'Università di Wurzburg.

"Gli attuali metodi diagnostici sono laboriosi e producono risultati difficili da interpretare, che inoltre si rivelano inconcludenti nel 20-40% dei casi. La qualità del risultato riveste un'importanza cruciale. Il nostro test del combing per la FSHD dà una risposta inequivocabile, e quindi consentirà di formulare una diagnosi molto accurata," evidenzia il dott. Pierre Walrafen, project manager di Genomic Vision. "La posta in gioco è alta perquei pazienti in cui la situazione d'incertezza è particolarmente difficile da sopportare. Quando viene diagnosticato un caso all'interno di una famiglia, questo test ci permetterà anche di fornire una consulenza genetica ad altri membri di quella famiglia."

In totale, circa trenta laboratori in tutto il mondo stanno conducendo test diagnostici genetici per questa malattia.

Pubblicazione

Molecular combing reveals allelic combinations in facioscapulohumeral dystrophy, Nguyen K, Walrafen P, Bernard R, Attarian S, Chaix C, Vovan C, Renard E, Dufrane N, Pouget J, Vannier A, Bensimon A, Lévy N., Ann Neurol. 2011 Oct;70(4):627-33

Per maggiori informazioni generiche sulla FSHD consultare il sito: http://www.genomicvision.com/products-diagnostic-CombiDiagFSHD.php

Per ulteriori informazioni su Genomic Vision visitare il sito: http://www.genomicvision.com

domenica 15 aprile 2012

SOS pronto soccorso ictus: non solo unità coronariche, le autoambulanze siano dotate anche di attrezzature per gli ictus anche in Italia

 

SOS pronto soccorso ictus: non solo unità coronariche, le autoambulanze siano dotate anche di attrezzature per gli ictus anche in Italia. La sperimentazione è già partita in Germania. Il trattamento d'urgenza già prima dell'ospedale in ambulanze specializzate aumenterebbe le possibilità d'intervento e di salvaguardia delle vite umane

 

Quante morti o danni permanenti possono essere evitati in conseguenza di un ictus se si interviene tempestivamente? Secondo una sperimentazione condotta da un'equipe dell'Università del Saarland a Homburg in Germania guidata dal dott. Klaus Fassbender che si è limitata ad un numero esiguo di soggetti, molte più di quante se ne possano immaginare.

La soluzione per interventi urgenti possono essere ricercate nelle stroke unit mobili utilizzate per la ricerca, ovvero autoambulanze attrezzate per la gestione dell'ictus con tomografia computerizzata, sistemi di analisi di laboratorio e attrezzature per la telemedicina che secondo lo studio possono dimezzare il tempo impiegato per la somministrazione dei fibrinolitici.

L'ictus è considerato, alla stregua di un infarto cardiaco, come una vera e propria emergenza medica, con conseguenze che in molti casi possono portare alla morte o a danni permanenti. La forma più frequente di quello che viene anche chiamato "attacco apoplettico" è quella ischemica che è la conseguenza della formazione di un coagulo di sangue che interrompe il flusso sanguigno in una zona dell'encefalo.

L'urgenza per tentare di porre rimedio al rischio di danni gravi o alla morte sta proprio nel fatto che al giorno d'oggi esistono delle terapie, in particolare dei farmaci che hanno efficacia solo se somministrati entro quattro ore e mezzo dall'insorgenza acuta della malattia.

Per esempio, tanto più è rapida l'effettuazione della terapia fibrinolitica, tanto più alte sono le possibilità di sopravvivenza e di ridurre la disabilità a lungo termine.

Non tutti i pazienti, però, sono candidati idonei. Questi farmaci salva-vita non sono adatti per i pazienti con ictus emorragico, nei quali vi è stata la rottura di un vaso sanguigno. E' indispensabile quindi, in una situazione critica come questa, una rapida valutazione diagnostica.

La ricerca tedesca ha riguardato solo 100 pazienti, dei quali 53 sono stati trattati in ambulanze appositamente attrezzate. In tali casi la trombolisi con tPA è stata effettuata in media entro 35 minuti dall'esordio dei sintomi. In confronto, quelli inviati in ospedale per il trattamento secondo la prassi attuale hanno atteso complessivamente 76 minuti.

Per la verità, per quanto riguarda gli esiti dello studio non sono state segnalate differenze significative tra i due gruppi, ma gli stessi ricercatori hanno evidenziato come la ricerca abbia riguardato solo un limitato numero di pazienti e un periodo determinato di una settimana, e non è stato tarato per valutare questi aspetti. Ma gli studiosi sono convinti che studi clinici più rappresentativi e condotti non solo nelle aree urbane potranno in futuro chiarire meglio il ruolo delle stroke unit mobili sulla prognosi.

Alla luce di tali dati che ci lasciano sperare in più efficaci possibilità d'intervento, Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", si augura che anche in Italia parta una sperimentazione simile affinché già nel prossimo futuro le ambulanze siano dotate, oltreché delle necessarie unità coronariche, anche di attrezzature per la diagnosi e la gestione degli ictus.

Lecce, 15 aprile 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA




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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

sabato 14 aprile 2012

Consumatori: attenti al PELLETS di provenienza cinese è contaminato da sostanze inquinanti. Gravi rischi per la salute

 

Consumatori: attenti al PELLETS di provenienza cinese è contaminato da sostanze inquinanti. Gravi rischi per la salute

 

 

I funzionari dell'Ufficio Antifrode delle Dogane di Napoli 1, su specifica segnalazione del locale Ufficio Integrato di Analisi dei Rischi e in collaborazione con i militari della Guardia di Finanza, hanno sequestrato, per traffico illecito di rifiuti, 86.400 Kg di pellets (prodotto utilizzato come combustibile per stufe).

La merce, stivata in sei containers provenienti dalla Cina e destinata ad una società italiana con sede in provincia di Taranto, è stata analizzata dall'Università Federico II di Napoli, che l'ha qualificata come prodotto pericoloso per la salute, in quanto contaminato da sostanze inquinanti, in difformità a quanto previsto dal D.Lgs 152/2006.

Secondo Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti", le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere un quadro chiaro sull'entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità di prodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione anche se le importazioni dall'Asia rappresentano una piccola e sporadica quantità, dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pellet è venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale. Ciò quindi consiglia molta prudenza nell'acquisto del prodotto di provenienza cinese. Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presenta notevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatori che lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico. Il tema della contaminazione da sostanze inquinanti anche di tipo radioattivo come nel caso di pellets importato dalla Lituania, non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenuti e promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore, anche prevedendo un aggiornamento delle norme. Tuttavia siamo dell'avviso che questo episodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificati allarmi.

Lecce, 14 aprile 2012                                                                                                                                                                                            

Giovanni D'AGATA




venerdì 13 aprile 2012

Tutela del consumatore: prodotti dietetici. Gli esperti Usa: "Pillole e prodotti dietetici non servono a niente".

Tutela del consumatore: prodotti dietetici. Gli esperti Usa: "Pillole e prodotti dietetici non servono a niente". La soluzione: dieta equilibrata e più sport

 In tutti i Paesi cosiddetti sviluppati il problema dei cittadini in sovrappeso ed obesi è una questione seria se per l'Organizzazione Mondiale della Sanità gli adulti obesi nel mondo sarebbero all'incirca un miliardo e mezzo e l'Italia risulta essere una nazione non immune. Si pensi, infatti, che secondo le statistiche più recenti dell'Istituto Superiore della Sanità sono quattro gli italiani su dieci in sovrappeso mentre un quarto di questi è addirittura obeso.

E la ricetta magica del dimagrimento facile è una chimera così come è stato confermato di recente da una ricerca degli autorevoli Harvard Medical School e del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston i cui contenuti vengono anticipati da Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del Consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti",  poiché lo studio sarà pubblicato a maggio su American Journal of Preventive Medicine.

I due centri di ricerca hanno però individuato alcuni parametri guida che possano essere delle soluzioni serie al problema del grasso in eccesso: basta pillole "magiche" o prodotti dietetici, la ricetta del dimagrimento e del mantenersi in forma sta fondamentalmente nel mangiare meno cibi grassi e muoversi di più. Ma è la scelta di un regime dietetico programmato che può essere il vero toccasana al problema.

Quindi, non è vero che è impossibile dimagrire se si è a conoscenza del come. Una delle ricercatrici che ha collaborato allo studio, la dottoressa Jacinda M. Niklas, ha infatti, sostenuto che "Un numero sostanziale di obesi può perdere peso e nel nostro studio lo dimostriamo, spiegando anche come".

La ricerca ha riguardato oltre 4000 adulti obesi con Indice di Massa Corporea maggiore o uguale a 30. Di questi ben il 63% aveva già tentato di perdere peso nell'ultimo anno, con metodi come diete liquide, pillole non prescritte da medici, diete di moda al momento.

L'obiettivo dei partecipanti era quello di perdere il 5% del peso corporeo: "si tratta di meno di quanto prevedono le Linee Guida di solito, ovvero il 10% del peso, ma ci sono studi che hanno dimostrato come anche dimagrire un pò meno può portare benefici", ha precisato la studiosa.

I pazienti che sono stati sottoposti alla ricerca sono stati indirizzati a mangiare meno cibi "spazzatura", a fare più esercizi fisici e sono stati inseriti in programmi di perdita di peso, talvolta anche con farmaci specifici. In nessun caso però hanno utilizzato alimenti o barrette dietetiche.

L'indagine ha dato delle conferme che gettano una luce importante su alcune che appaiono sempre più come delle vere e proprie credenze popolari: è molto meno probabile perdere peso se si fa uso di cibi dietetici preconfezionati. "Molti partecipanti che si iscrivevano a programmi di dimagrimento facevano uso di alimenti o barrette dietetiche, ma in realtà nel nostro studio si dimostra che chi consumava questo tipo di cibi, seppure li assumeva secondo un regime alimentare programmato, aveva meno possibilità di perdere peso", ha evidenziato la Niklas. "Dunque più che mangiare cibi dietetici è importante seguire un programma di perdita di peso corretto. Anche perché barrette e altri rimedi potrebbero non essere affatto salutari o poco calorici: i pazienti che leggono 'dietetico' sono portati a pensare che possono mangiare questi alimenti in quantità a piacere, e la maggior parte delle volte non è affatto così".

Le strategie di perdita di peso più comuni sono dunque spesso poco efficaci. In conclusione la Niklas ha sottolineato che "Alcuni dei partecipanti hanno anche fatto ricorso a farmaci, ma erano solo una piccola percentuale. A riprova che per perdere i chili di troppo bisogna solo mettersi in testa di mangiare meno cibi grassi e fare più sport".

Lecce, 12 aprile 2012                                                                                                                                                                                                

Giovanni D'AGATA

 




giovedì 12 aprile 2012

Sana e Corretta Alimentazione e Sos bimbo

 

 

 

 

Sana e Corretta Alimentazione e Sos bimbo

Giornata inaugurale e presentazione alla stampa

 

 

Venerdi 20 Aprile alle ore 11.00 sarà presentato presso l'Istituto Agrario Giuseppe Garibaldi di Roma il progetto "Sana e Corretta Alimentazione e Sos Bimbo", iniziativa ideata e organizzata da Anna De Fazio e fortemente voluta dal Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute di ROMA CAPITALE. Alla giornata inaugurale del 20 Aprile sarà presente il Vice Sindaco di Roma Sveva Belviso.

L'obiettivo del progetto è quello di educare e avvicinare le scolaresche partecipanti e le loro mamme alla Sana e Corretta Alimentazione.

500 alunni delle scuole elementari di Roma saranno ospiti nella giornata prevista all'agrario accolti dai professori dell'Istituto, che mostreranno ai giovani ospiti i macchinari storici, il bestiame da mungitura e la realizzazione di tanti prodotti che non dovrebbero mai mancare sulle nostre tavole.

A seguire i piccoli ospiti saranno tutti invitati a partecipare a un grande buffet allestito con colori e sapori italiani, una Tavola d'Oro dedicata ad una sana e corretta alimentazione creata proprio per sottolineare l'importanza delle pietanze e il giusto abbinamento dei cibi.

Ma ci sarà anche una piccola Tavola Nera contenente tutti i cibi deleteri per il nostro organismo e i cibi abbinati in maniera scorretta.

 

Durante il percorso didattico dei bambini, le maestre saranno impegnate per il corso d'addestramento denominato " Primo SOS Bimbo"  tenuto dai medici della Società italiana Pediatri. Tutto il corpo docente sarà addestrato per  le prime manovre da apportare al bimbo nel caso di soffocamento, a riconoscere una reazione allergica o lo shock anafilattico e ad essere in grado di stilare una diagnosi al 118.

 

Un vero e proprio progetto itinerante che girerà le Scuole del Comune di Roma nei mesi di Aprile, Maggio, Ottobre Novembre e Dicembre coinvolgendo una media di 1200 bambini al mese, le loro mamme e il corpo docente con l'obiettivo di segnalare un cammino di Salute e Sicurezza.

 

Staminali cordonali all'estero. Il bizantinismo di una normativa che crea ostacoli e inutili costi, a Stato e utenti


Staminali cordonali all'estero. Il bizantinismo di una normativa che crea ostacoli e inutili costi, a Stato e utenti

Firenze, 12 Aprile 2012. L'Antitrust e' intervenuta (1) per dare alcune dritte sulle informazioni che alcune societa' che raccolgono il sangue cordonale per stoccarlo in banche estere. Si tratta delle staminali contenute nel cordone ombelicale, che la nostra legislazione vieta di usare in modo autologo (per se stessi) se non per patologie preesistenti al momento della raccolta, legislazione che consente invece la conservazione -sempre autologa- in banche estere oppure la conservazione in banche italiane ma in forma anonima e a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. Una situazione che ha e sta favorendo il turismo sanitario verso l'estero, con l'aggiunta di pesanti tasse che ogni Regione fa pagare per autorizzare il trasferimento. Situazione che ha anche favorito la comparsa sul mercato di offerte anche un po' dubbie, ma che ora, dopo l'intervento dell'Antitrust e le sue verifiche, ci fa sentire tutti un po' piu' tranquilli.
Il problema che pero' resta, grosso come un macigno, e' perche' ci si debba sottoporre a questo turismo (o rinunciarvi come avviene per la maggior parte dei cordoni che finiscono nella spazzatura). Il motivo sono i pruriti ideologici di parte dei nostri governanti, pruriti che pero', per non fare a cazzotti con quello che avviene in tutti gli altri Paesi Ue e non solo, pare che siano soddisfatti dalla non-contaminazione del nostro territorio con questi residui sanguigni, e il loro trasferimento verso i "cattivi" stranieri. Non solo, ma il prurito che consente la conservazione autologa per patologie preesistenti la raccolta del cordone e ancora piu' ipocrito e violento: mette il veto preventivo a qualunque innovazione e scoperta scientifica che -fatta dopo la propria raccolta- possa dare giovamento attraverso le staminali cordonali (la legge dice in pratica: che se la vedano gli stranieri....).
Quanto ci costa tutto questo? Molto e troppo. In senso scientifico, medico, culturale ed economico.
Scientifico. Chi si impegna in una ricerca del settore con simili normative a disposizione? Meglio andare all'estero!
Medico. Le prime applicazioni con l'uso di staminali autologhe stanno avendo successo... ma bisogna andare all'estero e pagarsi il tutto.
Culturale. Nessuno obbliga nessuno. Ma la cultura di chi crede che il proprio giusto debba essere quello di tutta la comunita' e' fortemente radicata in chi ci governa piu' che nel Paese, che sui temi cosiddetti etici ha sempre -quando gli e' stato concesso di farlo- dato ragione alle libere scelte dell'individuo (aborto e divorzio, fanno scuola).
Economico. Quanti soldi buttati via: da parte dei cittadini che pagano salassi per portare le staminali cordonali all'estero, da parte delle istituzioni (inclusa l'Antitrust) che devono vigilare per la corretta applicazione di leggi che son messe li' solo per fare bella mostra di una ideologia minoritaria imposta alla maggioranza.
E meno male che questo dovrebbe essere il Paese che sia avvia verso la semplificazione.... ci rendiamo conto che l'attuale Governo "tecnico" e' bene che non si addentri nel presumibile pantano che monterebbero i contrari alla liberta' di scelta di fronte ad una proposta liberalizzatoria, ma ci auguriamo che quanto accade in questi momenti possa servire da stimolo perche' tutti coloro che sono sensibili alla questione riprendano in mano i remi che sembra siano stati in barca durante questi ultimi mesi: il banco di prova elettorale del prossimo anno sara' bene che si misuri anche su questioni del genere.

Qui il notiziario Aduc sulle cellule staminali: http://salute.aduc.it/staminali/

(1) http://www.aduc.it/notizia/staminali+cordonali+all+estero+antitrust_125220.php

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

mercoledì 11 aprile 2012

Sicurezza nel parto: la pericolosa, ma invisibile manovra di Kristeller

SICUREZZA NEL PARTO

Rivoluzionario dispositivo medico in grado di evitare danni irreversibili alla donna e al bambino: presentazione di Baby Guard.

 

Montecatini Terme (Pt) 12-13-14 Aprile 2012

Congresso di Ginecologia

"LA DONNA - Il Fascino della Ginecologia Moderna tra Salute e Sicurezza della donna: Aggiornamenti e Necessità"

 

 

Montecatini 11 aprile 2012  - Sicurezza durante il parto. Un fatto che molti oggi danno per scontato ma che in realtà non lo è. Le cifre parlano chiaro: l'Italia è prima in Europa per tagli cesarei e terzultima al mondo per numero di nascite, come ingenti sono i risarcimenti chiesti dalle famiglie i cui congiunti hanno subito danni.

 

Ad oggi il parto naturale non ha concreti standard di sicurezza, infatti, nonostante che medici e ostetriche cerchino di fare sempre del loro meglio, nel momento più delicato, cioè la fase espulsiva, sono spesso costretti a seguire due vie: o pressioni manuali non codificate che non permettono il controllo della pressione esercitata sull'addome della partoriente (Manovra di Kristeller) o ricorrere al cesareo.

 

Con la Kristeller (detta anche manovra invisibile perché non viene mai dichiarata e non si ritrova nelle cartelle cliniche) in pratica si applicano spinte manuali sull'utero nel periodo espulsivo per accelerare il parto e la fuoriuscita della testa fetale. Questo spesso porta a importanti complicanze sia materne, come emorragie intra e post-partum, distacco di placenta, rottura-lacerazione dell'utero, frattura costale, lesioni al bacino, rottura del fegato e della milza, lacerazioni dello sfintere anale, sia per il bambino. A suo carico talvolta l'esito della manovra può produrre: sofferenza fetale acuta, asfissia perinatale, frattura della clavicola, disabilità neurologiche permanenti, paralisi e handicap cerebrale, morte fetale.

Da non dimenticare, inoltre, l'aggravamento della depressione post partum e la dispareunia, cioè il dolore che rende difficile o impedisce il rapporto sessuale con il partner. Esistono ulteriori complicanze che si presentano a distanza anche di anni, ovvero nel periodo della menopausa, come il prolasso uterino, vescicale, incontinenza urinaria, che obbliga la donna a sottoporsi ad interventi chirurgici che fanno lievitare le spese sanitarie.

 

Si evince perciò che anche l'alto numero di parti con cesareo che avvengono nel nostro paese, sono l'estrema conseguenza che mette " in sicurezza" i medici da un eventuale errore (le cause per danni attualmente in corso sono migliaia ed i risarcimenti richiesti alle Strutture Sanitarie pubbliche e private nell'ordine di milioni di euro) facendo lievitare i costi sanitari e influendo negativamente sulla psicologia femminile e sopprimendo la naturalità di un evento che coinvolge la coppia/famiglia.

 

Partendo da questi dati era evidente la necessità di un dispositivo medico che fosse di sicuro ausilio in ambito etico, medico legale, giuridico per la messa in sicurezza della paziente, del nascituro e

 

dello staff medico. Dopo accurati studi ergonomici e di biomeccanica del parto affidati alla Cabel Costruzioni Elettroniche S.a.S è nato BabyGuard che in Italia sarà distribuito dalla società fiorentina Safe Factory srl. Direttore Scientifico del progetto la prof. Luisa Acanfora.

 

Baby-Guard è un dispositivo medico multifunzionale composto da una morbida fascia ergonomica gonfiabile a misurazione di pressione controllata che viene applicata sull'addome materno per accompagnare le contrazioni uterine durante la delicata fase espulsiva del travaglio di parto in modo dolce. Il dispositivo medico permette anche di monitorizzare la frequenza cardiaca materna e fetale e l'attività miografica uterina. Baby Guard ha ottenuto l'approvazione unanime del Comitato Etico per i dispositivi medici dell'Azienda  Ospedaliera Careggi per la fase di sperimentazione clinica nel 2011, che è stata eseguita presso l'U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia del Dipartimento Materno-Infantile dell'Azienda Sanitaria Locale 11 di Empoli diretta dal Dr. Marco Filippeschi che ha permesso di ottenere la certificazione della Comunità Europea.

 

I risultati scientifici e clinici ottenuti con la Sperimentazione Clinica effettuata hanno dimostrato che il Baby-Guard è un dispositivo efficace nell'aumentare la sicurezza al parto naturale in quanto riduce:

la durata della fase espulsiva del travaglio, il distress psico-fisico della partoriente, il numero di lacerazioni vagino-perineali, i tagli cesarei richiesti dalla partoriente in travaglio e azzera l'esecuzione della manovra di Kristeller.

La sperimentazione Clinica svolta in cieco random è stata effettuata su 80 donne (40 con il metodo tradizionale, 40 con il Baby Guard) ha dato i seguenti risultati:


Il Baby Guard sarà presentato ufficialmente in occasione del 3° Congresso Nazionale di Ginecologia FIOG dal titolo: "LA DONNA - Il Fascino della Ginecologia Moderna tra Salute e Sicurezza della Donna: Aggiornamenti e Necessità" che si svolgerà a Montecatini Terme il 12-13-14 Aprile 2012 presso il Palazzo dei Congressi in via Amendola 2. L'esposizione della relazione scientifica sarà tenuta dal Dott. Pasquale Florio il giorno 13 Aprile alle ore 11.30 presso l'Aula B del palazzo dei Congressi.

 

Oggi la giurisprudenza insegna che le strutture sanitarie devono adeguare i dispositivi medici alle nuove tecnologie e, con il personale sanitario, informare correttamente le partorienti dei dispositivi medici in uso e il Baby Guard soddisfa questa esigenze. Per questo è necessario informare non solo le strutture sanitarie ma anche le donne che, se informate, saranno in grado di affrontare il momento del parto in tutta sicurezza.

 

 

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